The Chant Night Session #5
The Mad Dog Social Club · Torino
Comincia come sempre in ritardo (se fai organizzare un evento da una donna...) la - per usare le parole della Damico- Band Residence con un brano strumentale. Profeta, Franciscone e Tessarolo, come già detto, sono oggettivamente musicisti sopra la media e quindi se solo lasciassero loro a suonare sarebbe una gran bella cosa. Siccome però l'ultima volta sono rimasto stupito della serata, magari si é inaugurato un nuovo trend.
Invece no.
Col cazzo, vacca merda. Per una volta che il trend era in crescita...
Giulia é nuovamente peggiorata o forse ha scelto -magari influenzata da qualcuno a lei vicino- degli standards un pò meno standard della media, andandosi a complicare di parecchio la vita con squallidi pacioccatori di note quali Monk e Rollins.
Timbro meno caldo, più incerta e ritmicamente spesso in affanno. Almeno ha diminuito lo scat.
Parte uno - Pezzo uno. Boh non so che fosse.
Parte uno - Pezzo due: Spazzatura di Rollins.
Parte uno - Pezzo tre. Mah.
Parte uno - Pezzo quattro: Pattume di Monk.
Parte uno - Pezzo cinque: Roba Italica indefinta.
Parte uno - Pezzo sei.
E qui avrei una preghiera particola da rivolgere alla cara Giulia: per favore Do You Know What it Means non lo cantare più per un pò di tempo... tipo... 4 anni.
Io lo so che é una contraffazione finto tradizionale molto emozionale nata per il cinema della metà degli anni '50 (credo lo sappiano tutti), ma il pezzo é ben scritto ed ha su di me un certo fascino. Per cortesia lascia che la mia mente vada alla Reeves o alla Holiday che avrà pur avuto un passato "burrascoso", ma almeno lei quelli seduti nella prima fila la sentivano pure senza microfono.
Nel corso della prima parte della serata Giulia prega più volte i musicisti ed i cananti presenti in sala di andare da lei durante l'intervallo tra i due set per darle titoli e tonalità dei brano che vorrebbero eseguire alla jam onde evitare i soliti 2 minuti di imbarazzanti:
musicista - La tonalità?
cane/cagna - Quella giusta!
Ovviamente nessuno si é dato pena di farlo e alla ripresa abbiam dovuto mediamente aspettare 90 secondi prima che ci fossero tracce di musica coerente.
Un pò di delusione c'é.
Forse l'inizio a freddo, forse la pronuncia non esattamente da 52ma Strada o forse non so cosa, ma alla fine non é stata una grande perfomance. Intendiamoci, il palco l'ha tenuto bene e l'ha tenuto vivace, lo scat era buono, ma la pronuncia orribile e la voce meno brillante hanno deteriorato l'esibizione.
Sale tal Nicolò e canta You don't know what love is.
Pare una puntata di The Walking Dead.
Ma che l'hanno riesumato oggi pomeriggio?
Spento, così intimista da essere uterino.
Mi son sentito come se non avessi mai più potuto essere felice.
Non sono nemmeno tanto sicuro sulla precisione dell'intonazione.
E' quindi la volta di un certo Andrea che porta un pezzo che non ho capito cosa fosse, anche perché se Nicolò era appena stato riesumato, lui era morto di giornata.
Non si sentiva praticamente un cazzo di nulla, poteva essere La Montanara come It Ain't Necessarily So.
Devo sospendere il giudizio generale perché non ho dati per poter dare una pacata opinione,
Anzi, no... Schifo.
Vengono chiamati su palco Gianluca Palazzo e Sara Zarrinchang e nell'attesa che loro si preparino (erano ancora incappottati e Gianluca doveva tirare fuori la chitarra ed accordarla) la "Band del Residence Mad Dog" esegue una estemporanea Caravan per ingannare l'attesa.
Quando tutto é sistemato con i due nuovi elementi e sempre Franciscone alla batteria viene suonato un sempre gradito brano strumentale.
Poi -data la scarsità di aspiranti al patibolo- viene fatto un secondo giro.
Prunotto sceglie Billie's Bounce e la porta a casa più che decorosamente.
Andrea porta loschifodellamerda: Blue Bossa.
Per di più in versione afona, malaticcia e depressa.
Era meglio quando non lo si sentiva.
Raccapricciante ed inutile.
Nicolò sussurra The Shadow of Your Smile.
Sarà lo sfinimento o l'effetto Blue Bossa che fa apparire tutto più bello, ma non é stato come una cura canalare.
Ritornano i musicisti iniziali e chiude la serata Prunotto con Meet the Flinstones.
Almeno si é chiuso in allegria quello é ritornato ad essere l'appuntamento mensile fisso con i superflui del mondo musicale e tutta l'inclita accolita di amiche e amici belanti e plaudenti al traino. Una specie di gayo trenino del disgusto.
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