Dopo l'annullamento nel 2020 a causa del Covid-19 attendevo con grande trepidazione il 60° Jazz à Juan per ascoltare la JLCO ed atre cose di qualità superiore al dj set con sax del CUTRE.
Il piatto era goloso e prevedeva Kenny Garret e la LCO domenica 11, Gregory Porter il 12 e Michel Portal e John Mclaughlin il 13. Putroppo il 13 a Nizza c'era Brandford Marsalis, ma Portal ha 85 anni e quindi é statisticamente più probabile che sia il suo ultimo concerto rispetto a quello del sassofonista americano, per cui sentiremo solo uno dei due fratelli.
L'11 era decisamente la serata che aspettavo da anni, la Lincoln Center Orchestra in tour non troppo lontano da casa. Poco male se mi devo sciroppare lo schifo della merda di Kenny Garret, il gioco vale la candela.
Il primo set é stato ovviamente un incubo di pezzi interminabili suonati a chilometri dai centri tonali. Ma un'ora di waterboarding musicale vale bene la messa.
Entrano in scena i membri dell'Orchestra e vedo che é la prima squadra al gran completo, nessun sostituto dei titolari. Gaudio e tripudio.
Marsalis annuncia il primo pezzo: Sonny Rollis. Cazzo, che sfiga... Cominciamo con una merda il concerto. Pazienza...
Poi parte il pistolotto di qualche minuto sui neri d'america e vengono eseguiti due pezzi della Freedom Suite appena incisa. Ci sta... autopromozione...
Non é nemmeno tanto brutta, belli gli assoli, discreti i temi.
Finisce il brano e Marsalis annuncia l'esecuizione integrale della trascrizione da loro effettuata per big band di A Love Supreme.
Porco Dio, vorrei morire. Ma Dio merda, se c'avete dei cazzo di problemi con i negri a casa vostra non potete risolverveli laggiù? Che cazzo venite e a cagare il cazzo a noi con i vostri Floyd, andate a fare 'sti discorsi a Houston, non a Juan Les Pins.
Cos'é, dovete vendicarvi con noi bianchi europei per i vostri avi messi in schiavitù?
L'hanno fatta TUTTA. Più di 40 minuti di agonia e sofferenza atroce. La sommità dell'Himalaya della musica di merda tutta buttata in faccia a me. Mavaffanculo!!
Qui si può sentire lo schifo della fine della cagata di Coltrane e il mio commento sintetico a posteriori:
Alla fine applausi e fuori dai coglioni tutti.
Purtroppo li han richiamati indietro e lì ho temuto il peggio, che so, un Mingus, un Gllespie o peggio... Invece annunciano Ellington (sospiro di sollievo), da Black Brown and Beige... (minchia, ci risiamo coi poveri negri sfruttati)... Sugar Penthouse (ok, poteva andare peggio).
La fanno, la finiscono e se ne vanno lasciandomi incazzato come un puma, tant'é che la cena che prevedevo di fare dopo il concerto non l'ho fatta e me ne sono andato a letto disgustato per il programma schifoso proposto.
Ovviamente loro hanno suonato perfettamente con una qualità che da noi semplicemente non esiste, molto belli i soli specialmente quelli di Dan Nimmer e Paul Nedzela, gli altri han fatto dei soli buoni, ma nelle periferie tonali.
Voti Rollins: 5, Freedom: 6, Coltrane: 2, Ellington: 7.5, esecuzione: 10. Totale complessivo: 6.
Lunedì 12, Gregory Porter. Concerto piacevole, un discreto soul-blues piuttosto mainstream (cosa molto apprezzabile), eseguito bene da dei buoni musicisti. Porter ha una gran voce e la serata é stata immensamente meno traumatizzante e molto meno deludente della precedente.
Martedì 13, Portal e McLaughlin. Arrivati in piazza un pò prima per mangiare qualcosa (dati i precedenti la cena dopo é sconsigliabile) manca qualcosa nell'arredo urbano... tipo le transenne all'ingrasso dell'arena... chiediamo e scopriamo che é stato annullato tutto a causa del vento forte che da ore sta flagellando la città. Ci danno il foglietto da compilare per richiedere il rimborso e ciao.
Ma... avendo un palazzetto dello sport e sapendo che c'era il vento, non si poteva tentare di farlo al chiuso? Tanto non c'era tutta 'sta folla per la serata...
E così niente Portale e nemmeno c'era il tempo per correre a Nizza per Brandford Marsalis. Delusione numero 2 in tre giorni. Andiamo bene...
Siccome era ormai chiaro che non era cosa per me sentire concerti per esseri umani ho evitato tutte le altre serate, ma prima di partire ho prenotato i posti per Paolo Conte a Alba venerdì 16.
Finalmente ho visto il miglior concerto degli ultimi 10 anni, suonato bene, con un bel suono in platea, con dei brani mediamente inferiori ai 5 minuti di lunghezza e costruiti e suonati su scale accessibili all'orecchio umano.
In pratica, il vecchio avvocato ottantaseienne mi ha salvato l'estate dei concerti 2021.
Grazie monsieur Conte!


