venerdì 31 luglio 2020

Broadway D'Herin Rose

In questi giorni di vacanza ed aria condizionata mi sono preso la soddisfazione di indagare sulla scuderia di artisti che fanno capo a Renato D'Herin, di cui conosco piuttosto bene uno degli artisti da lui rappresentati: Matteo Brancaleoni.
Leggendo sul sito della D'Herin Luxury Events (mecojoni) i nomi e visualizzando i filmati dei suoi protegés non poteva non venirmi in mente uno dei capolavori di Woody Allen: Broadway Danny Rose in cui il protagonista rappresentava artisti improbabili e che aveva come artista di punta Lou Canova, cantante confidenziale italo americano che piaceva molto alle donne (specialmente attempate).

Orbene, dopo aver visionato tutto il reperibile, per quanto strano possa sembrare Brancaleoni é davvero la punta di diamante della scuderia di talenti di D'Herin e ricorda tanto il buon Lou Canova per l'attitudine gigionesca e piaciona sul palco e per il target medio del suo fan club.
Resta comunque un discreto cantante con una buona padronanza del canto, anche se certamente aiutato dai rivoluzionari arrangiamenti  del maestro La Piana e dal supporto dell'Italian Swing Band radunata attorno al cardine ritmico di Petrini.

Punta di diamante se paragonato al numero due della scuderia, il fratello del D'Herin stesso, Alex. Una specie di cantante tamarro che gravita tra i neomelodici e Tiziano Ferro. Pregevolissimo da studiare é il suo video Uomo senza storia in cui la sua esibizione canora viene impreziosita dal balletto di tre ragazzine che fanno una specie di saggio di danza del primo anno di corso. Meraviglioso. Altrettanto interessante é E mi faccio un caffè con video stile Gorillaz. Ad ogni modo testi sciapi e musiche scontate che più non si può.
Pregasi astenersi dal visualizzare i filmati, altrimenti sale il contatore e lui poi si monta la testa, mentre quello che dovrebbe montare sono i mobili dell'Ikea.

Dopo loro due si apre a precipizio un baratro impensabile di talenti da fare impallidire Danny Rose, mancano solo un giocoliere monco ed un ballerino di tip tap con la gamba di legno...
Yuri Betancourt: cantante contrabbassista che dicon essere cubana e che di per certo suona il contrabbasso come io suono il sassofono. Canta decentemente una roba che dichiarano essere latin jazz, ma che é tutto fuorché quello (v. Showreel). 
Copio dal sito:
“Besame Mucho”, “Sabor A Mi”, “Historia De Un Amor”, “Quizas Quizas”, “Como Fué”, Lagrimas Negras” …sono solo alcuni esempi dei brani che   caratterizzano il suo repertorio rendendolo esclusivo e di classe.

Ammetto che é la prima volta che sento che un repertorio di pezzi mainstream possa essere "esclusivo" e mi basisco.

Altro cavallo di razza é certamente Anna Nash Violin che suona quell'abominio che é il violino elettrico ed ha un repertorio che, per quanto é dato a vedere, spazia da Rondò Veneziano fino al country romagnolo. Mah...

Poi ci sono pure le cover band, quella dei Pink Floyd (Eclysse – Italian Pink Floyd Show), dei Beatles (Let’s Beat – Acoustic Beatles) e quella più incredibile di tutte: Pink De Luxe, cover band di Pink.
Sarei curioso di sapere la quota di mercato delle cover band di Pink in tutto il modo, perché a me pare improbabile che ne esistano più di 4 e che vengano chiamate per delle serate considerando che di Pink si sono perse le tracce da lustri.


Chiudono il campionario di artisti un paio di maghi/illusionisti, un quartetto di ballerine brasiliane tipo Oba Oba ed una performer di Burlesque.

Per la verità i rappresentati sono anche di più, ma per pietà non ho voluto indagare su Drops of Chocolate Fashion Music, Francesco Pucciarelli, Antonio Martignon-Guitar Dream, una band che fa solo colonne sonore di film ed un altro paio.
Direi che basta ed avanza già così.

lunedì 27 luglio 2020

La gatta frettolosa ha fatto i TJF marci


http://www.torinojazzfestival.it/wp-content/uploads/Opuscolo-TJF2020.pdf

Siamo alle solite.
Il ridicolo é ormai un puntino alle nostre spalle.
Ormai il TJF salta fuori all'improvviso come la merda dai tubi.
L'anno scorso il programma é stato pubblicato 3 settimane prima della puteolente kermesse, quest'anno invece quando ormai era certo il trasloco ad ottobre (con speranza di cancellazione definitiva) ti salta fuori come un brigante lucano il cartellone di luglio frutto degli incubi da afa notturna di Sborotti e Sticazzi.

Ho letto il cartellone e posso stare sereno, Rava c'é.
Come tutti gli ultimi 6 anni.
Piccolo appunto a beneficio di Crick e Crock: Rava ha rotto il cazzo e non prende una nota dal 2000.
Comunque per le pari opportunità c'é pure Fresu, così non possiamo dire che Li Calzi non si tenga buoni i colleghi.

Per il resto il solito scarico delle acque nere di pseudo jazz per i fighetti che non si osano dire che il free e le contaminazioni (radioattive) li fanno cagare e che preferirebbero un concerto di Gigi D'Alessio.

Non può mancare nel centenario della nascita il tributo al quello scassaminchia di Parker eseguito da un parkeriano DOC (stavolta almeno non è il solito Pala a Km 0) che suona con un gruppo di persone che non si sono mai viste in vita loro anziché con il suo solito quartetto di musicisti americani esuli in Europa.

Per il resto é il trionfo del Km0 e delle marchette reciproche tra tenutari di festivals che si fanno suonare a vicenda.

E chiudetelo 'sto cazzo buco nero della merda.
Tralaltro questi minus habens si aspettano che qualcuno paghi dei soldi veri per sentire 'sto bilico di letame accrocchiato alla cazzo di cane in fretta e furia.
Mavafangule

mercoledì 8 luglio 2020

Brancaleoni a Portoferraio (non in carcere, quello purtroppo lo han chiuso)



Lunedì 6 luglio 2020 dalle ore 22:00
Portoferraio - La Linguella
Maggyart presenta: Magnetic Opera Festival - Special Edition
Matteo Brancaleoni & Italian Swing Band




Nonostante l'evento sia stato pensato per il turista tedesco che bivacca in toscana (le presentatrici hanno fatto l'annuncio in italiano e tedesco) parte con più di cinque minuti di ritardo, forse per allinearsi allo stato mentale del gruppo...

Matteo Brancaleoni: Voce
Nino La Piana: Pianoforte e "arrangiamenti"
Gian Paolo Petrini: Batteria
Roberto Chiriaco: Basso elettrico
Fabrizio Veglia: Chitarra elettrica
Enrico Negro: Tromba
Simone Garino: Sax tenore
Enrico Allavena: Trombone


Video della serata sulla pagina Facebook della Maggyart
[EDIT: Pare che il video sia stato rimosso dalla pagine dell'Associazione assieme agli altri due della Special edition 2020]

Ecco i commenti a caldo sui momenti salienti dell'esibizione:

Si comincia con lo scontato omaggio eseguito da Enrico Negro alla tromba ad Ennio Mozzicone che ha stirato le zampette in giornata.
Ovviamente ne parlano come fosse morto un J.S. Bach e non un Burt Bacharach.


Porco Dio,  cominciamo con 'O sole mio, puttana troia che orrore. Per di più un pò in inglese e un pò in finto napoletano finto.

Bene il solo di tromba perché non si sente un cazzo. Ottimo tenore, con un pò di growl sul sax fa subito tanto Ray Gelato e piace al pubblico di ottuagenari in sala ed a me. Finale terzinato, terzinato!!!

Ah, c'è un bassista che suona?


Buonasera signorina versione Ray Gelato. Molto bene.
Ah, ma allora si può suonare il sassofono senza 'sti cazzo di Coltrane changes, merdate bebop e Free Parker della minchia!!!
Petrini ogni tanto va a funghi.

Strangers in the night (orrendamente scontata, ma obbligatoria) con la solita trovata del Maestro La Piana degli stop.
Peccato che lui per primo ci caschi e vada un quarto in anticipo.
Negro pare un po' una sincera pereta.

Sotto il cielo di Roma.
Ma perché deve cantare delle canzoni in lingue a lui del tutto sconosciute? Petrini col charlie é devastante, io mi aspetto che da un momento all'altro saltino fuori le ragazze del Drive In (almeno un pò di figa) ed il Tenerone con annessa edicola.
Pezzo completamente inutile.

Alé, sul ritmo inciucioso petriniano di Bossa Nova eseguono The way You look tonight.
Fatto a bossanova, ma poi perché. Credo per la gioia di Petrini di fare piacionismo e fastidio. Spero almeno in un Garino versione Stan Getz. Nell'attacco stonatura di Branca. Annamo bene.
Bel fraseggio di Garino, estremamente Getz/Gilberto. Solo maestoso di sax tenore, col coglione dietro che raddoppia.

Finalmente Brancaleoni saluta ed intrattiene il pubblico e.. siiiii!! "la splendida cornice!!!" Sono anni che non la sentivo usare, roba da Pizzul e Nunzio Filogamo!
The Summer Wind ognuno per i cazzi suoi.
Minchia che accozzaglia di suoni,

For once in my Life  a 200 all'ora, secondo me c'é dietro Petrini la cui religione non gli permette di scendere sotto i 200bpm.
Branca pare un po' in debito di ossigeno.

Oddio!! Fanno pure Somethin' stupid.
La chitarra é vera! Io pensavo fosse un figurante della Pro Loco che giocava a Guitar Hero.
Esecuzione deprimente.

Per avvicinarsi al mondo operistico che é generalmente il tema del Festival, ha la felice trovata di cantare (lui di Bene Vagienna) Torna a Surriento.
Versione swing  arrangiata dal Canaro.
In compenso il maestro Negro si perita di non stare a guardare la griglia; secondo me pare più affine alle grigliate.
Disgusto.

Moon River. Petrini abbandona i manganelli ed usa le spazzole (io manco pensavo ne avesse mai avute un paio).
Va meglio, si sente meno quello che fa.
Negro anziché darsi al solipsismo esegue il tema, come da originale.
In generale gradevole.

Metti una sera a cena, altro omaggio a Mozzicone.
Stonature a grappoli e debito di ossigeno.
Forse leggermente più lenta sarebbe meno letale.
Risultato globale alquanto agghiacciante.

Love in Portofino (e non I've found my love in Portofino come dice sempre il buon Brancaleoni).
Versione rumba per la gioia di Petrini e di Carmen Miranda. E per l'orrore mio e di Fred Buscaglione.
Ripresa del tema un po' sfrizionata.
Consiglio tagliando a gruppo del cambio.

Fly me to the moon.
Fatta nella mitologica ed antonomasica versione arrangiata da Quncy Jones per la big band di Count Basie e per la voce di Sinatra non ci sono molti margini di errore.
Basta fare quel che é scritto e pochi cazzi.
Oddio, se ci fossero Basie al piano, Joe Jones alla batteria e Sinatra alla voce sarebbe meglio di La Piana, Petrini e Brancaleoni.
Ma saremmo nel 1967 al Sands di Las Vegas (che peraltro non esiste nemmeno più).
E' ora di cominciare a farsene una ragione e farci andare bene 'sti quattro zozzi.

Un'altra bossanova infrocita: Che cosa hai messo nel caffè di Del Turco.
Siamo sicuri che la canzone inizi con "detto vieni su da me"??
Mi sa che ha attaccato un po' in ritardo...
Intonazione un po' incerta, pezzo abbastanza ignobile.
Preziosi i controcanto di Garino, che poi decide di rovinare  boppando. Bella cadenza finale.

Pezzo strumentale: My favourite things.
Oh cazzo! Ora Garino ci ammazza di changes...
Sostituisce pure le gomme alla macchina del sindaco di Portoferraio.
Invece non esagera. Ma il pezzo nel complesso é eseguito in modo ignobile per dei professionisti quotati a livello nazionale.

Rientra Branca ed eseguono Il Mondo.
Due palle, intonazione ondivaga e bombola d'ossigeno.
Poi diventa una roba soft dance da balera di merda.
Orrore e raccapriccio.
Secondo me piace tantissimo in sala.

That's ammore. Dean Martin la faceva meglio da ubriaco (anzi, forse sarebbe il caso di dire "da sobrio"). 
Anzi, la farebbe meglio anche ora che é morto.
Bel solo ignorante col growl di Garino.

Gino Paoli: Che cosa c'é.
In versione criminalmente rocksteady con tratti di dance hit mania '80.
Solo di Allavena che si sente a malapena, ma quello che si sente non é male.
Poi un buon Garino che stasera ha scelto evidentemente di arrivare ad un pubblico di ottuagenari reazionari ed ignoranti.
Cioè a me.
Grazie mr. Garino.

Brancaleoni riannuncia la notizia della morte di Morricone... ma che era, suo zio??
Ho capito che è morto, l'hai già detto prima...
Il problema è che adesso ci toccherà Se telefonando, perché é l'ultima cosa affrontatabile da loro e che manca è quella...
Yesss, Se telefonando.
Speriamo in bene.
Minchia, ma che é la sigla del Muppet Show?
Ma no, mamma, no. Dai però -cazzo dai- no!
Per carità a me Morricone non entusiasma, però così no, porca puttana!
Andare a tempo sarebbe gradito; eseguirla coi petofoni sarebbe più dignitoso.

That's Life.
Fatta in versione "classica" Frank Sinatra.
Anche questa come Fly me é sufficientemente rodata e Branca l'ha interiorizzata da lungo tempo quindi é più facile venga bene.
Anche se "bene" é largamente elogiativo, quasi agiografico.

The Lady is a tramp.
Un po' troppo veloce, peccato. Un'altra occasione per fare una figura onorevole buttata alle ortiche.
Bel pick-up di Garino, solo  incolore di Negro e discreto Allavena.
Mr Magoo al pianoforte é meraviglioso, un gigante!
Minchia, pare Stephen Schlaks. Bestiale!
Petrini inutile.
Ripresa bruttina, ma almeno sono scesi di bpm e il pezzo ne guadagna.

Yeppa!! Canta My Way che di solito chiude i concerti dei sinatroidi.
Questa é fatta abbastanza da manuale, 
Forse se va un po' più tranquillo, ha più tempo per respirare e non va alle cozze....
Una volta era più preciso nell'intonazione e meno a corto di fiato, o porta il busto stretto o il lockdown gli ha fatto malissimo al fiato.

No, non é finita.
Renato Carosone!! Oh che bella trovata, ci voleva proprio lì momento Orchestra Italiana.
Tu vuò fa l'americano.
Ahahahahahahahahahahahah
Al di là della pruncia agghiacciante, s'é pisciato le parole della seconda parte del ritornello.!!! Incredibile Amici!!!
Almeno ha fatto finta di niente ed ha tirato dritto.
Io ho rischiato di dovermi far cambiare il pannolone.

Finalmente presenta il gruppo e poi se ne va?
NO.
L'italiano. Porca puttana. Toto Cutugno!!!!!!!!!!
Arrangiamento swing scontato.
Pezzo inutile e brutto.
In versione swing fa leggermente meno cagare.
Ma non é che se incarti la merda nella carta dei cioccolatini questa puzza meno.
Break stile Luis Prima che lascia qualche speranza, ma poi ritorna Cutugno.

Poi per proseguire nel rosario dei luoghi comuni da emigrante italiano analfabeta musicale decide di eseguire Volare con arrangiamento di Pacciani e attacco incerto.
Abbastanza una merda.

Mambo italiano con attacco epilettico e solita velocità smodata ed inutile.
Solo accettabile di Negro che sul secondo chorus va un po' a funghi.

How do you keep the music playing.
Ma ha deciso di fare l'alba o lo pagano un tot a canzone??
Versione di riferimento parrebbe quella di Sinatra con Quincy Jones.
Un po' fuori fuoco, un pò instabile, ma la porta abbastanza a casa senza troppi danni.

Dopo il solito siparietto introduttivo:
New York, New York.
Versione Sinatra, ma -stranamente- un po' up tempo.
Secondo me Petrini sotto un certo bpm non può scendere per contratto o perché non ce la fa? Non capisco.
Comunque senza troppi scossoni la superano, seppur con qualche stortura dovuta più che altro ai livelli sballati dei microfoni che danno un effetto estremamente storto a tutta la baracca.

Home di Bublé, grande amico suo. Boh,,,
Dove sia lo swing in questo pezzo, me lo dovrebbe spiegare il buon Branca.
Questa é una ballad pop.
Attacchi multipli in ordine sparso ed intormazioni multiple fortemente imprecise.
Sempre meglio.
Assolo di mezzo chorus del figurante alla chitarra, hendrixiano nelle intenzioni  (con cui si sa che é lastricato...).
Fatica, moolta fatica.

Rientrano i fiati e fanno Save the last dance for me.
Solita versione frocia latin, ma con piano, fiati e batteria al pascolo per i cazzi proprii per un po'.
Intonazione approssimativa e di nuovo metrica affannosa.
Menomale che é il secondo bis...

L'angolo del tributo a Michael Bublé continua Sway.
Ma vafanculo. Che due coglioni.
Invece no.
Suonata tutta un po' a cazzo. Delirio lisergico, sembra che loro (o forse io) si siano bevuti un pintone di LSD scaduto nel 1971.
Effetto: Totale scollamento dalla realtà.

E' Finita!!
Un'ora e quaranta di musica piuttosto approssimativa e a tratti largamente sotto media.
Una volta Brancaleoni cantava meglio, sulla band non posso dire molto, si fa il minestrone con la verdura che si trova sotto mano...

Fattore positivo della serata: Brancaleoni almeno parla un inglese accettabile e si evita le figure di merda turboioniche di Petrini (Chillin Istvurd) e prende i congiuntivi.
Qualche volta canta anche.

Fattore negativo: audio regolato completamente a cazzo nella diretta video. Zero volume a tromba, trombone, chitarra e basso. Così é difficile capire se funzionano gli arrangiamenti...

Momenti salienti da ricordare nei secoli:
-Stop di La Piana cannato sul suo arrangiamento di Strangers
-Stecca di Brancaleoni su Metti una sera
-Ritornello bucato da Branca su Tu vuò fa l'americano
-Orripilante versione di My Favourite
-Se telefonando orripilante sotto tutti gli aspetti
-Sway totalmente in acido.



sabato 4 luglio 2020

Petrini Big Band Unchained



Mercoledì primo e giovedì due luglio 2020
Teatro No'hma Milano
Gran Finale di Stagione con la Giampaolo Petrini Big Band.

Lo spettacolo per ragioni sanitarie (e forse anche umanitarie per permettere agli appassionati di musica di fuggire rapidamente) si é tenuto all'aperto nel vicino spazio della piscina comunale ed é stato anche trasmesso in streaming all over the world tipo benedizione di Pasqua.

Video prima serata dalla galleria YouTube del Teatro.

Legenda: le parti in corsivo sono le testuali parole di Petrini ed i titoli sono la traslitterazione della pronuncia inglese del medesimo.


Primo brano: soliti rifiuti tossici di Buddy Rich con contorno di Saxofono for me, Corvaglia per due chorus sembra andare bene, poi inizia a sbulaccare. Nello special mi sembrano un po' slegati, Petrini passa tutto il tempo a suonare tutto quello che si trova attorno: rullate e spiattate continue e a cazzo.


Secondo pezzo di cui trascrivo testualmente la pronuncia: Mònlin Serenede.
Suonata velocissima ed in moto ignobile.


Terzo pezzo: The Cut di Neal Hefti nel solito arrangiamento merdoso di Bob Mintzer e che con i fill di Petrini che vanno lunghi di 1/4 non migliora di certo. Solo di Garino ed ecco dimostrato come Parker avrebbe suonato il tenore (si, lo so che lo ha suonato specialmente in gioventù). Assolo comunque buono. Segue il Supremo in surplace mentre il ride con un suono fastidiosissimo di Petrini mi sta perforando le orecchie peggio delle unghie sulla lavagna.

Dopo lo special inesistente ci delizia Begonia che riesce a fare più note del solito. O magari è solo in crisi di astinenza, ma comunque fare note che hanno un senso gioverebbe.
Un pezzo bello diventa una fatica assurda da ascoltare.

Bravi, ben fatto.
La cosa più piacevole è l'antifurto che suona in sottofondo.

Petrini saluta il pubblico presente: "Vorrei presentarvi questa Big Band che stiamo insieme da 20 anni" e poi continua dicendo che "nel Jazz si può battere le mani anche durante gli assolo, non è un classico" (immagino intendesse dire che non è un brano di musica classica).

Poi presenta i musicisti:
Garino (ts), Corvaglia (ts), Bonadé (as), Tardito (as), Costantini (bs)
Antolovich (tb), Begonia(tb), Brignolo (tb)
Lapio (tp), Vigna (tp), Cocon (tp), Vaglio (tp)
Liberti (db) e Gorler (kb) facendo notare che "Liberti suona anche il basso elettrico e non solo il contrabbasso", come se suonare il basso elettrico fosse un plusvalore per un contrabbassista e non un richiesto, ma funesto obbligo.

Terzo pezzo Strike Up The Band con arrangiamento di Sam Nestico che era un sassofonista della Big Band di buddy Rich.
Sammy Nestico sassofonista??
Sassofonista nella Big Band di buddy Rich??¿??
Non sarà mica Sal Nestico?
Portatelo via, please. Manco sa di cosa parla

I sassofoni e gli ottoni e le ance sembrano un po' fuori allineamento, particolarmente trascurabile il solo di Bonadè che in realtà parte bene, ma dopo una dozzina di barre va all'aceto.


"Ora facciamo l'angolo delle colonne sonore", il quarto brano é di Telenius Monk: Raund Midnit che è stato anche un film con la regia di Chillin Istvurd... 
Minchia, pare Nino Frassica, non so se ridere o piangere.
Dopo faranno un tributo a Nino Rota richiesto espressamente dalla direzione del teatro.

Almeno su 'round Midnight riescono a non andare al doppio dei BPM come sempre, ma comunque  Petrini suona troppo e troppo avanti, tanto che il pezzo non sembra una ballad.
Poi se lui continua a spiattare così pare la banda di un paese sperduto in val d'ayas con i piatti fatti dalle pentole Aeternum; Begonia fa praticamente il volo del calabrone come cadenza e io vorrei sparargli un favo nella campana.

Quinto pezzo tributo a Nino Rota; sì comincia con il tema de Il Padrino eseguito solo da Cocon, puoi parte tutta una cagnara che indica che dovrebbe essere iniziato l'arraggiamento per Big Band.

Uno schifo che oscilla tra l'orchestrina di liscio (con buona pace di Mirti) e ala banda da circo scrauso di periferia. Notevole l'arrangiamento di 8 e mezzo a rumba, il finale del medley é un accelerato tipo matrimonio in campo rom. Ma dove cazzo l'ha trovato questo arrangiamento che dice essere pure stato difficile da trovare? Nello scantinato del reparto criminale del manicomio di Collegno??
Alla fine del brano dopo aver incitato il pubblico a battere le mani sulle marcette del cazzo di Rota ha esclamato "abbiamo fatto a come a Vienna come Radeschi"... detta a Milano poi questa frase é bellissima.

Sesto pezzo: Opus One di Tommy Dorsey eseguita decentemente, non troppo veloce, anche se comunque un po' più veloce dell'originale e quindi con perdita di un pò di swing.
Mi piacerebbe vedere la gente che prova a ballare su 'sta roba...  Il solo di Vigna è buono, ma non mi convince del tutto nel timbro che sembra un po' strozzato, segue assolo del Supremo.

Come Settimo pezzo Petrini annuncia un classico delle Big Ben: Sing Sing Sing, ma è una fake news perché si è pisciato la scaletta e perdipiù s'é pisciato l'unico brano nella scaletta scritto da lui: Bisi (Busy).
Busy è una roba latin - jazz - funk con (stranamente) tanta, tanta, ma tanta batteria.
Chiaramente essendo il suo acquario lui ci nuota bene.
Solo di Cocon in stile cubano a cui si allinea anche il Supremo in stile Habana, Brignolo discreto senza sbrodolare. Tardito buono, poi sciolgono Costantini nella versione Tito Puente (o forse é terapia occupazionale) che parte per la tangente e fa un solo di conga. Liberti buono (stiamo parlando del Comunque Ottimo..), inutile solo di batteria e poi altrettanto inutili gli scambi.
E poi dicono che i soli di contrabbasso sono noiosi, ma almeno noiosi non vuol dire molesti. W i soli di contrabbasso!
Giudizio su Busy: molto rumore per nulla.

Finalmente arriva il brano numero 8: Sing Sing Sing di Luis Prima portato al successo dal grande batterista Gene Krupa (già già) poi però dalle retrovie qualcuno deve suggerire la cosa giusta perché si corregge in "Gene Krupa batterista della Big Band di Benny Goodman".
Petrini ne approfitta per salutare il maestro Franco Cerri con cui ha cominciato la sua carriera e che non ha potuto invitare poiché gli han detto che sta poco bene.
E menomale, perché a sentire 'sta merda sarebbe morto secco.

Finalmente suonano l'originale non quell'altra merda che fan sempre, ma poi parte il brano a velocità doppia e io rimpiango la versione che suona di solito (Sing Sang Sung), perché questa è un immensa schifezza scolpita da un monoblocco di merda pressata.
Che schifo, è orrenda, ma va a fare trap.. 
La parte jungle è tutta molto pasticciata e come se non bastasse Petrini si fa un altro assolo di batteria; anzi no è più un break lungo. Ma il solo di clarinetto?? No?
Alé, QUESTO é il solo di batteria inutile, brutto e molesto quanto la maggior parte dei soli di batteria. Un minuto e trenta secondi di pura molestia: pare John Bonham... poi riprendono il tema sempre velocissimo e confusissimo.


Pezzo numero 9: The cicchen dei miter report, siamo negli anni '80 delle big band. E subito dopo aggiunge: Un saluto e un applauso anche ai cameraman di streaming, siamo in tutto il mondo, però non suoniamo dal vivo non on-line. Vabbé, sciogliete i cani...
 Il pezzo è la solita roba squallida da saggio musicale di fine anno, ma loro la suonano comunque meglio rispetto al resto del repertorio della serata; assolo di Bonadé cui segue ripugnante ed insulso assolo di Lapio che prende in totale una frase e due riffs in un guazzabuglio di note completamente a caso. Discreto assolo di Brignolo, Costantini fa un solo non male per una serata del '69 al Village Vanguard.
Sul solo del Supremo Gorlier arriva la svolta salsa, tanto per non far scendere il livello dello schifo.

Il solo Di Liberti è semplicemente meraviglioso e passerà alla storia più che altro perché Petrini  non ha suonato.

Poi la Gianpaolo Petrini diventa Big Beng (la gangbang la fanno sul palco, alla musica).


Sembrava che ce la passassimo liscia e li lasciassero smobilitare ed andarsene a dormire meditando sui loro peccati mortali e invece purtroppo annunciano il decimo pezzo che é il bis: In the mood.
Tutto suonato a velocità smodata, 0 swing, tutto smarmellato e piatto.
Ance alla spicciolata, meglio il secondo tema anche se sulla B c'è un po' di affanno. Lo scambio tra tenore ed alto si perde nel marasma. Bene Vigna.
Fare rimpiangere Glen Miller é comunque un'impresa non facile.

Finalmente la Big Ben saluta e si sciacqua via.



Video seconda serata dalla galleria YouTube del Teatro.

Seconda serata, 2 luglio 2020.
Per circolarità poetica si apre come si era chiuso il concerto di ieri, con In the Mood, ma questa volta suonato a velocità ragionevole.
Resta comunque poco lo swing e le ance sono slegate tra di loro.

Il secondo pezzo é Taichetetrein (che Billy abbia pietà di noi) con solo da 41 bis di Lapio.

Terzo brano: Caravan. Un po' troppo veloce e più salsa che latin. Si sente quasi solo Costantini (che tra l'altro non mi pare tanto all'unisono); assolo assurdo di Tardito posseduto dallo spirito di Ornette.
Poi a peggiorare le cose ci pensa Begonia.
Poi di nuovo parte un antifurto come ieri sera.
Ah, no, é Cocon. Cmq il suo solo é il più ascoltabile di tutti anche se un po' tamarro.
Poi ritorna il tema e i casi sono tre: o io sono diventato pazzo, o qualcuno é fuori tempo o qualcuno é stonato perché non funziona un cazzo.

Cadono delle gocce e la dottoressa Pomodoro (la vecchia in carriola tenutaria del teatro) annuncia che in caso di pioggia è già stato allestito il palco nel teatro e che gli spettatori potranno finire di sentire il concerto al chiuso.
Oddio... Annuncia... annuncerebbe se sono si ricordasse di parlare dentro il microfono anziché agitarlo come se fosse un piumino swiffer.

Dopo aver tranquillizzato il pubblico Petrini stacca senza annunciarla prima col suo tipico Uan, tü, Uan, tü, tri Sophisticated Lady.

Ma che cazzo, s'é comprato l'omnibook di Duke Ellington? A questo punto spero che mi suonino The tattooed Bride.
Anzi, meglio di no.

Tempo giusto, primo tema esposto bene da Corvaglia anche se avrei preferito lo facesse Costantini e poi sulla ripetizione del tema parte un orchestrazione orribile.
Sul solo di Corvaglia il brano diventa un medium swing e Corvaglia, tanto per cambiare, suona bebop.
Poi si ravvede, ma Carney ha sofferto molto.
Avrei persino preferito un solo di Gonsalves.
Buona la cadenza finale, ma farla più corta sarebbe meglio.

Sofistichet Lady finisce e si passa al quinto pezzo di nuovo non annunciato: C Jam Blues.

Sempre peggio, il top dello schifo di Ellington, ma ormai é chiaro che ha comprato il Best of...
E non nella versione con gli arrangiamenti scritti dal Lincoln Center. Magari se scrivesse a Marsalis gli manderebbe i loro, visto che li mandano a tutte le scuole di musica che ne fanno richiesta.
Solo buono di Corvaglia, poi la Antolovich che fa un solo piuttosto piatto e monotono. La versione studiata dei soli della Semeraro.
Assolo molto interessante da parte del Comunque Ottimo molestato dal charlie di Petrini.

Rientro sul tema (se così si può parlare di tema di C Jam Blues) piuttosto slegato.
Segue solo ottimo del Sublime.
Il finale credo se lo siano inventati di sana pianta.


Proseguono con un brano sempre di Sam Nestico l'arrangiatore di Count Basie, non so perché usi il "sempre" anche perché sarebbe il primo della serata, comunque si vede che qualcuno gli ha detto due paroline ieri sera perché non lo confonde più con Sal Nestico.

Il pezzo é Badlófanc.
Essendo pezzo funk risulta molto meglio suonato dalla Petrini BB che più che spazzatura non può fare.
Solo criminale di Bonadè che si perita di evitare tutte le note buone. Meglio di lui potrebbe fare solo Lapio.
Confusione sull'ordine dei soli e la spunta -putroppo- Begonia. Ogni commento é superfluo.
E di seguito Lapio.
Minchia! La triade della morte!
A me cominciano a sanguinare le orecchie.
Garino fa un solo funk col tenore, ma purtroppo nonostante un po' si impegni gli viene comunque meglio che agli altri tre. Ma bastava davvero poco.
La palla passa al monumentale Gorlier e poi torna a rotolare nel cortile di quel centro diurno che é 'sta Big Band.
alla fine dell'esecuzione il pezzo ora si intitola  Bandofunk.
A gentile richiesta della direzione del Teatro il cui nome Petrini non riesce a pronunciare mai, si bissa il medley rotariano già evacuato ieri sera.
Io vado a vomitare.


Segue Bassicalli Blus della big bens di Buddy Rich degli anni 70/80. Qualunque cosa significhi.
E dietro, sullo sfondo, all'orizzonte comincia a manifestarsi l'ira degli dei sotto forma di lampi e tuoni.
Io mi aspetto che un fulmine incenerisca Begonia a metà del solo, visto che il metallo attira i fulmini.
Altra indecisione sull'ordine dei soli e parte il solo di Garino.
Finalmente sento un solo sensato nella sezione delle ance, ma dura poco giusto il tempo di far sedere Garino e far alzare Bonadé che però stranamente fa meno schifo del suo solito.
Brignolo é un po' il Giovannini di questa Big Band, fa il suo senza esporsi troppo.
Solo molto piacevole di Vigna.
Anche Costantini non fa male, finché non smatta facendo lo scat che, senza microfono, é utile e fruibile quanto un solo di Bonadè.
Gorlier supremo come si addice.
Poi parte una roba che pare più un camion che blocca le ruote in autostrada che il rientro sul tema della band.
Finale con modulazione sanremese.


Altro brano di Sam Nestico, arrangiatore della BB di Buddy Rich (ma arrangiava tutto lui??l: Igottatrai.
Almeno stasera non fanno tutto a tempo doppio, si attengono abbastanza agli originali.
A me comunque Costantini sembra sempre un po' indietro...
Corvaglia buon solo, scambia con Garino che fa bene pure lui.

Il pezzo nel suo insieme va via abbastanza piacevolmente.

Poi viene annunciato che faranno una specie di Sing Sing Sing che si chiama Sing Sang Sung che ha fatto un americano che si chiama Gudvin. Più chiaro di così...

Io so già che é una roba ripugnante che grida vendetta a Dio e agli uomini e quindi entro cinque minuti in coma per preservare le mie funzioni vitali.

Prima di attaccare l'abominio Petrini esclama tronfio: "Avete visto che abbiamo anche fatto smettere di piovere?"
Nessuno gli ha risposto: "evidentemente perché vi scansano anche le nuvole!". Strano.

Esco dal coma per sentire e godermi il solo di Tardito al clarinetto. Finalmente della musica? Se solo esagerasse meno sarebbe pure meglio.
Anche Cocon se la cava bene, anche se viene sovrastato nell'audio da clarinetto perché evidentemente il fonico si é dimenticato di riabbassare il segnale del microfono di Tardito, perché è la prima volta che una tromba -specialmente suonata da un acutista- viene sepolta da un clarinetto suonato sullo chalumeau.


Finiamo con Brdland suonata veloce come fanno sempre e senza nemmeno un soprano.
Ma con i microfoni regolati male fa abbastanza divertire sentire le seconde e le terze parti più forti delle prime.

Come bis ristuprano Sing Sing Sing  fatta di nuovo veloce e con tutti i volumi degli strumenti sballati é pura psichedelia, roba da far impallidire Syd Barrett.
Non so che arrangiamento sia, ma non sono sicuro che fosse quello di Louis Prima o di Benny Goodman.

Il solo di Petrini dimostra che per lui suonare la batteria è equivalente ad essere un bambino di 8 anni a cui è stata appena regalata per Natale.

Dissolvenza.
Nero.
Luci in sala.