lunedì 3 dicembre 2018

Petrini Big Band al Cottolengo. Ovvero: ogni cosa al suo posto.

Sabato primo dicembre
Il sogno nel cassetto
Teatro del Cottolengo
Via Cottolengo, 12
Maurizio Gioé Voce & Gianpaolo Petrini Big Band
Direzione artistica Alfredo Matera
Serata a favore della scuola elementare e media del Cottolengo.

Anche sarebbe stato più corretto:

Sabato, primo giorno del Mese delle Tenebre
Il sogno nel cassetto che sarebbe dovuto finire nel cassonetto
Teatro del Cottolengo, E dove altro sennò?
Maurizio Gioé & la G. Petrini Big Band
Vi faranno giocare a “trova i 5 intrusi sul palco”
Serata a favore del Cottolengo e contro la Musica


Apre Petrini con la Big Band.


The chicken
Del brano non ne parlo nemmeno perché é come la coprofagia: oltre lo schifo.
E la scelta di questo schifo la dice lunga sulle idee musicale del direttore della Big Band. Che sfiga che c'ha avuto Benny Goodman che ha dovuto accontentarsi di Don't be that way o Stompin' at the Savoy solo perché non era ancora stato scritto quel capolavoro del prolasso dello sfintere.

La pochezza di Bonadė (primo alto) se non fosse disarmante sarebbe imbarazzante.
Uno che pontifica come fosse Art Pepper poi dovrebbe avere l'obbligo morale di suonare meglio di me. Buon Isusi (seconda tromba). Begonia (primo trombone in ogni senso) se fosse meno impegnato a far sentire quanto è bravo, magari sfonderebbe meno.
Liberti (contrabbaso) non male, ma qualcuno fermi Petrini e la sua disco music.


E questi attorno a me applaudono....


Entra Maurizio Gioè artefice della serata e cantante. Che ringrazia il Cottolengo per la meritata ospitalità.
Pertanto parte il momento Canto di Natale col ringraziamento a suor Cippalippa responsabile della terapia in piscina in cui la defunta consorte del Gioé faceva volontariato.
Poi un grazie a don Andrea, che ringrazia Cottolengo, che ringrazia la Provvidenza, che ringrazia 'sto cazzo.
Don Andrea ricorda a tutti quello che gli diceva il suo insegnante di musica: "la batteria é strumento facile da essere suonato male". Mi sa che conosceva Petrini. O forse no, altrimenti avrebbe detto male, male, male.


Gioé chiama sul palco la sua "spalla" [testuale], come se questo fosse uno spettacolo comico. Io subodoro una trageda al cui confronto Antigone é avanspettacolo.
Comunque entra un scena la "spalla": Elisa Torta.

I’ve got you under my skin
Eseguita col tiro della marcia funebre di Chopin, i coretti da oratorio della Torta e con Begonia che decide di tirare i remi in barca (o in banca) e prendersi il cachet col minimo sforzo.

Grande assente la pronuncia inglese, anzi alla fine della serata non mancava solo la pronuncia, mancavano pure un tot di parole alle canzoni (sostituite da grammelot).
Ma quanto Gioé ghiaccio rompe? In tre minuti e mezzo ha rotto più ghiaccio lui del riscaldamento globale. Poi dice la sua su Sinatra precursore dello swing anni '30 e non scoppia il panico in sala, anzi.
E poi, il M° Matera...  ma chi cazz'e?? Dove suona la sua pianola? Chi dirige artisticamente?

Moondance

Avviso Gioé che l'autore é Van Morrison, così magari la prossima volta dice meno cazzate.
Suonata in salsa Drive In. Pena. Ribrezzo.

The Lady is a tramp

Nella esatta spiccicata versione Lady Gaga - Tony Bennet.

Con i soliti problemi di tiro e di... boh non ho capito che cosa sia successo all'ultima struttura.
A me ha messo tristezza l'originale, figuriamoci nella versione bar-karaoke della coppia Torta - Gioé.

When I fall in loveSolo di Bonadé piatto come il suo elettroencefalogramma. Minchia che schifo, sotto il minimo sindacale pure per una nullità come lui.

Ma loro in sala applaudono...

Jump

Ovviamente nella versione riarrangiata per Paul Anka in Rock Swing. Ora sto a trascurare che Anka é molto meglio di Gioé, che gli arrangiamenti glieli avevano scritti i migliori arrangiatori americani. Dico solo una cosa: il batterista di quel disco era Vinnie Colaiuta.   Game. Set. Match.


Gioé annuncia trionfalisticamente che dopo tutte queste canzoni made in U.S.A. è il momento di dare lustro anche alla scuola italiana e annuncia Meglio stasera, pezzo italiano registrato in inglese qualche anno fa da Bublé.

Opss… Pestato un merdone...

It had better be tonight pezzo scritto nel 1963 per la prima pellicola della saga della Pantera Rosa è stato (come tutti gli altri del film) composto da Henry Mancini e -dato che parte della pellicola era ambientata a Cortina- sono state messe delle parole italiane Migliacci.

Io ero fortunatamente seduto e quindi i coglioni che mi sono caduti non mi sono rimbalzati in culo.
Bel bridge cubano, tanto Castro è morto se no sarebbero stati dolori.


Fly me to the Moon.

Io vi manderei su Marte con un panino al tonno avariato ed una Coca, altro che la Luna...

Petrini Big Band da sola:

Birdland

Fatto male, con roba stonata dalla sezione trombe (strano, con un fuoriclasse del calibro di Lapio in sezione) e guazzabuglio in accelerazione finale. Eppure mi sembrava alla portata del batterista che suona solo roba even e latin style.

Ovazione in platea. L'invasione degli ultracorpi. O forse -data l'età media dei presenti- una morìa di batterie degli Amplifon???

Torna il dinamico duo di cantanti da matrimonio (sic).

New York New York

Partenza agghiacciante. Il resto é schifo.


My Way

Vabbé, prima o poi sarebbe arrivata. Me l’aspettavo in finale o -meglio- come bis. Ma almeno ce la siam tolta dai coglioni. Se poi un giorno qualcuno volesse fare l’originale e cantare Comme d’habitude…


Sway (ovvero il mainstream che fa schifo al mainstream).

Seconda voce da paura. Cocon si produce in un solo cubano più di Isusi. Minchia! Finalmente! Io no sono un amante dell'acutismo, ma almeno ho sentito mentre stavo camminando nel tunnel andando verso la luce, ho sentito qualcosa che mi ha riportato in stato di coscienza.

Evitato pernicioso solo di tromboni e Bonadè.

For once in my life

Che bello che sarebbe se tutti cominciassero allo stesso tempo. Ma proprio nel senso degli stessi bpm, sono solo all'unisono.

Ennesimo momento in cui Gioé intrattiene il pubblico con il The making off della serata e con sfiziosissimi aneddoti di vita vissuta. Poi sembra improvvisamente accorgersi di essere dalla parte sbagliata del palcoscenico, dice che non é sicuro di essere in grado di sostenere una simile impresa (accorgersene prima???). Poi chiede a Petrini se stia facendo male a sputare sulle tombe di centinaia di musicisti e cantanti (che é un pò come chiedere a Menghele se la vivisezione sia immorale).
Giampaolo dice che può continuare a cantare, senza aggiungere "magari a casa tua, sotto la doccia, tanto sei vedovo".

The way you look tonight

Senza la Torta sul palco... Per una volta che sarebbe servita una abbigliata da entraineuse anni '30 sul palco...

Save the last dance for me


Bubleismo e fastidio.
Attacco allucinante e modulazione da chiamare Vigili del Fuoco (per Petrini l'ENPA). Tra l’altro credo che lui sia l'unico caso in cui i versamenti previdenziali e la cassa malattia non siano versati all'EMPALS, ma all'ENPA.

Ultimo pezzo, un pezzo che lui e l'entraineuse cantano spesso ai matrimoni a cui vengono chiamati ad esibirsi e che é un pò il suo/loro cavallo di battaglia:

Il medley della morte

Io ho cercato di trattenermi per tutto il concerto per rispetto ad una tra le più importanti istituzioni di Torino, ma -mannaggia agli zoccoli di legno di San Giuseppe- una cosa così é indegna di essere presentata ad una platea (per quanto di minorati che l'apprezzavano). Qui siamo oltre al bene ed al male, oltre alle questioni stilistiche e di gusti personali.
Qui si parla di un cialtrone che, accompagnato dal pianoforte, canta What a wonderful world che a 2/3 diventa When the Saints e poi torna What a wonderful, il tutto con la peggiore imitazione della voce di Armstrong che abbia mai sentito.

Ma io non ce l'ho con lui e col pianista di 'sto cazzo.
Io non ce l'ho manco con Dio che non l'ha fatto morire da piccolo.
Io ce l'ho con Stefano Cocon che aveva la linea di tiro più libera di tutti e non gli ha sparato nella nuca.
Legittima difesa. E l'umanità trionfa.
Poi se ammazzi uno che canta la canzone di un negro, dopo 10 minuti Salvini twitta il suo appoggio e dopo 2 ore sei prosciolto.


Bis: Rosalina in ritmo salsa cubana. Ma perché??

Chiudono con i ringraziamenti; di nuovo grazie a Elisa Torta, agli sponsor (ascensori, attrezzature mediche, casa farmaceutica ci sarebbe stata bene pure un ditta di spurgo di pozzi neri), don Paolo, don Andrea....
Il giudizio finale sarebbe il solito pippone sul fatto che già molti professionisti non sanno fare il proprio lavoro (non solo nel campo della musica), figuriamoci se poi i dilettanti si mettono a fare il lavoro dei professionisti e bla, bla, bla...
La Big Band ostaggio di un batterista even senza alcuna proiezione che "frena" lo swing di altre 14 persone e bla, bla...
E le cantanti o -meglio- le presunte cantanti non possono trovare altri modi per allietare musicisti e pubblico con la bocca e bla, bla...
Il pubblico che non capisce un cazzo dovrebbe stare a casa a guardare la Defilippi e bla, bla...

Io dico solo:
1- andremo tutti all'inferno per colpa del medley.
2- Più che a Cottolengo io molti dei presenti in platea a sul palco li avrei affidati alle cure di Cafasso.




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