giovedì 15 giugno 2017

La Festa della musica

Come accade da qualche anno, Torino si prepara alla festa della musica che coinvolge molte città europee.
Sinceramente non so in che condizioni i musicisti nelle altre città si trovino a suonare, ma spero siano migliori di quelle in cui abbiamo suonato lo scorso anno (e credo che quest'anno non sarà diverso).
Per carità, come sempre le intenzioni sono buone e le associazioni partecipanti presumo si facciano un gran culo ad organizzare tutto, ma la buona volontà non basta e non garantisce la riuscita.
Ci sono i più fortunati che possono suonare in locali e quindi avere almeno accesso alla corrente elettrica e a delle bottiglie d'acqua. Gli altri suonano in piazze certamente più prestigiose della città, ma con dei grossi problemi.
Ti serve un pianoforte? Nessun problema, quando ti iscrivi lo fai sapere all'organizzazione che si perderà regolarmente la richiesta e tu ti suoni la minchia.
Stessa cosa se ti serve un mixer a più di 4 canali... E tanto anche se te lo danno non c'é un tecnico a regolarlo.
La corrente elettrica poi é da ridere. L'anno passato ci é stato detto: "tiriamo un cavo da un negozio vicino"..  ma:
a) perché un esercizio commerciale deve caricarsi in bolletta un concerto?
b) se suoniamo in Piazzetta Reale la spina l'attacchiamo all'appartamento di Vittorio Emanuele II??

Ultima cosa, almeno mettere 2 transenne o un volontario che controlli gli strumenti?
Mentre attendi che i tuoi colleghi finiscano si devono organizzare turni di guardia a borse, custodie e strumenti.
La catena di Sant'Antonio delle security.

Iniziativa carina, meglio di Aberrazioni Jazz (ma ci vuol poco), però manca quell'organizzazione che potrebbe farle fare un salto di qualità.
Inutile soffermarsi sui mille gruppetti che suonano dal genere cantautore alle cover alla classica. Sono nella stragrande maggioranza dei dilettanti (o meglio degli amatori) e fanno del loro meglio e suonando gratis (in tutti i sensi) in condizioni non sempre agevoli.
Che poi il 99% suonino male della musica di merda é superfluo dirlo.

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