sabato 23 novembre 2019

Jazz Man Voice

JAZZ MAN VOICE (scritto proprio così)
novembre 20 @ 21:30 - 23:30

Il jazz e la voce maschile: un connubio delicato e vigoroso
Un progetto magistralmente [sic!] interpretato da:
Valerio Vigliaturo – Voce
Giuseppe Trivigno – Piano
Matteo Piras – Contrabbasso
Fabrizio Fiore – Batteria
Il repertorio è composto da standard blues, swing, be bop, bossa nova e latin di Duke Ellington, Dizzie Gillespie, Thelonious Monk, Carlos Jobim, Horace Silver, Dave Brubeck, Wayne Shorter e Miles Davis, nelle versioni interpretate dai grandi crooner e vocalist come Tonny Bennet, Jon Hendricks, Eddie Jefferson, Jamie Davis, Mark Murphy, Al Jarreau, Kevin Mahogany e Kurt Elling.


Vigliaturo é tornato ed é sempre gran festa.
Questa volta ha abbandonato gli ausili tecnologici e canta senza filtri.
Ha pure calato di un paio di tacche il livello della band, anche perché -sinceramente- far suonare con lui Gorlier, Liberti e Franciscone é come usare il Dom Perignon al posto dell'acqua nella vaschetta del cesso.

Purtroppo ha inspiegabilmente abbandonato anche il suo partner d'elezione Bonadé, uomo la cui sola presenza fa diventare la Count Basie Orchestra la banda dei "Civich" di Chianocco.

Il progetto denota grandi intenzioni: riscoprire le voci maschili nel repertorio jazz.
Grande assente nella serata: la voce maschile.

Vigliaturo sembra che canti dal Piazzale Fusi per quanto é appena percepibile ed é un vero peccato perché canta veramente male.
Ma male male... tipo che non tiene una nota lunga che sia una.
In compenso la sua pronuncia inglese é raccapricciante.
Però almeno non va a tempo.
Anche se quando si accorge di essere andato un pò lungo (o corto) l'aggiusta alla come viene viene.
Il nirvana dei merdaioli.

Il repertorio non é molto dissimile dall'Electric Jazz Experience, ma completamente focalizzato sul jazz tralasciando Prince, Hendrix et similia.
Tante, ma tante, ma proprio tante versioni di Al Jarreau di celebri standards fatte in modo approssimativo e con l'immancabile scat rivoltante che sembra essere obbligo di legge per ogni cantante su ogni fottuto brano.


Ospite acclamato e prestigiosissimo sul palco é addirittura il grandissimo Giovanni Grimaldi (l'insegnante della Jazz School e del nostro eroe) personaggio che definire sconosciuto é riduttivo.
Duetta come un vecchio gagà con il suo prestigioso pupillo sulle note di It will never be another you cantandola con tutti i cliché del vecchio crooner consumato (e pure un pò infrocito).
Disgustorama.


Siccome però il vecchio gagà almeno si sentiva quando cantava (segno che il problema é in Vigliaturo e non nell'impianto voce del locale) i musicisti gli han chiesto di fermarsi per un altro pezzo.
Mannaggia ai sandali di Gesù: All of me.
Con al traino tutto il repertorio di mossette e moine da cantante confidenziale della riviera di ponente degli anni '50. Schifo e scat.

La band non suona male, son tutti abbastanza precisi e dritti e nessuno sovrasta gli altri. Ragionevolmente buoni, fin troppo per il contesto generale.

Un particolare encomio va dato alla marea di parenti ed amici di Vigliaturo ed alla cerchia della Jazz School per riuscire ad applaudire ogni esecuzione (nel senso dei brani) restando seri.

Altro plauso alla massa di ragazzini bercianti ed alle due tavolate (di cena aziendale e di laurea) che hanno messo grande impegno nel chiacchierare a voce altissima dei cazzi proprii per tutti i pezzi e nello stare in pensoso silenzio appena la musica cessava.
Possiate morire male, fighetti universitari trendy ed ignoranti. Andatevela a bere a Sansa la vostra birra del cazzo, deiezioni di scarafaggio che siete.

A parte l'inutile parterre di perniciosi umani, la serata é stata meravigliosa, a sporadici tratti fin sublime.
Io sono uscito felice e soddisfatto come se avessi fatto bingo, una serata veramente trash come poche.
Vigliaturo si conferma genio a tutto tondo della performance canora, un Warhol dei nostri tempi.
Purtoppo non so se possa bastare per battere l'Eliza Wong 5tet alla Rusnenta perché qui i musicisti non hanno suonato male. Ma la Wong era ancora peggio di Viglia.

Se solo Bonadé fosse stato stasera al JCT avrei già potuto assegnare l'ambito premio Piramide di Merda per il peggior concerto del 2019 a Valerio Vigliaturo, invece c'é da vedere bene le immagini del fotofinish.

Accludo samples audio che -grazie alla massa di scarabei stercorari bipedi presenti in sala- ha una qualità ripugnante, ma se non si sente Vigliaturo non é colpa loro, é colpa di Madre Natura che non l'ha soffocato col rigurgito quando era in fasce.

All Blues


Caravan


It will never be... (feat Ciccio Formaggio)


All of Me (feat Ciccio Formaggio)


Take Five (bis)

A proposito di bis, vorrei solo pregare in futuro la direzione del JCT di evitare di mettere come primo brano in diffusione dopo la fine del concerto lo stesso eseguito 1 minuto prima.
Sentendo Paul Desmond mi é venuto da piangere per la commozione.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.