martedì 22 giugno 2021
TJJF 2021 Erios Junior Big Band
Ieri alle ore 15 è andato in scena al conservatorio Giuseppe Verdi uno dei due concerti del Torino Jinxed Festival 2021 a cui ho deciso che poteva non essere devastante per la mia salute partecipare punto si è esibita la Erios Junior Big Band di Vigliano Biellese con la partecipazione di Joan chamorro al sax baritono. io distinguerei in questa recensione La parte speculativa da quella operativa punto dal punto di vista speculativo Sia lode al progetto che fa partecipare ragazzi dai 7 ai 20 anni di età ad una scuola che mette loro a disposizione l'esperienza della musica. Anche l'idea di rivolgersi alla San Andreu di Chamorro per degli scambi di musicisti e di partiture e molto buona e denota da una parte un po' di ruffianeria e dall'altra l'intelligenza e l'umiltà di appoggiarsi a qualcuno che ha già saputo costruire qualcosa e attingere alla sua esperienza.
Per tutti questi motivi il lavoro che fanno a Vigliano é più che meritorio e andrebbe fatto in molti altri posti, primo fra tutti il Centro di Formazione Musicale della città di Torino che potrebbe smetterla di guardare sempre e solo al suo ombelico e provare a far rete con altre istituzioni omologhe.
Purtroppo però la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni ed il risultato finale è apparso carino nella sua romanticità, ma molto povero dal punto di vista della qualità delle esecuzioni.
E non cominciamo a dire che sono ragazzini e che quindi poverini e che quindi diamogli spazio e che quindi si faranno e che quindi... perché la risposta è invariabilmente Esticazzi.
Esistono molteplici formazioni di ragazzi in quell'arco di età sparse per tutto il mondo e senza andare a tirar fuori le big band dei college americani finaliste dei vari eventi, basti pensare alla San Andreu che é attiva dal 2012 e alla Tommy Smith Young Orchestra che é in attività dal 2010, per cui sarebbe ora di cominciare a prenderci le responsabilità e dichiarare che non siamo in grado per motivi vari e anche accettabili di formare in modo continuativo e qualitativo dei giovani avvicinandoli alla musica in generale e al Jazz in particolare.
Ma veniamo alla cronaca del pomeriggio. Fortunatamente il concerto comincia in perfetto orario ed è già una gran bella cosa, forse una delle poche se non l’unica.
Si incomincia con Portrait of Louis Armstrong di Duke Ellington. Tralasciando una stecca del solista sul tema la sezione ritmica appare dominata da un batterista privo di swing mentre la sezione fiati non è sempre perfettamente legata.
Viene introdotto Chamorro che insieme al trombonista esegue Bernie's Tune. Il pezzo di per sé non è nemmeno brutto, Chamorro fa un bel solo, ma restano i problemi di sezione ritmica e il fastidioso assolo di trombone alla Begonia (ma con meno tecnica) non giova di certo.
Si passa al prossimo brano che è Skylark sempre con Chamorro e sempre carino ma non bello, pur con un cambio di batterista il problema permane e né il bassista, né il pianista (molto rigido) e ancor meno i due chitarristi che non si sentivano per nulla hanno potuto fare qualcosa per bilanciare la situazione.
Il prossimo brano è Isfahan di Billy Strayhorn e viene eseguito al contralto dal figlio d'arte Tommaso Profeta. Il pezzo è uguale alla versione della Far East Suite quindi non avendo nessuna parte improvvisata ed essendo una ballata è l'unico pezzo finora in grado di essere davvero apprezzabile nonostante qualche sbavatura tecnica sui glissati ascendenti e la batteria.
Poi viene annunciato l'introduzione della novità delle cantanti nella Erios Big Band e viene suonata ‘S Wonderful di Gerswin. La cantante non è nemmeno troppo male anche se l'avrei preferita un po' più vestita, ma il timbro non è brutto e non canta troppo meccanicamente anche se ha qualche problema con gli attacchi specialmente dopo i soli, ma d'altronde se avesse attitudini musicali non farebbe la cantante.
La seconda cantante proposta canta Close to You di Burt Bacharach, sebbene un po' più incerta specialmente agli inizi a me è piaciuta anche più dell'altra. Meno scollacciata e scosciata ma con una migliore attitudine al palco, una maggiore attenzione all'orchestra che però é quel che é, specialmente nei soli .
Ritorna sul palco Chamorro e sprofondiamo in Gibraltar di Freddie Hubbard, sostanzialmente l'anticipazione della musica unza degli anni '80
Segue un pezzo di Thelonious Monk che mi sono ben guardato dal ricordarmi come si intitolasse
... e siccome le disgrazie non vengono mai da sole mi sono fatto anche i miei due bei coglioni con Naima di Coltrane.
Poi, dato che la Erios una ne fa e cento ne pensa, ha introdotto da un anno anche una scuola di Archi Jazz (qualunque cosa ciò voglia dire). Pertanto ci sorbiamo anche il quartetto d'archi con la sola sezione ritmica ad eseguire Embraceable You.
Al di là del fatto che mi è parso ci fosse uno strumento leggermente stonato (forse il violoncello) e che l'arrangiamento fosse vagamente cacofonico in alcuni punti resta il fatto che questa roba a me piace ma fino ad un certo punto perché è un attimo scivolare nella musica di sottofondo da ricevimento priva di spessore.
Anche questo passa e all'annuncio di Doxie di Sonny Rollins sarei tentato di alzarmi e andarmene, ma stoicamente resto.
Così da potermi sorbire l'angolo della tenerezza democristiana per i bambini che si esibiscono. Si tratta di due bambini che non sono sicuro siano del tutto presenti a sé stessi e che non siano lì solo per volontà di terzi. Suonano una roba che ho contestualmente dimentica ad ogni nota eseguita perdendomi nello sguardo sbarrato dei due ragazzini di 7 e 10 anni che parevano declamassero la poesia imparata a memoria per Natale.
Assisto al penultimo pezzo in programma che è Tisket a Tasket nell'esatta versione dell'orchestra di Chick Webb e cantata dal trio formato dalle due cantanti già viste e dalla loro insegnante. Anche qui trattandosi di esecuzione da spartito senza svolazzi di arrangiamento a posteriori il risultato è soddisfacente è a tratti persino godibile al netto di un pò di scivoloni. Godibile specie per chi come me ha un occhio di riguardo per le cose vintage in stile Trio Lescano.
Chiude il concerto un pezzo originale di Chamorro: Baritone Saxophone che è caruccio, ma senza grandi guizzi di genialità.
Veramente bella ed edificante la cacciata dei musicisti dal palco da parte dello staff senza nemmeno lasciargli eseguire il bis richiesto perché non c'è tempo e devono sgombrare il palco anche se non si sa per quale motivo visto che i tempi sono stati rispettati e che dopo non c'è nessun altro spettacolo.
Complimenti all'organizzazione, as usual.
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