Petrini e Lopez 7 luglio 2021
Flowers Festival
Iniziano (si fa per dire) con l'introduzione in cui non parte nessuno della sezione ance, primo a partire Garino alla seconda battuta. Si vede che Bonadé si era appisolato.
Introduzione che, come ormai abitudine consolidata, porta a The Chicken che è la solita gazzarra di suoni sguaiati in stile anni '80. Bonadé esegue un solo agghiacciante che si prolunga sconfinando sull'attacco dell'assolo di Begonia. Tra i due mali non so quale sia il peggiore, visto che tanto Begonia dopo le prime tre note belle pulite e armoniche piazza il solito campionario di pentole di fagioli in ebollizione e barriti. In tutto ciò il piano di Gorlier è un po' troppo alto in platea e quindi si sentono un po' troppo degli accordi che sembrano dissonanti rispetto al resto dell'armonia.
Dopo Begonia viene il solo di Mecca, un po' troppo basso nei volumi è un po' sottotono rispetto alle sue capacità, bello il solo di Gorlier anche se con la solita deriva di spensierata frociaggine salsa che tanto piace al capocomico.
Molto bene anche Liberti.
Viene quindi introdotto sul palco il direttore e presentato Massimo Lopez che incomincia cantando You make me feel so Young con il solo Petrini a dare fastidio
Pezzo successivo é I've got you under my skin, tutto abbastanza bene fino al solito assolo di Begonia sempre uguale. Qualche sbavatura quà e là delle trombe, ma niente di drammatico
All the way con il solo Gorlier. Nulla poteva andare male, infatti é andata bene.
Sull'inizio di Fly Me to the Moon succede un po' di tutto: partenza tarda e brutta, con i flauti male intonati e con tanti errori, poi durante la parte delle trombe Vigna fa un po' di pastrocchi con la tromba
Where or when presenta alcune stonature della sezione tromboni e qualcosa anche in più nella sezione trombe.
Comunque niente di paragonabile all'elenco di atrocità commesse su Les feuilles mortes.
Non attaccano quando dovrebbero attaccare, poi attaccano all'improvviso a cazzo di cane con flauti e baritono che sembra che suonino qualcos'altro e pure le trombe non scherzano...
Buono l'assolo di Gorlier, resta abbastanza discutibile l'arrangiamento con il testo francese sul ritmo latin e quello inglese in medium swing. Finale con stonatura di Cocon.
Summer Wind Costantini dopo aver fatto l'imitazione della Concordia al Giglio, pasticcia pure il tema nell'intro.
Segue il pezzo da solo della big band in cui "Wilma dammi la clava" Petrini dà sempre il suo meglio (con buona pace di Louis prima): Sing, Sing, Sing. A velocità Warp.
Dopo aver dato sfoggio di raffinata eleganza nell'uso delle bacchette e con uno special dopo il primo chorus che non mi ricordavo, viene dato spazio alla solo di Marco Tardito clarinetto che è una catastrofe di proporzioni enormi, non solo è suonato male con grande sforzo, con parecchi problemi di controllo dell'ancia, ma e anche su una scala completamente sbagliata.
Da Tardito non me lo sarei aspettato.
Poi il peggio arriva slegando Costantini che duetta al baritono e alla conga (contemporaneamente) con Tardito e con Petrini in piena trans agonistica intento a spingere il concetto di rumore molesto ad un livello superiore.
Ovvi stacchi di batteria straripanti di ogni cosa possa essere percossa e con volumi agghiaccianti.
Torna Lopez per My Way. L'inizio non mi convince molto, forse sarà il piano troppo alto Ibla batteria troppo a cazzo...
Ance con attacco un po' biascicati sul secondo chorus e poi le trombe ci mettono il carico. Succedono robe strane, come se ci fosse qualcuno stonato.
Finisce con strangers in the night.
Velocità elevata e attacchi un po' imprecisi.
Gorlier sembra che metta sempre qualche accordo troppo ricco sotto dando l'idea che qualcosa non vada nel verso giusto.
Concludendo la serata è stata resa piacevole dall'intrattenimento di Lopez che non solo imita e fa spettacolo, ma ha anche il merito di cantare con la sua voce evitando gli scimmiottamenti di Sinatra. A volte non mi è parso completamente a fuoco e sembrava un po' fuori forma ma forse dopo la pandemia deve solo riprendere il passo di gara.
Altra cosa è la Big band di Petrini che ha mostrato una serie di problemi anche piuttosto significativi: il primo è Petrini, il secondo è che le sezioni dei fiati sono apparse un po' troppo di frequente slegate fra di loro ed hanno commesso più errori in questa serata che probabilmente negli ultimi 10 concerti. Costantini sembrava sempre leggermente indietro sugli attacchi, ma meglio di lui ha fatto Bonadè che alcune volte non ha proprio del tutto attaccato, mandando fuori la sezione ance. I tromboni e le trombe a volte sono stati un po' stonati e specialmente sui sovracuti le trombe hanno mostrato un po' di appannamento mentre lo stesso non si può dire di Begonia che purtroppo è nella solita forma smagliante nei suoi assoli spumeggianti.
Voto ai solisti: Petrini n.c. Begonia 3, Tardito 3, Mecca 5.5, Gorlier 6, Liberti 7.5, Bonadé 1, Costantini 2 (di incoraggiamento).
Sezioni
Ritmica: 4.5
Trombe: 5
Tromboni: 6-
Sassofoni: 4.5
Gran bella serata.

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