martedì 28 settembre 2021

TJF Cl(h)ub2021 Day 1

 



Prima giornata delle rutilante kermesse di Crick e Crock:

H. 21:00
Educatorio della Provvidenza corso Trento 13
LAUREN HENDERSON QUARTET
Lauren Henderson _ voce
Sergio Di Gennaro _ pianoforte
Paolo Benedettini _ contrabbasso
Elio Coppola _ batteria

Concerto iniziato con 30 minuti di ritardo, inaccettabile.

Non é stato esattamente il concerto jazz che mi aspettavo, il repertorio proposto era di tre o quattro standards, il resto erano pezzi originali della discografia delle Henderson che poggia prevalentemente sulla disco/fusion/latin (e un pò anche sul geghegé). E, a giudicare da Coppola, anche sul metal.

I suoni in sala erano molto sbilanciati, batteria e basso erano molto alti e spesso sovrastavano pianoforte e voce. Peraltro la voce era amplificata in modo strano rendendola piatta, leggermente metallica e facile all'innesco (sempre istantaneamente soppresso dal fonico).
Diciamo  che per un concerto che aveva al centro la voce non é proprio un bel biglietto di visita.

Lauren Henderson: 8. Una cantante. In Italia é roba rara, almeno pronuncia correttamente e interpreta il testo come chi capisce ciò che dice e cerca di esprimerlo al meglio (grazie al cazzo, é americana...). In più é intonata, non fa scat e prende gli attacchi. A me non ha entusiasmato, ma la roba brutta é ben altra.

Sergio Di Gennaro: 7. Sobrio, un pò invedente, ma non troppo, buon interplay e buone dinamiche, assoli misurati e nella griglia. Forse presentarlo come "uno dei migliori pianisti jazz del piemonte" é un filo esagerato, ma comunque conosce il suo ruolo e lo interpreta bene.

Paolo Benedettini: 5.5. Sembra un pò legnoso e scarso di idee, non mi pare un gran contrabbassista e non può dire che si sentiva male perché era a 80 cm dal suo amplificatore.

Elio Coppola: 2. Di incoraggiamento, perché ogni tanto riusciva a scendere sotto il livello John Bonham. Ma di rado. Troppi assoli e troppo rumore. Non si può coprire tutto e tutti con la batteria per 2/3 del concerto. Chi ti credi di essere? Petrini o Brancato??
Momento epico della serata quando su "The look of love" mentre la dinamica era bassissima e c'erano solo basso e voce aveva solo il charleston per dare i quarti, prima di entrare di nuovo con le bacchette pensa bene di lanciarne una in aria (lo aveva fatto anche nel primo brano strumentale), ma non la prende. Questa finisce su ride e rullante, con grande gioia mia e di tutti quelli che odiano i batteristi ampollosi e persistenti.

Voto finale: 5 al 6 (5.625)

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H. 22:30
Combo Corso Regina Margherita 128
LUIGI TESSAROLLO “NEW SEXTEX”
Luigi Tessarollo _ chitarra
Cesare Mecca _ tromba
Gledison Zabote _ sax tenore
Stefano Calcagno _ trombone
Paul Zogno _ basso
Francesco Parodi _ batteria

Grazie al ritardo dei Led Zeppelin sono arrivato a concerto iniziato.
Repertorio originale quasi al 100%, stile molto West Coast, per essere un gruppo abbastanza assemblato ad arte per la data non hanno suonato niente male.
Lo sapevo, sono andato all'Educatorio a cercare di espandere i miei orizzonti con nuove proposte musicali e me la sono presa in culo.

Quando tra il pubblico del Combo ho visto Prunotto ho capito subito che quello era il concerto che avrei dovuto vedere e non quello in cui c'era il responsabile di un locale che ripropone un concerto (diversamente bello) uguale a quello di luglio.
Dovrei chiedere a Claudio che concerti va a vedere in questa settimana...

Tex: 8. Una garanzia, l'esperienza e la conoscenza contano molto. E si vede e sente.
Mi spiace per l'aStrino nascente della chitarra torinese, ma deve farne ancora parecchie di scale per appagare l'orecchio e non solo gli occhi.

Cesare Mecca: 7.5. Grande, ma un pò troppo alla ricerca del limite del fraseggio e del virtuosismo. Ogni tanto scivola leggermente.

Gledison Zabote: 7.5. Bel suono, buon senso del ritmo e dell'assolo, a brevi tratti fa frasi un pò "scontate". 

Stefano Calcagno: 6.5. Spesso impreparato sugli attacchi dei suoi soli, sembra che a volte si perda un pò nei suoi pensieri finché qualcuno non lo sveglia di soprassalto con una gomitata. Funzionale all'insieme, un pò meno nel solismo.

Paul Zogno: 6. Ha suonato un basso elettrico e sarebbe quindi da 4, ma lo ha suonato abbastanza bene da meritarsi una sufficienza ampia.

Francesco Parodi: 6. Dai tempi della Sagra del Ciapinabò ha imparato ad andare a tempo e a non picchiare come un fabbro. A volte torna a picchiare e strafare, ma riesce a contenersi (sarà per la paura di essere malmenato da Tex). Forse potrebbe evolversi ulteriormente e diventare un batterista.

Voto finale: 7 (6.916).

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