sabato 4 luglio 2020

Petrini Big Band Unchained



Mercoledì primo e giovedì due luglio 2020
Teatro No'hma Milano
Gran Finale di Stagione con la Giampaolo Petrini Big Band.

Lo spettacolo per ragioni sanitarie (e forse anche umanitarie per permettere agli appassionati di musica di fuggire rapidamente) si é tenuto all'aperto nel vicino spazio della piscina comunale ed é stato anche trasmesso in streaming all over the world tipo benedizione di Pasqua.

Video prima serata dalla galleria YouTube del Teatro.

Legenda: le parti in corsivo sono le testuali parole di Petrini ed i titoli sono la traslitterazione della pronuncia inglese del medesimo.


Primo brano: soliti rifiuti tossici di Buddy Rich con contorno di Saxofono for me, Corvaglia per due chorus sembra andare bene, poi inizia a sbulaccare. Nello special mi sembrano un po' slegati, Petrini passa tutto il tempo a suonare tutto quello che si trova attorno: rullate e spiattate continue e a cazzo.


Secondo pezzo di cui trascrivo testualmente la pronuncia: Mònlin Serenede.
Suonata velocissima ed in moto ignobile.


Terzo pezzo: The Cut di Neal Hefti nel solito arrangiamento merdoso di Bob Mintzer e che con i fill di Petrini che vanno lunghi di 1/4 non migliora di certo. Solo di Garino ed ecco dimostrato come Parker avrebbe suonato il tenore (si, lo so che lo ha suonato specialmente in gioventù). Assolo comunque buono. Segue il Supremo in surplace mentre il ride con un suono fastidiosissimo di Petrini mi sta perforando le orecchie peggio delle unghie sulla lavagna.

Dopo lo special inesistente ci delizia Begonia che riesce a fare più note del solito. O magari è solo in crisi di astinenza, ma comunque fare note che hanno un senso gioverebbe.
Un pezzo bello diventa una fatica assurda da ascoltare.

Bravi, ben fatto.
La cosa più piacevole è l'antifurto che suona in sottofondo.

Petrini saluta il pubblico presente: "Vorrei presentarvi questa Big Band che stiamo insieme da 20 anni" e poi continua dicendo che "nel Jazz si può battere le mani anche durante gli assolo, non è un classico" (immagino intendesse dire che non è un brano di musica classica).

Poi presenta i musicisti:
Garino (ts), Corvaglia (ts), Bonadé (as), Tardito (as), Costantini (bs)
Antolovich (tb), Begonia(tb), Brignolo (tb)
Lapio (tp), Vigna (tp), Cocon (tp), Vaglio (tp)
Liberti (db) e Gorler (kb) facendo notare che "Liberti suona anche il basso elettrico e non solo il contrabbasso", come se suonare il basso elettrico fosse un plusvalore per un contrabbassista e non un richiesto, ma funesto obbligo.

Terzo pezzo Strike Up The Band con arrangiamento di Sam Nestico che era un sassofonista della Big Band di buddy Rich.
Sammy Nestico sassofonista??
Sassofonista nella Big Band di buddy Rich??¿??
Non sarà mica Sal Nestico?
Portatelo via, please. Manco sa di cosa parla

I sassofoni e gli ottoni e le ance sembrano un po' fuori allineamento, particolarmente trascurabile il solo di Bonadè che in realtà parte bene, ma dopo una dozzina di barre va all'aceto.


"Ora facciamo l'angolo delle colonne sonore", il quarto brano é di Telenius Monk: Raund Midnit che è stato anche un film con la regia di Chillin Istvurd... 
Minchia, pare Nino Frassica, non so se ridere o piangere.
Dopo faranno un tributo a Nino Rota richiesto espressamente dalla direzione del teatro.

Almeno su 'round Midnight riescono a non andare al doppio dei BPM come sempre, ma comunque  Petrini suona troppo e troppo avanti, tanto che il pezzo non sembra una ballad.
Poi se lui continua a spiattare così pare la banda di un paese sperduto in val d'ayas con i piatti fatti dalle pentole Aeternum; Begonia fa praticamente il volo del calabrone come cadenza e io vorrei sparargli un favo nella campana.

Quinto pezzo tributo a Nino Rota; sì comincia con il tema de Il Padrino eseguito solo da Cocon, puoi parte tutta una cagnara che indica che dovrebbe essere iniziato l'arraggiamento per Big Band.

Uno schifo che oscilla tra l'orchestrina di liscio (con buona pace di Mirti) e ala banda da circo scrauso di periferia. Notevole l'arrangiamento di 8 e mezzo a rumba, il finale del medley é un accelerato tipo matrimonio in campo rom. Ma dove cazzo l'ha trovato questo arrangiamento che dice essere pure stato difficile da trovare? Nello scantinato del reparto criminale del manicomio di Collegno??
Alla fine del brano dopo aver incitato il pubblico a battere le mani sulle marcette del cazzo di Rota ha esclamato "abbiamo fatto a come a Vienna come Radeschi"... detta a Milano poi questa frase é bellissima.

Sesto pezzo: Opus One di Tommy Dorsey eseguita decentemente, non troppo veloce, anche se comunque un po' più veloce dell'originale e quindi con perdita di un pò di swing.
Mi piacerebbe vedere la gente che prova a ballare su 'sta roba...  Il solo di Vigna è buono, ma non mi convince del tutto nel timbro che sembra un po' strozzato, segue assolo del Supremo.

Come Settimo pezzo Petrini annuncia un classico delle Big Ben: Sing Sing Sing, ma è una fake news perché si è pisciato la scaletta e perdipiù s'é pisciato l'unico brano nella scaletta scritto da lui: Bisi (Busy).
Busy è una roba latin - jazz - funk con (stranamente) tanta, tanta, ma tanta batteria.
Chiaramente essendo il suo acquario lui ci nuota bene.
Solo di Cocon in stile cubano a cui si allinea anche il Supremo in stile Habana, Brignolo discreto senza sbrodolare. Tardito buono, poi sciolgono Costantini nella versione Tito Puente (o forse é terapia occupazionale) che parte per la tangente e fa un solo di conga. Liberti buono (stiamo parlando del Comunque Ottimo..), inutile solo di batteria e poi altrettanto inutili gli scambi.
E poi dicono che i soli di contrabbasso sono noiosi, ma almeno noiosi non vuol dire molesti. W i soli di contrabbasso!
Giudizio su Busy: molto rumore per nulla.

Finalmente arriva il brano numero 8: Sing Sing Sing di Luis Prima portato al successo dal grande batterista Gene Krupa (già già) poi però dalle retrovie qualcuno deve suggerire la cosa giusta perché si corregge in "Gene Krupa batterista della Big Band di Benny Goodman".
Petrini ne approfitta per salutare il maestro Franco Cerri con cui ha cominciato la sua carriera e che non ha potuto invitare poiché gli han detto che sta poco bene.
E menomale, perché a sentire 'sta merda sarebbe morto secco.

Finalmente suonano l'originale non quell'altra merda che fan sempre, ma poi parte il brano a velocità doppia e io rimpiango la versione che suona di solito (Sing Sang Sung), perché questa è un immensa schifezza scolpita da un monoblocco di merda pressata.
Che schifo, è orrenda, ma va a fare trap.. 
La parte jungle è tutta molto pasticciata e come se non bastasse Petrini si fa un altro assolo di batteria; anzi no è più un break lungo. Ma il solo di clarinetto?? No?
Alé, QUESTO é il solo di batteria inutile, brutto e molesto quanto la maggior parte dei soli di batteria. Un minuto e trenta secondi di pura molestia: pare John Bonham... poi riprendono il tema sempre velocissimo e confusissimo.


Pezzo numero 9: The cicchen dei miter report, siamo negli anni '80 delle big band. E subito dopo aggiunge: Un saluto e un applauso anche ai cameraman di streaming, siamo in tutto il mondo, però non suoniamo dal vivo non on-line. Vabbé, sciogliete i cani...
 Il pezzo è la solita roba squallida da saggio musicale di fine anno, ma loro la suonano comunque meglio rispetto al resto del repertorio della serata; assolo di Bonadé cui segue ripugnante ed insulso assolo di Lapio che prende in totale una frase e due riffs in un guazzabuglio di note completamente a caso. Discreto assolo di Brignolo, Costantini fa un solo non male per una serata del '69 al Village Vanguard.
Sul solo del Supremo Gorlier arriva la svolta salsa, tanto per non far scendere il livello dello schifo.

Il solo Di Liberti è semplicemente meraviglioso e passerà alla storia più che altro perché Petrini  non ha suonato.

Poi la Gianpaolo Petrini diventa Big Beng (la gangbang la fanno sul palco, alla musica).


Sembrava che ce la passassimo liscia e li lasciassero smobilitare ed andarsene a dormire meditando sui loro peccati mortali e invece purtroppo annunciano il decimo pezzo che é il bis: In the mood.
Tutto suonato a velocità smodata, 0 swing, tutto smarmellato e piatto.
Ance alla spicciolata, meglio il secondo tema anche se sulla B c'è un po' di affanno. Lo scambio tra tenore ed alto si perde nel marasma. Bene Vigna.
Fare rimpiangere Glen Miller é comunque un'impresa non facile.

Finalmente la Big Ben saluta e si sciacqua via.



Video seconda serata dalla galleria YouTube del Teatro.

Seconda serata, 2 luglio 2020.
Per circolarità poetica si apre come si era chiuso il concerto di ieri, con In the Mood, ma questa volta suonato a velocità ragionevole.
Resta comunque poco lo swing e le ance sono slegate tra di loro.

Il secondo pezzo é Taichetetrein (che Billy abbia pietà di noi) con solo da 41 bis di Lapio.

Terzo brano: Caravan. Un po' troppo veloce e più salsa che latin. Si sente quasi solo Costantini (che tra l'altro non mi pare tanto all'unisono); assolo assurdo di Tardito posseduto dallo spirito di Ornette.
Poi a peggiorare le cose ci pensa Begonia.
Poi di nuovo parte un antifurto come ieri sera.
Ah, no, é Cocon. Cmq il suo solo é il più ascoltabile di tutti anche se un po' tamarro.
Poi ritorna il tema e i casi sono tre: o io sono diventato pazzo, o qualcuno é fuori tempo o qualcuno é stonato perché non funziona un cazzo.

Cadono delle gocce e la dottoressa Pomodoro (la vecchia in carriola tenutaria del teatro) annuncia che in caso di pioggia è già stato allestito il palco nel teatro e che gli spettatori potranno finire di sentire il concerto al chiuso.
Oddio... Annuncia... annuncerebbe se sono si ricordasse di parlare dentro il microfono anziché agitarlo come se fosse un piumino swiffer.

Dopo aver tranquillizzato il pubblico Petrini stacca senza annunciarla prima col suo tipico Uan, tü, Uan, tü, tri Sophisticated Lady.

Ma che cazzo, s'é comprato l'omnibook di Duke Ellington? A questo punto spero che mi suonino The tattooed Bride.
Anzi, meglio di no.

Tempo giusto, primo tema esposto bene da Corvaglia anche se avrei preferito lo facesse Costantini e poi sulla ripetizione del tema parte un orchestrazione orribile.
Sul solo di Corvaglia il brano diventa un medium swing e Corvaglia, tanto per cambiare, suona bebop.
Poi si ravvede, ma Carney ha sofferto molto.
Avrei persino preferito un solo di Gonsalves.
Buona la cadenza finale, ma farla più corta sarebbe meglio.

Sofistichet Lady finisce e si passa al quinto pezzo di nuovo non annunciato: C Jam Blues.

Sempre peggio, il top dello schifo di Ellington, ma ormai é chiaro che ha comprato il Best of...
E non nella versione con gli arrangiamenti scritti dal Lincoln Center. Magari se scrivesse a Marsalis gli manderebbe i loro, visto che li mandano a tutte le scuole di musica che ne fanno richiesta.
Solo buono di Corvaglia, poi la Antolovich che fa un solo piuttosto piatto e monotono. La versione studiata dei soli della Semeraro.
Assolo molto interessante da parte del Comunque Ottimo molestato dal charlie di Petrini.

Rientro sul tema (se così si può parlare di tema di C Jam Blues) piuttosto slegato.
Segue solo ottimo del Sublime.
Il finale credo se lo siano inventati di sana pianta.


Proseguono con un brano sempre di Sam Nestico l'arrangiatore di Count Basie, non so perché usi il "sempre" anche perché sarebbe il primo della serata, comunque si vede che qualcuno gli ha detto due paroline ieri sera perché non lo confonde più con Sal Nestico.

Il pezzo é Badlófanc.
Essendo pezzo funk risulta molto meglio suonato dalla Petrini BB che più che spazzatura non può fare.
Solo criminale di Bonadè che si perita di evitare tutte le note buone. Meglio di lui potrebbe fare solo Lapio.
Confusione sull'ordine dei soli e la spunta -putroppo- Begonia. Ogni commento é superfluo.
E di seguito Lapio.
Minchia! La triade della morte!
A me cominciano a sanguinare le orecchie.
Garino fa un solo funk col tenore, ma purtroppo nonostante un po' si impegni gli viene comunque meglio che agli altri tre. Ma bastava davvero poco.
La palla passa al monumentale Gorlier e poi torna a rotolare nel cortile di quel centro diurno che é 'sta Big Band.
alla fine dell'esecuzione il pezzo ora si intitola  Bandofunk.
A gentile richiesta della direzione del Teatro il cui nome Petrini non riesce a pronunciare mai, si bissa il medley rotariano già evacuato ieri sera.
Io vado a vomitare.


Segue Bassicalli Blus della big bens di Buddy Rich degli anni 70/80. Qualunque cosa significhi.
E dietro, sullo sfondo, all'orizzonte comincia a manifestarsi l'ira degli dei sotto forma di lampi e tuoni.
Io mi aspetto che un fulmine incenerisca Begonia a metà del solo, visto che il metallo attira i fulmini.
Altra indecisione sull'ordine dei soli e parte il solo di Garino.
Finalmente sento un solo sensato nella sezione delle ance, ma dura poco giusto il tempo di far sedere Garino e far alzare Bonadé che però stranamente fa meno schifo del suo solito.
Brignolo é un po' il Giovannini di questa Big Band, fa il suo senza esporsi troppo.
Solo molto piacevole di Vigna.
Anche Costantini non fa male, finché non smatta facendo lo scat che, senza microfono, é utile e fruibile quanto un solo di Bonadè.
Gorlier supremo come si addice.
Poi parte una roba che pare più un camion che blocca le ruote in autostrada che il rientro sul tema della band.
Finale con modulazione sanremese.


Altro brano di Sam Nestico, arrangiatore della BB di Buddy Rich (ma arrangiava tutto lui??l: Igottatrai.
Almeno stasera non fanno tutto a tempo doppio, si attengono abbastanza agli originali.
A me comunque Costantini sembra sempre un po' indietro...
Corvaglia buon solo, scambia con Garino che fa bene pure lui.

Il pezzo nel suo insieme va via abbastanza piacevolmente.

Poi viene annunciato che faranno una specie di Sing Sing Sing che si chiama Sing Sang Sung che ha fatto un americano che si chiama Gudvin. Più chiaro di così...

Io so già che é una roba ripugnante che grida vendetta a Dio e agli uomini e quindi entro cinque minuti in coma per preservare le mie funzioni vitali.

Prima di attaccare l'abominio Petrini esclama tronfio: "Avete visto che abbiamo anche fatto smettere di piovere?"
Nessuno gli ha risposto: "evidentemente perché vi scansano anche le nuvole!". Strano.

Esco dal coma per sentire e godermi il solo di Tardito al clarinetto. Finalmente della musica? Se solo esagerasse meno sarebbe pure meglio.
Anche Cocon se la cava bene, anche se viene sovrastato nell'audio da clarinetto perché evidentemente il fonico si é dimenticato di riabbassare il segnale del microfono di Tardito, perché è la prima volta che una tromba -specialmente suonata da un acutista- viene sepolta da un clarinetto suonato sullo chalumeau.


Finiamo con Brdland suonata veloce come fanno sempre e senza nemmeno un soprano.
Ma con i microfoni regolati male fa abbastanza divertire sentire le seconde e le terze parti più forti delle prime.

Come bis ristuprano Sing Sing Sing  fatta di nuovo veloce e con tutti i volumi degli strumenti sballati é pura psichedelia, roba da far impallidire Syd Barrett.
Non so che arrangiamento sia, ma non sono sicuro che fosse quello di Louis Prima o di Benny Goodman.

Il solo di Petrini dimostra che per lui suonare la batteria è equivalente ad essere un bambino di 8 anni a cui è stata appena regalata per Natale.

Dissolvenza.
Nero.
Luci in sala.

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