lunedì 24 settembre 2018

Dio c'é. E vive vicino all'Abit.

Venerdì 21 settembre 2018
Quadrilatero Romano
T-Lounge Bar ore 21:25

Lui é tornato!!!

Dopo la serata della jam cantanti e l'Open Day della Popolare, la mia voglia di scappare dal panorama musicale cittadino era alle stelle. Ma -come in un libro per ragazzi dell'800- il Fato era in agguato per riportare l'Equilibrio nella Bilancia Karmica della Merda Musicale.

Ero seduto a cenare in un tavolino nel dehors del T-Lounge Bar in compagnia di un caro amico quando ad un tratto ho visto un trolley con sopra una cassa attiva trascinato da una persona con occhiali scuri e berretto da baseball.
Forse che...

Quasi non credevo ai miei occhi! Lui mi stava apparendo!!
Per un attimo ho pensato si trattasse di un miraggio catartico  provocato dalla mia mente, ma poi ha iniziato a parlare e a cantare... Metro Man era tra noi!


Ha cantato due pezzi, si é aggirato tra i tavoli, ci ha parlato, ha interloquito con noi comuni mortali e poi ha proseguito il suo viaggio pastorale lungo gli altri dehors.

Inutile dire che la cosa mi é subito sembrata legata alle precedenti 24 ore trascorse a sentire e vedere alcune persone che si credono artisti, mentre lui é un cane che sa di essere cane e rende la sua incapacità un'arte.


La cosa che rende Metro Man quel genio che é, é proprio l'aver compreso che "dal letame nascono i fior" rendendo artistica la sua totale assenza di capacità canore e di ballo, mettendoci però la faccia tosta di chi ha capito che spesso la gente si identifica e fraternizza di più con chi ha "le palle" di fare ciò che loro non hanno il coraggio di fare in pubblico: esibirsi in mezzo alla gente e non su un palco di un cazzo di talent.
Metroman é 1/talent.

Una ventina di minuti dopo lui é tornato, ma ha cantato solo un pezzo e poi come Gesù nel Tempio ha detto "fate cagare come pubblico, me ne vado in Piazza Vittorio!". 
Genio!!

Due persone al tavolino accanto ci hanno detto che non condividevano la nostra gioia per il ritorno del Messia, ma in fondo loro erano due infedeli mussulmani che prima o poi faranno la fine che meritano: ascoltare Lorenzo Hengeller nel Sultanato dello Swing per l'eternità.

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