
Stanco del solito disgusto al dettaglio, ho aspettato di accumulare merda a sufficienza per far venire il tamagnone e ributtarla nei campi.
Un bel contributo al cumulo di drugia lo ha dato
I suoni della Piazza - Federico Marchesano - Atalante in data 29 ottobre.Il nome del quartetto rende omaggio all’omonimo, poetico e surreale film di Jean Vigo.
L’Atalante è una barca-abitazione e che percorre la rete fluviale francese, attorno alla quale si sviluppano le vicende di Jean e Juliette, due giovani sposi.
Da questa immagine prendono ispirazione le composizioni di Marchesano, che in bilico tra scrittura e improvvisazione, abbracciano minimalismo, psichedelica e jazz, disegnando paesaggi sonori desolati ed intimi, talvolta attraversati da sferzate di pura energia rock. Il sound del gruppo è fortemente caratterizzato dai timbri scuri di contrabbasso e clarinetto basso, a cui si aggiungono altri due strumenti acustici, la chitarra classica e la batteria.
Louis Sclavis -clarinetti
Federico Marchesano – contrabbasso
Enrico Degani – chitarra classica
Mattia Barbieri – batteria
Concerto orrido e senza possibilità di appello.
Lo si capiva dal fatto che la data era stata fortemente voluta da Li Calzi, uno che sta al jazz come Rambo allo zen.
Appena dopo 2 minuti mi sono sentito catapultato nell'episodio delle vacanze intelligenti di "Dove vai in vacanza?"
Totale assenza di temi, solo inutili intrichi di suoni ripetitivi senza la minima traccia di capo o coda.
Pezzi di lunghezza eterna, assoli inquietanti che avevano l'effetto delle unghie sulla lavagna.
Almeno la chitarra spagnola era amplificata così male che quasi non si sentiva, questo però faceva sentire la ferriera di batteria, clarinetto basso e contrabbasso che lavorava a pieno regime. Ovviamente l'unico strumento armonico non faceva armonia, se no sarebbe stato troppo facile.
Il clarinettista (uno dei più famosi di Francia e d'Europa) era tecnicamente bravissimo, come lo erano anche gli altri del gruppo. Peccato che la tecnica finalizzata a sé stessa ed al proprio personale compiacimento non serva ad altro che a far incazzare come un puma. Per suonare per i cazzi proprii non serve un gruppo e nemmeno un pubblico.
L'unica parte veramente piacevole é stato il cane di Li Calzi che dalla prima prima fila ha abbaiato durante i primi due pezzi; almeno qualcuno in casa pare avere dei gusti musicali decenti.
La cosa é stata mal interpretata e anziché mandare via i quattro sul palco é stato allontanato il cane.
Alla fine di 'sto schifo sono fuggito bestemmiando dalla sala prima che qualche imbecille gli facesse fare 20 minuti di bis, la cosa divertente é che mentre scendevo le scale di corsa imprecando "Questa é merda, porcoddio!!! E' schifo della merda!!!" ho incrociato Li Calzi che stava risalendo le scale per tornare in sala e si é sorpreso che qualcuno non gradisse il concerto che faceva schifo pure al suo cane...
Dopodiché viene il carico del Moncelieri Jazz Festival (lo stesso che ospitò Backer e Dave Bruebeck) e che quest'anno dà ampi spazi al suo direttore artistico ed al suo sodalo il ben noto alle cronache Albert Hera. Quindi fisarmonica e "cantante" dalle qualità inesistenti. Bela roba...
Si Comincia con Jazz and Bones il 31 ottobre per festeggiare degnamente Halloween.
Poi una bella data di Gegé Telesforo che porta la sua dote di nulla al festival del nulla.
Quindi una serata parkeriana ospitata dal frociodromo Green Pea con Danilo Pala, Marcello Picchioni ed altri da cui mi tengo a debita distanza.
Arriviamo finalmente all'immancabile momento dedicato alle donne (se non ti fanno chiudere bottega): Noi duri in pink. Alias Marina Tarasconi (voce), Luciano Panizzolo (pianoforte), Paolo Cuniberti (contrabbasso), Domenico Mansueto (batteria).
Quindi la quota rosa sarebbe un 25% dato per di più da una cantante. Questo si che si chiama osare!
Poi l'inarrivabile vertice della comicità: Dido’s Brazilian Jazz.
Lo so, sembra tutto normale, poi uno va a leggere i componenti e gli scoppia la prostata:
Delfina Di Domenico (voce)
Massimo Rizzuti (pianoforte)
Giorgio Ricchezza (sax- percussioni)
Pippo Caccamese (contrabbasso)
Chissà se almeno uno di loro é mai stato in Brasile... Ma Gilson Silveira, Gledison Zabote, pure Lucio Costa o uno delle decine di brasiliani che vivono a Torino e dintorni no????
La successiva data é del Carola Cora Quartet un rifiuto riciclato dal Moncalieri Jazz di 2 anni fa. Peccato che certe cose non abbiano una scadenza come il latte.
Poi un improbabile tributo a Fred Buscaglione senza musicisti. Ci pensano Fred Chiosso, Maurizio Ternavasio, Franco Bergoglio, Gianni Cerri e Andrea Margiotta DJ.
E scusate se é poco.
Finalmente l'unica data che mi é veramente dispiaciuto di essermi perso: Dixie Five con
Paolo Dutto : clarinetto
Cesare Mecca : tromba
Stefano Calcagno : trombone
Lorenzo Caresana : banjo
Valerio Chiovarelli: basso tuba
Gente che suona Jazz e non scassa troppo i coglioni con i sottotesti politici o gli intelletualismi da sinistra di Capalbio.
Putroppo poi é tutta una lenta discesa verso l'oscurità a partire da Magasin Du Café Davide Borra fisarmonica, Denny Bertone chitarra elettrica e lap steel guitar, Alberto Santoru contrabbasso e percussioni, Mattia Floris chitarra e voce.
SPECIAL GUEST: Albert Hera.
Oscuri seminatori di suoni che fanno cose che non si comprenderebbero a priori (world music), ma a cui porta il suo tocco di ripugnanza Albert Hera. Qualità garantita...
Non so se Jazz in Cattedra sia da contare tra gli spettacoli, ma se vale il dibattito su Fred Buscaglione, allora é buona pure la serie di incontri musicali con i ragazzi a cura di Ugo Viola, Valerio Signetto e dei Corsi Musicali dell’Associazione C.D.M.I. di Moncalieri.
Nientepòpòdimenoche.
Dal mondo del "Ma perché?" arrivano invece Favero e Scagliarini, dinamico due chitarra e armonica che ogni tanto fanno del jazz ( o almeno quello che loro pensano lo sia).
Del Denitto/Conti duo nemmeno gli addetti stampa sono riusciti a scrivere più di due righe talmente non c'era un cazzo da dire. Evidentemente la pandemia ha bloccato il nostro Marco Polo del jazz che no ha potuto fare viaggi e poi ammorbarci i coglioni con le sue impressioni sonore.
Nella sezione "cavoli a merenda" non poteva mancare un nuovo passaggio Viola con Tango e Jazz (?!?) affiancato da un quintetto e varie guest del calibro di Signetto, Boltro, Albano ed altri.
Sempre nella Tango a Jazz c'é anche una più accettabile parte con gli archi della OFT.
Non penso la presenza tra gli ospiti dei fratelli Chiara possa migliorare la situazione irreale di una simile data, di certo l'inquietante presenza anche di Federico Marchesano reduce dal clamoroso insuccesso della serata Atlante alla Piazza dei Mestieri non lascia presagire nulla di decente.
Il 12 novembre l'Italian & Swiss Jazz Ensemble si esibisce proponendo musiche originali ed anche qui la presenza dei Chiara non credo possa raddrizzare la barca.
Il giorno dopo altro omaggio a Fred Buscaglione, ma stavolta almeno non é un ozioso dibattito.
Sono sei sconosciuti che eseguono il repertorio di Chiosso/Buscaglione. Non dovrebbe essere male, almeno non più di tanto.
Gran finale al Conservatorio di Torino con un tributo al settecentenario dantesco (perché farlo in un presunto festival jazz non é dato sapersi, ma la chiave potrebbe stare nella parola presunto).
Come la merda nei tubi ritornano Viola ed Hera, con una spolverata di Pino Insegno.
Ma basta copiare ed incollare la presentazione della serata di... "Epic Jazz"...
Il resto é superfluo.
BEATRICE
14 NOVEMBRE 2021 - Ore 18.00
Ore 18,00: AUDITORIUM RAI “A. TOSCANINI” di TORINO
OMAGGIO AL SETTECENTENARIO DI DANTE ALIGHIERI
CONCERTO UNICO – EPIC JAZZ
ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI
MUSICHE COMPOSTE E DIRETTE DA ROGER TREECE
CON LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DI:
Pino Insegno (DANTE) e Alessia Navarro (BEATRICE)
Testi Originali: Fabio Appetito
SOLISTI:
Rita Marcotulli pianoforte
Albert Hera voce
Ugo Viola fisarmonica