Circolo La Rusnenta
Eliza Wong: Voce
Paolo Inserra: batteria
Emanuele Sartoris: pianoforte
Eugenio Mirti: chitarra
Simone Garino: sax alto
Al momento, il secondo peggior concerto dopo la Petrini Big Band; solo perché chi suona The Cute é comunque peggiore.
Di sicuro sono state fatte poche prove e questo spiega il perché del repertorio di standards, ma gli standards però hanno il difetto di essere un terreno piuttosto scivoloso perché spesso si tratta di prestazioni con basso coefficiente di difficoltà e pertanto vanno eseguiti alla perfezione.
Scelta scellerata quella di non avere un basso che in parte però spiega la presenza contemporanea di chitarra e pianoforte: la chitarra si occupava (con corredo di effetti) perlopiù della linea di basso ed il pianoforte era maggiormente dedito all'accompagnamento.
Io sono sempre stato molto critico di fronte a questi escamotages, la chitarra non é un basso e quindi piuttosto si fa un quartetto pianoless e bassless con una buona chitarra che fa le veci del pianoforte piuttosto che accrocchiare un roba che non solo non ha il suono e la profondità del basso perché non è un basso, ma -per soprammercato- ogni tanto qualche corda in più rischia di essere suonata erroneamente...
Eliza Wong: Inascoltabile. Irricevibile. Inaccettabile. E per di più é un cesso otturato. Si é imbarazzati a parlarne, se non per riderne. Roba da campanacci alla Corrida, roba che la Piumatti é Billie Holiday. Può anche essere che l'orecchio degli asiatici sia abituato ad altri sistemi tonali e se vado a casa loro non posso incazzarmi più di tanto, ma se vengono a cagare il cazzo qui allora m'incazzo e spero che le facciano il foglio di via per una simpatica prigione di massima sicurezza cinazza.
Paolo Inserra: agghicciante. Swing -1. Cambi di ritmo: -2. Colore: 1. Suono: solo Fortissimochepiùfortesfondotutto.
Devo chiedere scusa a Petrini: lui é Gene Krupa in confronto.
Chi suona pop per vivere non dovrebbe poter suonare altro in pubblico, pena la morte. Del pubblico capace di intendere e della Musica.
Emanuele Sartoris: Bella camicia.
Suona troppo e troppo fitto, a volte sovrasta quasi la voce della Wong che canta il tema (e di questo non posso che ringraziarlo), assoli molto muscolari e tecnici, pure troppo. Spero che Emanuele prenda un pò più di sicurezza in sé e si ripari meno dietro allo sfoggio di tecnica e vada più verso un mix maggiormente bilanciato di tecnica e feeling, di velocità d'esecuzione e rarefazione, meno Bill Evans e più Red Garland (almeno in un contesto come questo).
Eugenio Mirti: Male la scelta di suonare la chitarra come un basso; alcuni assoli un pò troppo "innovativi" nelle scelte delle note (per usare un eufemismo), molto intrattenimento da Osteria dell'Amicizia (ma lui é così), volume ovviamente alto per adeguarsi ad Inserra. Nel complesso pensavo comunque un pò meglio, ma non tanto.
Simone Garino: mah, pareva felice di suonare lì come un Samuel alla festa di Torino Sette. Ha fatto decorosamente i compitini, spesso mi ha regalato momenti di angoscia e musica bop, almeno in tre occasioni mi ha dato la gioia di assoli tonali ben saldati attorno al centro, su Autumn Leaves (si, hanno fatto Autumn Leaves ed hanno impiegato quasi 3 minuti ad accordarsi sulla tonalità del pezzo perché altrimenti Sartoris non poteva mettere la griglia degli accordi giusta su iReal Pro...) dato il tempo a cui lo stavano suonando e lo scazzo che ormai era il sentimento dominante dei suoi occhi, mi sarei aspettato il solo di Desmond in Toghether invece ha voluto inventarne uno di sana pianta, che spreco di energie...
Serata orribile, io ormai verso la fine ridevo solo più perché avevo sfondato il muro dello schifo (credo durante la ripugnante esecuzione di Samba de uma nota so), stavolta le facce piuttosto perplesse (se non attonite) attorno a me erano più di una e quindi -per pietà verso l'innocente passante- non metterò contributi audio. Basterà menzionare ai presenti la notte dei cristalli della musica per vedere il terrore dipingersi sui loro volti.
Aggiornamento: su precisa e pressante richiesta del Barone Von Sacher Masoch allego il contributo audio di quella poltiglia maleodorante che avrebbe voluto essere Autumn Leaves.
A questo punto -per facilitare la comprensione ed aumentare il dolore grazie al fuori sync del video- consiglio l'ascolto preventivo della versione che a mio parere più le si avvicina anche se, sospetto, a sua insaputa.
Prosit!
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.