Dalla fine del primo periodo di blocco forzato sono state certamente settimane di lavoro intenso per musicisti e cantanti (i nostri cari amici umpa-lumpa della musica) per poter cercare di portare avanti le idee che avevano maturato prima e durante la chiusura.
Una delle prime é stata Giulia Damico che aveva praticamente pronto il suo CD e che lo ha fatto uscire in pompa magna dopo l'estate con tanto di lancio sul Corriere. Ne ho scritto persino io qualche mese fa.
Poi é stata la volta della splendida Caterina Accorsi che -non paga di essere cantante- ha fatto uscire un suo disco in cui suona pure la tastiera. Troppa grazia Sant'Antonio, bastava pure meno...
Un pò legnosa e con una pronuncia stile Mina anni '60, però un bel timbro pieno, magari ci si può cavare qualcosa.
Qui ci sono i samples.
A fine novembre é poi uscito Innerspace, il nuovo lavoro del Maestro Nino La Piana per l'etichetta D'Herin Records.
Che dire... qualcosa di meno della musica lounge e qualcosa di più della musica da ascensore.
Stilisticamente va a riempire il vuoto lasciato da Clayderman e Schlaks, resta da discutere se ce ne fosse un reale bisogno di colmare questo vuoto.
Io dico di si, la musica di merda fa sempre bene, ti ricorda che merda sei e merda resterai a meno che tu non sia un Predestinato (una specie di calvinismo musicale). Qui il video della title track.
Anche la buona Valentina Nicolotti ha fatto uscire il suo Calicantus, album intimista, soporifero e blobboso. La traccia Lying Close to You é funestata dalla batteria di Ciccio Brancato e da un basso straripante in fase di missaggio.
Per il resto lei non canta male ed ha un inglese accettabile.
Potrebbe essere il cavallo su cui scommettere..
E a proposito di musica di merda sono apparse delle perfomances su YT del Soft Morning Duo.
Per favore non ascoltatele, non fatelo.
Così evitate un +1 al contatore delle visualizzazioni e vi salvate dall'inferno.
Sempre nei gironi dell'inferno é stato partorito questo trittico di pezzi incisi ai Canteen Studio e messi su YT da Margherita Piumatti con un trio formato da Nicola meloni alla pianola verticale, Enrico Ciampini al contrabbasso e Francesco Parodi alla batteria
Frim Fram Sauce.
Parodi semplicemente osceno (lo dissi già due o tre anni fa) suona con dei timbri orrendi, e senza la minima traccia di swing, Meloni buono come sempre e Ciampini é un medioman del jazz su cui si può fare abbastanza affidamento.
Margherita Piumatti in generale sembra ogni tanto un pò in affanno sulle strofe con un pò più di testo da cantare, ma in questo pezzo fa una specie di scat non malvagio per nulla.
Purtroppo non ha molto swing di suo, ma di certo la totale inettitudine di Parodi non la mette di sicuro nella migliore delle condizioni; basta sentire lo squallido piattume di un pezzo che già é un pò monotono di suo come Girl Talk con il fottuto cazzo di ride che picchia in testa tutto il tempo bello a metà bit: pare il metronomo del cellulare, ma più fastidioso...
A me é venuto da attaccarmi alla bombola di ossigeno, mi mancava l'aria... Oltre alla fatica che ho fatto ad ascoltare tutta la take, ho anche qualche perplessità sull'intonazione della pianola.
Il trittico finisce con uno dei due pezzi italiani presenti nei Real Book: Estate. Pezzo difficile da suonare poiché ha un B densa di insidie, ma é ancora più insidioso se hai pure la erre moscia...
Chi conosce il testo capirà subito l'entità della tragedia e la strage di logopedisti. (Sarebbe come far cantare La Guerra di Piero a Jovanotti).
Assolo un pò pasticciato con troppi suoni in campo e rientro della Piumatti sulla B.
Margherita si impegna e potrebbe anche farcela: é sabauda, non é bruttissima (se solo si conciasse meglio...) non ha una voce orrenda, ha una decente cultura musicale (per essere una cantante), il suo inglese non é proprio da incubo.
Deve lavorare tanto sullo swing, ma quello purtroppo sono convinto sia un pò un fatto naturale e un pò una questione di essere cresciuti con una ambiente musicale che non é il nostro.
Se in casa si ascoltano i Pooh, De Gregori, Peppino di Capri o Gigi D'Alessio é difficile avere nel sangue quella che é invece la lingua madre di chi cresce con Fats Waller, Count Basie e simili (chiedete alla Gambarini lei che musica sentiva da piccola, non credo risponderà Pippo Franco).
Resta comunque un cavallo outsider su cui si possono fare delle puntate in questo deserto di piattume pattume che la scena jazz vocale -e non solo- in Piemonte.

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