lunedì 28 marzo 2022

Urban 4tet @ Capolinea n°8

 



SABATO 19 MARZO ore 21,30

Lo Storico Jazz Club Capolinea 8 Torino in Collaborazione con l'Associazione culturale Torino Jazz City presenta per la 6 Edizione della Rassegna  CHICCHE DI JAZZ


* URBAN JAZZ 4ET *

SIMONE GARINO - Sax
EMANUELE FRANCESCONI - Piano
VERONICA PEREGO - Contrabbasso
ALESSIO BOSCHIAZZO - Batteria

Io non ci sarei proprio voluto andare.
Quella sera Francia ed Inghilterra 
giocavano l'ultima partita del 6 Nations, peraltro decisiva per l'assegnazione del titolo 2022 e io dopo 15 minuti di partita non resistevo più all'ansia per il risultato.

Per cui, piuttosto che stressarmi con una cosa interessante, meglio stressarsi per una cagata...

Il quartetto é stato assemblato ad hoc per la serata, praticamente nessuno dei membri aveva mai suonato con gli altri e mi aspettavo quindi una serata di standards (magari massacrati), ma mainstream.

Invece per motivi ignoti alla Ragione e contro ogni logica il gruppo ha deliberatamente scelto di fare un omaggio a Wayne Shorter.

Ora... a me Shorter fa cagare nel 90% della sua produzione e quindi se lo massacrano non mi fa che piacere, perciò a me del rispetto per la figura del musicista non frega un cazzo. Trovo però poco rispettoso da parte di musicisti che lo tengono in considerazione approcciarsi al suo non facile repertorio in modo approssimativo abborracciando 5 o 6 pezzi giusto per dire di averli fatti.

O sei un musicista professionista con gli stracazzi o devi provare per un pò di ore prima di salire su un palco a suonare quella merda.
Loro non rientrano in nessuno dei due casi.

Il pianista ed il batterista si sono persi più volte nelle strutture creando qualche apprensione a Garino che si aspettava succedessero cose che invece non accadevano, la contrabbassista se l'é cavata un pò meglio, anche se non ha di certo brillato nei soli ed ha un attacco un pò troppo violento sulle corde.

Garino non ha suonato male, nel senso che ha suonato musica di merda nello stile della musica di merda; per me inascoltabile, ma a tema.

La batteria era praticamente l'unico strumento che si sentiva distintamente, il resto era appena percettibile dietro il casino di pelli e piatti. Piatti che tralaltro andavano rispostati verso il batterista più volte durante il pezzo perché, spinti dalla foga, si muovevano verso il pubblico.
Sublime il momento in cui durante l'ultimo pezzo é stato 30 secondi a cercare di rimettere la cordiera di cui non trovava la leva e che per poco non causava la caduta del rullante dallo stand.
Il pianoforte praticamente non si sentiva, ma era meglio così.
Le poche volte che si sentiva non era granché piacevole...

I pezzi avevano praticamente tutti la stessa struttura: Tema, solo di sax, db, pianoforte e poi scambi con la batteria.
Praticamente ogni pezzo durava 12 minuti e i soli straziavano le mie orecchie con note che stavano su scale a cazzo o  conosciute solo agli adepti del lisergico.

Credo abbiano suonato:
Footprints, ossia rumore di tornio con cuscinetti grippati in tempo jazz waltz.

Fee fi fo fum (o una cosa del genere). Merda pressata che non vale nemmeno la pena di cercare su Google per vedere se il titolo l'ho scritto giusto.

El gaucho. Orribile bossanovata che grida vendetta contro Dio (Jobim) e gli uomini (io). Certi crimini no andrebbe lasciati impuniti.

Infant eyes. Per quanto incolore ed inutile ballad, almeno é stata quasi decente. Sbagliare anche una ballad é da saggio della Notaband.

Speak no evil. Title track di uno degli albums del cui acquisto mi sono maggiormente pentito nella mia vita (e di cui fanno parte almeno altri due pezzi eseguiti nella serata); no per nulla si dice che il pesce puzza dalla testa.

Yes or no. Più che altro NO, DIOFA', NO!!!

Un pezzo proposto dalla Perego e scelto tra il repertorio di Monk (credo fosse uno degli intercambiabili blues in Bb) di cui no mi sno nemmeno peritato di capire il titolo.
Per riassumere: un pezzo di Monk (che credo sia soprattutto un insulto). 

Bis:
Anthropology. Pezzo di cui esiste una sola versione ascoltabile. E non era questa.

Ma la cosa importante é la Francia che impone e vince con un Grande Slam il Guinness Six Nations. Il resto é tutto futile ruomere di fondo.