domenica 18 luglio 2021

Ferie Musicali

 


Dopo l'annullamento nel 2020 a causa del Covid-19 attendevo con grande trepidazione il 60° Jazz à Juan per ascoltare la JLCO ed atre cose di qualità superiore al dj set con sax del CUTRE.
Il piatto era goloso e prevedeva Kenny Garret e la LCO domenica 11, Gregory Porter il 12 e Michel Portal e John Mclaughlin il 13. Putroppo il 13 a Nizza c'era Brandford Marsalis, ma Portal ha 85 anni e quindi é statisticamente più probabile che sia il suo ultimo concerto rispetto a quello del sassofonista americano, per cui sentiremo solo uno dei due fratelli.

L'11 era decisamente la serata che aspettavo da anni, la Lincoln Center Orchestra in tour non troppo lontano da casa. Poco male se mi devo sciroppare lo schifo della merda di Kenny Garret, il gioco vale la candela.
Il primo set é stato ovviamente un incubo di pezzi interminabili suonati a chilometri dai centri tonali. Ma un'ora di waterboarding musicale vale bene la messa. 

Entrano in scena i membri dell'Orchestra e vedo che é la prima squadra al gran completo, nessun sostituto dei titolari. Gaudio e tripudio.
Marsalis annuncia il primo pezzo: Sonny Rollis. Cazzo, che sfiga... Cominciamo con una merda il concerto. Pazienza...
Poi parte il pistolotto di qualche minuto sui neri d'america e vengono eseguiti due pezzi della Freedom Suite appena incisa. Ci sta... autopromozione...
Non é nemmeno tanto brutta, belli gli assoli, discreti i temi.

Finisce il brano e Marsalis annuncia l'esecuizione integrale della trascrizione da loro effettuata per big band di A Love Supreme.

Porco Dio, vorrei morire. Ma Dio merda, se c'avete dei cazzo di problemi con i negri a casa vostra non potete risolverveli laggiù? Che cazzo venite e a cagare il cazzo a noi con i vostri Floyd, andate a fare 'sti discorsi a Houston, non a Juan Les Pins.
Cos'é, dovete vendicarvi con noi bianchi europei per i vostri avi messi in schiavitù?

L'hanno fatta TUTTA. Più di 40 minuti di agonia e sofferenza atroce. La sommità dell'Himalaya della musica di merda tutta buttata in faccia a me. Mavaffanculo!!

Qui si può sentire lo schifo della fine della cagata di Coltrane e il mio commento sintetico a posteriori:


Alla fine applausi e fuori dai coglioni tutti.

Purtroppo li han richiamati indietro e lì ho temuto il peggio, che so, un Mingus, un Gllespie o peggio... Invece annunciano Ellington (sospiro di sollievo), da Black Brown and Beige... (minchia, ci risiamo coi poveri negri sfruttati)... Sugar Penthouse (ok, poteva andare peggio).
La fanno, la finiscono e se ne vanno lasciandomi incazzato come un puma, tant'é che la cena che prevedevo di fare dopo il concerto non l'ho fatta e me ne sono andato a letto disgustato per il programma schifoso proposto.

Ovviamente loro hanno suonato perfettamente con una qualità che da noi semplicemente non esiste, molto belli i soli specialmente quelli di Dan Nimmer e Paul Nedzela, gli altri han fatto dei soli buoni, ma nelle periferie tonali.

Voti Rollins: 5, Freedom: 6, Coltrane: 2, Ellington: 7.5, esecuzione: 10. Totale complessivo: 6.

Lunedì 12, Gregory Porter. Concerto piacevole, un discreto soul-blues piuttosto mainstream (cosa molto apprezzabile), eseguito bene da dei buoni musicisti. Porter ha una gran voce e la serata é stata immensamente meno traumatizzante e molto meno deludente della precedente.

Martedì 13, Portal e McLaughlin. Arrivati in piazza un pò prima per mangiare qualcosa (dati i precedenti la cena dopo é sconsigliabile) manca qualcosa nell'arredo urbano... tipo le transenne all'ingrasso dell'arena... chiediamo e scopriamo che é stato annullato tutto a causa del vento forte che da ore sta flagellando la città. Ci danno il foglietto da compilare per richiedere il rimborso e ciao.
Ma... avendo un palazzetto dello sport e sapendo che c'era il vento, non si poteva tentare di farlo al chiuso? Tanto non c'era tutta 'sta folla per la serata...
E così niente Portale e nemmeno c'era il tempo per correre a Nizza per Brandford Marsalis. Delusione numero 2 in tre giorni. Andiamo bene...

Siccome era ormai chiaro che non era cosa per me sentire concerti per esseri umani ho evitato tutte le altre serate, ma prima di partire ho prenotato i posti per Paolo Conte a Alba venerdì 16.
Finalmente ho visto il miglior concerto degli ultimi 10 anni, suonato bene, con un bel suono in platea, con dei brani mediamente inferiori ai 5 minuti di lunghezza e costruiti e suonati su scale accessibili all'orecchio umano.

In pratica, il vecchio avvocato ottantaseienne mi ha salvato l'estate dei concerti 2021.
Grazie monsieur Conte!


martedì 13 luglio 2021

Petrini Big Band feat. Massimo Lopez

  



Petrini e Lopez 7 luglio 2021
Flowers Festival

Iniziano (si fa per dire) con l'introduzione in cui non parte nessuno della sezione ance, primo a partire Garino alla seconda battuta. Si vede che Bonadé  si era appisolato.

Introduzione che, come ormai abitudine consolidata, porta a The Chicken che è la solita gazzarra di suoni sguaiati in stile anni '80. Bonadé esegue un solo agghiacciante che si prolunga sconfinando sull'attacco dell'assolo di Begonia. Tra i due mali non so quale sia il peggiore, visto che tanto Begonia dopo le prime tre note belle pulite e armoniche piazza il solito campionario di pentole di fagioli in ebollizione e barriti. In tutto ciò il piano di Gorlier è un po' troppo alto in platea e quindi si sentono un po' troppo degli accordi che sembrano dissonanti rispetto al resto dell'armonia.

Dopo Begonia viene il solo di Mecca, un po' troppo basso nei volumi è un po' sottotono rispetto alle sue capacità, bello il solo di Gorlier anche se con la solita deriva di spensierata frociaggine salsa che tanto piace al capocomico.

Molto bene anche Liberti.

Viene quindi introdotto sul palco il direttore e presentato Massimo Lopez che incomincia cantando You make me feel so Young con il solo Petrini a dare fastidio

Pezzo successivo é I've got you under my skin, tutto abbastanza bene fino al solito assolo di Begonia sempre uguale. Qualche sbavatura quà e là delle trombe, ma niente di drammatico

All the way con il solo Gorlier.   Nulla poteva andare male, infatti é andata bene.

Sull'inizio di Fly Me to the Moon succede un po' di tutto: partenza tarda e brutta, con i flauti male intonati e con tanti errori, poi durante la parte delle trombe Vigna fa un po' di pastrocchi con la tromba

Where or when presenta alcune stonature della sezione tromboni e qualcosa anche in più nella sezione trombe.

Comunque niente di paragonabile all'elenco di atrocità commesse su Les feuilles mortes.

Non attaccano quando dovrebbero attaccare, poi attaccano all'improvviso a cazzo di cane con flauti e baritono che sembra che suonino qualcos'altro e pure le trombe non scherzano...

Buono l'assolo di Gorlier, resta abbastanza discutibile l'arrangiamento con il testo francese sul ritmo latin e quello inglese in medium swing. Finale con stonatura di Cocon.

Summer Wind Costantini dopo aver fatto l'imitazione della Concordia al Giglio, pasticcia pure il tema nell'intro. 

Segue il pezzo da solo della big band in cui "Wilma dammi la clava" Petrini dà sempre il suo meglio (con buona pace di Louis prima): Sing, Sing, Sing. A velocità Warp.

Dopo aver dato sfoggio di raffinata eleganza nell'uso delle bacchette e con uno special dopo il primo chorus che non mi ricordavo, viene dato spazio alla solo di Marco Tardito clarinetto che è una catastrofe di proporzioni enormi, non solo è suonato male con grande sforzo, con parecchi problemi di controllo dell'ancia, ma e anche su una scala completamente sbagliata.

Da Tardito non me lo sarei aspettato.

Poi il peggio arriva slegando Costantini che duetta al baritono e alla conga (contemporaneamente) con Tardito e con Petrini in piena trans agonistica intento a spingere il concetto di rumore molesto ad un livello superiore.

Ovvi stacchi di batteria straripanti di ogni cosa possa essere percossa e con volumi agghiaccianti.

Torna Lopez per My Way. L'inizio non mi convince molto, forse sarà il piano troppo alto Ibla batteria troppo a cazzo...

Ance con attacco un po' biascicati sul secondo chorus e poi le trombe ci mettono il carico. Succedono robe strane, come se ci fosse qualcuno stonato.

Finisce con strangers in the night.

Velocità elevata e attacchi un po' imprecisi.

Gorlier sembra che metta sempre qualche accordo troppo ricco sotto dando l'idea che qualcosa non vada nel verso giusto.


Concludendo la serata è stata resa piacevole dall'intrattenimento di Lopez che non solo imita e fa spettacolo, ma ha anche il merito di cantare con la sua voce evitando gli scimmiottamenti di Sinatra. A volte non mi è parso completamente a fuoco e sembrava un po' fuori forma ma forse dopo la pandemia deve solo riprendere il passo di gara.

Altra cosa è la Big band di Petrini che ha mostrato una serie di problemi anche piuttosto significativi: il primo è Petrini, il secondo è che le sezioni dei fiati sono apparse un po' troppo di frequente slegate fra di loro ed hanno commesso più errori in questa serata che probabilmente negli ultimi 10 concerti. Costantini sembrava sempre leggermente indietro sugli attacchi, ma meglio di lui ha fatto Bonadè che alcune volte non ha proprio del tutto attaccato, mandando fuori la sezione ance. I tromboni e le trombe a volte sono stati un po' stonati e specialmente sui sovracuti le trombe hanno mostrato un po' di appannamento mentre lo stesso non si può dire di Begonia che purtroppo è nella solita forma smagliante nei suoi assoli spumeggianti.


Voto ai solisti: Petrini n.c. Begonia 3, Tardito 3,  Mecca 5.5, Gorlier 6, Liberti 7.5, Bonadé 1, Costantini 2 (di incoraggiamento).


Sezioni 

Ritmica: 4.5

Trombe: 5

Tromboni: 6-

Sassofoni: 4.5


Gran bella serata.

giovedì 1 luglio 2021

Altri Figurini

 

29 giugno 2021 - Vigore ore 21.30
Bandakadabra Live "Altri Figurini"

Sono andato a Vigone a sentire la Banda un pò perché non li vedevo da un pezzo e mi faceva piacere salutarli e un pò perché ero curioso, dopo la dipartita di Piri, Cecio e Marco dal gruppo, di sentire quali e quante modifiche erano state introdotte allo spettacolo ed agli arrangiamenti.
Ad esser sincero lo spettacolo dal punto di vista dei cambi, dei tempi di organizzazione delle gags risulta leggermente più fluido vedendo coinvolte meno persone.
Resta ancora un pò lunga la gag delle sedie prima di "Moten Swing", ma il resto fila abbastanza scorrevole.

Filippo Ruà sostituisce Cecio nel cantare "With a little help" cantandola meglio (o meno peggio) e forse questo toglie un pò di effetto comico.

Altrettanto apprezzabile da parte mia é la definitiva dipartita della foto sexy dalla gag delle foto di gruppo, che ho sempre trovato un pò di cattivo gusto specie in contesti più "familiari" e "teatrali".

Io asciugherei di qualche secondo (20-40) la corona interminabile di Giulio e la gag della ricerca della gallina, anche se parte di quei tempi dipendono dalla grandezza del palco, il pubblico dopo un pò si raffredda.

Il resto dello spettacolo e l'interazione Gipo-pubblico é stato fluido e piacevole (le battute sono un pò sempre quelle, ma la colpa é anche mia che li vedo spesso) e non ci sono stati momenti di buca.
Il pubblico era attento e divertito, anche nelle fasce di età più anziane che ritenevo avrebbero avuto più difficoltà a capire i paradossi e i nonsense di cui é pieno lo spettacolo.
Alla fine erano convintamente soddisfatti, alcuni persino entusiasti.

Gli arrangiamenti sono stati rifatti per sopperire all'assenza di due ance e devo dire che un pò un tenore mi manca, anche se i due tromboni permettono una certa elasticità nella gamma sonora.

Il nuovo sax alto, Gabriele, ha fatto un solo molto convincente su "Moten Swing", ma poi un pò mi ha lasciato perplesso sugli altri interventi. Credo abbia bisogno di tempo per trovare il suo.

L'impressione della prima serata del nuovo Figurini dopo il secondo lockdown e la dipartita di 3 membri é stata generalmente positiva e quel che più conta lo era pure quella del pubblico di età molto trasversale anche se non formato da newyorchesi scafati.