Perché con tutto 'sto stracciar di vesti per la violenza sulle donne nessuno straccia manco un kleenex sulla violenza alla Musica?
Vabbé, Matteo Brancaleoni (una specie di crociato dello swing) era in concerto venerdì 24 novembre al teatro Concordia di Venaria con lo spettacolo "Frank Sinatra. Una voce. Una leggenda."
Diciamo che il modello é chiaro e pure piuttosto elevato, ma come diceva Allen "Beh, a qualcuno devo pur ispirarmi"...
Sarebbe un pò come se in un concerto dal titolo "Hodges (o Desmond o Pepper o Adderley), un'ancia, un mito" ci suonassi io: sempre una tempesta di merda verrebbe indipendentemente dal titolo.
Anzi, invocare padri nobili é molto spesso un boomerang che ti conficca dritto in culo, anche perché sei tu stesso a spingere a fare paragoni quasi sempre impossibili da reggere.
Si comincia, anzi no...
Il presentatore non é un presentatore, ma un fottuto DJ che -peraltro- ha un nome (spero d'arte) orrendo: Gino Latino. Ed é peraltro impomatato come solo Carlo Dapporto negli anni 50-60 lo fu stato.
In tutto questo mi domando una cosa evidentemente marginale: MA CHI HA AVUTO L'IDEA DI FARE UN DJSET IN UN TEATRO???
E poi altra domanda:
PERCHE??? NESSUNO LO HA FERMATO SPIEGANDOGLI (MAGARI CON L'USO DI SUPPORTI DIDATTICI TIPO UNA RONCOLA) CHE UN TEATRO NON E' UNA DISCOTECA??
Non é che stano facendo le selezioni provinciali per il campionato di ritardo mentale?
Ovviamente viene messa musica orrida, spacciata per quell'abominio che é l'elettro-swing, ma che non lo é nemmeno.
Buone Notizie per la Bandakadabra, Gipo sta facendo proseliti, nel commentare la staticità del pubblico presente in sala il Dj (che parla e si muove che sembra Johnny Glamour) ha usato la frase "La signorina che sembra sagomata, invece é viva!", avesse usato "cartonata" avrebbe dovuto pagare le royalties al buon Gipo.
In compenso ha più volte ricordato che i cd ed i vinili di Matteo Brancaleoni si possono acquistare nel foyer (pronunciato: fuaier)... Diofa, please hang up the deejay.
Pare che il Brancaleoni (a sua detta) mi sia un assiduo calcatore di scene dei teatri degli U.S.A. ... bah... Probabilmente é di indole così schiva che -quando é in Italia- non si esibisce al Blue Note di Milano o al Piccolo Regio, ma a Benevagienna e Venaria.
Lui probabilmente fa dell'understatement una ragione di vita.
O magari più semplicemente gli USA gli han dato il foglio di via. Boh, vedremo... per ora accettiamo la notizia che stia facendo un tour mondiale così come prendiamo il pezzo freestyle del dj: 'na cagata pazzesca!
Viene invitata sul palco tale Giorgia Valenza che é chiaramente portatrice sana di figa e null'altro.
Calante come il mio uccello, dizione da incubo. Cantare con le basi richiede molte più capacità che cantare con musicisti. Per fortuna fa un solo pezzo.
Poi Gino Latino stupra con dei remix tre pezzi della tradizione delle Big Band americane senza rendersi conto che mettere un beat molto pesante (seppure sul 2 e sul 4) fa perdere del tutto il bounce e quindi lo swing.
Ma pare che solo io me ne accorga.
La sala piena per 2/3 resta comunque impassibile durante tutto il set. Menomale.
Poi finalmente viene annunciato Brancaleoni e la Big Bang che lo accompagna.
BIG BAND???
Ma che cazzo si sono bevuti??
Qui mancano almeno una decina di fiati... sezioni di uno strumento io non le ho mai sentite nominare...
Mio Dio! Ma perché devono dire cose a cazzo?
E poi... chi lo dice all'americano Brancaleoni che il 99% delle volte i concerti dei crooners cominciano con un intro della big band e poi solo quando viene annunciato il cantante questi inizia a cantare? Lui é salito ed ha praticamente attaccato subito con la sola sezione ritmica piano/basso/batteria.
Finalmente si capisce in cosa consista lo spettacolo, é una specie di biografia di The Voice con proiezioni di immagini e brevi filmati sullo schermo dietro la band e parti cantate dal vivo.
Ditemi solo che il Branca seduto sullo sgabello e vestito come un cameriere gay di una taverna della Georgia non sta leggendo i testi dal tablet sul leggìo.
E ditemi invece che al pianoforte c'é il Maestro Roberto Pregadio redivivo (che stasera si fa chiamare Nino La Piana)!
One for my baby, non malissimo, si appoggia un pò troppo, ma non é del tutto malvagio. Certo che Sinatra aveva un altro timbro, ma era facile da prevedere.
Riparte la bio e cambia lo strumento che accompagna la narrazione, Pregadio lascia il posto a Zortea (Tb).
I get a kick out of you, sempre piuttosto decente nel suo anonimato il Brancaleoni, invece credo che Zortea sia un pò impreciso col trombone o -più probabilmente- le armonizzazioni tra le parti di tromba e trombone non sono scritte correttamente. Sommato alla non proprio potente voce del cantante il tutto risulta quasi divertente da sentire.
Assolo di buon swing anche se un pò impacciato di Garino al sax tenore, é evidente che si trovi un pò imbarazzato nel suonare uno strumento non "suo".
Finale che pare un coro da stadio, con buona pace di Porter.
Riparte il pistolotto e poi The shadow of your smile.
Scelta non scontata e perciò apprezzabile di per sé, se non fosse per gli arpeggi di chitarra che paiono distorti... ecchecazzo...
Garino costretto a cambiare strumento (da sax a clarinetto) nel tempo di 2 battute: pare Brachetti.
Matteo Brancaleoni, vestito e pettinato come il Frank del periodo d'oro, finché lo si guarda da lontano e sta zitto é somigliante e credibile. Da vicino sembra Mr Bean. Sublime!
Quando apre bocca per cantare é piuttosto anonimo e con poco volume, quando apre bocca per parlare tira fuori perle tipo "in quel momento Sinatra non é più sulla breccia dell'onda". Meraviglioso.
L'immancabile My Way, il batterista non é proprio un maestro dello swing, ha troppo poco colore e su una ballad così non si può tenere troppo a lungo il ride.
Dioboia! La tromba più impiccata no, eh?? Va bene che Cocon é un acutista, ma si può stare anche leggermente più in estenzione...
I've got the world on a string, ogni tanto o lui ha dei cali drammatici o c'é un problema di audio in sala: la sua voce sale e scende di volume in modo preoccupante. Per il resto anche di questo pezzo non é una scelta scontata.
Per comodità tralascio tutte le parti recitate, gli interessati possono rivolgersi alla stessa fonte di sapere da cui credo si sia abbeverato l'autore: Wikipedia.
I've got you under my skin, canta troppo staccato, Frank legava molto di più le frasi (pur mantenendo le parole molto chiare, quasi scandite). Molto bella la supercazzola che si é sparato nella B (credo si sia perso nelle strofe).
The lady is a tramp: attacco con la tromba praticamente fuori estensione, Cocon é bravo, ma non é Gesù Cristo, i miracoli non li sa fare, Zortea e Garino se la cavano col minimo sindacale, assolo scriteriato di chitarra che continua a suonare in sala come se fosse distorta, dopo il solo riattacca a cantare, ma con poca voce e scarsa capacità di cantare "fuori".
Come fly with me: troppo veloce, poco swing (ritmica parecchio colpevole), tromba come sempre impiccata e sax e trombone anonimi. Credo fossero all'unisono, brutta scelta.
You make me feel so young: suono confuso, una melassa di basso e batteria (sono convinto che il jazz della golden era non sia il loro forte), ogni tanto salta fuori un fiato e la voce del cantante che va e viene.
Viene introdotta un'ospitona (di cui non ho nemmeno capito bene il nome) che a differenza dell'ospite del dj set non é portatrice sana di tette e culo, ma purtroppo non porta nemmeno voce e intonazione.
Cantano Something stupid, fatta tra l'altro più lenta della versione originale dei Sinatra. Il pensiero é stato "Dio mio! Ma cantano la stessa canzone??" Lei è semplicemente stonata e la batteria prima della metà del pezzo inizia una fuga verso altri e più elevati bpm. Lisergico.
For once in my life. Continuo ad avere l'impressione che ritmica e fiati non vadano allo stesso tempo, piccolo fischio di Garino che cerca di strozzare il tenore per fare una parte che dà l'idea di essere stata scritta per soprano.
Una esilarante gag con un palloncino (credo che nell'intenzione dell'autore dovesse ricordare vagamente la scena del mappamondo del Grande Dittatore) diventata una farsa grottesca di rincorse della sfera per il palcoscenico introduce Fly me to the moon.
Per le prime 32 battute sono tutti estremamente compatti, poi pian piano vanno a spasso sciolti.
Per pietà, basta sovracuti!!
Garino ha classe e stile, ma si percepisce che il tenore non né nelle sue corde e non risponde sotto le sue dita come il contralto. E comunque, alla faccia delle "trascrizioni fedeli dei brani fatte dalle sapienti mani del "Maestro Pregadio", ma chi vogliono infinocchiare?
Non poteva mancare Strangers in the night (anche se io ne avrei fatto anche a meno), però riarrangiata per l'occasione. Il 'riarrangiamento' consiste in un tempo quasi fast e degli stop ad ogni battuta. Geniale, altro che Quincy Jones!
Per il resto non capisco proprio da cosa differisca dall'originale. L'assolo di Garino é buono anche perché non avendo confidenza col mezzo fa molto meno del solito e quindi fa un solo più scarno e lirico, come piace a me.
That's life, qui a differenza del solito, Matteo Brancaleoni é un pò troppo legato e lirico rispetto all'originale.
New York, New York. Solito attacco con tromba a 18 bar, Cocon alla fine del concerto potrebbe andare a gonfiare le ruote ai tir usando il bocchino della tromba. Branca, Branca, Branca se la cava benino e con lui tutta l'orchestra. Manca solo un pò di swing.
My way, finire i l concerto come lo finiva Frank é una scelta biograficamente corretta, peccato per il basso che pesta un pò troppo che dà un pò l'effetto della cassa in quattro dei pezzi di Ligabue...
Serata tutto sommato poco disturbante, a tratti piacevole.
Spettacolo ideato e condotto con buon ritmo, bilanciato anche nel rapporto tra biografia e musica dal vivo. La definizione corretta credo possa essere docu-concert.
Se l'ideazione é buona, il risultato finale lo é un pò meno, troppo pochi i fiati, con parti scritte in modo sbagliato (non basta dare la parte di prima tromba, primo sax e primo trombone agli strumenti; se esiste una parte da primo é perchè ci sono le altre parti delle sezioni. Se si eseguono le sole parti da primo non é per nulla detto che suonino bene assieme, anzi...).
La ritmica (basso, batteria e chitarra) non mi sembra molto a proprio agio nel campo del jazz, sbagliano colori, accenti e dinamiche; scusate se per la ritmica é poco.
Il piano é molto opaco per cui non posso dare un giudizio basato su fatti concreti, ma lo suona il clone di Pregadio e tanto mi basta per essere soddisfatto.
Il cantante é dignitoso (a volte un pò meno). Se decidi di fare Sinatra devi sforzarti di avere l'approccio disteso, ma preciso alla frase cantata come lo aveva lui, se no lascia perdere i paragoni.
Il pubblico formato da persone di tipologia molto trasversale di età e classe sociale ha gradito. Bontà sua si é anche recato nel foyer (con la erre finale, ça va sans dire) ad acquistare i gadgets.
Personalmente avrei forse preferito assistere ad un altro passaggio di Bublé con una big band o ad un autarchico spettacolo con Arigliano, Basso, Cerri, Sellani etc...
Ma purtroppo uno lo slegano solo a Natale e gli altri sono tutti sotto terra (o quasi).
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