The Chant Night Session Mad Dog 17 ottobre 2019 ore 22.30 Giulia Damico: Voce Luigi Tessarollo: chitarra Stefano Profeta: contrabbasso Paolo Franciscone: batteria Può una Chant Night essere perfetta? SI. A patto che: 1. ci sia una ritmica così 2. che l'impianto voce sia in avaria Stavolta é successo il miracolo. Dopo aver provato a lungo (tanto che la serata é iniziata con 1h di ritardo), al momento giusto l'impianto voce non funzionava correttamente e mi sono potuto godere -grazie alle inesistenti capacità di proiezione vocale della fauna locale- un concerto del trio. Mi é dunque abbastanza difficile poter dare un giudizio particolareggiato sui cagnanti che si sono esibiti (tranne un caso isolato) poiché era abbastanza difficile sentirne chiaramente le voci. La Damico continua a parlare come Patty Pravo e a cantare con poca proiezione ed un brutto scat; per il resto non posso dire nulla su pronuncia, timbro, etc... per i motivi appena detti. Giulia Damico: Solitude
Tessarollo, Profeta e Franciscone sono una gioia per le orecchie e ringrazio quindi di aver avuto la botta culo di sentirli senza troppi disturbi. Finisce il primo -brevissimo- set in cui han suonato solo loro per 25 minuti e quindi una decina con Giulia. Dopo la pausa parte la jam, ma grazie a Dio ho visto arrivare in sala già durante il primo set Claudio Prunotto il crooner sabaudo. Ci si divertirà. Stefano Fiore al posto di Franciscone, Andrea Bruno alla voce e una faccia da pirla con la chitarra: Misty. Diofa, Misty... Cantata male, vocalizzata male, intonata con incertezze e di un piattume -che già di suo Misty non é che sia...- ma se poi la fai tutta con un'espressione piatta diventa uno Zeppelin nel culo. Stessi musicisti, Prunotto canta Porter: You are my everything. Voglio il vinile!! Magari con un chitarrista vero e non con faccia da pirla. Sarà che l'esperienza conta, sarà che lui non si "gena" di certo ad esibirsi in pubblico, ma lui lo si riesce a sentire anche se non perfettamente. Un grande, il pioniere dello scat piemontese; dovrebbe fare un duetto con Stefano "Piri" Colosimo (Cfr. Jump Jive Bandakadabra Entomology Vol. 2) e sarebbe un trionfo del genere Pacu Jazz.
Pischedda va alla batteria, Alberto Tirelli alla chitarra per fare un blues generico. Nessun candidato cantante si offre volontario e viene quindi richiamato a furore di popolo Prunotto. Moar sabaud scat for evribadi, diufauss!! Alberto Tirelli: Blues
Margherita Piumatti voce e Tex torna alla chitarra per My Funny Valentine (almeno non é la solita merda rimestata) Margherita non si sente ed é forse un bene. Piattume quando canta e quando scatta. Dinamica zero, espressione assente e vocalizzi scolastici. Intonazione mediamente accettabile. Margherita Piumatti: My Funny Valentine
Simona de Caro alla voce unica sostituzione sul palco. Siamo in piena Legge 104. Ci vogliono 4 minuti per trovare la tonalità dell'inutile Honeysuck Rose. Dire che é acerba é un'eufemismo. Questa non canta nemmeno sotto la doccia... Ma da dove cazzo l'hanno tirata fuori?? Non ha voce, intonazione da incubo, non conosce la struttura del pezzo che propone (almeno attacchi e rientri), vocalizza solo dopo minacce dei presenti e -roba da rogo immediato- non sa nemmeno da che parte si comincino gli scambi di 4 o di 8. Si é dovuto mettere Prunotto di fianco a lei per darle gli attacchi (e lei riusciva lo stesso ad entrare male). Dioffa gli scambi di 4, porcodicazzo!!! E la applaudono pure alla fine. Vabbé... l'italià é il paese in cui la pietà vince sempre. Simona de Caro: Honeysuck Rose
Salvatore Bella alla voce, Sunny (niente popò di meno che) col trio originale. Sofferenza, piattume ed incapacità. Intonazione discutibile ed inglese da "noio volevan savoir". Dopo 5 minuti di orrore dallo spazio profondo scende dal palco e si prende il cinque dalla Piumatti... Il che la dice lunga sulla capacità di percezione generale della categoria. Salvatore Bella: Sunny
Finale coi pellegrini radunati sul palco a fare un blues. Comincia a cantare Tex... Magari li fa tutti lui i chorus e taglia fuori i cananti. No, purtroppo credo cantino, ma sono talmente afoni che si sentono appena Prunotto e Piumatti.
Lavanderie a Vapore di Collegno Rassegna musicale ottobre 2019 - maggio 2020 Forse non sarebbe nemmeno necessaria la Recensione di Tiresia, basta leggere il cartellone per rendersi conto che un posto bellissimo come le Lavanderie a Vapore meriterebbero un cartellone di maggior qualità rispetto a 'sta roba che sarebbe più appropriato per l'oratorio della Parrocchia di Gesù Esodato nel Chapas. Comincerei da Danilo Sacco Kakuen Sacco... Io spero che sia stato scelto come titolo dello spettacolo dal cantante e chitarrista dei Nomadi e che non sia un errore dell'amplifon della persona che ha ricevuto via telefono i titoli... sapendo dell'esistenza di Danilo Kakuen Sacco (e già così...) come musicista, un titolo simile pare un duo padre/figlio o un problema di schizofrenia. Ma poi arriva "Oscar leader degli Statuto" e qui mi sganascio. Ma... leader degli Statuto é attributo qualificativo di Oscar o ce l'ha proprio scritto sulla Carta di Identità alla voce Professione e sul campanello di casa così qualcuno si può ricordare di chi cazzo sia Oscar Nullità Inutile e Simpatia degli Statuto??? Mavaffanculo. Dopo l'angolo bandistico/fieristico locale arriviamo all'angolo buco alla turca in cui si collocano come la carie sotto il colletto gengivale (e con qualche utilità in meno) gli Sweet Life con il loro elettro-swing del mannaggia al cuore di San Crispino. Per di più dietro dazione di 8,00€. Prima o poi le Moire faranno il loro lavoro. C'é solo da augurarsi che nel frattempo il 22.11 a Collegno ci sia un black-out a causa delle accensioni delle illuminazioni del fottuto natale. Ma siccome la turca é collegata alla fogna, subito dopo gli Sweet Life arriva il concerto di Natale dell'Orchestra di fiati di Collegno con ospite Diego Borotti. Così almeno basta vestiredi rosso l'autoironico ciccione sassofonista e si risparmia sul figurante di Babbo Natale. Occhio solo che se vede la slitta dei doni con le renne quello si ingoia tutto, nastri e fiocchi compresi. Non é cattiveria, é il suo istinto predatorio. Rivaluto il concerto di Natale di Bublé in TV. Sui Magasin du Café sospendo il giudizio: li conosco poco, da quello che ho visto e sentito sono musicisti discretamente bravi. Il loro genere (tra Gothan Project e Modena City) mi fa abbastanza cagare. Almeno non cantano. Per gli Architorti vale più o meno lo stesso discorso, con la differenza che musicalmente sono molto meno bravi. Anzi. La Fanfara darà la giusta collocazione alle musiche di Giuseppe Verdi. Per il resto é come una banda di paese, solo più capace. Se piace il repertorio bandistico (Verdi, inni sacri e merda del genere) é quaterna. Piemonte Jazz Messenger m'ha fatto prendere un mezzo ictus da quanto ci ho riso. Sarà un gioco a premi.... Fulvio Albano - l'uomo senza infamia e senza lode G. Paolo Petrini - il batterista dannoso e fastidioso Daniele Ciuffrida - il chitarrista medio Alberto Marsico - il Dio Hammond italiano Felice Reggio - il contendente di Rava al Premio Scrocco ---Trovare l'intruso--- Ma la prima cosa che ha scatenato la mia ilarità é stato il modesto nome scelto... solo a me ricorda i Jazz Messengers di Blakey? Con solo una lieve differenza di organico: Art Blakey - Batteria Lee Morgan - Tromba Horace Silver - Pianoforte Wayne Shorter - Sassofono Chiamarsi Jazz Whatsappers sarebbe stato più carino e meno pericoloso. Tra l'altro il biglietto é a 5 euro e la cosa potrebbe essere vista come un'offesa dai Messengers sabaudi, dato che gli Sweet Life venivan via a 8... Giorgio Conte é forse l'unica data di qualità del cartellone che mi spingerebbe ad andarci "a scatola chiusa". Poi abbiamo l'Accademia Sabauda che mette in scena la Cavalleria Rusticana... boh. Scelta inclusiva suppongo, per venire incontro alla popolazione della zona che conta più Turiddu che Travet. Prossimamente dovranno trovare un'opera rumena (o slava) da mettere in scena. Non vale Carmen. Quelli sono zinghi e non sono inclusivi, sono ecumenici. Li odiano tutti. Chiudono musica corale (mutatis mutandis v. Fanfara Carabinieri), Concerto Inferno (nomen omen) e Orchestra di Fiati con il Concerto di Primavera anche se non ci sono più le mezze stagioni. Visto che avrete certamente l'acquolina in bocca per le succulente proposte, credo farvi cosa gradita nel pubblicare il cartellone con i dettagli.
Venerdì 27 settembre 2019 h 21.30 Circolo La Rusnenta Eliza Wong: Voce Paolo Inserra: batteria Emanuele Sartoris: pianoforte Eugenio Mirti: chitarra Simone Garino: sax alto Al momento, il secondo peggior concerto dopo la Petrini Big Band; solo perché chi suona The Cute é comunque peggiore. Di sicuro sono state fatte poche prove e questo spiega il perché del repertorio di standards, ma gli standards però hanno il difetto di essere un terreno piuttosto scivoloso perché spesso si tratta di prestazioni con basso coefficiente di difficoltà e pertanto vanno eseguiti alla perfezione. Scelta scellerata quella di non avere un basso che in parte però spiega la presenza contemporanea di chitarra e pianoforte: la chitarra si occupava (con corredo di effetti) perlopiù della linea di basso ed il pianoforte era maggiormente dedito all'accompagnamento. Io sono sempre stato molto critico di fronte a questi escamotages, la chitarra non é un basso e quindi piuttosto si fa un quartetto pianoless e bassless con una buona chitarra che fa le veci del pianoforte piuttosto che accrocchiare un roba che non solo non ha il suono e la profondità del basso perché non è un basso, ma -per soprammercato- ogni tanto qualche corda in più rischia di essere suonata erroneamente... Eliza Wong: Inascoltabile. Irricevibile. Inaccettabile. E per di più é un cesso otturato. Si é imbarazzati a parlarne, se non per riderne. Roba da campanacci alla Corrida, roba che la Piumatti é Billie Holiday. Può anche essere che l'orecchio degli asiatici sia abituato ad altri sistemi tonali e se vado a casa loro non posso incazzarmi più di tanto, ma se vengono a cagare il cazzo qui allora m'incazzo e spero che le facciano il foglio di via per una simpatica prigione di massima sicurezza cinazza. Paolo Inserra: agghicciante. Swing -1. Cambi di ritmo: -2. Colore: 1. Suono: solo Fortissimochepiùfortesfondotutto. Devo chiedere scusa a Petrini: lui é Gene Krupa in confronto. Chi suona pop per vivere non dovrebbe poter suonare altro in pubblico, pena la morte. Del pubblico capace di intendere e della Musica. Emanuele Sartoris: Bella camicia. Suona troppo e troppo fitto, a volte sovrasta quasi la voce della Wong che canta il tema (e di questo non posso che ringraziarlo), assoli molto muscolari e tecnici, pure troppo. Spero che Emanuele prenda un pò più di sicurezza in sé e si ripari meno dietro allo sfoggio di tecnica e vada più verso un mix maggiormente bilanciato di tecnica e feeling, di velocità d'esecuzione e rarefazione, meno Bill Evans e più Red Garland (almeno in un contesto come questo). Eugenio Mirti: Male la scelta di suonare la chitarra come un basso; alcuni assoli un pò troppo "innovativi" nelle scelte delle note (per usare un eufemismo), molto intrattenimento da Osteria dell'Amicizia (ma lui é così), volume ovviamente alto per adeguarsi ad Inserra. Nel complesso pensavo comunque un pò meglio, ma non tanto. Simone Garino: mah, pareva felice di suonare lì come un Samuel alla festa di Torino Sette. Ha fatto decorosamente i compitini, spesso mi ha regalato momenti di angoscia e musica bop, almeno in tre occasioni mi ha dato la gioia di assoli tonali ben saldati attorno al centro, su Autumn Leaves (si, hanno fatto Autumn Leaves ed hanno impiegato quasi 3 minuti ad accordarsi sulla tonalità del pezzo perché altrimenti Sartoris non poteva mettere la griglia degli accordi giusta su iReal Pro...) dato il tempo a cui lo stavano suonando e lo scazzo che ormai era il sentimento dominante dei suoi occhi, mi sarei aspettato il solo di Desmond in Toghether invece ha voluto inventarne uno di sana pianta, che spreco di energie... Serata orribile, io ormai verso la fine ridevo solo più perché avevo sfondato il muro dello schifo (credo durante la ripugnante esecuzione di Samba de uma nota so), stavolta le facce piuttosto perplesse (se non attonite) attorno a me erano più di una e quindi -per pietà verso l'innocente passante- non metterò contributi audio. Basterà menzionare ai presenti la notte dei cristalli della musica per vedere il terrore dipingersi sui loro volti. Aggiornamento: su precisa e pressante richiesta del Barone Von Sacher Masoch allego il contributo audio di quella poltiglia maleodorante che avrebbe voluto essere Autumn Leaves. A questo punto -per facilitare la comprensione ed aumentare il dolore grazie al fuori sync del video- consiglio l'ascolto preventivo della versione che a mio parere più le si avvicina anche se, sospetto, a sua insaputa. Prosit!