Comincio prima di tutto ad avvisare che -a dispetto del titolo- non si tratta di una favola tipo "Kirikù e la strega Karabà", bensi dell'ennesima tragedia musicale a cui ho avuto il piacere di assistere.
Zazzarazz
Festival della canzone "jazzata"
San Remo, piazza San Siro
11 agosto 2018 ore 21.30
Partiamo dal titolo della rassegna: questo contiene due pericolosi componenti che avrebbero dovuto scoraggiare chicchessia dal recarsi in piazza San Siro:
- Canzone e quindi qualcuno che canta (o pretende di cantare) qualcosa che é il Male
- jazzata che scritto tra virgolette sottointende -di minimo- un esperimento di ibridazione tra qualche cagata cantata ed il jazz (ricordo che la caratteristica intrinseca degli ibridi é di essere sterili); di massima il concetto che con le virgolette su jazzata non c'é da aspettarsi manco che sia jazz, ma che con le virgolette l'ideatore si pari il culo dalle critiche dei jazzofili.
Comunque, in scena!
Arriva sul palco un deficiente vestito da deficiente che pare proprio un deficiente. Ma non lasciatevi ingannare: é davvero un deficiente.
Costui é il nostro anfitrione (...andiamo bene...) nienetepopodimenoche Freddy Colt, il sultano del Sultanato dello Swing (che i Dire Straits ci proteggano).
Addobbato con un tight color rosso mattone, il fez in testa e dentro la testa presumibilmente delle pigne, introduce la serata, blatera sul suo sultanato dello swing (peraltro creato davvero con atto notarile) e chiama sul palco il mattatore della serata: Lorenzo Hengeller (avesse detto Carneade, forse sarebbe stato meglio).
Costui, in piano solo, mi esegue Baciami piccina con un sufficiente numero di errori della mano destra, e quindi -non pago della sufficienza- passa a Legata ad un granello di sabbia ed io vorrei legarlo ad uno scoglio prima dell'alta marea.
Canzone cantata male in una specie di stile Buscaglione scarso che fa scat di merda (dev'essere la nuova tendenza) e che si contorce al piano come fosse stato morso da un serpente.
Essendo tal Hengeller palesemente napoletano, ed essendo vestito da gelataio non può esimersi dal dare in proprio contributo alla distruzione della memoria di Renato Carosone.
Perciò... vai di Tu vuò fà l'americano... che però pare Via con me.
Infatti dopo qualche minuto di esecuzione si é capito che la trovatona genialona é fare un medley con il pezzo di Conte.
In pratica é partito con gli accordi giusti di Via com me. ma sul testo sbagliato. Genio!
Oltremodo ragguardevole la pronuncia inglese della nostra star: "I chims of You" (I dream of you).
Siccome ogni Gianni ha il suo Pinotto, Hengeller chiama sulla scena Felice Reggio che ha qualche evidente problema di alcolismo o di Alzhaimer: traffica 3 muniti di orologio con le parti senza trovare ciò che sta cercando. Risate in piazza.
Prima di iniziare un pezzo del maestro Canfora ci tiene a far sapere a tutti che stava per suonare la tromba che il suo amico (per modestia si é trattenuto dal dire fan) Oscar Valdambrini gli aveva donato prima di morire.
Così tutti i presenti in sala potevano capire che lui é un figo della Madonna.
Menomale che annunciano prima di iniziare che avrebbero eseguito Vorrei che fosse amore, anche perché con l'introduzione con accordi sbagliati, la partenza del piano a tempo quasi doppio, poteva essere un pò la qualunque.
Tema con scrocco di Reggio e solo di Reggio (fare anche un po' meno non sarebbe male) e del tarantolato che schiaccia tasti random sul pianoforte.
Al termine di 'sta roba Reggio ringrazia Hengeller per aver suonato con lui e lo definisce un grande musicista ed un amico.
Reggio come trombettista no mi pare 'sto fenomenno, ma come leccaculo è impareggiabile.
Poi, posata la sacra tromba, prende il flicorno ed annunciano Misty.
Mirabile attacco cromatico di Reggio per mascherare la fiera dello scrocco, o magari il flicorno era solo freddo...
La citazione della Rapsodia in blu mi pare pretenzioso e fuori luogo Gershwin lasciamolo in pace e comunque Reggio perpetua la tradizione "ottonistica" del Maestro Begonia: frullato di note per inciucchire il pubblico e creare l'effetto "va che figo che sono!"
Just Friends sempre in duo con l'amicone Yuri Hengeller (quello che piega le scale come fossero cucchiaini), ora il flicorno (lo strumento del trombettista scionfo) é caldo.
Ma lo scrocco é sempre con noi...
La performance di Hengeller non giova al buon esito, se sei in duo e tu sei l'unico strumento armonico, DEVI avere la struttura del brano in mente e la situazione sotto controllo per poter sparare un bengala in cielo se il solista si sta perdendo, se no é come usare il navigatore col GPS spento: giri a cazzo.
Pertanto... Struttura in vacca, ognuno per sè e Dio per tutti. Dopo gli scambi di 4 il pezzo sembra scritto da Lapio.
Ma quanto soffrirebbe Gorlier davanti a questa Ekaterinburg del piano?
Arriva il grande Mazinga vestito da sultano dei pirla a dirigere la small band che é salita sul palco dopo di lui: gli Swing Kids Ensemble. Ma 'sto imperatore di 'sta ceppa riesce a fare qualcosa che non sia una citazione??? Zazzarazazz (Bartali, Paolo Conte) - Sultanato dello Swing (Sultans of Swing, Dire Straits) - Swing Kids Ensemble (Swing Kids, film del 1992).
E poi, già che ti dai le arie da Gran Mufti, già che ti conci come il Feroce Saladino, già che te la tiri da Grande Iniziato ai Misteri del Jazz, per favore, almeno evita di pronunciare Swing Kissd!!!
Se no le uova marce te le meriti e devi ringraziare se non ti tirano le bombe a mano.
Dopo tutta una introduzione sul grande maestro Lelio Luttazzi e sull'onore fattogli dagli eredi nel farlo accedere all'archivio del Maestro (io non gli avrei fatto toccare manco la targhetta col nome sul campanello, ma Cialtronio deve avere dei "santi in paradiso") annunciano che eseguiranno due sue composizione con le partiture originali.
E io penso: Ecco, dato quanto finora sentito, Luttazzi potevate ricordarlo, pensarlo e basta...
Penombra.
Non malissimo, si sente che la parti sono state scritte da un essere senziente che sapeva ciò che faceva ed aveva ascoltato parecchio jazz appena arrivato nel dopoguerra dagli U.S.A. creando un gradevole connubio.
Incertezza sull'attacco del tema da parte del tenore, per il resto Hengeller non ha fatto danni e nemmeno gli S.K.E.
Altro brano di Luttazzi: Una tromba piange. Io ho iniziato da un po'...
Tutto bene, Reggio non sbulacca, Yuri Geller non piega il pianoforte come fosse un cucchiaio ed il pezzo lo portano a casa senza drammi.
Reggio e il direttore del circo si congedano. Il mio entusiasmo si spegne quando purtroppo ritorna Hengeller.
Comincia la lenta discesa nell'inferno delle composizioni originali (o presunte tali) dell'autoproclamato cantante-compositore-pianista napoletano.
Lo swing del giornalaio.
Con una strofa come "Io canto e resto gaio perché sono giornalaio" il Tenco é già suo. Forse si sfiora il Nobel per la Letteratura.
A taste of honey citato nel pezzo é veramente una trashata. Almeno lui lo avesse suonato dopo aver detto "Gazzetta dello Sport"... Già perché il 70% del testo é un elenco di testate (nel senso di giornali) con due banalità di contorno per fare la rima.
Si torna Bruno Canfora e si esegue Brava (povera Mina...) su metrica personale, molto personale. Pure troppo.
Pezzo onirico (nel senso da incubo post peperonata) su afa e Anita Ekberg: Che afa fa.
Essere stonato su un proprio pezzo é un buon segno.
Madonna che rime. Manco alle elementari...
Il rumore dello sciacquone (il cui tubo correva all'esterno della casa del vicolo che si affaccia sulla piazza) ha migliorato moltissimo il pezzo. Premio della critica per l'arrangiamento.
Tassista
Non saprei che dire, dopo l'introduzione sono entrato in coma.
Pausa, torna il piciu vestito da pagliaccio e ci spiega che ora arriva il momento clou della serata:
inizia la cerimonia di investitura (avrei preferito investimento) di Hengeller ad una carica ad minchiam del sultanato.
Arriva l'eunuco con l'attrezzatura, viene posto il fez delle Grandi Ceremonie sulla testa dell'Hengeller, letta la formula di rito e consegnato il passaporto diplomatico n° 42.
Che emozione!! Ero così emozionato che quasi vomitavo...
Poi chiamano anche una mezza sega di adolescente raspaiolo da youporn che si era aggirato tutta la sera per la piazza con fare nervoso (io pensavo fosse un fonico del service) tanta era l'eccitazione.
Viene nominato Vice Vattelapesca, ed iniziato con un fez meno maestoso di quello usato per Hengeller.
Se poi sommiamo il fatto che il titolare della carica di Turcopiliere di cui lui é stato nominato vice é morto mi pare quasi umiliante... Essere nominati vice di un morto non mi pare poi 'sto ruolo così gerarchicamente di rilievo...
Finisce l'orrida pantomima, ma riprende Hegeller.
Guapparia 2000: testo rivoltante come al solito e musica tra il già sentito e il non vorrei mai averlo sentito.
Sul secondo ritornello si sono dispersi basso e batteria. Prontamente inviati i cani.
L'ultimo pezzo lo fa staccare al pubblico dopo aver spiegato lo swing, il 2 e il 4, etc... e poi lui attacca in battere. Congratulazioni! Una sola volta avevo visto fare una cosa simile a Gipo, ma nel suo caso almeno era in parte giustificabile dal fatto che il pezzo non partiva sull'uno.
Il pezzo é una specie di Vecchia America da far rivoltare il Quartetto Cetra (peraltro liguri).
Assolo impreziosito da 2 rarissimi fischi (uno appena percettibile) di Garino al sax baritono. Tenore pasticciato e un po' masticato.
Dopo il merchandising (accattatevi i miei ciddì, leggete la rivista del sultanato,e via dicendo) rientra Reggio e con il cialtrone del piano cantato decidono di fare un brano di Piero Piccioni.
Il samba di Piccioni.
Ma a Reggio non danno l'attestato del club dei minipimer??
Ma sai che duetto con Borotti?
Ringraziamenti finali a tutti e buonanotte.
Pagella:
Hengheller: 4 Artista poliedrico a 360°: fa cagare come compositore, pianista e cantante.
Colt: 5- Fatti vedere da uno molto bravo
Reggio: 6+ Meno smargiassate, meno scrocchi. Andare in pensione no?
Batteria: 6.5 E' giovane, ha un buon tocco e un buon suono e colore. Si é perso non per colpa sua. Assolo di batteria lungo e inutile (come nel 98% dei casi).
Contrabbasso: 6- Si sente poco, non brilla per qualità e fa soli brutti.
Sax Baritono 8- Far suonare Garino lì in mezzo é come mettere Mbappé a giocare al Barcanova. Soli energici e rabbiosi (forse catartici).
Sax Tenore 7 Giovane, ma con poca proiezione. Piuttosto opaco in fase solistica.
Sax alto e Clarinetto 7.5 Voto dovuto al fatto che era l'unica non professionista sul palco. ci va coraggio a passare dalla banda ad un palco di sabato sera in piazza a suonare cose non bandistiche con professionisti (Colt ed Hengeller esclusi). A volte si imboscava un pò, ma... sticazzi, fatelo voi se c'avete il coraggio.
Da annotare a margine della serata: pare che alle prove del venerdì l'Hengeller abbia dato di matto minacciando di non esibirsi se non gli avessero sostituito il pianoforte elettrico con uno acustico.
Lui mica é quel cialtrone Stevie Wonder, lui é l'Arturo Benedetti Michelangeli della canzone "jazzata".
Che Dio lo abbia in gloria.