venerdì 1 ottobre 2021

TJF Cl(h)ub2021 Day 4

 



GIOVEDÌ 30 SETTEMBRE
H. 21:00
Bunker via Niccolò Paganini, 0/200
BANDAKADABRA “POST”
Giovanni Falzone _ tromba
Giulio Piola _ tromba
Gabriele Cappello _ sax contralto
Luigi T Bone De Gaspari _ trombone
Giorgio Giovannini _ trombone
Vito Scavo _ trombone
Filippo Ruà _ susafono
Gipo Di Napoli _ cassa
Andrea Brondolo _ rullante

Il concerto che attendevo con ansia e che -per una volta- non ha deluso completamente le mie aspettative. Trattandosi di grande Musica Sacra (non parlo dello Stabat di Pergolesi o di quelle palle al cazzo cattoliche) mi sono addirittura fatto la doccia e messo giacca e cravatta per andare a Congo Square, sperando che la Banda prendesse altrettanto sul serio il compito che si era assunta e sfrondasse il repertorio di facezie.

Comincio dalle cose meno belle.
- Lo spettacolo funziona ed é piuttosto bello, ma ha un peccato originale molto grosso: non c'é un clarinetto. Non si può fare del Traditional senza un clarinetto, possibile che Gabriele non abbia fatto un pò di clarinetto nei suo studi di sassofono? Solo quel tanto che basta per assolvere al compito assegnatogli nell'hot jazz, senza fare soli o virtuosismi.
- La ritmica: Brondolo suona un pò troppo forte e con poco swing rendendo i pezzi un pò più "statici" del previsto. Il suono -specie dei piatti- non mi piace molto, é un pò troppo chiaro e squillante.
- Giovannini era un pò sottotono, i suoi soli erano un pò incolori, molto scolatici per portare a casa il risultato, ma mancavano un pò di sentimento. Non c'erano la rabbia, la disperazione, la gioia e la speranza che sono racchiuse nelle radici del Jazz.
-Gabriele Capello non ha un bel suono e la sua parte era veramente esigua. E poi con contralto nel Traditional non lo posso proprio sentire pare subito Fiorenzo Tassinari, piuttosto il dannato sax soprano.

Cose belle:
- Arrangiamenti ed esecuzioni di Giulio Piola, avrei voluto ci fosse solo lui come tromba.
- Mr T-bone, bravo. Davvero. Ha suonato con l'intenzione e la passione di chi ha fatto suo lo spirito di questa musica, sono rimasto molto colpito dal trasporto che ci metteva. La piacevole sensazione che tutto é lì dove dovrebbe essere.
- Vito Scavo, impeccabile. Mi ha commosso l'uso della pixie con la plunger. Non ha sbagliato nulla, era sporco il giusto, ha usato farsi e fraseggi in buono stile New Orleans. E' stato un piacere sentirlo duettare con T-bone.
- Falzone poteva stare qui come sopra, ma é più onesto metterlo tra le cose buone. E' stato un pò altalenante, molto bravo nell'uso delle sordine, ha fatto parecchie cose belle nei tempi lenti, cose meno belle nei tempi più veloci e una atrocità su Down by The Riverside.
Il suo suono non mi é piaciuto molto, un pò chiaro; molto meglio quello di Piola che é perfetto per il genere.
- Gipo di Napoli, é stato piuttosto bravo nelle parti recitative, non ha divagato ed é uscito dal personaggio della street band per mostrare la parte che di lui preferisco: quella della persona colta ed intelligente.
Detto per inciso ha suonato 
piuttosto bene, specie la washboard.

Primo brano: Intro e Oh, Didn't He Ramble. Bella la lettura di introduzione, il pezzo musicale é uno dei grandi classici post inumazione del funerale New Orleans. Falzone non mi ha impressionato nel suo solo. Buoni acuti, , ma -come detto- un pò pulito. Voto: 7-.

Secondo brano, introdotto da una poesia di Pessoa. Bravo Gipo. Pezzo musicale lento da accompagnamento da casa al cimitero. Mi piace poco il suono del contralto, come detto, ci sono altri strumenti più essenziali. Bravo Mr T-bone anche nel canto, non ha gigioneggiato, come gli rimprovero talvolta. E' entrato nella parte del celebrante di un rito religioso. Bel solo di trombone. Il passaggio al tempo più allegro ha portato il solo di Falzone che era molto meno in tema, bene i collettivi. Voto: 7.5.

Terzo brano, una funeral march leggermente più veloce. Bel solo di Falzone, finalmente con tutto il repertorio di sordine, growl e mezzo pistone che serve. Meno bene il solo di Giovannini, non brutto dal punto di vista di note storte o sbagliate, ma con poca anima e poche dinamiche. Bravo anche Scavo con pixie e plunger a dare colore ai backgrounds. Voto: 8-.

Quarto brano: Down By The Riverside. Interessante introduzione di Gipo che accenna alle origini del brano e le ricontestualizza ai tempi attuali.
Inizio osceno. 3 minuti di armeggiamenti su manopole e tasti di un qualche cazzo di aggeggio tipo loop station per produrre suoni di delfini in calore ed effetti "ambient" vari.
Aberrazione pura.
Avrei voluto entrare in stato catatonico per non essere partecipe di questa inaudita violenza.
Dopo aver fatto più di metà del brano con questo sottofondo di Enya dello schifo, hanno avuto pietà del pubblico e hanno proseguito facendoci la cortesia di suonare.
Stranamente é sparita la mia voglia di buttarmi un una vasca di sodio idrossido. Buono e breve solo di Falzone. Sulla parte finale con coinvolgimento del pubblico la signora dietro di me ha battuto sempre le mani su uno e tre. E non era la sola dalle mie parti, mi é tornata la voglia di vasca.
Certe gente andrebbe accompagnata cortesemente fuori dalla sala e trucidata. Voto: 5 (2 prima parte e 8 la seconda). 

Quinto pezzo: Amazing Grace. Non é esattamente repertorio funeral, ma 'sticazzi. Ci troviamo di fronte ad uno dei più celebri canti cristiani adottato come spiritual da generazioni. Piccola sbavatura di Falzone sull'attacco del solo che non ne pregiudica di certo la bellezza, un superbo Scavo con assolo incrociato con T-bone. Ero quasi commosso, lo so che non dovrebbe essere difficile, ma di questi tempi sembra impossibile che si possa sentir suonare così:  Semplicemente. Voto: 8.

Sesto pezzo, un medium tempo su cui Gipo legge un brano. Bello, ma di difficile valutazione. Voto: 7.

Settimo pezzo: St. James Infirmary. Altra tradizionale funeral march di origine molto incerta. Pessima l'idea farla a rumba (sebbene anch'essa faccia parte dei ritmi arrivati a New Orleans da Cuba), sembra subito un ballabile da Club Alpitour. Buono il solo di Falzone, dopo  il tempo é tornato alla march e tutto é tornato come doveva essere da subito. Voto: 7.

Ottavo brano: Smells like teen spirits. Come giustamente detto da Gipo nell'introduzione non c'entra un cazzo. E' molto meglio dell'originale, ma si sarebbe ottenuto qualcosa di meglio anche facendolo con i rutti. Voto: 6.5 (paga dazio il fuori tema e la scelta del pezzo brutto in origine. Forse Dance Monkey sarebbe stato più nel mood della serata).

Nono brano l'imprescindibile Oh, When The Saints. Meno liturgica e più versione Bandakabra street band, ho sentito un pò meno l'atmosfera liturgica e più quella caciarona. Ma forse é colpa mia perché vedo spesso i miei connazionali approcciarsi al pezzo come un'allegra marcetta su cui fare casino. Voto 6.5.
Aggiungerei anche la preghiera di introdurre le altre strofe de testo e non usare solo la prima e pazienza se i commoventi connazionali non ne conoscono nemmeno l'esistenza e non possono cantarla sguaiatamente a squarciagola come fosse un inno da stadio.

Voto complessivo: 7-- (6.88).
Come speravo il miglior concerto del TJF 2021 normale e Cl(H)ub. Un sentito ringraziamento a chi ha reso possibile questa oasi di felicità nel maremagnum del liquame.

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