martedì 26 marzo 2019

Il ritorno dei TJF morenti

Ci risiamo.

Siamo a giovedì 21 marzo e manca un mese a quella roba che viene ostinatamente chiamata TJF e ancora non si sa chi cazzo farà cosa e dove.
Anche se io una mezza idea su che cosa farà in generale anche stavolta questo aborto di festival già posso avercela: visto che gli addendi non sono cambiati il totale sarà lo stesso dell'anno scorso: lo schifo nei club sudati e puteolenti.
Tanto per sgombrare il campo, dico subito che dei litigi da bottegai filistei tra il direttore di paglia del festival ed associazioni ed altri circuiti di festival non me ne frega nulla, tanto mi fan tristezza tutti.

Quello che interessa a me é capire se dopo quasi tre anni il comune ha deciso di chiudere la Fondazione Cultura.
Scherzo, quella era la prima cosa che han detto che avrebbero fatto i pentecatti e quindi non la faranno mai.

Ciò che invece vorrei capire é se esiste un'idea di fondo, un progetto a medio termine per tracciare una strada (per carità non ferrata sennò i bimbi TAV piangono) che dia una connotazione chiara (con la "c" rigorosamente minuscola) al festival jazz cittadino.

Vogliamo mantenerlo sagra paesana? Va bene, ma diciamo chiaramente che lo é senza fingere che abbia aspirazioni e respiro internazionale
Piuttosto chiudiamo davvero la Fondazione e diamolo da organizzare ad una Pro Loco sorteggiata a caso.


Vogliamo chiamarlo Rava Jazz Festival?  Va bene! Tanto ci suona tutti gli anni che ci piaccia o no.
Poi magari a tal proposito la giunta ha chiesto sulla piattaforma Rousseau e han vinto i SI RAV 19 a 7 e quindi il popolo sovrano lo vuole!


Ma se per sbaglio volessimo riprovare a renderlo un Festival attraente almeno per il centro-nord Italia (la lotta con Umbria Jazz é persa in partenza), forse bisognerebbe litigare su chi chiamare a suonare con maggior anticipo per poter far uscire a fine febbraio (massimo prima decade di marzo) il cartellone dettagliato. Così che magari qualcuno di Modena o Verona possa organizzarsi per venire un paio di giorni in città a sentire musica e visitare luoghi e musei (magari sganciando pure del denaro per bus, parcheggi oltre che per mangiare e dormire).

Ma credo che a Chiarabella & C. non gliene fotta una beata mazza delle ricadute economiche delle manifestazioni culturali, tanto  siamo in pieno boom economico!!

Ma per favore, anziché prenderci per il culo con la "diffusione" del Festival sul territorio piemontese (orrida lottizzazione con distribuzione di prebende a pioggia) sarebbe magari il caso di pensare che cazzo farne di 'sto ammasso di robe buttate lì a fare i funghi che é Torino dopo la dipartita di FIAT (ed indotto) e dopo lo stop ai tentativi di riciclarla sul piano della cultura e del turismo (richiedono metro, aeroporti e treni).

Non mi sembra di chiedere molto, dopo i fasciatoi nei locali e le ciclabili messe a cazzo sarebbe forse ora di pensare a cosa si vuol fare da grandi.

Aggiornamento del 25 marzo:
La conferenza di presentazione del cartellone é stata fissata per il 5 aprile.

Forse é una geniale strategia per evitare che qualcuno possa copiare un evento e metterlo un paio di giorni prima in una città vicina? (cfr. Open Papyrus).

Questa é ad ogni modo una più che esauriente risposta alla domanda di fondo sulla collocazione del TJF nel circuito dei Festival.
Il TJF si posiziona in fondo a destra.

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