Come già accennato nel post di domenica, ieri sera sono tornato a sentire la performance di Valerio Vigliaturo con la sua band.
ELECTRIC JAZZ EXPERIENCE
Valerio Vigliaturo: voce
Fabio Gorlier: tastiera
Davide Liberti: contrabbasso
Davide Liberti: contrabbasso
Paolo Franciscone: batteria
Claudio Bonadè: sax
Il quintetto presenta un repertorio composto da brani in chiave jazz elettrico, funk, fusion di Miles Davis, Herbie Hancock, Chick Corea, Dave Brubeck, Billy Cobham, Al Jarreau, Wayne Shorter, John Scofield.
Lo spettacolo (se così lo si può chiamare) è stato abbastanza simile a quello già sommariamente descritto qualche mese fa quando si sono esibiti alla Piazza dei Mestieri, ma devo ammettere che Liberti e Franciscone mi sono sembrati più performanti, Bonadé non ha suonato bene, ma comunque meno peggio dell'altra volta e Vigliaturo... di certo non è diventato Nat King Cole in sei mesi; é stonato, canta male e le sue performance sono velleitarismo col turbo (cit. Morando Morandini).
Tuttavia, dopo la mia pausa di riflessione, ho capito che in fondo lui ha ragione e io torto.
E dicendo io, in realtà dovrei dire noi dato che alla Piazza era presente un vasto panorama di persone che conosco e che seppur di gusti e vedute musicali più ampie, tolleranti e trasversali dei miei e sono rimasti tutti schifati dal concerto.
In realtà Vigliaturo ha ragione e fa benissimo a continuare ad esibirsi seppur sprovvisto di particolari capacità musicali, sono io e tutti i miei amici che sbagliamo: il tonale... il modale... l'esadecimale e tutti questi tecnicismi musicali sono tutte sovrastrutture intellettuali del cazzo.
Esistono solo due tipi di musica: la musica pagata e quella gratuita. Finché si viene pagati per suonare e si trova un pubblico disposto a sborsare il denaro per assistere ad una performance, allora il performer ha ragione qualunque cosa faccia e per quanto posso fare schifo ad una parte del pubblico e della critica.
E dicendo io, in realtà dovrei dire noi dato che alla Piazza era presente un vasto panorama di persone che conosco e che seppur di gusti e vedute musicali più ampie, tolleranti e trasversali dei miei e sono rimasti tutti schifati dal concerto.
In realtà Vigliaturo ha ragione e fa benissimo a continuare ad esibirsi seppur sprovvisto di particolari capacità musicali, sono io e tutti i miei amici che sbagliamo: il tonale... il modale... l'esadecimale e tutti questi tecnicismi musicali sono tutte sovrastrutture intellettuali del cazzo.
Esistono solo due tipi di musica: la musica pagata e quella gratuita. Finché si viene pagati per suonare e si trova un pubblico disposto a sborsare il denaro per assistere ad una performance, allora il performer ha ragione qualunque cosa faccia e per quanto posso fare schifo ad una parte del pubblico e della critica.
Pertanto viva viva Vigliaturo, viva viva Johnny Lapio (che della serata era l'organizzatore) e tutti coloro i quali riempiono il frigorifero e pagano le bollette stando su un palco senza avere spiccate doti per poterci stare secondo i canoni più classici e tradizionali.
Avete ragione voi che senza aver dovuto buttare tempo, soldi e fatica nello studio siete riusciti ad arrivare dove molti non sperano nemmeno più di giungere. Chapeau!
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.