giovedì 30 settembre 2021

TJF Cl(h)ub2021 Day 3

 


 

MERCOLEDÌ 29 SETTEMBRE
H. 21:00
Bunker via Niccolò Paganini, 0/200
GIANPAOLO PETRINI BIG BAND DIRETTORE GABRIELE COMEGLIO FEAT. RICK MARGITZA
Gianpaolo Petrini _ batteria
Davide Liberti _ contrabbasso
Fabio Gorlier _ pianoforte
Claudio Bonadè, Marco Tardito, Gianluigi Corvaglia, Simone Garino, Emilio Costantini _ sassofoni
Luca Begonia, Mauro Brignolo, Marta Antolovich _ tromboni
Stefano Cocon, Cesare Mecca, Igor Vigna, Johnny Lapio _ trombe
GUEST:
Gabriele Comeglio _ direzione, sassofoni
Rick Margitza _ sax tenore

Avrei dovuto vincere la mia ostilità verso il locale e andare alla Rabezzana.

Cronaca di una sciagura ampiamente annunciata.

Il pregiato ospite é stato membro dell'ultimo gruppo del tour di Miles Davies, ma quel Miles era quello in cui suonava una tromba di plastica viola vestito come un clown, sospetto che se gli avessero offerto 500$ in più si sarebbe vestito pure da Mago Zurlì...
Per cui quel gruppo suonava elettro-jazz e non mi pare che ci sia da menarne vanto.

Rick Margitza ha sfoderato un campionari di scomposizione dei tempi, di soli storti e fuori tonalità da far accapponare la pelle, non ha ecceduto nel minipimer, se no sarebbe stato da Caschi Blu. In ogni caso é stato a dir poco raccapricciante, il suo concetto di assolo melodico é paragonabile al buon vecchio "note totalmente a cazzo".

Cose positive:
- Petrini ha parlato poco ed ha imparato che Cute non ha il "The" davanti. Finalmente!
- Pochi assoli nella parte di concerto con Margitza della big band di Petrini. Tranne un paio di pentole di fagioli di Begonia, un solo bruttino di Liberti, uno piuttosto bello di Mecca e parecchi assoli di Gorlier di discutibile bellezza non ci sono state le aberrazioni di Bonadé o le mattane di Costantini. Le sezione ance si é limitata a fare appunto sezione e non ha indugiato in osceni assoli (dall'inglese assholes). 
- I pezzi erano oggettivamente con una scrittura molto complessa e loro sono stati bravi ad imparare tutto abbastanza in fretta. Anche se alla fine sembrava comunque suonassero a casaccio.

Cose negative:
- Tutto il resto, praticamente ogni singolo secondo del concerto.
- Tutti suonavano troppo forte, non si capiva nulla e spesso Margitza veniva coperto nei temi e a volte pur sui soli.
- La scelta dei brani é stata ributtante, dalla roba di un oscuro pianista morto (spero soffrendo molto) di linfoma che scriveva solo robe in tempi storti con partiture sghembe che si accavallavano creando l'effetto che si può ottenere mandando in Play contemporaneamente due tab diverse del browser con YouTube, ai brani di Margitza che erano impastati con stessa merda di cui sopra, fino all'apoteosi dello schifo: Gin and Pentatonic pezzo di prestigio del jazz svizzero eseguito con l'aggiunta del Mago Borotti che ha benedetto le folle col minipimer.
E così sono arrivati ad avere 7 sax sul palco...
- Petrini si é messo di impegno per far di tutto per complicare la vita agli altri, spezzando tempi, raddoppiando e percuotendo pelli e piatti a casaccio (anche se su 'sta musica di merda ci sta la qualunque).

Primo brano la rivotante The Cikken, Il solito schifo funk, assolo di Bonadé nel solco della tradizionale bruttezza, ma non orripilante.  Segue sciagurato solo di Cionny Lapio. Ma porca della puttanazza della vacca porca, se hai uno che non sa minimamente suonare la tromba e di fianco a lui hai Cesare Mecca, a chi lo fai fare il solo? se sei Petrini e di musica non me capisci un cazzo, ovviamente a Lapio.
Forse però lo scopo era un altro, far sembrare meno noiosamente sfoggione il solo di Begonia. Voto: 4.

Secondo brano l'oscena Cute, nella solita rivoltante versione di Mintzer. Bel solo di Corvaglia che sta ancora cercando di trovare in che cassetto ha dimenticato lo swing (anche se su questa poltiglia non é poi esiziale). Brutto solo di Vigna che a star dalle parti di Lapio deve aver iniziato a scordarsi come é fatta una tromba, poche idee, frasi bruttine e molti errori tecnici. Dopo il criminale special partono le begogniadi, poi finalmente vanno a chiudere. Voto: 4.5.

Petrini saluta il pubblico, presenta la band, bofonchia qualcosa su qualcuno che é morto recentemente (sulle prima pareva fosse Pastorius, poi forse é il co-autore di The Cikken) per cui chiede l'applauso (?!?) e quindi presenta il direttore e arrangiatore dei pezzi con l'ospitone internazionale, che viene introdotto.

Terzo pezzo: merda storta #1. Una specie di salsa brutta, inutile, contorta e con il solo di virtuosismi inutili e fastidiosi. Seguono vari assoli tra cui Begonia. Serve altro?
Pure Gorlier fa un assolo bello, ma inascoltabile. Voto: 4.

Quarto pezzo (sempre di Don Grolnick): Pools. D** Merda, mi faceva già cagare ai tempi della Big Band di Antonino Salerno e ringraziavo Dio di avere una parte molto piccola che mi permetteva di astrarmi da ciò che mi circondava per non  sentire la piscina di guano che é 'sta ciofeca di pezzo. Un pezzo di cui si sarebbe potuto tranquillamente fare a meno, una frociata latin/samba/schifodellamerda. Margitza parte bene, poi con la mania del cazzo di fare 73 chorus di solo dopo un pò viene solo merda ritritata e preziosismi tecnici non richiesti.
Petrini scompone tempi come Jack faceva a White Chapel.
Almeno lo strazio dura meno dei 10 minuti canonici. Voto: 4.5.

Poi Rick annuncia il quinto brano, un suo pezzo basato su I've Got Rhytm: Sometimes i have rhytm. In pratica un Anatole basato sul Primo(?)  e più celebre degli Anatole.
Wow, un vero innovatore del linguaggio jazz!!!
Solo un commento: non ce n'era davvero bisogno di 'sta roba storta scritta a sezioni dissonanti su tempo disco dance. Persino Pools era meglio, questa é roba da tortura. Unica nota positiva il solo di Mecca, la cosa migliore sentita finora. Forse la sola. Gorlier un pò troppo calato nella parte del pianista di pezzi moderni di merda, suona bene, ma non mi piace quello che suona.
Per fortuna a far sembrare tutto più bello arriva Margitza, che fa un solo melodico (nel senso che no fa il minipimer), in pratica pare che suoni tutte le scale di fila a distanza di un semitono. Ovviamente evitando quelle degli accordi.
Petrini -che non vuole essere da meno- dà il suo prezioso contributo facendo 12 tempi diversi in 6 chorus. Quest'uomo ha il vero fiuto per lo schifo.
Poi un bel pezzo in cui ogni strumento suona qualcosa a caso che fa tanto modern jazz quartet. Il tutto dura dieci interminabili minuti. Voto: 3.

Sesto brano: Cry me a River. Un classico pezzone. Arrangiamento piuttosto normale, niente riverniciature modernistiche, anche se a tratti sembra un pò Harlem Nocturne.
Margitza é anche capace a tirare fuori un bel suono, seppur ecceda con gli abbellimenti del tema.
Finalmente un solo bello ed ascoltabile di Fabio, la B la fa Liberti che ci mette un pò troppe note ed il suono in sala era parecchio impastato rendendolo difficile da sentire in tutti i passaggi. 
Poi succede la tragedia: una cadenza di Margitza di oltre tre minuti. E poi se la prendono quando si fanno le gags sui tempi interminabili ed imprevedibili dei soli e delle cadenze nel jazz...
Una cosa simile dovrebbe essere vietata e resa penalmente rilevante, é assurdo tenere una platea in ostaggio di uno che fa l'elicottero col cazzo per tre minuti. Voto: 5.5 (senza cadenza 7, con 4).

Settimo brano, un'altra cagata di Don Grolnick, Four Sleepers.
Il solo di piano che secondo il direttore ha dovuto impararsi Gorlier credo fosse l'intro del brano. Il solito pseudo latin-disco da vomito.
Almeno stavolta non é scritto col culo, é accettabilmente dritto e le sezioni non pare suonino contemporaneamente due pezzi diversi.
Assolo di Margitza nei limiti della decenza, deve aver saziato la sua voglia di pisciare negli angoli con la cadenza di prima. E' solo sul finale bruttino e minipimerato, ma non fa venire la scabbia. Voto: 6.

Ottavo brano "scritto dal grande jazzista europeo Franco Ambrosetti" (chi???) con la sciagurata apparizione di Bieco Borotti: Gin and Pentatonic. Un guazzabuglio di suoni sconnessi e sgraziati che nemmeno l'accordatura di una orchestra sinfonica.
Ripugnante, esecrabile e insultante per le orecchie. Su tutto questo ci mancava solo Borotti che deve far vedere che pure lui ce l'ha lungo.
In effetti devo dire che il suo volume era molto superiore a quello di Margitza, riusciva a superare pure i volumi da caccia in decollo della G.P. Big Band. Minipimer e pentatonic.
La somma di tutto quello che mi fa più schifo del sedicente jazz post '50. Magari con gli strumenti stonati avrebbe potuto migliorare. Problemi sui cambi di tempo da Disco Stu a Swing, ma trascurabili in questo contesto di disagio umano e musicale. Voto: 1.

Nono brano: Cheap Thrills di Rick Margitza. Credo composto facendo scagazzare le mosche delle Florida Keys su una carta pentagrammata.
Ora basta, 'sto pagliaccio deve finirla di rompermi il cazzo, pare la trasposizione in musica della scenografia di Das cabinet des Doktor Caligari. Ma quello era un capolavoro, questo non ci sono nemmeno le parole per descrivere la frustrazione dopo un'ora e mezza di roba così schifosa. Voto: 3 per la difficoltà di esecuzione.

Fortunatamente alla fine del pezzo la gente fugge dalla sala e quindi non si é corso il rischio della sciagura di un bis.

Voto finale: 4 (3.944). Gran bella serata.


Nota a margine, a furia di sentire 'sti concerti dal vivo e di risentirmeli registrati per risistemare gli audio, far passere la prima impressione a caldo e rinfrescarmi la memoria mi sento un pò il Rudy Van Gelder della merda.

mercoledì 29 settembre 2021

TJF Cl(h)ub2021 Day 2

  


MARTEDÌ 28 SETTEMBRE
H. 21:00
Bunker via Niccolò Paganini, 0/200
CFM BIG BAND
Claudio Chiara _ direzione, arrangiamenti, composizione
Roberto Pilone, Tiziano Piva, Gilberto Maina, Roy Roman, Massimiliano Senesi, Roberto Viltono, Marco Masera, Beppe D’Oria _ sassofoni
Walter Spiandore, Emma Ferrara _ tromboni
Marco Milani, Daniela Immormino, Giancarlo Panetta, Riccardo Ledda _ trombe
Marco Ravizza, Nicolò Di Pasqua _ pianoforte
Vincenzo Galante _ chitarra elettrica
Andrea Raso _ basso elettrico
Marco Ferrero/Francesco Comito _ batteria, percussioni
Arrigo Tomidei _ voce

Il problema qui é il solito, come giudicare un gruppo di musicisti non professionisti?
Se da una parte é pur vero che medici, piastrellisti, insegnanti, ... non possono essere paragonati a chi ha fatto della musica il proprio lavoro, dall'altra alcuni di loro hanno fatto studi musicali anche a livello di conservatorio e partecipano ad un festival jazz "importante" e quindi andrebbero giudicati con i parametri dei professionisti (mica li hanno obbligati a suonare e a farlo in pubblico al TJF).

Proverò ad essere doroteo e ad abbassare un pelo l'asticella del giudizio, anche se non sono sicuro che sia corretto.

Nicolò di Pasqua é abbastanza acerbo ed impacciato come pianista, suona molto contratto e slegato a gran discapito dello swing e si accompagna nei soli facendo gli accordi pieni dello spartito con la mano sinistra (cosa abbastanza inutile se hai una chitarra ed un basso che suonano).
Andrea Raso suona il basso elettrico e ciò é male.
Ogni tanto hanno dato la sensazione di capottarsi e non sono riuscito a capire benene chi della ritmica avesse questo problema (penso il bassista).

Di buono c'é che quando suonano dritti sono meglio della G.P. Petrini Big Band, il che non depone a favore dei professionisti...

Di molto, molto male c'é Arrigo Tomidei che pare un Gioé con giacca e cravatta arancio ANAS, ma canta peggio di un Ducato dell'ANAS.
Andrebbe messo tra le calamità naturali assieme alla grandine sui raccolti. Pessimo, con pronuncia inglese brutta e poca voce.
In compenso non sa usarla e non ha estensione.
Perché Dio ha voluto punire i musicisti inventando i cantanti?

Molto bene Pilone e Milani, bel suono e bei soli. Peccato per la quasi totale assenza di uso delle sordine della sezione ottoni.

Primo brano, Soft Wind: bruttino il pianoforte, il solo di Pilone si sente poco, il resto funziona bene . 6+

Secondo brano, Samba do Pelò: sembra un pò un brano di Piero Piccioni, ma é di Claudio Chiara. Qualche imprecisione di intonazione ed esecuzione, ma buono. 7

Terzo brano, You've Changed: abbattendo il cantante avrebbe potuto essere bello. 5.5 (ringraziate il cantante).

Quarto brano, non so che cosa sia: bruttino il basso, pianoforte migliorabile, un pò confusionario con tutte le sezioni assieme. 5

Quinto brano, Up Jumped Spring: in quintetto con Claudio Chiara ed il cantante.
Mai una gioia. Almeno Claudio Chiara suona bene, anche a tratti sembra un pò lisciarolo (effetto contralto).
Per il resto é un insignificante jazz waltz, non da buttare lo scat dell'omino della manutenzione stradale. 6

Sesto brano, Lil' Darlin': sono so se dare 3 o 6 all'esecuzione. Se hai un baritono nella sezione ance  perché non lo sento in un pezzo in cui il suo apporto é fondamentale?? Intonazione un pò imprecisa. Batterista un pò troppo presente, bastano charlie, spazzole e rullante.
Ma c'é dello swing e non é facile con Lil' Darlin'.
A volte ho l'impressione che tendano a fuggire un pò in avanti, ma c'é una discreta compattezza tra le sessioni e il solo di tromba é per lunghi tratti molto bello.
Credo che Petrini avrebbe fatto molto peggio di così. Se mi baso su Basie plays Hefti il voto é sotto il 3, ma tutto sommato il 6 scarso é forse più corretto. 6- (salvati da solo di Milani che -cosa non irrilevante- ha fatto 3/4 del suo solo camminando tra il pubblico, mi spiace sia rimasta tagliata la sua corona).

Settimo brano, Have You Met Miss Jones: cantante fastidiosamente inadeguato, il resto non male, buone dinamiche. 5.5 (ringraziate il cantante).

Ottavo brano, African Song di Claudio Chiara: Boh non brutto e suonato discretamente bene per essere un brano abbastanza complesso per degli amatori. Non sempre precisi i cambi di tempo tra latin e swing, Pilone opaco nel solo, anche Milani non proprio avvincente, lo stesso per il pianoforte. Meglio trombone e la "A" del tenore. 6.

Nono brano, non so cosa sia: Presumo un blues a caso. Che dire... é un blues. Se non si é me é difficile fare cazzate su una struttura simile. Però risulta confusionario e slegato tra le sezioni ottoni, ance e ritmica. Molte stonature. 5.

Bis, non so cosa sia: dura 1:30, é un pò breve persino per me. Che cosa dovrei sentire in così poco tempo?

Voto complessivo: 6- (5.78), volendo aggiungere ancora un pò di fattore "poverini sono amatori" potrei arrivare ad un 6 abbondante, ma 'sticazzi.
Già sono stato quasi un punto più largo rispetto agli standard e quindi va bene così, sono pur sempre di poco sotto la JALC che ha preso 6 (anche se loro giocano in una altro campionato).

martedì 28 settembre 2021

TJF Cl(h)ub2021 Day 1

 



Prima giornata delle rutilante kermesse di Crick e Crock:

H. 21:00
Educatorio della Provvidenza corso Trento 13
LAUREN HENDERSON QUARTET
Lauren Henderson _ voce
Sergio Di Gennaro _ pianoforte
Paolo Benedettini _ contrabbasso
Elio Coppola _ batteria

Concerto iniziato con 30 minuti di ritardo, inaccettabile.

Non é stato esattamente il concerto jazz che mi aspettavo, il repertorio proposto era di tre o quattro standards, il resto erano pezzi originali della discografia delle Henderson che poggia prevalentemente sulla disco/fusion/latin (e un pò anche sul geghegé). E, a giudicare da Coppola, anche sul metal.

I suoni in sala erano molto sbilanciati, batteria e basso erano molto alti e spesso sovrastavano pianoforte e voce. Peraltro la voce era amplificata in modo strano rendendola piatta, leggermente metallica e facile all'innesco (sempre istantaneamente soppresso dal fonico).
Diciamo  che per un concerto che aveva al centro la voce non é proprio un bel biglietto di visita.

Lauren Henderson: 8. Una cantante. In Italia é roba rara, almeno pronuncia correttamente e interpreta il testo come chi capisce ciò che dice e cerca di esprimerlo al meglio (grazie al cazzo, é americana...). In più é intonata, non fa scat e prende gli attacchi. A me non ha entusiasmato, ma la roba brutta é ben altra.

Sergio Di Gennaro: 7. Sobrio, un pò invedente, ma non troppo, buon interplay e buone dinamiche, assoli misurati e nella griglia. Forse presentarlo come "uno dei migliori pianisti jazz del piemonte" é un filo esagerato, ma comunque conosce il suo ruolo e lo interpreta bene.

Paolo Benedettini: 5.5. Sembra un pò legnoso e scarso di idee, non mi pare un gran contrabbassista e non può dire che si sentiva male perché era a 80 cm dal suo amplificatore.

Elio Coppola: 2. Di incoraggiamento, perché ogni tanto riusciva a scendere sotto il livello John Bonham. Ma di rado. Troppi assoli e troppo rumore. Non si può coprire tutto e tutti con la batteria per 2/3 del concerto. Chi ti credi di essere? Petrini o Brancato??
Momento epico della serata quando su "The look of love" mentre la dinamica era bassissima e c'erano solo basso e voce aveva solo il charleston per dare i quarti, prima di entrare di nuovo con le bacchette pensa bene di lanciarne una in aria (lo aveva fatto anche nel primo brano strumentale), ma non la prende. Questa finisce su ride e rullante, con grande gioia mia e di tutti quelli che odiano i batteristi ampollosi e persistenti.

Voto finale: 5 al 6 (5.625)

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H. 22:30
Combo Corso Regina Margherita 128
LUIGI TESSAROLLO “NEW SEXTEX”
Luigi Tessarollo _ chitarra
Cesare Mecca _ tromba
Gledison Zabote _ sax tenore
Stefano Calcagno _ trombone
Paul Zogno _ basso
Francesco Parodi _ batteria

Grazie al ritardo dei Led Zeppelin sono arrivato a concerto iniziato.
Repertorio originale quasi al 100%, stile molto West Coast, per essere un gruppo abbastanza assemblato ad arte per la data non hanno suonato niente male.
Lo sapevo, sono andato all'Educatorio a cercare di espandere i miei orizzonti con nuove proposte musicali e me la sono presa in culo.

Quando tra il pubblico del Combo ho visto Prunotto ho capito subito che quello era il concerto che avrei dovuto vedere e non quello in cui c'era il responsabile di un locale che ripropone un concerto (diversamente bello) uguale a quello di luglio.
Dovrei chiedere a Claudio che concerti va a vedere in questa settimana...

Tex: 8. Una garanzia, l'esperienza e la conoscenza contano molto. E si vede e sente.
Mi spiace per l'aStrino nascente della chitarra torinese, ma deve farne ancora parecchie di scale per appagare l'orecchio e non solo gli occhi.

Cesare Mecca: 7.5. Grande, ma un pò troppo alla ricerca del limite del fraseggio e del virtuosismo. Ogni tanto scivola leggermente.

Gledison Zabote: 7.5. Bel suono, buon senso del ritmo e dell'assolo, a brevi tratti fa frasi un pò "scontate". 

Stefano Calcagno: 6.5. Spesso impreparato sugli attacchi dei suoi soli, sembra che a volte si perda un pò nei suoi pensieri finché qualcuno non lo sveglia di soprassalto con una gomitata. Funzionale all'insieme, un pò meno nel solismo.

Paul Zogno: 6. Ha suonato un basso elettrico e sarebbe quindi da 4, ma lo ha suonato abbastanza bene da meritarsi una sufficienza ampia.

Francesco Parodi: 6. Dai tempi della Sagra del Ciapinabò ha imparato ad andare a tempo e a non picchiare come un fabbro. A volte torna a picchiare e strafare, ma riesce a contenersi (sarà per la paura di essere malmenato da Tex). Forse potrebbe evolversi ulteriormente e diventare un batterista.

Voto finale: 7 (6.916).

martedì 21 settembre 2021

TJF CL(H)UB 2021

 


Oggi é stato presentato il cartellone del TJF autunnale, al di là dell'esilarante conferenza stampa in cui ci sono due errori di italiano in un minuto, restano le proposte.
Devo dire che non sono nemmeno troppo raccapriccianti (almeno sulla carta).
Sono stati coinvolti -as usual- moltissimi musicisti torinesi, ma devo dire che ci sono molti nomi "nuovi" tra i protagonisti del cartellone e la cosa non può che farmi piacere.

Chiaramente un occhio di riguardo é stato dato alla Torino Jazz School di (guardacaso) Borotti che ospita date e fa suonare parecchi dei suoi. E chi lo avrebbe mai detto??

LUNEDÌ 27 SETTEMBRE
H. 19:00
Osteria Rabezzana Via San Francesco d'Assisi, 23/C
DJANGO’S MEMORY ENSEMBLE “DJANGO REINHARDT MEMORIAL”
Alessandro di Virgilio _ chitarra
Dario Berlucchi _ chitarra
Fanou Torracinta _ chitarra
Dario Scopesi _ contrabbasso
Anais Drago _ violino
Roberto Cannillo _ fisarmonica
A.K.A. Accordi e Disaccordi ++. Il genere é il solito manouche, ma almeno non é il monografico techno free che generalmente ci appioppano Fred e Barney. Poco Innovativo, ma di certo ascoltabile.

H. 20:00
Laboratori di Barriera Via Baltea 3
ELENA CANONE + PRANK “PLAY BILLIE’S BLUES”
Elena Canone _ voce recitante
Prank:
Enrico Degani _ chitarra
Federico Marchesano _ basso
Dario Bruna _ batteria
Non posso che essere perplesso, di tale Prank non é nemmeno dato sapere che ruolo ricopra, forse non lo sa nemmeno lui...

H. 20:30
Combo Corso Regina Margherita 128
ROBBIE F DJ & ELECTRICBASS SET @COMBOTURIN

H. 21:00
Bunker via Niccolò Paganini, 0/200
BIG BAND THEORY “THE BIG BAND SOUND”
Gianluca Tagliazucchi _ direzione
Matteo Vaglio, Max Milan, Andrea Franchetto, Piergiorgio Vittonatto, Roberto Paiola _ trombe
Enrico Allavena, Stefano Milanolo, Michele Cietino _ tromboni
Federico Biglietti, Alessandro Torta, Marco Alessi, Falvio Bertoni _ sassofoni
Renato Tarricone _ pianoforte elettrico
Roberto Tatoni _ contrabbasso
Massimo Melillo _ batteria
Concessione di spazio all'associazione Arcote del luminare della tromba Cionny Lapio, per par condicio una fetta della torta non si può certo negare.

H. 21:00
Educatorio della Provvidenza corso Trento 13
LAUREN HENDERSON QUARTET
Lauren Henderson _ voce
Sergio Di Gennaro _ pianoforte
Paolo Benedettini _ contrabbasso
Elio Coppola _ batteria
Sulla carta potrebbe essere interessante, infatti ho il biglietto.

H. 21:30
Off Topic via Giorgio Pallavicino, 35
PAOLO SPACCAMONTI & ENRICO GABRIELLI
Paolo Spaccamonti _ chitarra
Enrico Gabrielli _ clarinetto basso, flauto, sassofoni
Boh, giudizio sospeso in attesa di notizie certe.

H. 22:30
Combo Corso Regina Margherita 128
LUIGI TESSAROLLO “NEW SEXTEX”
Luigi Tessarollo _ chitarra
Cesare Mecca _ tromba
Gledison Zabote _ sax tenore
Stefano Calcagno _ trombone
Paul Zogno _ basso
Francesco Parodi _ batteria
Tex é di solito una certezza, sono solo terrorizzato dall'incapacità pressoché devastante di Francesco Parodi. Forse ci provo, anche se l'orario non é di aiuto.

MARTEDÌ 28 SETTEMBRE

H. 19:00
Osteria Rabezzana Via San Francesco d'Assisi, 23/C
VALENTINA NICOLOTTI QUARTET “CALICANTUS”
Valentina Nicolotti _ voce
Nicola Meloni _ tastiere
Gianmaria Ferrario _ basso
Edoardo Luparello _ batteria
GUEST:
Max Carletti _ chitarra
Valentina Nicolotti é appena accettabile, Calicantus é un album vecchio, Nicola Meloni é un plus, ma Carletti é un grosso minus (senza altre aggiunte).

H. 20:00
Laboratori di Barriera Via Baltea 3
JST REUNION “JST JAZZ CIRCUS”
Davide Liberti _ contrabbasso
Mattia Barbieri _ batteria
Daniele Tione _ pianoforte
Gabriele Ferian _ chitarra
Dario Lombardo _ chitarra blues
Giangiacomo Rosso _ chitarra
Mario Poletti _ mandolino
Stefano Calcagno _ trombone
Gianni Virone _ sassofoni
Monica Fabbrini _ voce
Giovanni Grimaldi _ voce
Taté Nsongan _ percussioni
Ottimi musicisti nella gran maggioranza, ma é praticamente lo showreel dei docenti della Jazz School.

H. 21:00
Bunker via Niccolò Paganini, 0/200
CFM BIG BAND
Claudio Chiara _ direzione, arrangiamenti, composizione
Roberto Pilone, Tiziano Piva, Gilberto Maina, Roy Roman, Massimiliano Senesi, Roberto Viltono, Marco Masera, Beppe D’Oria _ sassofoni, clarinetti
Walter Spiandore, Emma Ferrara _ tromboni
Marco Milani, Daniela Immormino, Giancarlo Panetta, Riccardo Ledda _ trombe
Marco Ravizza, Nicolò Di Pasqua _ pianoforte
Vincenzo Galante _ chitarra elettrica
Andrea Raso _ basso elettrico
Marco Ferrero/Francesco Comito _ batteria, percussioni
Arrigo Tomidei _ voce
Confido abbastanza in loro da avere il biglietto.

H. 21:00
Educatorio della Provvidenza corso Trento 13
PERICOPES+1
Emilio Vernizzi _ sax tenore, elettronica
Alessandro Sgobbio _ pianoforte, fender Rhodes, elettronica
Ruben Bellavia _ batteria
Quando "elettronica" compare una volta é schifo, quando compare due volte é scifodellamerda.

H. 22:00
Cafè Neruda Via Errico Giachino 28
MIRABASSI – ZANCHINI DUO “IL GATTO E LA VOLPE”
Gabriele Mirabassi _ clarinetto
Simone Zanchini _ fisarmonica
Potrebbe riservare piacevoli sorprese, come abissi di orrore. Nel dubbio astenersi.

MERCOLEDÌ 29 SETTEMBRE
H. 18:00
Aula Magna del Politecnico corso Duca degli Abruzzi 24
MARKUS STOCKHAUSEN E FLORIAN WEBER “INSIDE OUT”
Markus Stockhausen _ tromba, flicorno
Florian Weber _ pianoforte
Già solo il cognome Stockhausen mi fa gelare lo stomaco.

H. 19:00
Osteria Rabezzana Via San Francesco d'Assisi, 23/C
GIANNI CAZZOLA QUARTET “SWING ERA"
Alfredo Ferrario _ clarinetto
Sandro Gibellini _ chitarra
Roberto Piccolo _ contrabbasso
Gianni Cazzola _ batteria
Sembrerebbe molto promettente, purtroppo alla Rabezzana non vado molto volentieri.

H. 19:00
Bagni Pubblici di via Agliè Via Agliè, 9
MATTEO SALVADORI “MATT JAMS THE SONGBOOK!”
Matteo Salvadori _ voce, chitarra acustica, tamburello a pedale
Sarebbe stato meglio Bob Dylan...

H. 20:00
Amen Bar via Valprato, 68
VERNISSAGE MOSTRA FOTOGRAFICA “JAZZ SECONDO ME”
Fotografie di Gherard R. Sargas
N.C.

H. 20:30
Laboratori di Barriera Via Baltea 3
RETINA.IT + GABRIELLA CERRITELLI “LIVE SET+TUNE IN AND DISSONANCE”
Lino Monaco _ elettronica
Nicola Buon _ elettronica
Gabriella Cerritelli _ coreografia, concept, danza
Francesco Dalmasso, Kamory Diaw _ danza
Il concept del ribrezzo.

H. 21:00
Bunker via Niccolò Paganini, 0/200
GIANPAOLO PETRINI BIG BAND DIRETTORE GABRIELE COMEGLIO FEAT. RICK MARGITZA
Gianpaolo Petrini _ batteria
Davide Liberti _ contrabbasso
Fabio Gorlier _ pianoforte
Claudio Bonadè, Marco Tardito, Gianluigi Corvaglia, Simone Garino, Emilio Costantini _ sassofoni
Luca Begonia, Mauro Brignolo, Marta Antolovich _ tromboni
Stefano Cocon, Cesare Mecca, Igor Vigna, Johnny Lapio _ trombe
GUEST:
Gabriele Comeglio _ direzione, sassofoni
Rick Margitza _ sax tenore
Se siete coprofagi é assolutamente da non perdere.

H. 22:00
Amen Bar via Valprato, 68
HOBBY HORSE
Dan Kinzelman _ fiati, percussioni, voce, elettronica
Joe Rehmer _ basso, harmonium, voce, elettronica
Stefano Tamborrino _ batteria, voce, elettronica
Dicos solo una cosa: "elettronica" appare tre volte in tre righe, siamo in zona TUN (Terrore Universale Nauseabondo).

GIOVEDÌ 30 SETTEMBRE
H. 19:00
Bagni Pubblici di via Agliè Via Agliè, 9
MIKE COOPER
Mike Cooper _ chitarra, effetti
NC

H. 20:00
Bunker via Niccolò Paganini, 0/200
DJ CHARLIE
Vabbé...

H. 20:30
Combo Corso Regina Margherita 128
ROBBIE F DJ & ELECTRICBASS SET @COMBOTURIN
Vomitevole.

H. 21:00
Bunker via Niccolò Paganini, 0/200
BANDAKADABRA “POST”
Giovanni Falzone _ tromba
Giulio Piola _ tromba
Gabriele Cappello _ sax contralto
Luigi T Bone De Gaspari _ trombone
Giorgio Giovannini _ trombone
Vito Scavo _ trombone
Filippo Ruà _ susafono
Gipo Di Napoli _ cassa
Andrea Brondolo _ rullante
Potrebbe essere il miglior concerto del CL(H)UB.

H. 21:00
Educatorio della Provvidenza corso Trento 13
LUCIA MINETTI TRIO “CON LE PIÙ BELLE PAROLE”
Lucia Minetti _ voce
Andrea Zani _ pianoforte
Martino Maina _ violoncello
Speriamo che le più belle parole le dica pure il pubblico...

H. 21:30
Folkclub Via Perrone 3 Bis
CONGIU/MANGANI/STOLFI “INVISIBLE TRIO” FEAT. PAOLO PORTA
Mario Congiu _ chitarra, voce
Luca Mangani _ basso elettrico
Donato Stolfi _ batteria
Paolo Porta _ sassofono tenore

H. 21:30
Off Topic via Giorgio Pallavicino, 35
DJ DELAVIE & IVAN BERT + BALLETTO TEATRO DI TORINO PLAY [ MONOTONOISE ] + FAMILIAR GROOVE
DJ Delavie _ produzione, live electronics
Ivan Bert _ tromba, live electronics
Balletto Teatro di Torino _ danza, coreografie
Schifo elevato a ripugnanza.

H. 22:30
Combo Corso Regina Margherita 128
THE SWINGERS ORCHESTRA “DEAR BASIE”
Daniele Moretto _ tromba
Rudy Migliardi _ trombone
Gabriele Comeglio _ sax alto
Giulio Visibelli _ sax tenore
Stefano Caniato _ pianoforte
Enrico Lazzarinni _ contrabbasso
Delio Barone _ chitarra
Claudio Bonora _ batteria
Ho preso il biglietto nella speranza di non aver preso una vacca per le balle. Pochi elementi per fare Basie...

VENERDÌ 1 OTTOBRE
H. 19:00
Bagni Pubblici di via Agliè Via Agliè, 9
FRANCESCO GUERRI “SU MIMMI NON SI SPARA!”
Francesco Guerri _ violoncello
Bah.

H. 21:00
Piazza dei Mestieri Via Jacopo Durandi 13
EMANUELE CISI “NO EYES, LOOKING AT LESTER YOUNG”
Emanuele Cisi _ sax tenore
Dino Rubino _ pianoforte, flicorno
Rosario Bonaccorso _ contrabbasso
Adam Pache _ batteria
Di nuovo? 4 mesi dopo?? Era quasi meglio quando veniva ostracizzato, ora fa 2 volte la stessa merda pressata!

H. 21:30
Folkclub Via Perrone 3 Bis
PETRIN/TRACANNA DUO
Tino Tracanna _ sax soprano, tenore
Umberto Petrin _ pianoforte
Non ho parametri per fare previsioni.

H. 22:00
Cafè Neruda Via Errico Giachino 28
CORRADI & CIDALE FEAT. MICHAEL ROSEN “AMERICAN SONGS”
Michael Rosen _ sax tenore, voce
Matteo Cidale _ batteria
Leonardo Corradi _ organo Hammond
Organ trio, potrebbe non essere male. Non so chi sia Corradi.

H. 22:00
ARTeficIO via Bligny, 18/L
MONICA FABBRINI - DAVIDE LIBERTI DUO “CONTINUUS”
Monica Fabbrini _ voce, elettronica
Davide Liberti _ contrabbasso, elettronica
Peccato per "elettronica", Fabbrini non é malissimo, é Liberti che si abbassa a fare roba elettronica chje fa male.

H. 22:00
Amen Bar via Valprato, 68
SERIAL DISORDER
Beppe Virone _ trombe
Igor Sciavolino _ sax tenore, sopranino
Simone Farò _ chitarra
Paolo Possidente _ batteria
Preferisco non andarci, a me il disorder probabilmente verrebbe da farlo in sala.

SABATO 2 OTTOBRE
H. 18:00
Bagni Pubblici di via Agliè Via Agliè, 9
GILBERT IMPERIAL “TRASH TV TRANCE”
Gilbert Impérial _ chitarra elettrica
Non so se avere più paura o orrore.

H. 20:00
Bunker via Niccolò Paganini, 0/200
DJ CHARLIE

H. 20:00
Laboratori di Barriera Via Baltea 3
NICO MORELLI “UNFOLKETTABLE TWO”
Nico Morelli _ pianoforte
Barbara Eramo _ voce, percussioni
Davide Berardi _ voce, chitarra
Camillo Pace _ contrabbasso
Mimmo Campanale _ batteria
UNFOLKETTABLE??????? Mavavangule.

H. 21:00
Educatorio della Provvidenza corso Trento 13
BARBARA RAIMONDI & MARIO ROSINI “VOICES”
Barbara Raimondi _ voce
Mario Rosini _ pianoforte, voce
Barbara Raimondi non mi dispiace, potrebbe essere piacevole.

H. 21:00
Bunker via Niccolò Paganini, 0/200
OTTIMO MASSIMO GRAND BAND FEAT. PIETRO TONOLO
Claudio Chiara, Stefano Riggi, Simone Garino, Roberto Moretti _ sassofoni, clarinetti
Igor Vigna, Janier Isusi Porrez _ trombe
Alberto Borio, Stefano Calcagno _ tromboni
Giovanni Di Martino _ pianoforte
Lorenzo Hernnhut _ chitarre
Dino Cerruti _ contrabbasso e basso elettrico
Rodolfo Cervetto _ batteria
Giampaolo Casati _ direzione, arrangiamento, tromba
Andrea De Martini _ composizioni
GUEST:
Pietro Tonolo _ sax tenore, soprano
Ho due cose: il biglietto e tanta paura.

H. 21:30
Folkclub Via Perrone 3 Bis
JOHN GREAVES WITH ANNIE BARBAZZA
Annie Barbazza _ voce, chitarra, piano
John Greaves _ voce, piano

H. 22:00
Amen Bar via Valprato, 68
AUAND: VENT’ANNI DI SCOPERTE

H. 22:00
ARTeficIO via Bligny, 18/L
MARCO TARDITO ELEVEN “DEEP PARKER IN ROCK”
Marco Tardito _ clarinetto, arrangiamenti
Giuseppe Virone _ tromba
Luca Begonia _ trombone
Ivano Gruarin _ chitarra
Riccardo Conti _ vibrafono
Gualtiero Marangoni _ basso
Donato Stolfi _ batteria
Francesca Bolognesi _ voce
Il no si fonda su due motivi: Parker e Begonia, Tardito é in bilico tra bene e male.

H. 22:30
Amen Bar via Valprato, 68
MANUAL FOR ERRORS “NOISY GAMES”
Manlio Maresca _ chitarra
Daniele Tittarelli _ sassofoni
Francesco Lento _ tromba
Matteo Bortone _ contrabbasso
Ivan Liuto _ batteria
Boh...

DOMENICA 3 OTTOBRE
H. 18:00
Bagni Pubblici di via Agliè Via Agliè, 9
DEDALUS TRIO “TALKING ABOUT AFRICA WITH NONO AND MARAIS IN MINGUS BAR WITH A GLASS OF HENZE”
Marco di Castri _ sax soprano, chitarra elettrica
Roberto Bevilacqua _ contrabbasso, viola da gamba
Enrico Grosso _ batteria, glockenspiel
Talmente impensabile come assieme che potrebbe essere interessante. Ma me ne tengo lontano.

H. 19:00
Cafè Neruda Via Errico Giachino 28
ARES TAVOLAZZI / FEDERICO BAGNASCO “DEEP CONVERSATIONS”
Ares Tavolazzi, Federico Bagnasco _ contrabbassi
Solo due contrabbassi, il bar venderà oceani di birra. E poi a me Tavolazzi sta abbastanza antipatico.

H. 20:30
Combo Corso Regina Margherita 128
ROBBIE F DJ & ELECTRICBASS SET @COMBOTURIN

H. 21:30
Folkclub Via Perrone 3 Bis
GIANCARLO TOSSANI & BIG MONITORS “KNOTS AND NOTES”
Tobia Bondesan _ sax alto
Gabriele Mitelli _ pocket trumpet, flicorno contralto, modular synth
Giancarlo Tossani _ piano, wurlitzer, virtual synth
Michele Bondesan _ contrabbasso
Andrea Grillini _ batteria
Dopo "elettronica" la parola rilevatrice é "Synth". Rivoltante.

H. 22:00
ARTeficIO via Bligny, 18/L
MAX GALLO TRIO & GUEST "JAZZ NOT STOP"
Max Gallo _ chitarra
Giorgio Allara _ contrabbasso
Giorgio Diaferia _ batteria
GUEST:
Alberto Mandarini _ tromba
Danilo Pala _ sax alto
Wally Allifranchini _ sax tenore
Jazz NOT strop??? Ma che davero davero?!? Ma per favore, buttatevi dal ponte di Piazza Vittorio. Tanto con Pala sarà comunque una serata Parker.

H. 22:30
Combo Corso Regina Margherita 128
JAZZONIA "FROM HEART TO ART BLAKEY”

Cesare Mecca _ tromba
Alfredo Ponissi _ sax alto
Gledison Zabote _ sax tenore
Sergio Di Gennaro _ pianoforte
Veronica Perego _ contrabbasso
Ciccio Brancato _ batteria
Se non fosse per Ponissi, Perego e -soprattutto- Ciccio Brancato sare andato, ma Ciccio di Nonna Papera sarebbe stato meglio come batterista. Brancato fa rumore, non suona e purtroppo non é molto rumore per nulla, é molto rumore per rompere le palle alla platea e non far sentire un cazzo.