mercoledì 25 settembre 2019

La recensione di Tiresia: Eliza Wong 5tet alla Socie di Ciriè

Nel pomeriggio lo spirito di Tiresia mi ha posseduto dettandomi la seguente recensione di un evento cui non sarò presente e che si svolgerà alle 21.30.
Con buona pace all'anima di Philip K. Dick, si tratta di una specie di pre-crimine.

Non so come andranno le cose nella realtà, ma lo scoprirò venerdì sera quando verrà riproposto l'evento a Torino.

Ecco la recensione di Tiresia:
Eliza Wong: se lei é cantante la Piumatti é Beyoncé.
Mirti: butta in caciara
Inserra: sarebbe stato più a suo agio con Camerini.
Sartoris: ha una bella camicia gaya
Garino: resiste con fatica ad un attacco di nervi.

lunedì 2 settembre 2019

Petrini al Due Laghi Jazz. Il terzo é la mia pozza di vomito.

Sabato 24 agosto 2019 - Almese
Due Laghi Jazz Festival 2019 
Gianpaolo Petrini Big Band

la serata comincia già male i musicisti sono disposti nell'ordine sbagliato:
Da sinistra a destra.
Trombe: Lapio (IV tp), Cocon (I tp), Avagnina (?), Chiara (?)
Tromboni: Brignolo, Begonia (I tb), Altolovich (in Begonia) e come sempre manca il trombone basso
Sax: Costantini (bar), Tardito (II alto), Bonadè (I alto), Signetto (I ten), Garino (II ten)

Dopo la solita introduzione registrata di Miles Davis e il rap che più avanti verrà definito da Petrini stesso" il vero rap e non quella roba che fanno adesso i treppers" (pronunciato esattamente così),
si comincia con Groovin' High (pronunciato Gruvin Ait) della Big Band di Buddy Rich il noto batterista cavernicolo e Nume Tutelare di Petrini.

Ed è subito Saxofono for me.

Incrollabile la sensazione che assisteremo ad un'ora di assoli di batteria con sottofondo di strumenti vari.
Per ora ecco il primo assolo interminabile di Signetto meno insulso e terrificante del solito, ma perfettamente allineato allo stile saxofono for me; finale con trombe al limite della stonatura.

Secondo pezzo il classico intramontabile The Cute.
Ora è inutile ripetere le solite cose riguardo al fatto che non esiste un pezzo con tal nome e che l'arrangiamento da orrido tamarro di Mintzer che tanto piace a Petrini é puro abominio.

La parte del pezzo bella é l'annuncio stesso: Petrini informa la platea che "tra l'altro oggi é anche moto Jerry Lewis" (morto nel 2017) e che lui su questo pezzo faceva una gag in cui fingeva di suonare tutti gli strumenti dell'orchestra.

Dunque, in quella gag Lewis fingeva di dirigere l'orchestra (lo aveva fatto anche in un paio di Telethon con la Count Basie Orchestra) mimando le parti soliste di batteria, flauto traverso e in parte lo special dei sax che nella versione merdosa di Mintzer non c'è.

Cavernicolo, Cialtrone ed Ignorante.
Bonadé, Oh Signore, perché Bonadé???
Garino parte bene poi al secondo chorus rischia un fischio e comincia a metterci un po' troppe note.
Si chiude in "bellezza" con il solo 1000 note + 1 di Begonia.

Sing Sang Sung o forse era Zang Tumb Tumb oppure Sang On Blues?? Boh. Chi lo capisce Petrini quando pronuncia titoli che non conosce in una lingua che ignora??? 
Comunque una specie di versione agghiacciante di Sing, Sing, Sing pezzo di Louis Prima portato al successo planetario dalla versione di Benny Goodman e  che spicca per una forte componente di batteria alla Fred Flintstone.
Tant'è vero che il solo di Marco Tardito al clarinetto si sente appena anche se bisogna dire per fortuna dato che in realtà si è trattato di un insieme di fischi, frulli e note sporche per il tutto il primo chorus,  Poi la cosa è leggermente migliorata, ma da un bravo professionista come Tardito mi sarei aspettato qualcosa di molto più impressionante è meno orripilante.
Secondo assolo Fulvio Chiara a cui andrebbe eretto un monumento.
Anzi no. Perché visto che sui monumenti ci scagazzano i piccioni, sarebbe il caso di erigerlo a Bonadé, Begonia, Lapio e Petrini.
Io sarei il primo a portare ai piccioni della piazza le briciole di pane al Guttalax.

Prosegue lo squallido campionario di musica becera anni '80 con un grande classico di tutti i saggi delle scuole musicali e degli zozzoni: The Chicken (pronunciato cicchen) di Jaco Pastorius.
Pezzo usato e stra-abusato. Uno scalino sotto a All of me come scontatezzza.
Assolo orribile di Bonadé che sfoggia tutta la sua pochezza, seguito da Cocon con sturacessi e senza e poi Brignolo con un tentativo di solo begognoide, ma tecnicamente più scarso.
Che pena.
Il Supremo Gorlier ed il Comunque Ottimo Liberti (seppur con tre battute un pò a vuoto) chiudono il giro dei soli con finalmente qualcosa di interessante e sensato.

A questo punto Petrini congeda la band per una pausa e resta solo con la ritmica e Fulvio Chiara in quartetto per suonare una Ballad.
Ora io capisco che tu hai portato il pallone, che tu dai il nome alla band, che tu sei il motore immobile del batterismo Torinese, che apparire conta più di essere, ma porco del maiale porco in tutte le sue manifestazioni terrene ed ultraterrene,  potresti ogni tanto cavarti dalle palle e lasciare il palco al Supremo, al Comunque Ottimo ed a Fulvio Chiara che di certo non hanno bisogno di te e della tua cazzo di batteria???
Evidentemente no.
Abbiamo assistito attoniti ed impotenti a Gorlier, Liberti e Chiara che accompagnavano il maledetto Petrini in una ballad.
Tutta un'accozzaglia di fill, rullate, spiattate, zero spazzole e zero rim.
Mavaffanculo.

Ritorna la band e si ricomincia con Toccata e qualche cosa che non ho capito di Dizzie Gillespie.
Ci sto, mi va bene; tanto fortunatamente per lui, ma anche per me, Gillespie è morto assieme al suo pezzo in 12/8 di calci in culo.
Assolo di Bonadé su pezzo di Gillespie: un matrimonio voluto da un Satana sordo, sebbene alla fine sia uno  dei suoi soli meno insensati che abbia avuto la sfortuna di sentire;  segue un buon solo di Fulvio senza grandi momenti emozionanti e poi dato che le disgrazie -come le emorroidi- vengono a grappoli, vogliate gradire un bel solo di Begonia.

A questo punto della serata vengono fatti salire sul palco i due ospiti d'onore della serata ovvero Fulvio Albano (sax tenore) Pàtron del due laghi Jazz Festival e Daniele Ciuffreda (chitarra semiacustica).
Dopo gli immancabili pompini a vicenda cominciano a suonare e per l'occasione è stato scelto addirittura un blues, che fantasia eh?!

Ovviamente Basically Blues della Big Band di...???
Yess! Buddy Rich!!
Albano passa i primi 2 minuti a sistemarsi il microfono sul sax,ma almeno in cambio ci dà un assolo ben fatto con i suoi bei centri tonali al posto giusto e con la sua bella terza bemolle come Dio comanda.
Anche Ciuffreda ci regala un assolo nel segno della tradizione. Poi all'improvviso la locura: perché se l'assolo di Costantini al baritono ci sta benissimo é stato oltremodo inquietante il momento di possessione demoniaca in cui una specie di Cab Calloway andato a male si è impossessato di lui e lo ha spinto a blaterare ed a urlare come in preda a trans medianica.
Peggio di così c'è solo il medley della morte del porcodio fatto da Gioè.
Come se non bastasse parte un raddoppio suicida che dura 8 battute nella più totale inutilità ed estraneità all'economia generale del pezzo e poi finisce con un fischione il solo di baritono. Olé!
Fulvio c'é. E resiste imperturbabile ad ogni sabotaggio di Fred Flinstone.
Seguono il Supremo e conclude il giro il Comunque Ottimo che però in alcuni passaggi é un pò troppo innovativo per un blues.
Finale corale e con questo finisce anche lo schifo della merda che sono riusciti a fare partendo da un cazzo di blues da mongoloidi.  Congratulazioni!! Non era facile.
Persino quel buzzurro metallurgico di Steve Gadd é riuscito a fare una versione di Basically Blues in cui si sente qualcun altro che suona oltre alla su batteria, fossi in Petrini mi farei delle domande...

Congedati gli stimati ospiti, si prosegue con Yo Gotta Try (che forse é Ya Gotta Try) di... Buddy Rich!!
Ma che é?
Ma che schifo!
Machecazzo!!
Ora ci suchiamo pure la battaglia dei sax tenori: il Magico Selmer di Signetto Vs. il Bandistico Buescher di Garino.
Ovvero: Braun Vs. Moulinex.
Inutile frullato di schifo, ma almeno Garino nel suo ci mette anche delle note giuste ogni tanto.

Ultimo pezzo della serata Some Funk Skunk dei Brechers Broders (così disse) che col titolo A Lot of Funk Shit sarebbe più rispondente alla realtà.
Garino diventa miracolosamente primo tenore e Signetto secondo.
Orrore, raccapriccio e solo di Garino con scale e salti vertiginosi in partenza, poi vira più sul ritmico, ma pare un solo pensato col contralto.
Bel solo di Tardito che conferma la mia teoria secondo cui il sax contralto è stato creato per essere suonato nel funky.
Fulvio Chiara spiazza tutti e sceglie di togliere. Poche note, pause, piccole fughe e di nuovo rarefazione. Quando si hanno le idee e la tecnica per metterle in pratica tutto diventa facile e bello.
Chiudono il giro piano e contrabbasso.

Bis: La solita Birdland fatta a velocità smodata, così da enfatizzarne lo swing.
Giro di assoli di praticamente tutti, i belli e i brutti.
Fine.
Schifo, tristezza, vuoto.

Uno dei peggiori concerti cui abbia avuto la sfortuna di assistere. Almeno la presenza dei cantanti spostava l'attenzione dall'insulsaggine della band della Compagnia dell'Ego Tracotante formata da Petrini, Begonia e Bonadé (con l'aggiunta di Costantini in panchina).