lunedì 8 aprile 2019

Un tranquillo weekend di paura (Parte Seconda)

Come promesso, mi sono guardato un pò il programma del TJF 2019 e direi che -mutatis mutandis- vale quello che ho scritto l'anno scorso: la Fiera di San Lazzaro di Savena pare l'Esposizione Universale.

Cominciamo dalla sciagurata locandina progettata da un'inclita accozzaglia di geni del marketing:


Non vorrei urtare la loro sensibilità artistica, ma fa cagare.
Pare l'adesivo sul bidone AMIAT del vetro e lattine. In effetti l'Azienda Metropolitana di Igiene Ambientale é stata acquisita da IREN che é storicamente uno degli sponsor della sagra...
Usare il logo oramai consolidato per i manifesti e spremersi meno nella creatività markettara e un pò di più per allargare il bacino di "utenza" del festival magari financo a Carmagnola?
No.
Noi continuiamo a fare il solito jazz un tot al chilo con un Festival che sarebbe più corretto chiamare Festival dei Jazzisti Torinesi.

Almeno il manifesto dell'anno scorso aveva ben chiaro in centro il logo della manifestazione e il vasetto ricordava la marmellata (jam) e i diversi colori potevano rimandare alla commistione di etnìe che hanno creato il jazz.

Ma lasciamo perdere il logo, prima di venerdì ho controllato periodicamente se sbucavano dei nomi e delle date, così... tanto per farsi un'idea...

L'unica cosa che si leggeva era questo post che a me ha fatto tanto ridere:

Siamo partiti da Li Calzi direttore e Borotti vice-direttore, poi l'anno dopo erano entrambi direttori, ora Borotti viene citato prima di Li Calzi (e non ditemi che é una questione alfabetica)


Dire che lo avevo detto é sempre di cattivo gusto. Ma io l'avevo detto...
Alla fine scommetto che Li Calzi l'anno prossimo manco sarà più nella commissione del TJF, figuriamoci alla direzione...
Vabbé, poco male, per partorire 'sti topolini basta la montagna Borotti, il cipresso Li Calzi era un gadget in allegato.


A tal proposito, un delatore ha portato alla mia attenzione la copertina del seguente libro di favole per bambini:

Osservate bene la scritta sulla borsa del mago...
Ci mancano solo 60Kg di mago Borbotti e una nuvoletta da cui cade la trombetta del mago Calzini e poi...


Ma cerchiamo di non divagare troppo e vediamo che cosa ci dobbiamo aspettare. Di buono quest'anno c'é che non é assegnabile il premio Degenneiro, visto che ci sono parecchi ex-aequo al primo posto e con un massimo di 2 sole date.
Il premio si assegna dopo la terza data.
E di buono c'é anche che -stranamente- Borotti ha dato una data (anche se non sul main stage) al suo odiato nemico storico: Emanuele Cisi.
Sinceramente la cosa mi ha abbastanza stupito, non mi sarei aspettato un gesto simile da lui e la cosa va a suo merito.
Sempre nella colonna dei meriti bisogna dire che é stata quasi interamente rispettata le regola che chi ha suonato l'anno scorso salta questo giro di giostra.

Per il resto é una settimana fatta al 90% di schifo; sia dal punto di vista musicale, sia per il solito discorso delle tessere dei locali obbligatorie per sentire concerti gratuiti.

Ci sono poi una serie di imperdibili produzioni originali del TJF per cui sicuramente il mondo rosicherà a bestia all'idea di non averne potuto far parte:
ICP TRIO FEAT. HAN BENNINK & CLGENSEMBLE
ICP TRIO
Han Bennink, batteria
Wolter Wierbos, trombone
Ernst Glerum, contrabbasso

CLGENSEMBLE
Dario Bruna, direzione, batteria
Monica Fenu, coordinamento tecnico
Ramon Moro, tromba elettronica
POSTO UNICO NUMERATO € 5,00

CINQUE EURO PER SENTIRE UNA TROMBA ELETTRONICA E UNA COORDINATRICE TECNICA?? DIREZIONE? MA COSA C'E' DA DIRIGERE IN UN DUO????
DOVREBBERO ESSERE LORO A PAGARE PER FARSI PERDONARE DI CIO' CHE FANNO!!


IL GRANDE GATSBY - READING
Giuseppe Culicchia, voce narrante
Donato Stolfi, batteria, percussioni
Un READING??? F.S. FITZGERALD E BATTERIA SOLA???
VA BENE CHE E' AGGRATIS, MA USQUE TANDEM?

MARTIN MAYES / OLIVIERO CORBETTA “FIATI”
Martin Mayes, corno delle alpi, corni, conchiglie, campane, sonagli, testi
Oliviero Corbetta, voce recitante

Un musicista di strumenti a fiato e un attore, il cui fiato è a sua volta strumento, dialogano nel cortile del Museo della Montagna di Torino. Martin suona, tra l’altro, il corno di montagna. Oliviero custodisce nel suo repertorio parole che sanno di vette. L’uno improvvisa, divaga, interpreta i classici; l’altro attinge dalla poesia immortale e contemporanea. A cascate note e versi si rincorrono, si perdono, si sciolgono in echi diafani che vibrano all’unisono.
TANTI RUMORI FATTI DA OGGETTI BUFFI CON CONTORNO DI ARIA FRITTA DAL MARKETING.

QUESTI SONO I PRIMI TRE SPETTACOLI IN ORDINE TEMPORALE FATTI COI SOLDI NOSTRI (COME AVREBBERO DETTO I PENTECATTI) E PROPOSTI AL PUBBLICO COME SE FOSSERO DEI GIOIELLI RARI.
TRALASCIO BONGHISTI CON GLI ARCHI DEL CONSERVATORIO ED ALTRI 6 SPETTACOLI PREVEDIBILMENTE IMPOSSIBILI DA ASCOLTARE (A PAGAMENTO) SUL MAIN STAGE DELLE OGR.

DICO SOLO CHE IL TOTALE DI 'STE PRODUZIONI FARAONICHE AMMONTA A BEN 9 DI CUI L'ULTIMA E' IL DOPPIO COLPO PRIMO SET BOLTRO E SECONDO RAVA.
CAZZO!! FINALMENTE UNA NOVITA' VERA!!! BOLTRO E RAVA AL TJF!!!!

MINCHIA!!
CHE COLPO! NON LI SI SENTIVA A TORINO DAL TJF 2018... ECCHEDUECOGLIONI!!!!!!!!

Invece nella sezione "Un certain regard" entra di diritto la serata:
TORINO NIGHT ENSEMBLE FEAT.

FAMOUDOU DON MOYE - “ANTHROPOSOPHIE”
Famoudou Don Moye, batteria, percussioni
Johnny Lapio, composizione, conduzione, tromba
Luca Biggio, clarinetto basso, sax tenore
Beppe Golisano, sax baritono
Francesco Partipilo, sax contralto
Emanuele Francesconi, pianoforte
Michele Anelli, contrabbasso
Il TNE raccoglie alcuni dei più rappresentativi musicisti legati
all’area sperimentale torinese. Per l’anniversario dei cinquant’anni
dell’Art Ensemble of Chicago in Europa, il gruppo ospita il
percussionista Don Moye, gigante dell’avanguardia jazzistica
americana, africana ed europea. La suite, a firma del trombettista
Johnny Lapio, propone un viaggio onirico tra realtà fisica e
spirituale. 
Essendo io ancora fermamente convinto che Lapio non sappia suonare la tromba (che poi lo stimi essere un genio perché nonostante ciò continua ad avere serate ed a avere seguaci e successi), vederlo come compositore e conduttore mi riempie di dubbi e sgomento.
Spero solo che il lisergico te lo mettano direttamente nella birra del birrificio che ospita l'evento (la Piazza dei Mestieri).

Sulla falsariga della serata di Lapio c'é la serata sul Main delle OGR affidata agli Accordi e Disaccordi.
Al di là del fatto che il manouche dopo 10 minuti mi frantuma la pazienza, gli Accordi e Disaccordi sono un pò come Lapio (anche se almeno loro sanno suonare): frutto in gran parte degli agenti e del marketing.
Per carità é lecito, anzi, lecitissimo -dato che la musica é un prodotto da vendere come lo era il prosciutto Rovagnati ai tempi di Mike- utilizzare i canali mediatici per creare e pompare il consenso, ma ciò non fa comunque di loro delle stelle del gipsy jazz internazionale.
Vedere loro sul Main e Cisi al Café Neurda lascia comunque un pò perplesso persino uno come me che non é un grande estimatore di Cisi.

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