domenica 30 agosto 2020

Ricevo e pubblico

Ricevo e, volentieri, pubblico. 


"Di musica non ne capisco un cazzo eppure...."

Mio marito dice che di musica non ne capisco un cazzo, forse ha ragione ma non credo di essere la sola data la marea di merda che oggi viene prodotta per il main stream! Comunque, come parte del popolo bue, destinataria di chi la musica la fa per essere ascoltato vorrei dire due parole..

Agosto 2020, Boves, festival "Le strade del jazz" è in programma  serata swing con Matteo Brancaleoni; penso quale "pussacaffè" migliore dopo una gustosissima cena all'osteria della luce? In realtà di idee ne avrei molte ma in questa fine estate post (?!?) covid bisogna accontentarsi. Orbene, nel buio afoso di un tristissimo e cacofonico palazzetto multifunzionale (il concerto era previsto in piazza ma pure la pioggia ha voluto dire la sua!) obbediente alle regole con la mia bella mascherina, mi lascio indicare il posto stile "44 gatti in fila per 6 col resto di 2" a  rigorosa distanza di sicurezza da mio marito (che con lui divida un letto da 1 piazza e mezza da vent'anni il virus  se ne fotte perché in un teatro è in agguato pronto ad infettarci), comunque, nel buio afoso di questo spartano palazzetto, con il culo già a forma di scalinata da tribuna in cemento,  mi rilasso, pronta per lasciarmi trasportare dai caldi e ben dosati ritmi dello swing quando un incubo batteristico, stile freccia rossa, mi fa montare un'ansia da "presto che perdo il treno!'

Ora, dato che appunto di musica non ne capisco un cazzo, mi sale la necessità di chiedere al maestro Petrini: che fretta c'era maledetta primavera...ops! Volevo dire che fretta hai di suonare come non  solo non ci fosse un domani ma nemmeno i successivi 10 minuti?

E che cazzo, gli gnocchi della cena pensando di dover partecipare ai 100 m olimpici mi si sono rincorsi per tutto l'intestino intonsi e ancora cerco di convincerli che il traguardo è la digestione non il water...

E poi, per carità Brancaleoni non è certo Frank Sinatra ma come crooner per un dopo cena cuneese va benissimo, quindi perché non riesco a sentirlo? Ma il soundcheck non serve più a calibrare voce e strumenti, proprio in virtù del luogo in cui si suonerà?
Di nuovo, e che cazzo, se dovevo cercare di indovinare chi stava cantando giocavo a  "l'indovino con una" facendomi mettere in sottofondo un caccia in fase di atterraggio!!!

E che dire del pianista inconsistente, del contrabbassista inesistente e del sempre uguale "sciaff sciaff"sul rullante? La mia risposta è una: ma non era meglio, e più remunerativo, presentarsi con solo sax e tromba (i sempre grandi Garino e Cocon)? Per non suggerire un decisivo cambio di band, soprattutto quando la vecchia fama di due di loro oramai è chiaramente una triste marchetta  che fu necessaria per arrivare? Caro Matteo, in un modo o nell'altro sei arrivato, cosa ne dici di scendere dal carrozzone e scommettere su un futuro decisamente all'altezza con veri talenti? Del resto su due puoi già contare...e non sono Petrini e La Piana.

Dunque mi piacerebbe davvero  godermi un discreto crooner  italiano...ma ahimè qualcosina me lo rende difficile, ivi compresi i due puntatori laser, stile cecchino, che ogni tanto compaiono cercando di comporre le luci di scena.

E mentre scrivo sono ancora qui al concerto, in sottofondo un inutile diteggio pianistico che accompagna Matteo nella presentazione dell'unica versione pseudo accettabile di "Un italiano vero" di Cutugno ed io mi trovo a chiedermi "ma come cazzo potrò reggere i 25 pezzi previsti, per non parlare dei 5 bis"...probabilmente grazie alla velocità con cui il maestro Petrini li getta via uno dopo l'altro.

Ma come ho già detto io di musica non ne capisco un cazzo, dovrò ricordarlo anche alle mie orecchie.

La malefica ignorante. 

giovedì 20 agosto 2020

Cover e tributi. Ma -soprattutto- Sardella, il nuovo Mogol

Cominciamo dalla celebrazione per i 45 anni delle radio "libere" che hanno lanciato -tutte unite- il grande referendum popolare per far scegliere 45 canzoni (una per anno) ai proprii ascoltatori.

Qui l'elenco delle canzoni vincitrici, se proprio ci tenete...

Ovviamente essendo la democrazia un fallimento già dal IV secolo a.C., non potevano che uscire dai tubi referendari valanghe di merda nazional-popolare (Togni, Antonacci, Zucchero, Negramaro, ...).
Ma é comunque sostanzialmente giusto e corretto che un paese di analfabeti abbia scelto musica da minorati.

Poi, non paghi della top of the shit, é partita la fase 2 quella della "coverizzazione" delle hits vincitrici, con relativo CD e lancio a reti (radiofoniche) unificate.

Per ora sono stati rigurgitati:

  • Elisa “Mare mare” (Luca Carboni),
  • Marco Mengoni “Quando” (Pino Daniele),
  • Gianna Nannini “La donna cannone” (Francesco De Gregori),
  • Eros Ramazzotti “Una donna per amico” (Lucio Battisti),
  • Giorgia “Non sono una signora” (Loredana Bertè),
  • Negramaro con “Sei nell’anima” (Gianna Nannini),
  • Biagio Antonacci con “Centro di gravità permanente” (Franco Battiato),
  • J-Ax con “50 special” dei Lunapop
  • Jovanotti con due versioni di “Caruso!” di Lucio Dalla
Al di là dell'utilità delle cover e della liceità di far cantare gente che, spesso, avrebbe dovuto fare altro, fa abbastanza ridere lo scambio di interpretazioni che avviene tra i superstiti del referendum che cantano tra di loro le canzoni dei colleghi.
Forse sarebbe stato meglio se autori e interpreti della canzoni "scelte dal popolo" non fossero stati coinvolti nel progetto di cover.
Io non mi scaglierò contro Jovanotti che "canta" (in realtà recita) Caruso. Mi fa cagare lui e pure la canzone originale, come Antonacci che canta Battiato o Sangiorgi la Nannini; no, è proprio la tristezza morale dell'operazione che trovo aberrante.
E' aberrante che l'industria discografica, il pubblico e gli interpreti italiani per poter pubblicare ed ascoltare qualcosa debba andare a riesumare scheletri dalle tombe e riverniciarli per darli in pasto al "mercato sottostante" come recitava la "Canzone Intelligente" cantata da Cochi e Renato.
Questo è il segno tangibile della profonda crisi di idee e risorse della musica italiana e che non sarà di certo risollevata dall'indie e dai gruppuscoli di decerebrati giovanilisti tipo Pingueni ed Eugenio.
Temo che si dovrà sperare, per fare un pò di cassa, nella trap e nel regghetton, da sempre veicolo di musica e testi particolarmente pregnanti.
Forza Achille, Forza Elettra!!

A latere dell'elucubrazione soprastante, si é poi aggiunto il perché sia stata scelta Creuza de Ma di De André ricantata da vari artisti italiani (18) come inno per l'inaugurazione del Ponte San Giorgio di Genova.
Capisco che un pò di SIAE per la Ghezzi sia sempre gradita, ma non credo che ne abbia tanto bisogno per arrivare a fine mese.
Ovvio che "viottolo/sentiero/mulattiera di [che porta al] mare", traduzione italiana di Creuza de Ma, é un titolo molto significativo,  evocativo e genovese per festeggiare l'inaugurazione del viadotto che ricollega Genova con Francia e nord ovest, ma non bastava farla fare alla PFM o usare la vecchia versione incisa da De André?
E -soprattutto- perché allora mantenere esattamente lo stesso arrangiamento dell'originale e non farne uno nuovo? Ah, no. Costa. Siamo pure sempre a Genova...
Che necessità c'era di far cantare in genovese Mina, Ligabue, Diodato, Vasco e tanta altra gente?
L'unione spirituale dell'Italia canora e l'unione -fisica- attraverso il viadotto?
L'unione sotto la bandiera della SIAE? Mah, ai posteri la sentenza.

Molto interessante é stato invece un elzeviro apparso a fine luglio sul Rolling Stones Magazine in cui l'autore attaccava Bocelli sotto il profilo negazionista e pure sotto il profilo professionale ed interpretativo.
Complimenti per il coraggio leonino! Dare addosso a Bocelli in questo periodo é come picchiare un cieco che caga. Chapeau!
Dire che ha scarse capacità canore, gusto orrido per il repertorio ora che é caduto in disgrazia (credo momentanea, appena il covid lascerà gli USA vedrete...) é da Fieri Alleati Galeazzo Musolesi. Forse andava detto 15/20 anni fa, ma allora eravate impegnati a scriverne l'agiografia.
Miserabili.

E ora veniamo alla nuova hit dell'estate, quella che mi ha catturato e non mi tolgo più dalla testa: San Marzano di Luca Sardella e figlia.
Dopo il successo di "Spettacolare ghiacciato" (per lo spot dell'Amaro del Capo) il grande ex-conduttore pugliese si é superato: dall'elettro-swing é passato ad un'atmosfera che mescola con sapienza Gotan Project e Oriente. Il testo e la metrica sono ancora un pò da rivedere, ma l'impatto é devastante. Io ci sono rimasto sotto. Capolavoro.
E' così tanto brutto che rasenta il sublime, é come il Mago Gabriel; come si poteva non essere suo fan?
E comunque il testo é comunque una forma di scrittura compiuta che i nostri incensati autori indie se la sognano, loro che fanno le strofe con gli hastag.
Certo che additare Sardella come autore di testi non é un gran bel segno, comunque qui ci sono testo e spot.
Drogatevi anche voi di Linea Verde ed Elisir!