lunedì 8 aprile 2019

Un tranquillo weekend di paura (Parte Prima)

Venerdì 5 aprile il mio programma di svago e terrore prevedeva:
1 - Ore 11:00 Conferenza stampa di presentazione del TJF 2019
2 - Ore 21:30 WIS – Women In Swing
3 - Ore 22:30 Blues Creen @ Capolinea n. 8

1 - Conferenza stampa TJF 2019
Purtroppo impegni personali e di lavoro mi hanno impedito di gustarmi lo spettacolo di sublime cabaret che di sicuro sarà stata la presentazione del TJF e che io avrei anticipato a lunedì 1 aprile per amplificarne la portata comica...
Non avendo potuto sentire con le mie orecchie i funambolismi con cui tentavano di spacciare la sagra di paese per un festival jazz di caratura nazionale, rimando alla parte seconda del tranquillo weekend di paura in cui dopo aver letto il programma darò la mia tanto pacata quanto inutile opinione.

2 - Women In Swing
La presentazione dell'evento recitava:
Lindy Hop Night // Se lo swing è donna
Una nuova LINDY HOP NIGHT per un progetto esclusivo
WIS – WOMEN IN SWING
Venerdì 5 Aprile - 21.30 - Jazz Club Torino
Questa sera si balla lo swing al femminile
Giulia Damico - Voce
Eleonora Strino - Chitarra
Veronica Perego - Contrabbasso
Laura Klain - Batteria

Orbene, capisco che il marketing sia fondamentale, ma visto che il gruppo dei ballerini di Lindy é sempre molto compatto per le serate danzanti e lo é ancor di più per le serate con la musica dal vivo, non vedo la necessità di usare toni trionfalistici (progetto esclusivo) per una serata di Lindy Hop.
Certo i toni trionfalistici erano rivolti all'ideona di portare alla ribalta il lato muliebre del jazz. Esticazzi!
Come se esistesse uno swing maschile ed uno femminile...
Sarò anche io -come Collovati ed altri del modo del calcio- un dannato maschilista, ma a me questa cosa di dover per forza cacciare dentro delle gonne in tutte le cose per non essere tacciati di settarismo mi ha rotto il cazzo.
E non credo nemmeno che sia con questi contentini più di facciata ed opportunistici che di sostanza che si possa spostare l'ago della bussola dei rapporti tra i sessi.
Al limite serate come questa possono dare alle donne delle nuove leve la possibilità di crescere professionalmente esibendosi con una certa continuità.
Ma in questo caso non si dovrebbe parlare di  Evento: è uno stage retribuito.


La serata é prevista con una prima parte in cui la sezione ritmica suona senza cantante dei pezzi più liberamente jazz ed una seconda con Giulia che canta accompagnata dalle tre grazie per le disgrazie danzanti.
Eleonora Strino non suona oggettivamente male, certo Tex e Camarca sono molto migliori di lei, ma grazie al cazzo: hanno anche alle spalle 50 anni di esperienza.
Lei é giovane ed ha talento; non é ancora tanto agile e sciolta, commette delle ingenuità sulle strutture e qualche nota accazzo ce la mette, ma io sono abbastanza convinto che -se non si perde per strada- darà delle soddisfazioni.

Veronica Perego é da un paio d'anni che la sento suonare in giro ed ho sempre trovato che abbia un bel tocco ed un bel suono (cosa che per suonare un contrabbasso sono per me fondamentali), purtroppo le mancano due cose:
la prima é il tenere il ritmo (altrettanto fondamentale): fino ad un anno fa saliva e scendeva di bpm durante le esecuzioni in modo sensibile ora il difetto si è limitato, ma quando lei ha in mente una certa velocità per un certo pezzo non c'é Cristo che tenga, lei suona a quella velocità.
la seconda é gli specchi di legno. Ma porca zozza, se non sei proprio attraente e col fisico slanciato (insomma, se ti manca solo la paglia per sembrare una damigiana) evita di metterti sempre e solo le minigonne, non ne trai nessun vantaggio. Ciò non significa che devi suonare il contrabbasso col niqab, basta una gonna al ginocchio e diventi subito un'altra persona.
Laura Klein lei é una delle più misteriose delle donne del jazz torinese ed il mistero é: come fa una che suona piuttosto male la batteria ed ha un suono ed uno stile sgraziato a fare tante serate? Lascio la risposta nel vento...

Il trio non suona male, per il primo set sceglie pezzi piuttosto moderni e complessi complicandosi ovviamente la vita. Ogni tanto si sentiva che il percorso ad ostacoli non era un percorso netto, una volta c'é stato un rischio di disarcionamento, ma nell'insieme nessuna tragedia dell'ippica.

Il pubblico della serata era formato da avventori avventizi e da avventati ballerini e pertanto da gente che avrebbe notato qualcosa di strano solo se la Strino fosse inciampata nel cavo e caduta dal palco; per cui eran tutti felici e contenti.

Nota di folkore a margine: una coppia di ragazzi sui vent'anni lui pettinato e curato nel fisico come CR7, vestito con un completo di buona fattura (fatto salvo per i pantaloni col risvolto che gli arrivavano sopra il malleolo) e con una cravatta con un nodo da far invidia ad un venditore della Immobiliare Toscano e lei biondissima, truccata e vestita che pareva Jacqueline Bisset nella Donna della domenica.
Da una parte mi han fatto tenerezza, dall'altra m'é venuta voglia di correre a casa a prendere l'eskimo.

Inizia il secondo set e sale stabilmente sul palco Giulia Damico (che prima saliva ogni tanto a presentare il trio). Giulia sta davvero migliorando a distanza di qualche mese dall'ultima volta che l'ho sentita alla Chant Night é ancora migliorata sensibilmente. Bene, segno che studio, costanza ed un pò di "fortuna" stanno dando i frutti sperati.
Dopo un paio di pezzi in cui non succedono incidenti musicali eclatanti, mi dileguo prima che gli hoppers infestino totalmente la sala minuscola del jct rendendola una serra tropicale.

3 - Anche perché al Capolinea di Max "rosico" Gallo si esibiva una mia conoscente assieme al gruppo dei BluesCreen. Anche se un -da piemontese- andare a sentire i "MaialiBlues" un pò mi terrorizzava.

BluesCreen Blues, Rock e R&B
Il sound dei BlueScreen è una cruda e pastosa amalgama tra Blues, Rock e R&B, il tutto condito da una spruzzata di swing. Dinamiche istintive, arrangiamenti grintosi che improvvisamente si sciolgono nella più dolce delle ballad lasciando a fine concerto il gusto morbido di una serata spesa bene.
[Ma comecazzosichiamano? BlueScreen O BluesCreen????, N.d.r.]

Conobbi Federica Gerotto molti anni fa in un ambito totalmente diverso da quello musicale e, quando mi disse che cantava in alcune formazioni, ma che "come cantante non sono 'sta meraviglia, ma -visto che canto mezza nuda- finché il fisico mi sostiene..." la trovai quantomeno cosciente dei suoi limiti e consapevole dei suoi punti di forza (peraltro facilmente intuibili anche "in borghese").
Sono arrivato a concerto iniziato, chiedendomi perché un gruppo blues stesse suonando All of me (pezzo che ha rotto i coglioni a prescindere), ma chi sono io per stare a sindacare le scelte stilistiche degli artisti...
Il repertorio del gruppo é formato quasi esclusivamente da cover (Hendrix, Pickett, Vaughan, ed altri del blues più tradizionale), un paio di pezzi inediti sono stati presentati in anteprima e non mi hanno entusiasmato.
Il chitarrista non suona male, ma ogni tanto si sente che gli si "accrocchiano" le dita (per carità la media dei suonatori si aggira sulla sessantina e quindi l'artrite incombe...). Il bassista é un pò in ombra anche perché il blues non é che gli richieda sforzi funambolici, il batterista é un pò impreciso nel tocco. ma va abbastanza dritto. L'armonicista non é esattamente un virtuoso dello strumento e questo é un pò un peccato mortale dato il genere che suonano.
Avviso: quello che sto per scrivere é chiaramente viziato dal mio trasporto emotivo nei confronti della cantante, poiché se talvolta avevo difficoltà a concentrarmi su quello che mi diceva parlando di contabilità perché il sangue non affluiva sempre tutto al cervello, figuratevi vedendola discinta a cantare blues ancheggiando come un'odalisca...
Federica non canta nemmeno poi così male, oddio sono passati quasi dieci anni da quando l'ho conosciuta ed é la prima volta che la sento cantare dato che lei non  del torinese e quindi non parto di certo per andare nel cuneese a sentire una potenziale cagna quando c'ho un canile intero sotto casa, ma cantare male é altra cosa e magari col tempo é migliorata.
E' consapevole di avere una certa fisicità e non fa nulla per nasconderla, ma le sue movenze vagamente erotiche durante le esibizioni sono dovute più all'enfasi ed al trasporto che mette in quello che sta cantando che ad un mero calcolo.
Aggiungo poi io che la cosa é comunque filologicamente corretta, dato che il blues cantato dalle donne ha sempre avuto una forte connotazione sessuale sotto svariati punti di vista.
Si vede che lei crede molto nel cantare, che ha l'entusiasmo di esibirsi stando su un palco con dei musicisti (non potrebbe mai cantare il jazz: lì devi essere impagliato e depresso by design) e poco importa che accade.
I difetti di Federica sono però talvolta irritanti, i suoi glissati ascendenti e discendenti non sono sempre precisi (fortunatamente gli attacchi li prende), ha un drammatico accento piemontese che non fa molto Ma Rainey, che batte la Piumatti 6-0 6-0 6-0 e supera a destra Claudio Prunotto.
Altro grave difetto che mi ha confermato lei quando sono andato a salutarla a fine spettacolo, é che si dimentica le parole dei pezzi e quindi ogni tanto fa grammelot e ogni tanto riesce a sbirciare sul leggio ed a rientrare nei ranghi senza far troppi danni.
Alla fine sarà che il blues é stato uno dei miei primi amori, sarà che Fede é "tanta roba", sarà che ero al quarto whisky, ma a me il concerto é tutto sommato piaciuto.
Un pò rustico (quasi grezzo), molto poco intellettuale e molto "di pancia", ma spontaneo e genuino divertimento prodotto da persone che si divertono a suonare. Che non é poca roba di 'sti tempi...

Dell'esibizione dello swing femminile al  Jazz Club non ho reperti audio/video a conforto delle mie tesi, ma siccome il mio giudizio sui BluesCreen é certamente viziato, allego tre estratti con chitarrista, armonicista e cantante.

Questa credo sia Mr So and So.


Ancora Mr So and So.
Lo so che gli Smokehouse la facevano meglio...

Per carità, Federica non é che sia una gran cantante, lo so.
Ho le orecchie pure io, ma se penso che lunedì sera vado a sentire Valerio Vigliaturo al Birrificio Torino...

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