mercoledì 6 novembre 2019

Moncalieri Jazz Festiva 2019 - Il sonno della ragione genera Festival Jazz

Martedì 5 novembre 2019 ore 21.30
Osteria Rabezzana
Il MJF presenta i
Nightdreamers che presentano Techné.

Io ovviamente mi sono recato all'Osteria verso le 22.20 in modo da evitarmi i 3/4 del concerto e vedere un pò l'aria che tirava.

L'aria che tirava in sala alla fine del concerto é quella del T.S.O. a cui dovrebbe essere sottoposto il Direttore Artistico del Festival Jazz di Moncalieri che -prima del bis- ha tenuto un primo breve sproloquio sulla grandiosità dell'evento organizzato e sull'assoluta eccellenza dei partecipanti.
Ad essere sincero sulle prime io pensavo che il botolo vestito da clochard fosse il parcheggiatore abusivo di Piazza del tritone mandato dal sindaco moncalierese a rappresentarlo degnamente, poi ho capito che invece mi trovavo di fronte ad Ugo Viola: il mentecatto artefice del cartellone di questa edizione.


Cartellone che peraltro presenta almeno 3 eventi a Torino, (non male per essere un festiva di Moncalieri), ma che penso possa essere il chiaro simbolo della lucidità mentale dell'attuale sistema  di gestione musicale e non solo.

Il buon Viola si spertica nell'elogio della grandiosa serata al Teatro Regio di Torino che -stracolmo in ogni ordine di posti- per una volta é stato riempito dal Popolo del Jazz anche grazie alla grandiosa serata acchittata ad hoc.
E qui tenetevi perché io ho vacillato...
La trovata da Nobel é stata quella di inzuppare il pane nel 500° di Leonardo e proporre un concerto dal titolo "Leonardo ed il foglio perduto".
Ammetto di avere tutt'ora delle difficoltà nel connettere Leonardo da Vinci al Jazz, ma penso sia solo un mio personale limite cognitivo; ma ancora più interessante dell'enfasi posta sull'evento in sè é stata quella posta sui partecipanti di livello mondiale coinvolti nel progettone:
Filarmonica del Regio (la London aveva il tagliando al furgone);
Paolo Fresu (un terno al lotto, a volte fa cagare a volte é grandioso);
Albert Hera (su di lui torneremo dopo);
Fulvio Albano e i soliti figuri della Torino Jazz Orchestra (nientepòpòdimenoche...):
e -dulcis in fundo- Pino Insegno Voce Narrante (bucio de culo!! Pensa che sfiga se ci fosse capitato Giancarlo Giannini)
Io giuro che non riuscivo quasi più a respirare, ero già in apnea quando Viola ha continuato con la stessa enfasi a sciorinare praticamente tutto il programma del Festival giorno per giorno con l'entusiasmo ed il trasporto di uno che parla di una evento di portata storica.
Purtroppo ero in borghese e non ho registrato nulla, per cui devo affidarmi ai pochi ricordi dell'accaduto a causa delle svariate embolie da apnea che ho avuto per non scoppiare a ridere in faccia a 'sto minus habens.


Altre mirabilia dell'edizione 2019: per tre o quattro giorni consecutivi si terrà una roba che non ho capito esattamente che cosa sia condotta da Albert Hera (che é un conoscente di Viola), di cui ne parla come se gli avesse ripetutamente salvato la vita in guerra.
Metà musicista, metà filosofo, metà Maestro di Vita, metà Taumaturgo (una personalità troppo grande per avere solo due metà) il nostro Albert credo faccia una specie di seminario sulla voce in cui -come é stato più volte detto dallo stesso Viola- lui riesce a far esprimere con la voce anche persone con varie malattie tra cui autistici gravi che normalmente non parlano nemmeno.

Purtroppo il Divino Hera é presente in sala e temo si lascerà convincere a fare mostra di sé dopo il bis dei Nightdreamers.


Il 9 novembre si terrà l'imperdibile concerto di 4 studenti del Campus Jazz di Basilea e a seguire Emanuele Cisi in persona con il suo quartetto che -fattori climatici permettendo- partirà da Torino per andare a presentare il suo CD fino a Moncalieri.
Almeno stavolta non lo fanno suonare su una panchina in piazza Baden Baden (come avrebbero fatto al TJF), ma al Castello Reale.

Evento quantomeno Mondiale!!!

Mercoledì 13 un imperdibile concerto doppio al Jazz Club Torino per cui sono previste misure di sicurezza imponenti data la presenza di trio Chiappetta/Miele/Mascherpa e a seguire addirittura Venanzio Venditti da Roma.
Il Mecojoni é d'obbligo...


Giovedì 14 ci sarà l'evento clou del Festival in diretta interplanetaria, la serata Jazz/Rock Progressive (e qui ho davvero rischiato di alzargli le mani addosso).
Alle Limone Fonderie Teatrali (quasi a Nichelino) ci saranno prima i relitti umani degli Arti & Mestieri e poi gli avanzi degli Area.
Alla fine 
i due gruppi suoneranno insieme sullo stesso palco e pare che la cosa che abbia creato maggiormente preoccupazioni a Viola sia stato il canone di noleggio delle due batterie, visto che lo ha citato come grande ostacolo logistico superato tra mille peripezie.

Venerdì 15 assieme al cinquecentenario di Leonardo si festeggiano i 50 anni della Pro Loco di Moncalieri "che non é mica la solita Pro-Loco che organizza solo sagre..." infatti organizza 'sta merdata e la Festa del Beato Bernardo.
Nella splendida cornice delle Fonderie Limone verrà consegnato il premio alla carriera (ammesso che ne abbia mai avuta una) al grande jazzista Vittorio Nocenzi del Banco del Mutuo Soccorso "che -forse, magari- ci farà anche sentire qualcosa".
Qualunque commento sarebbe vano.
Segue un bel concertino dei QuintoRigo che al jazz ci stanno come Monteverdi al Death Metal.


Poi, prima di parlare dell'ultima esclusiva mondiale del Festval, si ricorda di citare nel parterre di stelle internazionali del jazz presenti a Moncalieri Gegé Telesforo e quindi passa alla bomba finale: James Senese con i Napoli Centrale.
Come dice Viola (che ricordiamo non essere l'ultimo fesso, semmai il primo), "Senese é conosciuto per aver suonato con Pino Daniele, ma in realtà é Pino Daniele ad essere stato conosciuto per avere suonato con lui nei Napoli Centrale." Vabbé, se lo dice lui...
Dopo questa enorme puttanata (peraltro mi pare che Daniele abbia suonato il basso per poco più di due anni in quella formazione) lascia il posto al brutto bis dei Nightdreamers.


Ma poi torna alla carica portando sul palco tra il visibilio del pubblico di parenti in sala (almeno lo spero) il poliedrico Albert Hera.
Qui quest'ominide inutile si esibisce da solo in una serie di versi, muggiti e latrati orrendi e strazianti assortiti con accompagnamento di body percussion (peraltro pure elementare nella ritmica).
Garino e Sartoris si sono dati appena lui é salito sul palco, Stizzoli e Scopesi per motivi logistici non hanno fatto in tempo a mettersi in salvo ed ogni tanto vedevo gli sguardi del nostro Hero verso loro due come per indurli ad andargli dietro con il basso o la batteria ed i loro che sembravano stessero cercando di ricordarsi un impegno importante che in quel momento gli stava sfuggendo di mente.

Nel complesso una esibizione che definire orribile é pura piaggeria, io mi sono sinceramente rotto i coglioni di imbonitori e cialtroni vari che prima arringano le folle con discorsi motivazionali e di lotta contro l'appiattimento e l'abbruttimento culturale e poi si producono in simili esibizioni di pura cialtroneria.


Certo che se i Festival continuano a finire in mano a gente che produce dei cartelloni di merda musicale di questa foggia, io mi auguro che presto si estinguano tutti i festival jazz del Piemonte. Torino ci sta già lavorando da anni...


Di grande pregio anche la brochure del Festival, fulgido caso di eclissi totale di cervello o di splendido esempio di mimesi: provate a capire che questo é un festival jazz e non una mostra....

Questi qua sono riusciti a nascondere il logo meglio ancora dei loro colleghi del Torino Jazz Festiva 2019.

E non era assolutamente facile, onore al merito!!!

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