mercoledì 15 aprile 2020

Libera nos a malo - Musica e metafisica da COVID

Io lo avevo chiesto gentilmente.
Non era una cosa cosa difficile, eppure...

...eppure non bastavano i cialtroni che cantano a cazzo dalle finestre o mettono immondizia musicale fuori dalle finestre, i telegiornali che gabellano questi commoventi connazionali che s'improvvisano musicisti o cantanti per eroi della solidarietà verso  chi é solo, pure il web sta diventando tutto un fiorire di attività musicali acchittate all'impronta.

Ora, capisco benissimo che chi sbarcava a fatica il lunario prima delle quarantena facendo musica ora corra il rischio della damnatio memoriae e quindi lanci messaggi elettronici in bottiglia dalla propria isola per ricordare a tutti che esiste, ma ora cominciamo ad andare verso il baratro.

La musica andrebbe quanto più possibile fruita dal vivo, lo so, ma non solo per questioni emotive e sociali; anche per il piacere di osservare tutta la varietà di gesti e sguardi che formano l'interplay e che tanto possono dire sui rapporti e sugli stati d'animo di chi sta sul palco. Per ora non si può, si deve stare a casa e distanziati.
In quest'ottica Gipo (che é un demonio della comunicazione) con la Bandakadabra ha messo online già dopo pochi giorni dal lockdown un video in cui suonano ognuno da casa propria.
E' puro marketing. E ci sta pure.

Alberto Borio ha messo su FB quasi un video al giorno in cui suona dei suoi arrangiamenti per 8 ottoni di alcuni brani.

Santa Madonna, era ora che lo facesse, magari così qualcuno si ricorda che lui é un signor arrangiatore.
Per come la cedo io avrebbe dovuto farlo già da anni...

Ma poi é arrivato Denitto World Session (da ora conosciuto come Denitto World Wide Web Sessioin) che non potendo fare gite turistiche in giro per il mondo per poi gabellarci i suoi concerti come Portraits of ... India/Cina/Gabon/Cesso di Porta Nuova nel primo Torino Jazz Festival del cazzo che gli si pone davanti, ha pensato bene di trasferire tutta la mercanzia sul Web.

Con audace colpo di mano ha aperto la pagina FB YouJazz (peraltro esiste già una pagina omonima di un locale di Roma, non sbagliatevi), poi ha arruolato la sua compagna che lavora a La Stampa per avere un pò di marketing gratuito grazie ad un bell'articoletto ed il più era fatto.
Come un ragno nella sua ragnatela ha atteso che le mosche troppo svogliate per muoversi in proprio o troppo ansiose di apparire prima di estinguersi cadessero nella sua ragnatela.

Pensavo che una cosa simile l'avrebbe fatta per primo Giachino, ma lui evidentemente ha da fare cose più interessanti musicalmente con i suoi progetti ed umanamente con Giulia Damico.

Altrettanto evidentemente dopo l'orrore suscitato in città dalla serata T.U.N. al J.C.T. Denitto WWW Session no.

Che cos'é quindi YouJazz? Il solito scatolone vuoto che dovrebbe essere riempito da seminari (di Denitto), interviste (di Denitto), masterclass (di o con Denitto), lezioni, Web Radio (con Denitto) e tutto ciò che ha a che fare col jazz suonato, organizzato e scritto.

Al progetto si sono uniti da subito bandakadabra che ha registrato dei pezzi con featurng di Denitto ed altri della sua cosca, poi si é unito Giachino e si stanno più o meno alla spicciolata unendo i membri del MIDJ (musicisti italiani di jazz) torinese dei carneadi saltati volentieri sul carro.

Ovviamente non poteva mancare l'ubiquo Mirti che proporrà la sua Greatest Hit: Il Seminario sul giornalismo musicale (quello per i poveracci) saltato nella versione iniziale a pagamento per via della quarantena (e del fatto che probabilmente ci sarebbero stati 3 partecipanti) e che qui viene messo al prezzo del suo valore: gratis.

Stiamo quindi assistendo ad una smaterializzazione della musica ed alla colonizzazione del web da parte di Denitto che ora imperversa su YouJazz fondendo tutte le sue presenze (YouTube, Web Radio, Facebook, ...) in un unico collettore in modo tale da creare la scuola filosofica della Musica Metafisica che prevede la minor empatia possibile tra i musicisti e tra questi ed i fruitori, in modo che si annullino le distanze, ma si azzeri l'interesse.

Oltre a questa specifica -ma sintomatica- esperienza se ne stanno producendo altre che sono più monadiche: inutili seminari o lezioni di strumento in cui si sente o si vede male e in cui é comunque impossibile essere corretti nei proprii errori come lo si sarebbe di persona. E' inutile, la musica é una forma di comunicazione personale, "smaterializzarla" equivale quasi a disintegrarne la natura.

Casomai a qualcuno interessasse della musica meno smandrappata e suonata e commentata non da cialtroni sesquipedali, segnalo che Lincol Center ha aperto da settimane i suoi archivi ed organizza degli streaming di alcuni eventi e delle dirette in orario serale (fuso NYC).
Perché sia chiaro il motivo per cui noi, musicalmente parlando, siamo la merdosa e malarica periferia dell'impero allego il programma di questa settimana (14-19 aprile) del Lincoln Center da paragonare alla pagina Facebook YouJazz.
Se poi anziché parlare con Marsalis preferite farlo con Mirti allora probabilmente siete sua moglie.