domenica 20 giugno 2021

I fatti mi danno ragione

  


Alla fine il jazz si é estinto. Vabbè, é andata così.

Uno dei pochi locali in Torino che si poteva chiamare Jazz Club é serenamente mancato all'affetto dei suoi cari.

Il JCT era da tempo malato di svariate patologie, principalmente primadonnismo e consortilismo che sono un pò la causa prima di questo tracollo. I musicisti anziché confederarsi alla fine si sono divisi, azzuffati e svenduti per avere visibilità e date generando una atomizzazione che ha fatto il gioco di chi punta più a gestire un affare che un club a sfondo culturale.

Nelle ultime settimane all'annuncio della riapertura sotto la bandiera del CUTRE si sono scatenati i fan del "vecchio" Club e lo capisco, ma questi utenti (spesso musicisti) quando la vecchia gestione Albano faceva il bello ed il cattivo tempo chiudendo un club a mezzanotte (se non prima) non mi pare avessero gridato allo scandalo. Come mai?
Ho letto dei commenti nei post semplicemente ridicoli, "...dovrebbero cambiare nome per il rispetto di un genere musicale che ha reso Torino prima in Europa..." Le matte risate!!!
Che debbano cambiare nome mi pare corretto per il semplice motivo che se io andassi a Toronto ed entrassi in un locale con l'insegna Jazz Club non mi aspetterei delle scene come questa (ringrazio il Sig. Stolfi per il link) o degli avanzi di Fargetta che fanno dj set di musica di merda, anzi di merdissima.
E' semplicemente da pisciarsi sotto dalle risate l'affermazione che Torino sia la Capitale Europea del Jazz, basti pensare a Londra Stoccolma, e Parigi che hanno una vita, una vitalità ed un'attrattiva per il jazzisti internazionali nemmeno paragonabile a quella di Torino, la capitale di 'sto cazzo. 

"... da quando é diventato ristorante ha perso tutta la bella atmosfera dei concerti..." Il JCT é stato un ristorante già da molti anni e lo é giustamente. Secondo il mio punto di vista un jazz club deve avere un ristorate, in fondo dal Cotton in avanti quasi tutti i locali jazz hanno tavolini in cui consumare.
Altra cosa é mettere il ristorante al centro della gestione o lasciare che gli avventori ignoranti disturbino i concerti, quelli vanno presi per la pelle de culo e buttati fuori.

Io comunque mi chiedo chi abbia affidato al CUTRE la gestione se abbia visto il senso civico e la profonda cultura che esso veicola di cui questi sono solo dei miseri esempi in confronto a tutto il campionario dello squallido degrado umano che si può trovare sulla pagina Facebook ufficiale:

 


Si capisce quindi quale sia la mission culturale del CUTRE: l'acoolismo.
Intendiamoci, cosa in generale più che degna, ma che non va proprio del tutto d'accordo con la gestione di un locale che avrebbe anche a che vedere con la musica Jazz, anche se a pensarci meglio pure prima non é che il jazz fosse signore incontrastato del locale, altrimenti non si spiegherebbero gli appuntamenti fissi con Jazz Rapsody Collective, con i T.U.N. ed altri gruppi tipo i Mizookstra che con il jazz nulla hanno a che vedere.

Per completezza dell'informazione pubblico qui sotto l'articolo che La Stampa del 18 giugno ha pubblicato al riguardo della polemica mediatica e giudiziaria che ruota attorno a quel nulla che da un pò di anni chiamiamo JCT.



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