martedì 25 maggio 2021

Lo scultoreo TJF estivo

 


Come prevedibile, contro ogni logica, etica ed estetica, il TJF 2021 si farà e sarà ancora diviso tra giugno ed ottobre. Una specie di variante inglese del Jazz festival, ma non contagiosa.

Quest'anno abbiamo ulteriormente alzato la qualità del nonsense apportato dai grafici facendo produrre un video che coinvolge due statue classiche (il Discobolo di Mirone e Paolina Borghese di Canova) facendole suonare.
Al di là del fatto che siano due statue totalmente distanti come arco temporale e come soggetto e che non c'entrino un cazzo con la musica e con Torino, mi dovrebbero lorsignori cortesemente spiegare che cazzo ci fa una Fender Stratocaster appesa al collo del Discobolo che per buon peso tiene pure in mano una tromba.
Avevano finito i soldi per pagare i diritti di una terza statua e avevano però già preparato un modello 3d della strato?
Lo avevano presentato per Pagella Rock e si sono dimenticati di togliere la chitarra dopo aver aggiunto la tromba?
Io so solo che la strato non si può proprio vedere.
Si può visionare lo scempio dal link qui sotto, con l'avvertenza che la colonna sonora scelta sarebbe va ben oltre l'orrore e passa di diritto nel rumore cancerogeno.
Spot TJF 2021


Ma oltre a produrre 'sto pattume i nostri baldi moschettieri della musica di merda hanno voluto fare anche un cartellone musicale. Con il solito corollario di eventi collaterali sempre più low cost e a zero interesse generale.
[Spoiler, questa volta almeno a giugno non c'é Rava, quindi non so se verrà omologato dalla Commissione Festival Jazz ].


IL PROGRAMMA DAY BY DAY (giornaliero gli pareva brutto)

Sabato 19 giugno
Ore 17.30 e ore 21.00 Conservatorio Giuseppe Verdi
GIANLUCA PETRELLA COSMIC RENAISSANCE
Ma valla a fare direttamente in orbita attorno a plutone la Rénaissance... Uno che si ispira a Sun-Ra deve essere messo nella pece bollente.


Domenica 20 giugno
Ore 15.00 Conservatorio Giuseppe Verdi
ERIOS JUNIOR JAZZ ORCHESTRA FEAT. JOAN CHAMORRO
Produzione originale TJF
Forse avrebbero fatto meglio, prima e con miglior risultato a chiamare direttamente la Sant Andreu


Ore 21.00 Conservatorio Giuseppe Verdi
LUIGI MARTINALE QUARTET GUEST STEFANO ‘COCCO’ CANTINI+CLASSWING ENSEMBLE+PINO NINFA
Non so chi cazzo siano e di che cazzo si stia parlando. Ci manca poi solo il fotografo che proietta gli scatti durante il concerto. Lo avrei preferito fuori con il solito asinello.


Lunedì 21 giugno
Ore 17.00 (prova aperta) e ore 21.00 OGR
GIANLUIGI TROVESI FILARMONICA TRT FABRIZIO BOSSO ‘BERG HEIM: UNA PICCOLA MONTAGNA MAGICA’
Bosso e Trovesi potrebbe non essere male, ma a me 'sti titoli di stile letterario fanno paura, se poi sono suonati con l'Orchestra del Regio mi chiedo che roba sia stata composta e cos c'entri col jazz.
Coproduzione Filarmonica TRT e TJF


Martedì 22 giugno
Ore 21.00 OGR
ROBERT HENKE ‘CBM 8032 AV’
5 computers Commodore CBM 8032 AV, banco mixer e programmazione.
Il mavaffanculo ce lo porto io.

Mercoledì 23 giugno
Ore 17.30 Conservatorio Giuseppe Verdi
URI CAINE FURIO DI CASTRI ANDY SHEPPARD ‘FIVE VISIONS’
Produzione originale TJF
Ispirati a William Blake e con un quartetto d'archi. Il gioco credo si chiami "Trova il jazz qui in mezzo"

Ore 21.00 OGR
EMANUELE CISI ROBERTA GAMBARINI ‘NO EYES’
Produzione originale TJF
Ohhh, ma qualcuno che suona e basta c'é! Un doveroso omaggio agli unici due (o quasi) torinesi conosciuti non solo fino a Santena, ma addirittura oltre oceano.
Resta il dubbio sull'originalità della produzione.


Giovedì 24 giugno
Ore 17.30 e ore 21.00 OGR
BIRÉLI LAGRÈNE & CHARLIER SOURISSE MULTIQUARIUM BIG BAND
‘REMEMBER JACO PASTORIUS’
Prima Italiana
Chiedetevi perché nessun altro li ha voluti prima in Italia e datevi una risposta.


Venerdì 25 giugno
Ore 17.30 e ore 21.00 OGR
DONNY MCCASLIN QUARTET – GUEST GAIL ANN DORSEY ‘BOWIE’S BLACKSTAR’
Produzione originale TJF
Non ci perdo nemmeno il tempo di pensare agli insulti che si merita 'sta genialata.


Sabato 26 giugno
Ore 11.30 e ore 15.00 Teatro Vittoria
NATE WOOD ‘fOUR’
Prima italiana
Boh, secondo me potrebbe valere quanto detto per "Remember Jaco Pastorius"


Ore 17.30 OGR
ARTO LINDSAY AND BAND
Unica data italiana
"Arto Lindsay é un musicista temerario che usa voce e rumori..." Siamo dalle partidi Arno Turbominchia e quindi ampiamente in zona rogo purificatore.

Ore 21.00 OGR
ZIG ZAG POWER TRIO, FT. VERNON REID, WILL CALHOUN, & MELVIN GIBBS ARTO LINDSAY AND BAND
Se a tre musicisti rock di cui due fondatori dei Living Colour unisci Arto Lindsay probabilmente finisci in una nuova dimensione in cui tutto si basa sulla merda.
Andate a giocare a moscacieca io tangenziale.

Domenica 27 giugno

Ore 11.30 e ore 16.00 – Teatro Vittoria
ROBERTO DANI ‘SOLO’
"Roberto Dani _ batteria preparata" (qualunque cosa essa sia)
"Corpo/spazio/suono" dev'essere tipo strega tocca colore
"Una riflessione a partire dal silenzio."  Rotto sicuramente da svariati Vaffanculo.

Ore 17.30 e ore 21.00 OGR
SALIF KEITA ‘UN AUTRE BLANC’ – OPENING KORABEAT
Parola d'ordine: Kora; controparola d'ordine: Muori male.
Unica data italiana (e chissà perché).


Manifestazione collaterali, anche se il nome corretto sarebbe "Metastasi"

JAZZ TALKS
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.
È possibile prenotare gli incontri su torinojazzfestival.it.
Quelli del 20 e 21 giugno a partire da giovedì 17 giugno ore 10. Quelli del 26 e 27 giugno a partire da giovedì 24 giugno ore 10.
Tutti i jazz talks saranno registrati e messi a disposizione sul canale Youtube del festival www.youtube.com/user/torinojazzfestival
(e quindi chi cazzo se li deve prenotare se può vederli comodamente seduto sul cesso di casa propria?)


20 giugno
Ore 17.00 Oratorio di San Filippo Neri
L’umanità, una sinfonia di minoranze – Incontro con Telmo Pievani
I gruppi umani attraversano confini da sempre. Siamo migranti da due milioni di anni. Come migranti, siamo partiti sempre dall’Africa, a più riprese, per disseminarci nel mondo, forti delle nostre unicità: un’infanzia prolungata, il gioco, la sperimentazione, l’improvvisazione, la perfezione creativa, l’immaginazione, la socialità. Da una prima piccola popolazione di pionieri africani – dai quali tutti noi discendiamo– si è aperto un ventaglio straordinario di culture, di lingue, di storie, di meticciati. Linguaggi universali umani, come la musica e la scienza, in sempre nuove declinazioni. Affronta questi temi il filosofo ed esperto di teoria dell’evoluzione Telmo Pievani.
Mi sfugge il collegamento ad un festival musicale.


21 giugno
Ore 15.00 CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia – Sala Gymnasium
Esplorare il futuro del passato. Lavorare oggi con tecnologie di ieri
Robert Henke dialoga con l’artista e sound designer Giorgio Sancristoforo.
Henke tiene corsi universitari e conferenze dove spiega la commistione tra intelligenza artificiale e composizione musicale, dove racconta la necessità estetica e filosofica di riportare in vita computer obsoleti. Ha detto in più occasioni: “i vecchi computer emanano un proprio groove”. Questa visione consente a Henke di tracciare un collegamento tra il suo modo di pensare la performance e il jazz: “queste tecnologie superate richiedono un notevole lavoro di interazione manuale del mixer con i computer collegati e in questo intervento si concretizza la magia del momento e ci ritroviamo in un terreno comune”.
Più che Camera come location suggerirei Camera a Gas.


26 giugno
Ore 16.00 – CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia – Sala Gymnasium
Art Kane Harlem 1958
Guido Harari dialoga con Stefano Salis, giornalista del Sole 24 Ore.

Il libro ‘Art Kane. Harlem 1958’ (Wall Of Sound Editions) a cura di Jonathan Kane e Guido Harari, uscito per celebrare lo scatto di Kane ‘Harlem 1958’, immortala 57 musicisti jazz, tutti presenti alle 10 di mattina tra la Quinta e Madison Avenue, ad Harlem. Il gruppo comprendeva, tra gli altri, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk, Gerry Mulligan. Il volume, con prefazioni di Quincy Jones e Benny Golson, omaggia un periodo cruciale della storia americana e del jazz. Guido Harari ha fotografato tanti miti musicali. Ha detto Lou Reed: “sono sempre felice di farmi fotografare da Guido. So che le sue saranno immagini musicali, piene di poesia e sentimento”. L’incontro trova la sua logica collocazione negli spazi di CAMERA Centro Italiano per la Fotografia, in contemporanea alla mostra dedicata a Lisette Model.


27 giugno
Ore 15.00 Circolo dei lettori
Yardbird Suite: viaggio nella musica di Charlie Parker
Incontro con Stefano Zenni.

A cento anni dalla morte, la figura di Charlie Parker (1920-1955) si staglia in tutta la sua tormentata e frenetica genialità. In una manciata di anni di carriera, insieme a musicisti come Dizzy Gillespie e Thelonious Monk, Parker ha cambiato la direzione del jazz, ne ha trasformato definitivamente il linguaggio, ha alzato l’asticella del virtuosismo strumentale e, soprattutto, ha imposto una nuova logica dell’improvvisazione. Considerato oggi un classico, Parker è ancora un artista irriducibile, di cui va recuperata l’ampiezza di vedute musicali, la potenza creativa, la tellurica varietà espressiva.
Il centenario era l'anno scorso. Viva il riciclo!!!


E poi la chicca sulla torta, l'incontro dei papponi del jazz:

TORINO JAZZ MEETING 2021 – III EDIZIONE

Convegni sul jazz e concerti/vetrine del jazz piemontese

Torino Jazz Meetings nasce nel 2018 con l’obiettivo di sviluppare il network delle realtà che promuovono il jazz a livello regionale, nazionale e internazionale e come occasione di incontro-vetrina per le eccellenze del jazz piemontese. L’edizione 2021 è stata ideata tenendo conto della situazione emergenziale e delle misure di sicurezza vigenti. La partecipazione del pubblico avverrà in streaming sulle piattaforme indicate. Location incontri (solo per gli accreditati): Best Western Plus Executive Hotel and Suites – via Nizza, 28, Torino.


26 giugno

JAZZ IN ITALY dalle 14.30 alle 16.30
Apertura Assemblea nazionale di I-Jazz e forum: ‘Jazz in Italy’
L’Assemblea nazionale di I-Jazz, Associazione che raccoglie diversi tra i più conosciuti e seguiti festival jazz italiani, ospita, all’inizio dei lavori, un prezioso momento di confronto tra i soci, aperto al pubblico in streaming.

Si tratta di un incontro-dibattito tra le realtà che promuovono il jazz italiano, con l’obiettivo di consolidarlo e diffonderlo sempre più. Alle 16.30 termina la parte dei lavori in forma di convegno aperto al pubblico e l’Assemblea prosegue con i soli soci per le attività istituzionali. Convegno in streaming sulla piattaforma www.italiajazz.it

Ma quante cazzo di associazioni di jazz esistono in Italia? Ci sono più associazioni jazz di musicisti in grado di suonare il genere.

lunedì 24 maggio 2021

Eurofestival, Sanremo ci fa le pippe.

 


Incominciamo dall'inutile coppia di superflui commentatori italiani l'inutile vacca Ema Stockholma e l'inascoltabile Saverio Raimondi 

Comincia la serata con l'esibizione del vincitore dell'ultima edizione, il diversamente etero Duncan Laurence che canta una canzoncina inutile insulsa e trascurabile 

Lituania
Discoteque
The Roop

Nell’entusiasmo del pubblico ‘sti 5 subnormali vestiti di giallo fanno della squallida dance anni 80-90 con annesso balletto.

Slovenia
Ana Sockloc
Amen

Canzone Sanremense, lei é una specie di Ivana Spagna di 30 anni fa; il testo pieno di Amen e Alleluja non mi fa pensare a roba troppo trasgressiva.
Almeno siamo lontano dalla triade della merda Sole - Cuore - Amore.
Cosa non del tutto trascurabile lei é abbastanza brava, anche se non proprio brava brava. Peccato per la modulazione sull’ultimo chorus davvero tanto sanremese.

Russia
Russian Woman
Manizha

Musica unza anni ‘90, lei é montata dentro un carro allegorico, come allegorici penso siano i vestiti in lamé dorato dei 4 coristi. Il pezzo é credo quello che in russia sia considerato un rap, su campionamento di musica costruita sulle scale armoniche di quelle parti (‘na merda tra l’arabo e l’indiano). Rivoglio la macarena…

Svezia
Voices
Tusse

Questo é tipico svedese quanto Ibra, le note personali dicono che si tratta di una ragazzo di 19 anni, a me sembra più la versione figa di Tracy Chapman coi tacchi. Il pezzo é un pop inglese normodotato, non male.

Australia
Technicolour
Montaigne
Una specie di Alanis Morisset col birignao. Si torna in zona anni ‘80. Ovviamente quelli che odiavo.
Almeno una volta le australiane in giro per il mondo erano fighe, finalmente abbiamo la prova che esistono pure i cessi australiani.

Macedonia del nord
Here I Stand
Vasil

Il Volo in solitario, solo meno fastidiosamente impostato, musica (a differenza del previsto) costruita sulle scale tonali europee. Non Male, sarebbe da far duettare con la svolena, il duo bel canto.

Irlanda
Maps
Lesley Roy

Disco pop anni ‘90. Due coglioni. Forse mi faceva meno cagare Enya. Lei comunque é almeno piacevole da guardare, anche se la scenografia da Melevisione mi lascia perplesso.

Cipro
El Diablo
Elena Tsagrinou
Ahh, fanalmete si ragiona!! In fondo Cipro ha illustri precedenti… La canzone fa veramente schifo come tutte le altre, ma lei é brava brava. Una specie di Minogue rediviva.
Ha vinto. Tanto qui la musica non c’entra nulla con il contest.

Norvegia
Fallen Angel
TIX

Ma sono tornato indietro ai tempi di “A Berlino che giorno é”? Oppure sono loro che ci sono tornati?
Pezzo pop decente, mise en scène da Tableau Vivant di Achille Lauro. Rigurgito.

Croazia
Tick-Tock
Albina

Secondo posto dietro a Cipro.
Considerazione a latere: certo che le donne
 fanno proprio di tutto per non farsi giudicare o trarre vantaggio dal loro aspetto…
Il pezzo é degno della Carrà di Rurore 

Belgio
The Wrong Place
Hooverphonic

Cazzo, della gente che suona e basta non me l’aspettavo. Io pensavo fosse una specie di Viareggio con gente che tra una baracconata e l’altra canticchia pezzo minori di Scialpi.
Sempre un pò ‘90,ma da loro che i 90 li hanno fatti ci può stare.
Il pezzo é molto Hooverphonic, ma questi dovrebbero stare in una gara a parte, loro sono la Champions quelli finora erano la Promozione.

Israele
Set me free
Eden Alene
Al di la del fatto che un rappresentante di Israele "Set me free" non dovrebbe manco pensarlo, farlo cantare ad una ragazzina negra che si chiama Eden rende il tutto ancora più allucinante. Per il resto lei ha voce, meno si puà elogiare il suo gusto nel vestire e quello musicale. Solita Euroshit

Romania
Amnesia
Roxen
Pezzo molto Moby. In questo mondo di Hit Mania Dance ‘95 non é nemmeno male. Peccato che ogni tanto durante la coreografia si senta che va a corto di fiato.

Azerbajan
Mata Hari
Effendi

Lei e le altre 4 alte come i puffi che zampettano sul palco al ritmo della solita trita dance, ma su armonie orientali. Quando uno schifo solo non basta, arriva la dance iraniana.

Ucraina
SHUM
Go_A

Band folktronica. E penso che ciò basti da solo a dire tutto.
Nome credo tratto dalla nota Soluzione Schumm.
Io li avrei chiamati Esso, dal nome della benzina che userei per dargli fuoco.

Malta
Je me casse
Destiny

Lei é di sicuro un pezzo grosso della scena musicale europea (ne occupa circa un quarto) e balla come un omino del subbuteo. Il titolo credo sia stato ispirato dal palco quando l'ha vista arrivare.
Buona la voce piuttosto r’n’b, canzone inascoltabile come la gran parte delle altre.

Si qualificano alla finale Norvegia, Israele, Russia, Azerbaijan, Malta, Lituania, Cipro (e vorrei vedere), Svezia, Belgio (e vorrei vedere), Ucraina.


Seconda semifinale


San Marino
Adrenalina
Senhit
Per un attimo pensavo fosse Marcella Bella… Poi ha iniziato a cantare. Voce abbastanza inesistente. Il pezzo é il solito reggettone stile Mahmood

Estonia
The Lucky One
Uku Suviste
Momento più intimista, sebbene con un bel bit scandito. Siamo in pieno “Love of the Common People”.
Non ci vuole molto per fare meglio di San Marino.

Repubblica Ceca
OMAGA
Benny Cristo
Un Lou Vega biondo in fase Disco Stu. Orribile da guardare, figuriamoci da sentire.

Grecia
Last Dance
Stefania
Volete dire che esistono greche fighe? Oddio… bionde e con gli occhi chiari non so quanto questa sia discendente di Santippe.
Per ora vincitrice totale della serata.
Il pezzo é ovviamente una merda trascurabile.

Austria
Vincent Bueno
Amen
Anche lui tipico prodotto delle stirpe di Mozart.
Una specie Albano filippino afono, utile quanto l’originale.

Poland
The Ride
RAFAL
Si chiama come un caccia francese ed é piacevole da ascoltare meno del suo omonimo. Entrambi sono dotati di turbine, ma questo qui fa solo turbinare le palle.
Ah, la famosa dance polacca!! Per molto meno i tedeschi 100 anni fa li avrebbero giustamente invasi.

Moldavia
Sugar
Natalia Gordienko
Altra Minogue. Questa é pure un pò afona. Sembra però molto più sapiente della greca e le strappa la posizione di testa per un soffio.

Islanda
10 Years
(nome impronunciabile agli umani)
Sempre disco, ma più anni ‘70 (che é un passo avanti).
Una delle cose meno brutte della serata, almeno esce un pò dagli schemi imperanti.

Serbia
LOCO LOCO
Hurricane
Trio vocale assemblato. Anche se sembra più assemblato dall’IKEA che da un produttore musicale.
Prima cosa brutta: dicono il nome del loro gruppo nella loro intro come un qualsiasi trapper.
Seconda cosa brutta: la solita base in stile mahmood, cantata da gente che forse avrebbe avuto miglior fortuna in altri campi o che avrebbe al massimo potuto fare la corista a Sandy Marton.
In più solo una sui tre é figa, errore madornale. Si mette una brava a cantare e due brave brave che distraggono.

Georgia
You
Tornike Kipiani
La risposta georgiana depressa ad Alleluja. Brano che mi sbilancerei a definire riflessivo ed introspettivo.
Non brutto, diversamente bello. Comunque ascoltabile senza xamamina.

Albania
Karma
Anxela Peristeri
Preferivo Karma Chameleon. Anche lei vestita da Minogue, tutta strass e semitrasparenze. Solo che assomigliando un pò ad una petineuse non se lo può più permettere.
Pezzo ampiamente arabeggiamte e quindi ampiamente napalmizzabile.
La voce c’é, ma non basta.

Portogallo
Love is on My Side
The Black Mamba
Devo rimpiangere il Fado e i Madredeus? No.
Sono un pò Radiohead, ma ‘sticazzi. Si esibiscono senza essere esibizionisti. Questi li mandiamo a giocare in Champions con gli Hooverphonics

Bulgaria
Growing Up Is Getting Old
VICTORIA
Intimismo che non decolla precipitando nel boring con arrangiamento sinfonico.

Finlandia
Dark Side
Blind Channel
Credo che abbiano inventato il  Gothic Rap. E’ mai possibile che questi abbiamo da sempre gusti tamarri peggio di un foggiano??

Lituania
The Moon Is Rising
Samanta Tina
Non esce le cosce anche se potrebbe farlo, la voce ce l’ha (almeno quando come gli altri ha registrato il pezzo che finge di cantare stasera). Il pezzo é rivoltante.
Terzo posto della serata.

Svizzera
Tout l’Univers
Gjon’s Tears
Un Bimbo Gigi col fastidioso vizio del falsetto. Pezzo brutto e lui tiene il palco come un paralume.

Danimarca
Nome illeggibile e impronunciabile
Nome illeggibile e impronunciabile
Brano inascoltabile. Pareva Discoring '77.
Basta con l’inutile dance, é ora di lanciare una petizione globale!

Qualificate: Albania, Serbia,Bulgaria, Moldavia, Portogallo, Islanda, San Marino, Svizzera, Grecia e Finlandia.


Serata Finale.

Si Aggiungono alle inutili performances già viste Germania, Italia, Francia, Gran Bretagna e Spagna che sono qualificate di diritto alla finale.
Purtroppo  la serata é condotta da Cristiano Malgioglio e da un altro figuro che mi perito di non conoscere.

Regno Unito
Embers
James Newman
Fratello deludente di John, pezzo pop/dance. Ovviamente Costruito bene, visto che roba loro.Lui é una Mortadella che canta.

Spagna
Voy A Querdarme
Blas Cantò
Io gli spagnoli che cantano li soffro sempre un pò, con 'ste vocine fastidiose… Ma non hanno anche un registro basso?
Per il resto il pezzo é molto bilanciato, quasi tradizionale senza grandi colpi d’ingegno. Resta il fatto che fa schifo.

Germania
I Don’t Feel Hate
Jendrik
Messaggi sociali e Aqua. Quando Barbie Girl incontra Malcolm X.
Non so se sia pop, electro Swing o che altro.
A tratti sembra carino, a tratti vorresti ammazzarli a badilate.

Francia
Voilà
Barbara Pravi
Fortemente ancorata alla tradizione delle cantanti francesi del secolo scorso. Molto bruttina, parecchio vestita e non fa coreografie. Canta e basta. Forse un pò fuori dal tempo, avrebbe potuto partecipare 45 anni fa.

Olanda
Birth Oa A Ner Age
Jeangu Macrooy
Oh, finalmente un qualcosa di diverso dal pop dance, un pò più soul e afro. Meglio della media, ma abbastanza dimenticabile.

Italia
Zitti e buoni
Mansekin
Veri come una banconota da 7 euro.
Eppure una tra le cose ascoltabili, al di là della solita coreografia da rocker stereotipati.

La storia ci racconta come finì la corsa.