TUM presenta:
Rhabdomantic Orchestra "Almagre release party"
Blak Saagan & Alek Hidell #dalvivo
Tre concerti, tre storie differenti in una notte unica.
TIMETABLE CONCERTI
h 21.00 — Apertura porte
h 21.30 — Blak Saagan
h 22.30 — Rhabdomantic Orchestra
h 23.30 — Alek Hidell
Cominciamo con l'esibizione #dalvivo di Blak Saagan.
Una videoproiezione di un giornale risalente ai tempi dell BR su cui si facevano zoomate e macro di dettagli senza un costrutto logico su cui un imbecille suonava sequencers, synth e/o pianole senza preoccuparsi minimamente di che tasti stesse premendo.
Ad un certo punto tra la gente che dondolava in trance medianica ed il baccano assordante che pareva stonacare i muri che vibravano dalle onde delle basse frequenze mi sono chiesto se non fossi morto e finito all'inferno.
In confronto Trainspotting sembrava un episodio della Famiglia Bradford.
In pratica, il solito demente che ha speso 10.000 euro in robe e poi si dà una verniciata di "impegno" a cui abboccano i boccaloni che fanno cartelloni di "impegno socioculturalecontroilsistemanazicapitalisticodiSoros"
E il bello é che lui essendo "artista" non deve giustificare nulla di quanto produce perché l'arte é libera e "se non ti piace quello che faccio sei fascista".
Fortunatamente i tempi sono stati rispettati e con soli 5 minuti di ritardo la Rhabdomantic Orchestra inizia il concerto di presentazione di Almagre.
Conoscendo 5 dei componenti dell'Orchestra ed avendo molta stima per la persona di Manuel Volpe che ne é un pò il motore, ammetto che sia difficile dare una valutazione oggettiva.
Se devo essere sintetico all'osso direi che é musica che mi fa cagare, ma suonata bene.
I primi 4 pezzi, se non fosse stato che vedevo una che si dimenava sul palco, avrei detto che erano senza cantante.
Invece era il solito schifo di audio in sala fatto da chi al massimo può fare i suoni a Coccoluto.
Sostanzialmente una bolgia di suoni mal equalizzati che creavano una catena di inneschi appena si tentava di mettere mano al mixer. Certo anche il fatto che la Rhadbo desse l'idea di suonare come non ci fosse un domani non aiuta a fare i suoni in un ambiente abbastanza chiuso come il Bunker.
Dopo una lunga battaglia alla fine si é arrivati a sentire un pò la cantante e a distinguere qualche strumento in quel delirio e perciò un minimo di concerto posso dire di averlo sentito.
Cantante: ero troppo lontano per vedere se fosse brava brava, ma dà l'idea di essere quantomeno fregna. Bene.
I pezzi: tutti uguali. Dei modaloni con riffs che ogni tanto variano su ritmi meno tritacoglioni. Ma poi ritornano modaloni con riffs. Orrore.
I soli: Bene Cocon che avendo il vantaggio di suonare la tromba era tra quelli che non faceva fatica ad emergere da quella palude di suoni. Tutti i soli erano dritti, chiari e con chiare matrici ritmiche o melodiche. Sax tenore, pochi soli e poco volume, praticamente non pervenuto come gran parte dei musicisti che non suonavano percussioni o tromba.
Il sax contralto di Garino invece si sentiva. Purtroppo.
Nota di merito é riuscire a bucare il muro sonoro per far giungere il suono del contralto fino al fondo della sala (dove mi trovavo io per autoprotezione) e le note di merito finiscono qui. A meno che suonare roba free che fa accapponare la pelle dall'orrore non sia meritorio.
Ritmica: Bum Bum, Tumb Tumb. Non ci va molto, ma tenere lo stesso cazzo di ritmo per più di un'ora non é facile.
Giudizio sull'Album: Schifo.
Tanto il primo mi piacque quanto mi fa defecare questo, non capisco i pezzi in lingue diverse, non capisco la svolta etno-africo-centroamericana, anche se appoggio la scelta di Manuel di imbarcare la fregna nel progetto. Senza non ci sarebbe nessuna possibilità di successo, specie in questo ambito di fruitori con la 104.
Per dovere di cronaca aggiungo che dopo c'é stata l'esibizione del signor Alek Hidell che credo porti avanti degli studi sull'utilizzo degli impianti di amplificazione per l'abbattimento delle strutture in cemento armato.

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