venerdì 2 agosto 2019

Il Festival del Buco del Culo

Come la merda nei tubi anche questo luglio è tornato a galla il Festival NO TAV di Venaus.

Essendo io uno di qualli che la TAV la vorrebbe già sul punto di essere finita (perché dopo 30 anni pure scavando con un cucchiaino da caffé ora ce la si sarebbe fatta) quindi sono ancora lì a chiedermi perché non si sia già fatta saltare 'sta cazzo di montagna di merda assieme con tutti i frikkettoni, i sindaci e tutti quelli che si sono presi i soldi e poi pentiti.
Così, tanto per spirito democratico.

Figurarsi la mia gioia all'idea di tornare in un posto da cui ero scappato via schifato lo scorso anno senza nemmeno provare a sentire un concerto.
Io odio il prossimo mio, specialmente quando vive come un barbone e mangia e caga nei cespugli per giorni.
La spianata di quella specie di campo profughi che loro chiamano "campeggio" fa sembrare l'Inferno di Dante un resort alle Maldive: schifo, puzza, esseri umani, merda, piscio, cartacce, avanzi di cibo, cani di razze improbabili che vagano randagi, droga (e drogati), figli dei Figli dei Fiori che possono fare gli alternativi perché papà guadagna un botto e -se può- dichiara una caccola.
Insomma un campionario di persone che non mi sono tanto simpatiche.

Ma con i giusti mezzi ed i giusti agganci ci si può organizzare per non scarpinare ore ed ore sotto il sole per andare a sentire la proposta musicale di 'sti qua.
Ovviamente (lo dico se qualche antropologo volesse studiare in futuro gli ominidi) bisogna armarsi di cibo ed acqua a sufficienza per evitare di foraggiare economicamente questi minus habens medioevali dei NO TAV.

Dopo il doveroso preambolo sulle mie velate riserve al Movimento ed al Festival, riporto molto succintamente gli appunti presi a caldo:

25/07

Statuto: 4,5. Fortunatamente c'è solo Oscar, questo ci risparmia il batterista più scarso del panorama musicale italiano. Tuttavia non è abbastanza.

Fratelli di Soledad: 5+. Comunque meglio degli Statuto. Nonostante tutto. Resta valido il mio invito di sciogliersi. Nell'acido.

Egin: 4,5 di stima. Sono qui solo perché sono delle brave persone.

Luca Morino (MAU MAU): 4. Nonostante le prove, si dimentica le strutture dei suoi stessi pezzi. Come frontman di un gruppo che comunque ha fatto delle cose, imperdonabile. Insufficienza grave. 

Perturbazione: 5,5. Finora tutto sommato i migliori ed è tutto dire. Ottimi arrangiamenti di Giorgio Mirto, e Tommy canta bene.
Ma mancano le canzoni.

Bianco: 5-. Prova a rinverdire in salsa finto reggae un repertorio che nonostante la giovane età sembra già in cancrena. Un artista già finito, ammesso che abbia mai iniziato. Eppure ha una fan base che canta tutti i pezzi. Forse ha una famiglia numerosa.

Finardi: 6 per la carriera. Purtroppo sbaglia tutto lo sbagliabile nel secondo pezzo. Comunque è il più credibile di tutti.

Lou Dalfin: 4+. Basta solo dire che l'orchestra in uno dei pezzi ha palesemente suonato a caso, facendo finta che ci fosse un arrangiamento.
Il + di stima va a Berardo: con un tasso alcolemico così, un essere umano normale sarebbe già morto. Lui lo è ma solo artisticamente.
Solo una preghiera: l'anno prossimo mandiamo loro loro al festival Occit'Amo e Carmen Consoli qui? Così. tanto per mettere le cose al proprio posto...

Il discorso di Alberto Perino: 2. Questa persona dovrebbe essere messa in una struttura apposita e curata.
È evidente che non è più in grado non solo di intendere e volere, ma anche di badare a se stesso.
Sospetto che abbia perso ormai da tempo l'uso degli sfinteri.
Molta, molta pena.
Anzi, non è 2, è NC. Il 2 va chi lo fa ancora parlare in pubblico.

Africa Unite: 6,5. Si fanno il loro onesto show senza orchestra, con gli architorti. Niente di che, ma professionalmente impeccabili Finora i migliori.
Desolante, vero?

Pascuzzo: NC. Scelta molto intelligente mettere un perfetto sconosciuto per aumentare le code ai bar.

Piotta: 3. Cfr. Recensione di "Geppo il folle" sul Morandini.

99 posse feat. Orchestra di Piazza Vittorio: 10.
Hanno sostituito Meg con Simona Boo la più irresistibile fica mulatta che abbia mai visto.
Tacchi alti, movenze da puttana sapientissima.
Per me basta e avanza per l'highlight della serata e il massimo dei voti.

Casino Royale: 7,5. Direi che sono stati i migliori, se non fosse stato per la superfica dei 99.
Si devono accontentare del secondo posto, almeno fino a quando non portano sul palco un pò di gnocca. 

Ensi: 5. Pare che non abbia provato nulla (non fatico a crederci) e che quindi si siano accrocchiate all'impronta delle basi per fargli fare freestyle.
2 per l'attitudine, 8 per le capacità di freestyle. Di media, 5.

Lo stato sociale: 3. Hanno subito problemi perché un gruppo di autonomi bolognesi li contestano con uno striscione "Stato sociale amici degli sbirri", in merito ad alcune recenti dichiarazioni di Guenzi, che si scusa e cerca di prenderla sul ridere.

Live a dir poco imbarazzante con manager del gruppo a cantare sul palco le parti dell'altro cantante assente, leggendo il testo dal cellulare voltando le spalle al pubblico.
Il testo di "abbiamo vinto la guerra" non sarebbe neanche male, l'esecuzione è a dir poco terrificante.
Sembra che non si accorga nemmeno dell'orchestra. Gran finale: tutto buttato in caciara, con una vita in vacanza fatta cantare dal pubblico con stage diving.

Aftershow: Sweet Life: NC. Con la stessa scaletta di sempre. Pezzi di sei, sette anni fa.
Vale il mio invito rivolto ai Fratelli di Soledad.

Momento clou della serata: "e ora una grandissima sorpresa! È con noi...ALP KING!"
Voler essere i Mostricci e non riuscirci.


Alp King: NC. Di un'altra categoria, quella dei fruttivendoli. Magari come musicista di strada o fenomeno da baraccone ok, su un palco no.

Il service: 8,5. Raramente mi è capitato di sentire suoni buoni in situazioni simili. Onore al merito. 

26/07
PFM: voto 7,5. Franz di Cioccio da come si muove, canta e suona la batteria sembra abbia la metà degli anni di Bianco.
Per il resto vi basti questo: STANNO POGANDO.
Universalmente é un buon segno, ad ogni modo spero comunque che: 
-non mi sfiorino 
-si lussino tutte le articolazioni.

L'Orage. Voto 5. Tecnicamente poco da eccepire ai valdostani, che sono però un noiosissimo gruppo folk rock buono giusto per la fiera di Sant'Orso o giù di lì. Rimarchevole tocco di classe, alla fine invece di salutare il pubblico normalmente, li invitano al festival organizzato da loro in val d'Aosta, con tanto di citazione del sito internet.
Va bene che Alta Felicità è un carrozzone promozionale, ma qui il confine tra il legittimo self promoting e la balordaggine è stato ampiamente superato.

Monica P. Le hanno conferito il premio Bindi.
Hanno conferito a lei, Monica P, il premio Bindi.
Hanno conferito a lei, una cagna inutile, stonata e incapace di scrivere in un italiano appena accettabile, il premio UMBERTO BINDI.
Voto: 4 a lei. 0, con auguri di morte e disgrazie varie, alla giuria del premio.

Ernia. Capello unto e pantacollant maculati, il rapper di turno si presenta verso la mezzanotte.
Non a caso è l'ora dei mostri e degli incubi.
Voto: 3+. Il + è per l'unica nota positiva: i testi sessisti e omofobi.

Le capre a sonagli. Siamo dalle parti di Girls against Boys o Jon Spencer.
Roba che rientrerebbe perfettamente nella categoria del "chi cazzo se ne frega", ma dopo Monica P-uttana e quella specie di incubo genetico (Ernia, AKA Cancro) è quasi un balsamo per le orecchie. Voto: 5/6..

Duo bucolico. voto: esecuzione sulla pubblicazione piazza, mediante impalamento.
Giudicate voi.
Io non riesco neanche a bestemmiare.

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