domenica 27 dicembre 2020

In cauda venenum

 


Dalla fine del primo periodo di blocco forzato sono state certamente settimane di lavoro intenso per musicisti e cantanti (i nostri cari amici umpa-lumpa della musica) per poter cercare di portare avanti le idee che avevano maturato prima e durante la chiusura.
Una delle prime é stata Giulia Damico che aveva praticamente pronto il suo CD e che lo ha fatto uscire in pompa magna dopo l'estate con tanto di lancio sul Corriere. Ne ho scritto persino io qualche mese fa.

Poi é stata la volta della splendida Caterina Accorsi che -non paga di essere cantante- ha fatto uscire un suo disco in cui suona pure la tastiera. Troppa grazia Sant'Antonio, bastava pure meno...
Un pò legnosa e con una pronuncia stile Mina anni '60, però un bel timbro pieno, magari ci si può cavare qualcosa.
Qui ci sono i samples.

A fine novembre é poi uscito Innerspace, il nuovo lavoro del Maestro Nino La Piana per l'etichetta D'Herin Records.
Che dire... qualcosa di meno della musica lounge e qualcosa di più della musica da ascensore.
Stilisticamente va a riempire il vuoto lasciato da Clayderman e Schlaks, resta da discutere se ce ne fosse un reale bisogno di colmare questo vuoto.
Io dico di si, la musica di merda fa sempre bene, ti ricorda che merda sei e merda resterai a meno che tu non sia un Predestinato (una specie di calvinismo musicale). Qui il video della title track.

Anche la buona Valentina Nicolotti ha fatto uscire il suo Calicantus, album intimista, soporifero e blobboso.  La traccia Lying Close to You é funestata dalla batteria di Ciccio Brancato e da un basso straripante in fase di missaggio.
Per il resto lei non canta male ed ha un inglese accettabile.
Potrebbe essere il cavallo su cui scommettere..

E a proposito di musica di merda sono apparse delle perfomances su YT del Soft Morning Duo.
Per favore non ascoltatele, non fatelo.
Così evitate un +1 al contatore delle visualizzazioni e vi salvate dall'inferno.

Sempre nei gironi dell'inferno é stato partorito questo trittico di pezzi incisi ai Canteen Studio e messi su YT da Margherita Piumatti con un trio formato da Nicola meloni alla pianola verticale, Enrico Ciampini al contrabbasso e Francesco Parodi alla batteria
Frim Fram Sauce.
Parodi semplicemente osceno (lo dissi già due o tre anni fa) suona con dei timbri orrendi, e senza la minima traccia di swing, Meloni buono come sempre e Ciampini é un medioman del jazz su cui si può fare abbastanza affidamento.
Margherita Piumatti in generale sembra ogni tanto un pò in affanno sulle strofe con un pò più di testo da cantare, ma in questo pezzo fa una specie di scat non malvagio per nulla.

Purtroppo non ha molto swing di suo, ma di certo la totale inettitudine di Parodi non la mette di sicuro nella migliore delle condizioni; basta sentire lo squallido piattume di un pezzo che già é un pò monotono di suo come Girl Talk con il fottuto cazzo di ride che picchia in testa tutto il tempo bello a metà bit: pare il metronomo del cellulare, ma più fastidioso...
A me é venuto da attaccarmi alla bombola di ossigeno, mi mancava l'aria... Oltre alla fatica che ho fatto ad ascoltare tutta la take, ho anche qualche perplessità sull'intonazione della pianola.

Il trittico finisce con uno dei due pezzi italiani presenti nei Real Book: Estate. Pezzo difficile da suonare poiché ha un B densa di insidie, ma é ancora più insidioso se hai pure la erre moscia...
Chi conosce il testo capirà subito l'entità della tragedia e la strage di logopedisti. (Sarebbe come far cantare La Guerra di Piero a Jovanotti).
Assolo un pò pasticciato con troppi suoni in campo e rientro della Piumatti sulla B.
Margherita si impegna e potrebbe anche farcela: é sabauda, non é bruttissima (se solo si conciasse meglio...) non ha una voce orrenda, ha una decente cultura musicale (per essere una cantante), il suo inglese non é proprio da incubo.
Deve lavorare tanto sullo swing, ma quello purtroppo sono convinto sia un pò un fatto naturale e un pò una questione di essere cresciuti con una ambiente musicale che non é il nostro.

Se in casa si ascoltano i Pooh, De Gregori, Peppino di Capri o Gigi D'Alessio é difficile avere nel sangue quella che é invece la lingua madre di chi cresce con Fats Waller, Count Basie e simili (chiedete alla Gambarini lei che musica sentiva da piccola, non credo risponderà Pippo Franco).
Resta comunque un cavallo outsider su cui si possono fare delle puntate in questo deserto di piattume pattume che  la scena jazz vocale -e non solo- in Piemonte.

lunedì 21 dicembre 2020

Tu quoque Wynton

  


Anche quest'anno siam giunti alla Festa dell'Ipocrisia, peraltro amplificata dal carico a coppe del buonismo da Covid.

Uno dei pochissimi pregi del periodo della Grande Ipocrisia é il Concerto di Natale del Lincoln Center, ma nel 2020 tutto é cambiato ed anche questo appuntamento si é trasformato in un collettore fognario.
Mi aspettavo un concerto senza pubblico, come sono stati fatti persino qui in Italia per l'anniversario di Beethoven, ma avrei pure potuto accettare a denti stretti un concerto su Zoom come segnale per gli americani che continuano a limonare felici con gente a caso in mezzo alle strade.
Ma non mi sarei aspettato un simile concentrato di tutto quanto mi fa schifo del jazz in un solo colpo e per il loro concerto natalizio.

O Tannenbaum registrato in una delle salette del LC in nonetto. Brutto, poco swing molto faticoso da ascoltare, troppa batteria, troppi contrappunti.

The Nutcracker Suite: Peanut Brittle Brigade. Archivio del concerto del 2013. Io sinceramente ho sentito delle cose migliori scritte da Ellington/Strayhorn, ma va meglio. Anche se una cosa registrata é proprio tristezza e remi in barca.

I'll Be Home for XMas, featuring Catherine Russell in nonetto dalla nuova saletta sul Columbus Circle. Versione molto delicata, molto buona e pure la vecchia bacucca ancora ce la fa con destrezza.
Un pò bel canto tradizionale, ma é canzone di Natale e se c'é un contesto in ci sta 'sto stile é proprio questo.

Winter Wonderland. Su Zoom e con 5 narcos ospiti, di cui uno che canta (tal Rubén Blades) e 4 che fanno cose con tamburi et similia a ritmo salsa. Schifo, orrore e schifo (cfr. Ella Fitzgerald).
Ma che cazzo c'hanno le pigne in testa?? Ma che é 'sta ricchiunata con tanto di call and response in stile portoricano (per dire uno di quei cazzo di paesi della minchia da quelle parti lì). 'sta merda dura una vita, non finiscono più di latrare. Pare il despacito, é un incubo.
Rivoglio già indietro i miei soldi...

Good King Wenceslas sempre in nonetto, sempre troppe dissonanze e troppe eco centroamericane nell'intro. Se a NY avete oceani di narcos da tenervi buoni sono abbastanza cazzi vostri e pure se quel minchia di Parker compiva 100 anni non credo sia fondamentale stuprare tutto col bebop.

'Zat You, Santa Claus? Video del concerto del 2019 con alla voce un tubo di nome Alexis Morrast. Alla fine i video di archivio potrebbero rappresentare la mia unica speranza per ascoltare del "jazz gaussiano" senza troppi rimaneggiamenti.
Suonato bene, cantato bene dal tubo e con anche una discreta interpretazione espressiva.

Santa Claus is Coming to Town. Su Zoom con ospite tal Kurt Elling preso dai saldi dell'hard discount dei crooners. Canta che pare Renato Rascel...
Peccato, la versione suonata é scevra da ricchionerie e clusters.

He'll be Coming Down the Chimney. Vedi sopra: (han) perso un'altra occasione buona, stasera (cit.).

Silver Bells. Marcus Printup e Summer Camargo (promessa della tromba diplomata alla Julliard e vincitrice di premi del LC) sul pianerottolo del foyer in duo. Puliti e abbastanza precisi, molro Haydn. Versione non male e in più dura poco.

Jingle Bells. Eseguito una rampa di scale più sotto da Nedzela al baritono e da un altro giovane del vivaio: Abdias Armenteros al soprano. Versione bella e suono pulito sul soprano da parte del narcos negro . Ascoltabile.

My Favourite Things. Lo so... il primo pensiero é "che c'entra quel minchia di Coltrane con Natale"?
Poi mi sono ricordato che il pezzo é originariamente colonna sonora di film natalizio. Eseguito da Carlos Henriquez e Philip Norris (altro giovane) al contrabbasso sull'altro lato del palco rispetto ai sassofonisti di prima.
Devo dire che é una gran bella versione, priva di fronzoli e ricami.
I duetti cominciano però a rompere il cazzo... Infatti sul finale si aggiungono anche i due sax dall'altra parte del palco.

Greensleeves. Fatta dalla sala sul Columus Circle dai nuovi talenti Isaiah Thompson, Summer Camargo, Abdias Armenteros, Philip Norris e Taurien (nome omen) Reddick.
La cosa migliore é il panorama sul Circle, solo che é troppo buio e non si vede un cazzo. Il resto è solo orrore, schifo, disagio e disperazione. Credo che il futuro sarà orrendo se finiamo in mano a 'sti qua. Tutto il campionario dell'Orrore: Dissonanze, Cluster, Batteria straripante, Tempo Fast. Nemmeno Borotti potrebbe peggiorare il senso di ansia e disagio che provoca l'ascolto di questo baratro dello schifo.
Ovviamente 'sta merda dura quanto la Corale della IX...

Little Drummer Boy, feat. la vecchia in carrozza. Che é 'sta roba?? o meglio... che é 'sta cagata? BOOOORING.

Let It Snow, feat. Ashley Pezzotti. Zoom collage.
La vacca tettona ci mancava. Oddio, canta meglio della Piumatti e ha uno scat migliore della Damico, ma davvero non han trovato di meglio?
Comunque la versione é buona e pure il discutibile scat di Vincent Gardner non riesce ad affossare il pezzo di cui firma l'arrangiamento.

Il concerto é finito e io sono abbastanza certo che i miei 25$ siano stati buttati in gran parte nel cesso.
L'anno prossimo spero in un pronto risc
atto, altrimenti mi resta solo più il Concerto di Capodanno da Vienna (non l'orrido scopiazzamento della Fenice).