Mad Dog Social Club
ore 22 circa.
Secondo appuntamento con la Chant Night, la jam dedicata specialmente alle/ai cantanti.
Rispetto al mese scorso cambia la resident band anche per dividere equamente la sofferenza tra tutti i musicisti di Torino e provincia e al pianoforste c'é Sergio di Gennaro al contrabbasso Veronica Perego e alla batteria Manfredi Crocivera.
La Damico ha ristretto parecchio il primo set in cui lei apre le danze, si é limitata a soli 5 brani e -non so se la cosa sia realmente accaduta o se sia stato solo un frutto dei fumi dell'acool- aveva una proiezione (o magari il volume del microfono sul mixer era solo più alto del solito)... fatto sta che si sentiva quello che cantava.
Il timbro é migliorato (segno che Giulia sta studiando e la cosa é apprezzabile), ma resta molto piatta come esecuzione e col solito scat riprovevole.
In più il mistero più profondo é: perché quando parlo con Giulia capisco quello che dice e quando invece lei sale sul palco e parla con il pubblico sembra abbia una patata in bocca o ubriaca tipo Amy Winehouse?
Probabilmente é solo una questione di dizione non ancora interiorizzata, per cui cantando esce più il birignao che la dizione.
Problema invece ancora più drammatico poiché inaspettato é l'approccio di Crocivera e di Gennaro al trio: entrambi suonano troppo denso facendo perdere la distensione e l'atmosfera un pò rarefatta del cool jazz. La batteria poi é stata davvero una croce per tutta la serata. Ma questo tal Crocivera non ha mai sentito dischi di jazz?
Pure lui come Petrini conosce solo Buddy Rich, colui che più che suonare forgia a martellate i piatti?
Di Gennaro va meglio dello sfasciapiatti, ma un'ascoltatina a Red Garland gliela farei dare comunque.
Esempio eclatante: sulla B di Mood Indigo (che il Duca li perdoni) suonata dal contrabbasso sarebbe carino che il pubblico sentisse l'esecuzione e non il rimestare di pentole di Crocivera.
Comunque la Damico é stata meno imprecisa del solito e di ciò me ne rallegro.
Dopo la pausa é cominciato il secondo set e stavolta i cantanti erano davvero legione.
Dopo la pausa é cominciato il secondo set e stavolta i cantanti erano davvero legione.
Inaugura il secondo set Margherita Piumatti (con cambio di batterista e contrabbassista) che in soli 2 minuti riesce a spiegare ai musicisti che cosa vorrebbe cantare, in che tonalità e a che velocità di metronomo.
La Piumatti non é malvagia, é solo inutile.
Dopo di lei nessun diluvio (purtroppo), ma quel carro di Viareggio di Giacalone che ha avuto il coraggio salendo sul palco di chiedere se poteva riavere Crocivera e Perego a batteria e basso perché il fast lo voleva fare con loro...
Ora io non sono n frequentatore di jam internazionali, ma ritengo che chiedere a due musicisti appena saliti a dare il cambio alla resident band di andarsene per ridare il posto ai "titolari" sia quantomeno irrituale (oltre che di cattivo gusto).Per di più per cantare Just Friends -che ultimamente va tantissimo- come lo ha cantato: non male di timbro e pronuncia, malissimo di tempo.
Dopo Viareggio si va a Trento: da lì arriva l'ospite successiva della chant night.
Su di lei non mi sono formato un'opinione finale, infatti da un lato non mi sono dispiaciute la tecnica canora, la dinamica e la pronuncia. L'interpretazione "strascicata" ed il timbro nasale alla lunga mi hanno invece dato un pò di fastidio.
Grandi cantanti hanno avuto sonorità molto simili e quindi in generale non posso dire che non sia una cantante piuttosto interessante, ma non credo di poter resistere 30 minuti con quel timbro, spero che sia stata una scelta stilistica ed abbia in serbo un registro anche più pulito.
Su di lei non mi sono formato un'opinione finale, infatti da un lato non mi sono dispiaciute la tecnica canora, la dinamica e la pronuncia. L'interpretazione "strascicata" ed il timbro nasale alla lunga mi hanno invece dato un pò di fastidio.
Grandi cantanti hanno avuto sonorità molto simili e quindi in generale non posso dire che non sia una cantante piuttosto interessante, ma non credo di poter resistere 30 minuti con quel timbro, spero che sia stata una scelta stilistica ed abbia in serbo un registro anche più pulito.
devo anche dire che la poverina é stata pure funestata dall'arrivo sul palco a metà esibizione (ma si può fare??) di un sopranista israeliano che di certo non ha giovato al quadro generale...
Poi magari sono io che non sono abituato alle scale Yiddish e non ho capito la grandezza della Phrygian Dominant e delle 12 tribù d'Israele.
A me é sembrata solo una merda.
Dopo la trentina trotterellante, é il momento della toscana che canta Summertime con un birignao che ricorda le imitazioni di Mina fatte dalla Goggi e di Giorgia fatte dalla Cortellesi.
Ammetto che di voce ne ha, ma non sopporto questo "gna-gna" e chi urla sulle Sacre Ballads.
L'israeliano stavolta imbrocca la scala (non era poi così difficile tutto sommato...).
Tocca a Max Giglio, che sceglie di presentare quelle che secondo lui é una ballad: Song for my father.
A parte che a me non sembra una ballad e mi fa anche piuttosto schifo, lui ha sempre un timbro interessante, una discreta capacità di attaccare e una buona interazione coi musicisti...
A parte che a me non sembra una ballad e mi fa anche piuttosto schifo, lui ha sempre un timbro interessante, una discreta capacità di attaccare e una buona interazione coi musicisti...
Lo scat lascia a desiderare, ma ce ne sono di peggiori.
Immagino il pezzo fosse Exactly like you, e posso solo sperare che qualche buontempone avesse spento il canale del microfono sul mixer, se no abbiamo trovato qualcuno afono peggio di Carla Bruni e Viola Valentino messe assieme.
La cosa paradossale é che quel poco che riuscivo a sentire sembrava molto apprezzabile...
In realtà prima di chiudere -su pressione di Giacalone (vero leader della serata) che ha passato la serata a fare urletti, incitazioni ed applausi a cazzo- c'é stata una jam nella jam: hanno cantato qualcosa di indefinibile un chorus a testa tutti i partecipanti alla serata.
Io purtroppo mi sono perso i dettagli poichè ero alla cassa, lontano dalla scena del crimine.
Ho pagato e me ne sono tornato in piazzetta Maria Teresa a riprendermi l'auto gustandomi un pò di salutare silenzio.
Per farmi perdonare la leggerezza di non avere registrato l'ultimo atto della Chant Night e visto che non si sente una mazza dell'ultima esibizione, allego due versioni di Exactly like you di fattura maggiormente pregevole rispetto a qualsiasi altra passata, presente a futura possa essere eseguita al Mad Dog.
Nina Simone
Oscar Peterson e Count Basie
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