domenica 24 novembre 2019

Valentina Nicolotti & The Blues Hunters

VALENTINA NICOLOTTI & The Blues Hunters
venerdì 22 novembre ore 21:30

L’abbiamo vista su questo palco con Accordi Disaccordi, Duo Sole e tante Lindy Hop Night [mejcojoni!!]

Questa volta vestirà i panni della cantante soul [se proprio non se ne può fare a meno...]
Lei è…
VALENTINA NICOLOTTI
on stage w/ THE BLUES HUNTERS

Alessandro Chiappetta – Chitarra
Gianmaria Ferrario – Contrabbasso
Ciccio Brancato – Batteria

La voce sgargiante dell’affermata cantante torinese incontra il groove travolgente [ex-post direi Mururoa Style] dei “Blues Hunters” per un concerto vibrante di soul, blues e ritmo eccitante. Arrangiamenti originali dei brani degli autori contemporanei più famosi (S. Wonder, E. Spalding, A. Franklin).

Musica all’argento vivo!


Così recita la locandina ufficiale dell'evento, peraltro con toni particolarmente pacati. Quando si usano tali espedienti di marketing, di solito la merce venduta é di qualità scadente...

 Stavolta io qui ci sono finito solo perché una persona ci teneva a cenare al JCT e poteva solo ieri sera, sennò la "sgargiante" ed "affermata" (!?!) cantante poteva pure restare a fare il bucato a casa sua.
Da dove cominciare??
Ma dalla "spumeggiante", dalla "sgargiante" Valentina Nicolotti, of course!
Lei si muove come una corista dell'Orchestra Tonya Todisco, saltellando e zampettando in giro per il palco e scusate se é poco.
Se le altre cantanti torinesi sembrano impagliate, lei si muove un pò troppo e con movimenti assurdi che manco Minnie Minoprio nei quadretti con Fred Bongusto si sarebbe sognata.

La caricatura della soubrette. Ma credo che abbia imparato il mestiere allo Zecchino d'Oro e da allora si sia cerebralmente cristallizzata su quel tipo di presenza scenica.

Purtroppo sul palco risulta più piacevole guardare Giacalone.
Ho detto tutto.

Potrei azzardare che una certa intonazione ce l'ha, anche se si sentiva veramente poco la sua voce. Lo scat (obbligatorio e di almeno due chorus) é il solito rigurgito rivoltante come vuole la consolidata prassi.
Discreta abilità di perdersi nelle strutture, rientro dai soli al cardiopalma
Pronuncia inglese non orrenda.
Per giunta, é abbastanza un cesso, quindi zero armi di distrazione.

Alessandro Chiappetta ha un bel tocco, molta tecnica e un discreto gusto delle frase.
Ma é un chitarrista affetto dal morbo del chitarrista: nel soundcheck ampli e chitarra col potenziometro a 2, on stage entrambi bloccati sul 10.
Ma in fondo perché sentire gli altri suonare quando si può sentire un chitarrista??
E che cazzo volete, sentire pure gli altri inutili strumenti che sono lì solo per fare il minimo numero sindacale di gente sul palco??

Se poi il megalomane a 6 corde ha una batteria di effetti da far impallidire i Pink Floyd e li vuole usare tutti (loop compreso) chi siamo noi per storcere il naso se su At Last l'enorme testa d'uovo sodo mi fa un assolo da far invidia ad Hendrix??

In definitiva, se gli strumenti elettrici sono la morte del jazz, i chitarristi sono quelli che piantano i chiodi nel coperchio della cassa.
Vuoi suonare la pianola Gem?? Ti compri una pianola Gem e non scassi il cazzo facendo suonare una semiacustica come una pianola. Considera che a me 25 anni fa faceva già cagare Pat Metheny...

Vuoi fare almeno 3 chorus di assolo, fai pure. Ma sappi che Stevie Ray è morto e quindi non si sentirà molto minacciato dal tuo display of power. Mentecatto.
Ciò detto, caro Chiappetta, avrei solo una richiesta: se questo é il tuo concetto di accompagnamento di una cantante e di musica jazz datti al paracadutismo, meglio se senza paracadute.

Gianmaria Ferrario pare che abbia suonato (io almeno gli vedevo muovere le dita). Si narra che talvolta addirittura si siano sentite delle note del basso sfuggire al muro sonoro della chitarra ed arrivare fino in sala. Il mio tavolo peraltro era attaccato al palco a meno di 2 metri dalla cantante, mi chiedo se almeno dietro la situazione acustica fosse meno drammatica.

Ciccio Brancato: chissà se la fissità dello sguardo tipica dell'ottuso l'ha mutuata da quello che certamente é il suo principale lavoro, cioé abbattere al mattatoio i ruminanti con un colpo di bacchetta in testa... Anche perché per fare le cancellate in ferro battuto ci va più delicatezza di quella che mette lui a suonare la batteria.
Sarà mica il batterista di Ligabue?? Solo bacchette, niente spazzole, niente rim. Solo pelli in centro e piatti lasciati risuonare a pieno volume.
Bravo. Così si fa. Petrini sarebbe fiero, io un pochino meno.
Perché il combinato disposto chitarra a palla e batteria pestata a sangue mi han fatto andare a male tutta la cena e nemmeno tutto lo scotch del JCT sarebbe bastato ad anestetizzare il dolore.
E non é che non c'abbia provato...

Repertorio bruttino, sciatto e scontato. Un accozzaglia di brani buttati lì in fretta ed alla rinfusa per fare serata.
Numero di prove effettuate prima della data: 1 e si sentiva.

Questo é l'esempio della serata musicale di merda che mi fa solo incazzare: gente che suona senza cognizione di causa, senza prove, senza qualità, senza rispetto per il pubblico e per la musica.
Almeno Vigliaturo é un incapace paraculato che parte da trash, ma rapidamente svolta nel tragicomico, loro no.
Schifo.
Merda.
Schifo della merda.

Allego i soliti samples ampiamente filtrati per normalizzare i livelli e rendere intelligibile 'sto concerto dei Motorhead.

Esempio di pregevole scat:

At Last (versione Vodoo Chile)
Su questo abominio bisogna spendere alcune parole di commento.
Da 0:0 a 2:46 canta la Nicolotti accompagnata dal gruppo.

Oddio... canta... diciamo che ha delle doglie cantate.
da 2:46 a 3:34 la prima tranche dell'assolo di Chiappetta, che però probabilmente a causa dell'assorbimento dei suoi 100 Watt  e di quella centrale nucleare che spaccia per pedaliera multieffetto, manda -più unico che raro- in spegnimento l'impianto elettrico del Jazz Club.
In quel minuto che Edison gli ha dato per riflettere sui loro crimini non c'é stata alcuna epifania.
Quindi a 4:50 parte il delirio hendrixiano cui segue finale con altre doglie.

Summertime

Feelin' Good



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