lunedì 2 maggio 2022

iootrn zjaz aefisltv 0222 - retpa II

 





Seconda parte della carrellata dedicata al miserabile cartellone del TJF 2022; solito inutile, asmatico, baraccone malato terminale oscillante tra la Caritas dei musicisti torinesi e il saggio delle scuole di jazz del territorio con ampie incursioni nel free e nell'elettronica.
Quello che non hanno mai messo attaccato al cartellone é la scritta "Tutto a 9.99€", che é grossomodo il budget per l'evento. E la cosa é nota e ben evidente.


Mercoledì 15 giugno
Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo Corso Inghilterra 3h. 17:30
CHANDA RULE AND SWEET EMMA BAND
Chanda Rule — voce
Hermon Mehari — tromba
Paul Zauner — trombone
Osian Roberts — sassofono tenore
Jan Korinek — organo
Gio Rossi — batteria
Potrebbe essere un concerto quantomeno umano; non mi pare rientri nel jazz, ma dopo il concerto per Personal Computer al Conservatorio tutto é possibile. Potrei pure metterci degli euro e andarlo a sentire.


Off Topic via Giorgio Pallavicino, 35h. 19:00
ANANASNNA FEAT. SANDY SILVA “VELOCI COME IN 500”
Stefano Risso — basso elettrico, composizione
Simone Garin, Davide Pignata — alto sax
Nicholas Remondino, Michele Bussone — batteria
GUEST Sandy Silva — danza, percussioni
ANANASNANSASSA??? Tutti gli anni Risso deve fare un concerto al TJF suonando le aberrazioni musicali parto delle fantasie contorte della sua mente distorta e disturbata? Ma per favore, corro a sentire Chanda Rule pur di non correre il rischio di passare dalle parti di Via Bligny.


Osteria Rabezzana Via San Francesco d'Assisi, 23/Ch. 19:00
ASSOCIAZIONE JAZZ MANOUCHE PRESENTA: HOT CLUB ËD TURIN “HOT SWING À L’ANCIENNE…”
Giangiacomo Rosso — chitarra solista
Stefano Ivaldi — violino
Manule Baudino — chitarra ritmica
Andrea Bottelli — chitarra ritmica
Michele Millesimo — contrabbasso
Lo so, il manouche dopo 5 minuti ha rotto il cazzo. Lo so, la Rabezzana non é un locale in cui mi piace andare per colpa del parcheggio e del cibo, ma essendo alla stessa ora se sono qui non sono dagli ANANSANNASSA.


OGR Torino – Sala Fucine Corso Castelfidardo 22h. 21:30
MILTON NASCIMENTO “ONE FINAL MUSIC SESSION TOUR”
Milton Nascimento — voce, chitarra
Ronaldo Silva — percussioni
Jose Ibarra — voce
Kiko Continentino — pianoforte
Widor Santiago — sassofoni
Wilson Lopes — chitarra
Alexandre Lopes — basso
Lincoln Cheib — batteria
Ho sentito Antonio Carlo Jobim dal vivo, grazie preferisco passare la mano. Come avessi accettato.


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Giovedì 16 giugno
OGR Torino – Sala Fucine Corso Castelfidardo 22h. 18:30
TORINO JAZZ ORCHESTRA SPECIAL GUEST DINO E FRANCO PIANA “TRIBUTO A ARMANDO TROVAJOLI”
Fulvio Albano — direttore, sax tenore, soprano e clarinetto
Claudio Chiara, Valerio Signetto, Gianni Virone, Marco Tardito — sassofoni, clarinetti
Luca Begonia, Stefano Calcagno, Danilo Moccia, Gianfranco Marchesi — tromboni
Andrea Tofanelli, Mirco Rubegni, Fulvio Chiara, Felice Reggio — trombe
Fabio Gorlier — pianoforte
Aldo Zunino — contrabbasso
Adam Pache — batteria
SPECIAL GUEST
Dino Piana — trombone
Franco Piana — arrangiamenti, tromba e flicorno
Concerto che fa gola e paura allo stesso modo; due vecchi rincoglioniti possono contenere i danni di Signetto, Begonia e Reggio?


Osteria Rabezzana Via San Francesco d'Assisi, 23/Ch. 19:00
ALWAYS KNOW QUARTET+GUEST “MONK’S DRUMS”
Giacomo Petrocchi — sassofoni
Cesare Mecca — tromba
Fabrizio Leoni — pianoforte
Matteo Rossi — contrabbasso
Luca Guarino — batteria
Spiace per Mecca, ma Monk anche no. Grazie.


Laboratori di Barriera Via Baltea 3h. 19:30
DANIELE D'AGARO ULTRAMARINE “UCEJ. IL CANTO DEGLI UCCELLI”
Daniele D’Agaro — clarinetti
Denis Biason — chitarra elettrica, banjo
Luigi Vitale — vibrafono, percussioni
Camillo Prosdocimo — cocchiolatore
Dovete morire i
mpallinati da calibro 12 a 28 grani.


OGR Torino – Sala Fucine Corso Castelfidardo 22h. 21:30
BUSTER WILLIAMS QUARTET “SOMETHING MORE”
Buster Williams — contrabbasso
Steve Wilson — sassofono alto e tenore
George Colligan — pianoforte
Lenny White — batteria
'sto vecchio quà é indubbiamente stato testimone della storia del jazz della seconda metà del secolo scorso. Però aveva frequentazioni molto pericolose, concerto estremamente a rischio.

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Venerdì 17 giugno

OGR Torino – Sala Fucine Corso Castelfidardo 22h. 18:30
BANG/HENRIKSEN/CECCHETTO/ RABBIA QUARTET
Jan Bang — sampling, elettronica
Arve Henriksen — tromba, elettronica
Roberto Cecchetto — chitarra elettrica
Michele Rabbia — percussioni, elettronica
Manco squartato.


OGR Torino – Sala Fucine Corso Castelfidardo 22h. 21:30
NOW VS NOW + KURT ROSENWINKEL + LNDFK
Jason Lindner (flymyspcshp) — tastiere, sintetizzatori, elettronica
Panagiotis Andreou — basso elettrico, voce
Obed Calvaire — batteria
Kurt Rosenwinkel — chitarra
Linda Feki (LNDFK) — voce
Dario Bassolino — tastiere, sintetizzatori
Mi piacerebbe andarci solo per condurre una ricerca antropologico-fisiognomica sul pubblico presente volontariamente in sala.

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Sabato 18 giugno

Laboratori di Barriera Via Baltea 3h. 19:00
BARRY FINNERTY QUARTET
Barry Finnerty — chitarra elettrica
Sergio Di Gennaro — pianoforte
Davide Liberti — contrabbasso
Folco Fedele — batteria
Passo. Nel senso di passo la mano.

OGR Torino – Sala Fucine Corso Castelfidardo 22h. 21:30
KAE TEMPEST
Concerti
Kae Tempest — voce
Hinako Omori — tastiere
Giusto. L'immancabile quota lgbt.

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Domenica 19 giugno


Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea piazzale Mafalda di Savoiah. 17:30
RAMON MORO “SONORIZZAZIONE DELLA MOSTRA ESPRESSIONI CON FRAZIONI”
Ramon Moro — tromba, flicorno
Direi che siamo evidentemente arrivati alla frutta o siamo in un film di Bunuel...

Bagni Pubblici di via Agliè Via Agliè, 9h. 19:00
INTERIORS & SWANZ THE LONELY CAT “OVERTONES”
Erica Scherl — violino, tastiera
Valerio Corzani — basso elettrico, electronics devices
Gaetano Alfonsi — batteria, percussioni, loops
Luca Swanz Andriolo — voce, banjo
Troppa paccottiglia elettrica.

Cafè Neruda Via Errico Giachino 28h. 19:00
OLD SWING LAB FEAT. FULVIO CHIARA “POST-MODERNISME”
Jazz clhub
Nunzio Barbieri — chitarra
Massimo Pitzianti — fisarmonica
Francesco Barbieri — clarinetto
Jino Touche — contrabbasso
Fulvio Chiara — tromba
La parola "postmoderno" mi tiene alla larga quanto "inclusione".


OGR Torino – Sala Fucine Corso Castelfidardo 22h. 21:30
JIMI TENOR SASSOFONI & UMO HELSINKI JAZZ ORCHESTRA ED PARTYKA DIRETTORE “TERRA EXOTICA”
Teemu Mattsson, Timo Paasonen, Mikko Pettinen, Tero Saarti — trombe
Kasperi Sarikoski, Pekka Laukkanen, Mikko Mustonen, Heikki Tuhkanen — tromboni
Ilmari Rönkä, Max Zenger, Marko Portin, Manuel Dunkel, Mikko Mäkinen — legni
Kirmo Lintinen — pianoforte
Vesa Ojaniemi — basso
Markus Ketola — batteria
Troppe lettere strane, non ci casco.


Amen Bar via Valprato, 68h. 23:00
TJF PARTY JAM
Jazz clhub
Luigi Tessarollo — chitarra, coordinatore della jam
Riccardo Ruggieri — pianoforte
Cesare Mecca — tromba
Alessandro Maiorino — contrabbasso
Mattia Barbieri — batteria
Ecco, questo fa per me!

Ultima cosa inutile da aggiungere é il Premio Degenneiro che va ex-aequo ai Fratelli Chiara (3 date a testa).
Ma in fondo, almeno in questo caso, la cosa significa che si fa suonare chi é capace e quindi non é nemmeno poi una brutta notizia.

domenica 1 maggio 2022

iootrn zjaz aefisltv 0222 - retpa I

 


 

“L’ESIGENZA DI ANDARE VERSO IL BASSO”
Il bello é che questa non é una mia cattiveria o l'ennesima invettiva nella -vana- speranza che prima o poi una pietosa mano stacchi la spina al Festival, ma il titolo di un concerto di Furio di Castri.


Senza star li a perdere tempo in cazzate tipo riflettere sulle turbe mentali che hanno portato ad anagrammare la parola Jazz (se non il terrorizzante motto "musica in ordine sparso"), vediamo il programma "day by day".


Sabato 11 giugno
XIPE “NEPANTLERAS”
Jazz brunch a partire dalle H. 12.30
Bagni Pubblici di via Agliè H.14.30
Giulia Deval — voce e nastri magnetici
Ivan Bringas — guitarra expansiva
Nastri magnetici e guitarra expansiva, ogni commento é superfluo.

PAOLINO DALLA PORTA
“VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA”
Teatro Vittoria H.16.00
Paolino Dalla Porta — contrabbasso
Primo di una serie di concerti che festeggiano i 100 anni dalla nascita del celebre contrabbassista Charles Mingus. Io di Mingus amo festeggiare solo la morte, ma ad ognuno il suo...
Diciamo che un'ora di contrabbasso solo che suona Mingus non mi passa nemmeno per l'amticamera del cervello.

RICCARDO FORTE/DAVIDE LIBERTI “MINGUS: NELL’OCCHIO DEL CICLONE”
Teatro Vittoria via Antonio Gramsci 4h. 18:30
Riccardo Forte — voce recitante
Davide Liberti — contrabbasso, effetti
V. sopra, ma x2

PASOLINI, IL JAZZ E L’AFRICA – COME IL POETA HA NARRATO IL JAZZ
Piazza dei Mestieri Via Jacopo Durandi 13h. 19:00
Gianni Denitto — sax alto
Federico Marchesano — contrabbasso
Mattia Barbieri — batteria
Lucia Cervo — voce recitante
Luciano Viotto — ideazione e progetto
Anche questa edizione la Premiata Agenzia di Viaggi Denitto ci porta in giro a casaccio per il mondo, ma stavolta guidato ed ispirato dalla sapiente mano dell'architetto Luciano Viotto che tesse la trama dei rapporti tra Africa, Pasolini e Jazz. Ci manca la cove narrante di Carlo Lucarelli e saremmo in Blu Notte.
Fottesega x Fottesega x Fottesega.

BERTS/CHIRICO/DELLAPIANA/MAZZA “IN C”
Paolo Dellapiana — synth modulare + strumento elettroacustico
Maria Valentina Chirico — voce + armonium
Riccardo Mazza — synth modulare
Sara Berts — synth modulare
Deliberatamente non scrivo dove, perché non voglio essere chiamato in correità.

Educatorio della Provvidenza corso Trento 13h. 21:00
CFM BIG BAND “TRIBUTE TO COUNT BASIE”
Claudio Chiara — direzione e arrangiamenti
Sono già lì. Preoccupato, ma speranzoso di assistere ad uno dei migliori concerti di 'sto festival di merda.

Amen Bar via Valprato, 68h. 21:30
CANOVA TRIO “CONTEMPORARY JAZZ
Elisa Marangon — voce e pianoforte
Roberta Brighi — basso elettrico, voce
Massimiliano Salina — batteria
Boh, magari non fa schifo ai lebbrosi...

l’ARTeficIO via Bligny, 18/Lh. 22:30
JOHNNY LAPIO & ARCOTE PROJECT “SCHIANO GRAFFITI”
Johnny Lapio — composizione, conduzione, tromba
Francesco Partipilo — sax contralto
Lino Mei — pianoforte
Michele Anelli — basso elettrico
Davide Bono — batteria
Lapio, Partipilo e Anelli che fanno cose composte da Lapio.
E poi cagano il cazzo con Bucha... Io chiamerei l'ONU per sentire che intendono fare.

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Domenica 12 giugno

Teatro Vittoria via Antonio Gramsci 4h. 16:00
FURIO DI CASTRI “L’ESIGENZA DI ANDARE VERSO IL BASSO”
Furio di Castri — contrabbasso
Anche se é la Title Track del TJF degli ultimi 8 anni, me lo perdo senza il minimo rimpianto; anche perché io non sono iscritto al Conservatorio e posso quindi dire che Di Castri mi fa cagare.

Educatorio della Provvidenza corso Trento 13h. 17:00
DRUMCIRCLE “UN RITMO PER TUTTI”
Alex Nicoli — facilitatore
Carlo Bellotti — percussioni
Paolo Gambino — tastiere
Un tempo il facilitatore era colui il quale dava e riceveva mazzette  in cambio di favori. Molti sono finiti in galera e penso che anche il signor Nicoli ci starebbe bene.


Teatro Vittoria via Antonio Gramsci 4h. 18:30
BUSTER WILLIAMS “SOLO FOR MINGUS”
Buster Williams — contrabbasso
V. Paolino dalla Porta x Forte/Liberti + Mingus elevato al cubo.


Cafè Neruda Via Errico Giachino 28h. 19:00
AULA/NEGRI DUO “DA AGOSTO A SARNO (HOPE)”
Mauro Negri — clarinetto, sax tenore
Giacomo Aula — pianoforte
Bah, chissà...


Educatorio della Provvidenza corso Trento 13h. 21:00
DUO TAUFIC “D’ANIMA”
Roberto Taufic — chitarra classica
Eduardo Taufic — pianoforte
Chi cazzo sono, i Fratelli Bundi del jazz iracheno? Mavaffanculo.


Conservatorio Giuseppe Verdi Piazza Bodonih. 21:00
JONATHAN COE & ARTCHIPEL ORCHESTRA
Ferdinando Faraò — direzione
FEATURING Jonathan Coe — tastiere
Piuttosto la morte.


l’ARTeficIO via Bligny, 18/Lh. 22:30
TAD ROBINSON BAND
Tad Robinson — voce, armonica
Alberto Marsico — organo
Kenan Ozdemir — chitarra
Erkan Ozdemir — basso
Levent Ozdemir — batteria
Prenoterò solo per fiducia nei confronti di Marsico.
A me 'sti 3 con 'sto cognome turco mi fanno una gran paura.

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Lunedì 13 giugno

Cafè Neruda Via Errico Giachino 28h. 19:00
MARCO PICCIRILLO 4STRINGS FAMILY “AUDIONARIO”
Gianni Virone — sax soprano e tenore
Fabio Giachino — pianoforte
Marco Piccirillo — contrabbasso e composizioni
Ruben Bellavia — batteria
Di sicuro c'é qualità negli ingredienti, ma credo che il minestrone sappia di brodo di mestruo.


Laboratori di Barriera Via Baltea 3h. 20:30
JST ENSEMBLES “A TRAVEL ACROSS THE ERAS”
JST BIG BAND
JST COMBO 
JST BLUES
Buona l'idea di spezzare nelle tre componenti base del jazz (Blues, Combo e Big Band) l'esibizione della Jazz School of Turin, speriamo non sia un cazzo di saggio.

Conservatorio Giuseppe Verdi Piazza Bodoni h. 21:00
ELEPHANT 9+REINE FISKE
Ståle Storløkken — tastiere, organo elettrico
Nikolai Eilertsen — basso
Torstein Lofthus — batteria
SPECIAL GUEST Reine Fiske — chitarra elettrica
Troppe lettere strane nei nomi, troppi segni matematici, troppi strumenti elettrici.

Bunker via Niccolò Paganini, 0/200h. 21:30
VALERIO SIGNETTO JCT BIG BAND “SWING & BIG BAND”
Che bello, proprio mentre stavo per  rimarcare con apprezzamento l'ampio spazio dato quest'anno alle big bands, i geni ne piazzano due praticamente alla stessa ora. Morite Male.

Combo Corso Regina Margherita 128h. 22:30
MIXTAPE “INTERFERENZE”
Non so che roba sia, già solo il titolo mi fa cagare e il Combo é un posto di merda.

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Martedì 14 giugno

Imbarchino del Valentino viale Umberto Cagni, 37h. 18:30
MINGUS PROJECT “LA SEGREGAZIONE RAZZIALE E LA MUSICA DI MINGUS”
Alberto Borio — trombone, arrangiamenti e voce narrante
Igor Vigna — tromba
Simone Garino — sax contralto
Daniele Bergese — sax tenore e baritono
Andrea Di Marco — contrabbasso
Alex Nicoli — batteria
Che bello, finalmente Borio s'é attaccato alla tetta del TJF. Peccato che sia con il progetto Minkius.

Tempio Valdese corso Vittorio Emanuele II, 23h. 21:00
STÅLE STORLØKKEN “SOLO”
Ståle Storløkken, organo
Non credo mi interessi sentore un mobile Ikea che suona l'organo nella sinagoga.

Educatorio della Provvidenza corso Trento 13h. 21:00
WAYNE ESCOFFERY MEETS ELIO COPPOLA TRIO
Wayne Escoffery — sax tenore
Elio Coppola — batteria
Sergio Di Gennaro — pianoforte
Paolo Benedettini — basso
Forse non dannoso, ma di per certo inutile.

Bunker via Niccolò Paganini, 0/200h. 21:30
FFM JAZZ FACULTY “IL MESTIERE DI VIVERE”
OPERA JAZZ
Musica di Gianni Virone, testo di Pierfrancesco Di Noia
Pinuccio Bellone — narratore
Sonia Schiavone — voce
Gianni Virone — tenor sax, clarinetto, flauto
Claudio Chiara — sax alto, soprano, flauto
Fulvio Chiara — tromba, flicorno
Humberto Amesquita — trombone
Fabio Gorlier — pianoforte
Alessandro Chiappetta — chitarra
Francesco Bertone — contrabbasso
Ruben Bellavia — batteria
Praticamente un progetto a cura degli insegnati del Centro Musicale di Fossano, la presenza dei due Chiara potrebbe essere preziosa, ma a me queste ibridazioni tra Fenoglio, il jazz, la musica, la narrazione fanno abbastanza storcere il naso a priori.
E poi... "opera jazz" mi fa terrrore; l'unico ad essere andato abbastanza a segno dove pure Ellington ha fallito é stato Gershwin con Porgy and Bess che non é comunque granché; figuriamoci Virone.
Comunque penso che ci andrò

Combo Corso Regina Margherita 128h. 22:30
MARTIN CRAIG & THE BLACK CITY “PLAYS THE METERS”
Martin Craig — chitarra, voce
Juan Carlos Calderin — batteria
Simone Bellavia — basso
Alberto Gurrisi — organo
Vito Miccolis — percussioni
Chissà se Martin Bellavia ha usato lo pseudonimo per non sporcarsi il curriculum con il TJF. I Meters facevano roba a tratti interessante e Vito Miccolis é un bel plus, forse é preoccupante l'assenza di fiati; se non piove a dirotto me li sento dal marciapiede davanti al locale di merda in cui suonano.


giovedì 28 aprile 2022

Rhabdomantic Orchestra "Almagre release party"

  


TUM presenta:

 Rhabdomantic Orchestra "Almagre release party"
 Blak Saagan & Alek Hidell #dalvivo
 Tre concerti, tre storie differenti in una notte unica.

TIMETABLE CONCERTI

h 21.00 — Apertura porte
h 21.30 — Blak Saagan
h 22.30 — Rhabdomantic Orchestra
h 23.30 — Alek Hidell

Cominciamo con l'esibizione #dalvivo di Blak Saagan.
Una videoproiezione di un giornale risalente ai tempi dell BR su cui si facevano zoomate e macro di dettagli senza un costrutto logico su cui un imbecille suonava sequencers, synth e/o pianole senza preoccuparsi minimamente di che tasti stesse premendo.
Ad un certo punto tra la gente che dondolava in trance medianica ed il baccano assordante che pareva stonacare i muri che vibravano dalle onde delle basse frequenze mi sono chiesto se non fossi morto e finito all'inferno.

In confronto Trainspotting sembrava un episodio della Famiglia Bradford.
In pratica, il solito demente che ha speso 10.000 euro in robe e poi si dà una verniciata di "impegno" a cui abboccano i boccaloni che fanno cartelloni di "impegno socioculturalecontroilsistemanazicapitalisticodiSoros"
E il bello é che lui essendo "artista" non deve giustificare nulla di quanto produce perché l'arte é libera e "se non ti piace quello che faccio sei fascista". 

Fortunatamente i tempi sono stati rispettati e con soli 5 minuti di ritardo la Rhabdomantic Orchestra inizia il concerto di presentazione di Almagre.
Conoscendo 5 dei componenti dell'Orchestra ed avendo molta stima per la persona di Manuel Volpe che ne é un pò il motore, ammetto che sia difficile dare una valutazione oggettiva.
Se devo essere sintetico all'osso direi che é musica che mi fa cagare, ma suonata bene.

I primi 4 pezzi, se non fosse stato che vedevo una che si dimenava sul palco, avrei detto che erano senza cantante.
Invece era il solito schifo di audio in sala fatto da chi al massimo può fare i suoni a Coccoluto.

Sostanzialmente una bolgia di suoni mal equalizzati che creavano una catena di inneschi appena si tentava di mettere mano al mixer. Certo anche il fatto che la Rhadbo desse l'idea di suonare come non ci fosse un domani non aiuta a fare i suoni in un ambiente abbastanza chiuso come il Bunker.

Dopo una lunga battaglia alla fine si é arrivati a sentire un pò la cantante e a distinguere qualche strumento in quel delirio e perciò un minimo di concerto posso dire di averlo sentito.

Cantante: ero troppo lontano per vedere se fosse brava brava, ma dà l'idea di essere quantomeno fregna. Bene.

I pezzi: tutti uguali. Dei modaloni con riffs che ogni tanto variano su ritmi meno tritacoglioni. Ma poi ritornano modaloni con riffs. Orrore.

I soli: Bene Cocon che avendo il vantaggio di suonare la tromba era tra quelli che non faceva fatica ad emergere da quella palude di suoni. Tutti i soli erano dritti, chiari e con chiare matrici ritmiche o melodiche. Sax tenore, pochi soli e poco volume, praticamente non pervenuto come gran parte dei musicisti che non suonavano percussioni o tromba.
Il sax contralto di Garino invece si sentiva. Purtroppo.

Nota di merito é riuscire a bucare il muro sonoro per far giungere il suono del contralto fino al fondo della sala (dove mi trovavo io per autoprotezione) e le note di merito finiscono qui. A meno che suonare roba free che fa accapponare la pelle dall'orrore  non sia meritorio.
Ritmica: Bum Bum, Tumb Tumb. Non ci va molto, ma tenere lo stesso cazzo di ritmo per più di un'ora non é facile.

Giudizio sull'Album: Schifo.
Tanto il primo mi piacque quanto mi fa defecare questo, non capisco i pezzi in lingue diverse, non capisco la svolta etno-africo-centroamericana, anche se appoggio la scelta di Manuel di imbarcare la fregna nel progetto. Senza non ci sarebbe nessuna possibilità di successo, specie in questo ambito di fruitori con la 104.


Per dovere di cronaca aggiungo che dopo c'é stata l'esibizione del signor Alek Hidell che credo porti avanti degli studi sull'utilizzo degli impianti di amplificazione per l'abbattimento delle strutture in cemento armato.

lunedì 28 marzo 2022

Urban 4tet @ Capolinea n°8

 



SABATO 19 MARZO ore 21,30

Lo Storico Jazz Club Capolinea 8 Torino in Collaborazione con l'Associazione culturale Torino Jazz City presenta per la 6 Edizione della Rassegna  CHICCHE DI JAZZ


* URBAN JAZZ 4ET *

SIMONE GARINO - Sax
EMANUELE FRANCESCONI - Piano
VERONICA PEREGO - Contrabbasso
ALESSIO BOSCHIAZZO - Batteria

Io non ci sarei proprio voluto andare.
Quella sera Francia ed Inghilterra 
giocavano l'ultima partita del 6 Nations, peraltro decisiva per l'assegnazione del titolo 2022 e io dopo 15 minuti di partita non resistevo più all'ansia per il risultato.

Per cui, piuttosto che stressarmi con una cosa interessante, meglio stressarsi per una cagata...

Il quartetto é stato assemblato ad hoc per la serata, praticamente nessuno dei membri aveva mai suonato con gli altri e mi aspettavo quindi una serata di standards (magari massacrati), ma mainstream.

Invece per motivi ignoti alla Ragione e contro ogni logica il gruppo ha deliberatamente scelto di fare un omaggio a Wayne Shorter.

Ora... a me Shorter fa cagare nel 90% della sua produzione e quindi se lo massacrano non mi fa che piacere, perciò a me del rispetto per la figura del musicista non frega un cazzo. Trovo però poco rispettoso da parte di musicisti che lo tengono in considerazione approcciarsi al suo non facile repertorio in modo approssimativo abborracciando 5 o 6 pezzi giusto per dire di averli fatti.

O sei un musicista professionista con gli stracazzi o devi provare per un pò di ore prima di salire su un palco a suonare quella merda.
Loro non rientrano in nessuno dei due casi.

Il pianista ed il batterista si sono persi più volte nelle strutture creando qualche apprensione a Garino che si aspettava succedessero cose che invece non accadevano, la contrabbassista se l'é cavata un pò meglio, anche se non ha di certo brillato nei soli ed ha un attacco un pò troppo violento sulle corde.

Garino non ha suonato male, nel senso che ha suonato musica di merda nello stile della musica di merda; per me inascoltabile, ma a tema.

La batteria era praticamente l'unico strumento che si sentiva distintamente, il resto era appena percettibile dietro il casino di pelli e piatti. Piatti che tralaltro andavano rispostati verso il batterista più volte durante il pezzo perché, spinti dalla foga, si muovevano verso il pubblico.
Sublime il momento in cui durante l'ultimo pezzo é stato 30 secondi a cercare di rimettere la cordiera di cui non trovava la leva e che per poco non causava la caduta del rullante dallo stand.
Il pianoforte praticamente non si sentiva, ma era meglio così.
Le poche volte che si sentiva non era granché piacevole...

I pezzi avevano praticamente tutti la stessa struttura: Tema, solo di sax, db, pianoforte e poi scambi con la batteria.
Praticamente ogni pezzo durava 12 minuti e i soli straziavano le mie orecchie con note che stavano su scale a cazzo o  conosciute solo agli adepti del lisergico.

Credo abbiano suonato:
Footprints, ossia rumore di tornio con cuscinetti grippati in tempo jazz waltz.

Fee fi fo fum (o una cosa del genere). Merda pressata che non vale nemmeno la pena di cercare su Google per vedere se il titolo l'ho scritto giusto.

El gaucho. Orribile bossanovata che grida vendetta contro Dio (Jobim) e gli uomini (io). Certi crimini no andrebbe lasciati impuniti.

Infant eyes. Per quanto incolore ed inutile ballad, almeno é stata quasi decente. Sbagliare anche una ballad é da saggio della Notaband.

Speak no evil. Title track di uno degli albums del cui acquisto mi sono maggiormente pentito nella mia vita (e di cui fanno parte almeno altri due pezzi eseguiti nella serata); no per nulla si dice che il pesce puzza dalla testa.

Yes or no. Più che altro NO, DIOFA', NO!!!

Un pezzo proposto dalla Perego e scelto tra il repertorio di Monk (credo fosse uno degli intercambiabili blues in Bb) di cui no mi sno nemmeno peritato di capire il titolo.
Per riassumere: un pezzo di Monk (che credo sia soprattutto un insulto). 

Bis:
Anthropology. Pezzo di cui esiste una sola versione ascoltabile. E non era questa.

Ma la cosa importante é la Francia che impone e vince con un Grande Slam il Guinness Six Nations. Il resto é tutto futile ruomere di fondo.

domenica 27 febbraio 2022

Si iu saund 8, ossia dell'infinita inettitudine

 


Domenica 20/02 sono stato gentilmente omaggiato di due accrediti per il festival della sonorizzazione e del cinema a contenuto "musicale".

Al di là della programmazione di un documentario sulla più che inutile, dannosa dance italiana anni '80 che però va tanto di moda da un paio di anni almeno, di un documentario sulla Nuova Scuola Genovese in cui quattro rappers/trappers/inutili cazzoni che rubano l'ossigeno alle piante vengono presentati come gli eredi della vecchia scuola (orrore e raccapriccio) ci sono film e documentari sulla musica e sui musicisti che potrebbero avere qualche interesse per gli interessati.

Il mio pass era per vedere una sonorizzazione dal vivo di Inferno, film italiano del 1911 in cui viene narrato il viaggio di Dante all'inferno.
Il film non era tecnicamente male per i tempi in cui é stato girato, ma chiaramente a causa dei liniti temporali e tecnici risultava parecchio monotono nelle scene (gente che stava sdraiata in ammollo o si rotolava per terra) e spezzettato nella narrazione.

Con queste basi capisco che la sonorizzazione fosse abbastanza difficile da mettere su senza scadere nella monotonia dei temi,  o in una bolgia di suoni ad effetto. Comunque non é stata male nemmeno la sonorizzazione e la mia ora me la sono passata senza guiardare l'orologio di continuo.

Il grosso ed endemico problema é sorto prima dell'inizio della proiezione, nel momento in cui mi sono approcciato al cinema Massimo con i 25 minuti di anticipo richiesti per sbrigare le procedure di accreditamento e controllo Green Pass.

Primo tentativo: mi metto in coda davanti alla fila che porta all'ingresso segnalato come "See You Sound", quando poi riesco ad interloquire con qualcuno dell'organizzazione durante il controllo del Green Pass mi viene detto che é la fila sbagliata e che gli accreditati fanno la fila lungo al muro ed entrano dalla porta all'estrema destra.
Mettere un cartello accreditati???

Secondo tentativo: vado all'estrema destra e dopo un pò aprono la porta (in faccia a noi che dobbiamo stringerci per passare tra la stessa e la transenna), mi controllano il Green Pass (e due) e mi fanno entrare nell'atrio in cui apprendo che non devo andare ala casa, ma ad un tavolino accanto alla porta dove viene controllato il mio nome sulla lista e quindi dato che "la sala non é ancora pronta per l'ingresso delle persone" anche se teoricamente mancano ormai poco più di 10 minuti all'ipotetico inizio del film vengo inviato di nuovo fuori, ma nella corsia centrale della coda.

Terzo tentativo: faccio la fila nella corsia centrale, intanto affluisce nel cinema delle gente che non so se vada a vedere il mio film o altro perché stranamente non si capisce un cazzo e tutto e chiaro e limpido come una fossa oceanica.
Ormai mancano cinque minuti e dopo aver chiesto se pensavano prima o poi di fare entrare anche noi diretti in sala 1, alla fine ci danno il via libera all'ingresso. Ovviamente dopo avermi controllato il Green Pass.
Ovviamente le persone alla porta erano tre e l'ultima di queste ha voluto a tutti costi avere il grande privilegio di scansionare il mio certificato...

In sostanza tre tentativi per andare a vedere un film in una festival, ormai l'autoproclamata l'organizzazione é giunta oltre all'abborracciato dilettantismo siamo alle vette dell'idiozia della totale mancanza di attività cerebrale in coloro i quali non hanno pensato a mettere anche solo dei cartelli per canalizzare e regolare i flussi e spiegare la procedura di accesso. Anche se poi a ben pensarci probabilmente i lobotomizzati fruitori non avrebbe comunque letto un cazzo e si sarebbero accatastati alla rinfusa in un unico bolo davanti alle porte.

Ma in fondo che ci si può aspettare da chi organizza un festival internazionale e sceglie dei simili fenomeni parastatali come giurati?

MATTHÌAS HARALDSSON
Matthìas Haraldsson (1994) è uno scrittore e performance artist che vive a Reykjavik, Islanda. Ha scritto, diretto e collaborato in numerosi spettacoli e performance. Ha rappresentato l’Islanda all’Eurovision Song Contest (e sticazzi?) col premiato collettivo anti-capitalista di arte performativa Hatari, che ha co-fondato, e nel frattempo è apparso nel documentario A Song Called Hate. Tale partecipazione ha fatto notizia in tutto il mondo. (ah beh, allora...)

DAVIDE "BOOSTA" DI LEO
Una parola é troppo.

PAOLA CUNIBERTI
Paola Cuniberti (1981) nasce a Torino passando la sua infanzia tra i vinili del fratello maggiore, i cartoni animati, Sanremo e il cortile. A 8 anni alla domanda "cosa vuoi fare da grande" rispondeva: "la produttrice musicale", non sapendo che dopo la laurea al DAMS, la sua vita sarebbe stata legata a doppio filo ai palchi, ai backstage e agli studi di registrazione. Dopo aver collaborato con artisti come Subsonica, Motel Connection, Baustelle, Afterhours, Arisa e Niccolò Fabi - solo per citarne alcuni - e dopo aver lavorato con moltissime e importanti realtà del settore a livello locale e internazionale. Dal 2012 è manager di Niccolò Fabi, dal 2015 è direttrice di produzione del Festival Jazz Re:Found e dal 2018 è nel direttivo del TYC e co-fondatrice di Off Topic, hub culturale della città di Torino. Dallo stesso anno, inoltre, collabora al Festival Apolide, di cui dal 2021 fa anche parte del direttivo dell’ente organizzatore.
In pratica, la favola del bambino che ascolta musica, poi collabora con una serie di mezze tacche fino a giungere al prestigioso Festival. Bucio di culo!

IOLE PELLION DI PERSANO

Curatrice, dal 2016 è direttrice e fondatrice di Recontemporary, di cui è anche presidente dell’associazione culturale dal 2018. Recontemporary nasce con l’obiettivo di comunicare l’arte contemporanea trami-te il video. Nata in una famiglia di galleristi, ha studiato Design e Comunicazione Visiva al Politecnico di Torino e ha completato gli studi presso Sotheby’s New York. Come curatrice ha realizzato diverse mostre in Italia e all’estero. Lavora come consulente e art advisor per collezioni private e un fondo per l’arte.
Ciao. Sono ricca di famiglia, i miei sono galleristi da generazioni e stranamente io organizzo mostre d'arte e rassegne varie. Siccome questo periodo non c'ho un cazzo da fare m'hanno tirato dentro 'sta baracconata.

KAROL SUDOLSKI
Nato in Polonia, è cresciuto tra le montagne del Nord Italia. Vive a Milano da quando si è iscritto al Politecnico di Milano. Prima la scoperta della Fotogrammetria, la poetica e alienante resa della pelle umana scansionata e degli errori di digitalizzazione dei corpi. La musica (a partire da L I M a Mecna, fino ad arrivare a MAHMOOD) gli ha permesso di sperimentare e crescere liberamente. Poi ha incontrato il filtro Instagram di Valentino, che gli ha aperto le porte dell’AR. Gli piace giocare con un mix di errori digitali e di immagini che anni di mtv [che andrebbe scritto in maiuscolo] e videogiochi hanno incastrato nel suo cervello.
Salve, io sono il giovane un pò nerd che rappresenta la quota di giurati formati all'alta scuola dei Social. Non so bene che cosa faccio di lavoro, ma alla gente piace.
Però sono cresciuto tra le montagne e faccio il Poli a Milano... Chiedo scusa a lorsignori, ma sarebbero dati utili per capire cosa?

MAX CASACCI
Ha rotto il cazzo.

GIORGIO LI CALZI
Vedi sopra.

MARIA VALENTINA CHIRICO
È una cantante con un background barocco, classico e contemporaneo. Si è diplomata in Musica Vocale da Camera a Torino ed ha studiato a Berlino, New York e frequentato i Darmstädter Ferienkurse. Si è esibita in molti teatri e festival. Innammorata del suono dell’harmonium da quando era una bambina, incominciò a collezionare harmonium dimenticati nelle chiese o di musicisti più anziani. Ha iniziato a comporre musica per il teatro e cinema. Adesso scrive canzoni su animali, bambini, piante e sogni. Ha pubblicato una rivisitazione del tradizionale canto napoletano Quanno Nascette Ninno e una canzone originale su una poesia di Rainer Maria Rilke.
Io ho ascoltato tanto Bach, Mozart, Beethoven e Chopin, ma soprattutto Gué Pequeno.
Colleziono ocarine da quando ho visto Capitan Harlock, ho composto musica per far scappare i corvi dai campi, ma adesso scrivo di pulp ed ho rivisitato il tradizionale White Cristmas.
L'anno prossimo prendete pure me?

I giurati ovviamente non sono solo questi, ma apparentemente sembrano quasi delle persone competenti o con un background normale.
Devo dire che il logo (presumo ispirato dalla propagazione di un'onda sonora diffusa da due sorgenti) non é male, ma io lo avrei ruotato di 90° per sottolineare l'infinita incapacità di generare a Torino un qualcosa di decente.

martedì 22 febbraio 2022

Sanremo 2022: Quarta serata

 


Sinceramente ammetto che non avrei voluto farlo, ma la serata dei duetti dà sempre molte opportunità per sperare in una estinzione di massa del genere umano e quindi non ho potuto non guardarla.


Noemi: You make me feel (like a natural woman).
Mavaffanculo, allora sa ancora cantare! Un pò tanto nasale e con la presenza di un bel pò di birignao stilistici é un pò leziosa, ma il genere soul é la patria dei birignao stilistici.
Quindi il fatto che la canzone in gara é cantata dimmerda é una scelta di stile ben precisa, probabilmente per venire incontro la mahmooddismo imperante.

Giovanni Truppi con Vinicio Capossela e Mauro Pagani: Nella mia ora di libertà.
Truppi ha un pianolismo da quinta lezione ed un piano indie fatto di truciolato con viti a vista. Capossela sembra un gigante della musica al confronto. Scelta intelligente (e un pò paracula) quella di un brano praticamente recitato. Certo che far suonare l'armonica a Pagani é come far suonare i bonghi a Faso.

Yuman con Rita Marcotulli: My Way.
Le premesse per la sciagura ci sono tutte. Yuman non é nemmeno da corte marziale, ma si sente tanto l'uso di cantare (o meglio sospirare) soprattutto muezzim. Chissà se arriverà una dinamica prima della fine, pure quel vietcong di Cocciante ci riusciva...
Alla fine non é malaccio, tra Mario Biondi 3 ottave sopra e Cocciante in depre. E' diverso da Frank e tutti i suoi (spesso inutili) emuli, ma un diverso non necessariamente più brutto di un Brancaleoni.

Le Vibrazioni con Sophie e Vessicchio: Live and Let Die.
Vessicchio serve a suonare le prime battute probabilmente perché nessuno dei cialtroni sarebbe in grado di suonare qualcosa al pianoforte senza colorare i tasti. Sarebbe stato bello avessero attaccato entrambi i cantanti "Live and let die", ma purtroppo c'é quel che c'é. Energia nel bridger rock pari ad una pila AAA cinese dopo 3 anni di uso intensivo. Sto rimpiangendo i Guns'n'Roses.
L'ennesima brutta pagina di storia patria. Se poi il pubblico in sala acclama solo Vessicchio io una domanda me la farei...

Sangiovanni con Fiorella Mannoia: A muso duro.
Per favore, no. Oddio, voglio morire. Per carità, é carino che i giovani conoscano le canzoni vere, ma magari sarebbe bello che le capissero. Io a questro Topo Gigio meneghino avrei fatto cantare al massimo 44 gatti. Mannoia impeccabile con la sua solita spensierata allegria.
Particolarmente esilarante il passaggio in cui Sangiovanni canta: "Adesso dovrei fare le canzoni
Con i dosaggi esatti degli esperti
Magari poi vestirmi come un fesso
E fare il deficiente nei concerti"
E riesce a farlo stando serio vestito così:




Emma con Francesca Michielin: Baby one more time.
Forse abbiamo il primo arrangiamento della serata! Ma dopo il primo ritornello si ritorna all'originale. Le cantanti hanno delle qualità e la cosa si sente.

Gianni Morandi con Jovanotti: Medley dei loro successi.
Un applauso al grande sforzo messo in campo. Tanta energia e poco sbattimento. Peraltro é proprio un copia incolla fatto con Sibelius degli spartiti originali, in compenso la capacità di stare sul palco é altissima.

Elisa con Elena D'amario : What a Feeling.
Arrangiamento assente, pare abbiano messo la base su ciddì.
Menomale che la D'amario c'é, almeno si guarda qualcosa di bello e vagamente interessante. L'interpretazione di Elisa lascia abbastanza insoddisfatti.
Forse preferisco Elio con Mangoni.
Monumentale siparietto con il messaggio di Moroder da Los Angeles che augura buona fortuna ad Elisa per il festival circondato dagli Academy Awards e dai Gremmy. Ciao Stronzi, in bocca al lupo!!!!

Achille Lauro con Loredana Berté: Sei Bellissima.
La Berté assomiglia a Micky Rourke o il contrario?
Zero arrangiamento. Ovviamente Lauro non arriva al "Sei bellissima" e decide di recitarlo con un quadretto teatrale tipo adorazione dei magi del Beato Angelico.
La cosa impressionante é che alla fine, nonostante tutto la Bertè ancora ce la faccia ancora.

Matteo Romano con Malika Ayane: Your Song.
Romano continua a non potersi sentire, anche la Ayane non sembra in grande forma. Verso il finale va un pò meglio, almeno si capisce che stanno cantando. Arrangiamento: assente.

Irama con Gianluca Grignani: La mia storia tra le dita.
Pallidi tentativi di orchestrazione in apertura, poi skitarrate.
Grignani ormai sembra Jack Sparrow che si ingoiato Adelmo Fornaciari. Magari riuscire a cantare insieme le parole e non ognuno con i suoi tempi... Grignani va ricoverato, lui é molto meno dignitoso della Berté.
E poi Morgan si incazzava con Bugo...

Rettore e Ditonellapiaga: Nessuno mi può giudicare.
Rettore é improponibile, Ditonelculo sembra parecchio ad una cantante. Lei cantante non lo era nemmeno tanto 35 anni fa...

Iva Zanicchi: Canzone.
Pare ci sia dell'arrangiamento, bella la scelta di portare una canzone di Sanremo a Sanremo, ma l'omaggio a Milva ci poteva stare.
Poi, che cazzo, almeno una che sa cantare a 'sto festival ci doveva essere.

Ana Mena con Rocco Hunt: Medley.
Il Mondo: se non fosse così figa sarebbe mooolto boring.
Tra l'altro non canta manco male.
Poi purtroppo dove c'é la figa c'é il tamarro ed arriva il pernicioso rappunzo e si passa a Figli delle stelle.
Se mi lasci no vale é perfetta in mano alla Mena, dato che una vita me la sono sentita in italo/spagnolo. Peccato per il coso inutile in quota N.C.O.

La rappresentante di Lista con una serie di persone a caso (tali Cosmo, Margherita Vicario e Ginevra): Be my baby.
Oddio, pare sia stata arrangiata... Poi che lo sia bene o male si può discuterne, ma almeno non é pari pari all'originale.
Scelta peraltro fuori dagli schemi, esecuzione funestata dagli inserti di elettricume.

Massimo Ranieri con Nek: Anna Verrà.
Buona esecuzione, pezzo non difficilissimo per carità, poca sincronia nel duetto in alcuni punti. Ma si fa ascoltare.
Persino Nek non dà fastidio. Ognuno un pò troppo per i cazzi suoi però.

Michele Bravi: Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi.
Un Bravi appena riesumato canta una delle cagate di Mogol/Battisti; vado a pisciare che é meglio.
Tornando dal cesso almeno ho capito di che é morto: ictus. Dato che non sono non canta, ma parla a frasi spezzettare.
Bella esecuzione, molto nel solco dello schifo dell'originale.

Mahmood e Blanco: Il cielo in una stanza.
"io vedi il cielo sopra qui"??? Assieme funzionano abbastanza bene, presi da soli sono una jattura.

Rkomi con i Calibro 35: Medley "Vasco '80".
Rkomi non riesco a sovrapporlo allo stile del rocker di Zocca, i Calibro 35 sono ottimi come sempre, ma con loro a disposizione si poteva sceglie di meglio per il medley (Fegato spappolato, Deviazioni, Cosa succede in città). Io avrei scelto Gli spari sopra, Colpa d'Alfredo o qualcosa di simile

Aka 7 con Arisa: Cambiare.
Partendo dal presupposto che a me Alex Baroni ha sempre fatto cagare il pezzo é aderente all'originale. Almeno il signor Aka 7 sa suonare il pianoforte, non capisco come uno che suona riesca ad esser stonato. Arisa ha ancora della voce nonostante tutto.
Dopo questo pezzo credo che le azioni dell'Alka Seltzer siano andate alle stelle.

Highsnob e Hu con Mister Rain: Mi sono innamorato di te.
Poveraccio, é morto... Lasciatelo stare.
Intro rappuzzata di codesto Mr. Rain con barre scritte apposta, poi comincia lo sciacallaggio di Lurch e della Sinéad O'Connor tatuata de noantri. Stavolta lei é peggio di lui.
Ansia, molta ansia... Che sciagura il dover dare una parvenza di gravità al nulla cosmico andando a riesumare il povero Tenco.

Dargen D'amico: La bambola.
Decisamente riarrangiata, credo sia stato fatto da Ennio Mozzicone...
Se la Pravo non é priva di difetti nel cantare, il nostro spavaldo Dargen non solo ha difetti di pronuncia, ma canta di merda.
Materiale per eco compatatore.

Giusy Ferrery con Andy (Bluvertigo, non Luotto): Io vivrò senza te.
E' esattamente quello che faccio io.
Ma nessuno le dirà mai "Sparisci, cagna maledetta!"??? E' terrificante, una esperienza da Abu Grahib.

Fabrizio Moro: Uomini soli.
L'analcoolico Moro canta i Pooh. Antiemetici qui, subito!
Almeno ha in qualche modo preso l'acuto.

Tananai con Rosa Chemical: A far l'amore comincia tu.
Almeno 'sta ennesima ricchiunata é stata ri arrangiata.
Per l'occasione alle immortali parole del Poeta Boncompagni sono state aggiunte delle strofe rappate dal signor Rosa Chemical.
Non c'é limite al peggio.

Almeno questo enorme spot traboccante spensierata frociaggine é giunto al termine.
R.I.P.

Classifica della serata:
1- Morandi
2- Mahmood e Blanco
3- Elisa

venerdì 4 febbraio 2022

Sanremo 2022: le prime due serate in breve

  



Sanremo 2022 e vai di nazionalpopolare, geriatria, afoni, sconosciuti, stonati figli di internet e talents e pipponi sociali un tanto al chilo.

Prima serata:
Giusy Ferreri: Miele
Merda sarebbe più appropriato.
Lei é inascoltabile a prescindere: dizione ripugnante, intonazione non pervenuta, estensione di una terza minore.
Il perché qualcuno riesca ad ascoltarla resta un mistero che la scienza non può spiegare. Voto: 4

Dargen d'Amico: Dove si balla
Lui é il primo della lunga lista di chi cazz'é della serata.
Orribile musica dance anni '80. Lui fa semplicemente pena, dovrebbe stare davanti ai negozi in Barriera di Milano con una fisarmonica a cantare "Marina" e prima o poi qualcuno farebbe giustizia per la musica.
Menzione speciale per il testo arguto e profondo basato su parole a casaccio:
                Quindi dove andiamo?
                Dove si balla
                Fottitene e balla
                Tra i rottami
Voto:3 ad essere generosi

Rkomi: Insuperabile
Un'ode al tonno? No, un bel riff stile Depeche Mode "sprecato" da un deficiente che canta robe di disimpegno e svago su una coupé a tuta velocità con la voce di Topo Gigio.
Peccato.
Voto 4,5

Ana Mena: Duecentomila ore
Echi di Gotan Project virati dance, testo abbastanza insipido, ma non ripugnante e "solo" di fisarmonica.
Lei canta con un percettibile accento spagnolo -dato che spagnola lo é- ed io mi chiedo perché una spagnola canti a Sanremo.
Almeno é decentemente intonata, poco afona e non affetta da enfisema cronico. E poi é piuttosto figa.
Voto: 6

Mahmood & Blanco: Brividi.
Ma non é un pezzo portato da Rossana Casale a Sanremo millemila anni fa? (Nel caso...)
Ah, no quello era nella categoria musica, questo é in quella immondizia indifferenziata.
Conati sarebbe più adeguato come titolo. E invece no...
Al di là della mia intolleranza a Mahmood in quanto tale e al piccolo Tiziano Ferro in erba, la canzone non é per niente male, e loro cantano meglio del previsto.
Pezzo sanremese, ma nemmeno troppo e comunque... se non qui dove?
Voto: 6.5

Massimo Ranieri: Lettera al di là del mare
Non amo lo stile teatrale nel cantare, ma il testo non é male e l'interpretazione non ha sbavature.
Voto: 7

Michele Bravi: Inverno dei fiori
Altro rantolatore con metriche a cavallo tra le battute.
Testo non disprezzabile, musica incolore, ritornello nella norma.
Voto: 5.5

La Rappresentante di Lista: Ciao ciao
Musica dance, ma piuttosto ben fatta. Testo non dei più orrendi, voce ed intonazione ci sono.
Voto: 6 (purtroppo)

Gianni Morandi: Apri tutte le porte
Al di là di tutto il pezzo non é male. Morandi sembra un pò incerto all'inizio, ma poi tiene botta.
Il testo é piuttosto povero, la musica un pò facile ma Morandi non é mai stato uno raffinato.
Una specie di fatti mandare dalla mamma 2022.
Voto: 6.5

Noemi: 'Ti amo non lo so dire
Una cantante su cui tanti anni fa avevo sperato, ma é stata mahmoodizzata da (troppo) tempo.
Pezzo anonimo, cantato bene da chi potrebbe fare meglio di così. Peccato.
Voto: 5.5

Yuman: Ora e qui
Oddio, ma Cocciante si é fatto clonare?
Il pezzo musicalmente me ne ricorda almeno un paio (soprattutto "Una settimana, un giorno").
Lui comunque non canta male, il timbro é meno topogigioso di molti altri anche se ogni tanto spara un pò a salve.
Alla fine non é per nulla male.
Voto 6.5

Achille Lauro: Domenica
La versione bionda tatuata e romana del Re Lucertola.
Almeno non ha il vocoder e non fa nemmeno poi tanto cagare come intonazione.
Testo imperscrutabile, musica da schitarrate sulla spiaggia. Coro gospel superfluo. Battesimo finale privo di significato ricavabile dal testo della canzone e quindi esibizione fine a sè stessa.
Voto: 5

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Seconda serata
Highsnob & Hu: Abbi cura di te
Tante parole per dire nulla. Molta atmosfera, poca intonazione e molta noia.
Voto: 4.5

Aka 7even: Perfetta così
Non so da dove esca 'sto qua, ma sta nella categoria Medioman. Testo apparentemente con strofe coerenti, musica da terza lezione di chitarra.
Niente di bello e nemmeno di brutto. Irrilevante.
Voto: 5.5

Irama: Ovunque sarai
Testo dignitoso, voce non proprio intonata anche se fintamente stentorea a tratti. Vestito orrendamente metrosexual come d'obbligo specialmente se sei un "giovane" per sottostare alla dittatura No Gender.
Voto: 6

Tananai: Sesso occasionale
Vabbé, ciao.
Questo come cazzo ci é arrivato qui? Lo ha sentito una giuria di sordi?
E' stonato al di là di ogni redenzione, il testo é puerile e fatto dei soliti pensierini da bambino ritardato di 7 anni. Come se una musichetta allegra potesse far scordare tutto lo schifo...
Irricevibile. Esigo un tribunale speciale.
Voto: 3

Fabrizio Moro: Sei tu
Dopo Tananai perfino una caccola come Moro pare un gigante.
Testo onesto e musica banalotta. Canto buono.
Voto: 6

Elisa: O forse sei tu
Dopo Moro sembra fatto apposta per creare dubbi...
Testo e musica dignitosi; interpretazione e voce oggettivamente buoni.
Voto: 7

Ditonellapiaga e Donatella Rettore: Chimica
Ditonellapiaga canta molto meglio di Rettore (non ci vuole molto).
Il pezzo é l'ennesimo energizzante su beat incalzante (di cassa e rullante, ma senza charleston) in stile "I Feel Love".
Non fa nemmeno troppo schifo, alla fine si lascia sentire.
Voto: 5

Iva Zanicchi: Voglio amarti
Opporcatroia, a 82 anni questa canta intonata e con espressività un pezzo che sebbene sia sanremese od style nel dna non suona troppo stantio e non é nemmeno frutto delle costruzioni armoniche di un sottomongolo analfabeta autodidatta di YouTube.
Il testo non é rivoluzionario, ma nemmeno tanto reazionario.
Voto: 7 (non ci credo manco io)

Matteo Romano: Virale
Ahhh, torniamo ai pensierini accozzati.
Stonato, se poi sei privo delle note basse evita di scendere là sotto. Esistono le trasposizioni, ma se questo é il meglio che si é potuto acchittare allora il problema é l'estensione inesistente.
Voto: 4

Emma: Ogni volta è così
Non c'é molto da dire un pezzo in stile Emma Marrone, testo e musica non entusiasmanti, voce buona.
Sono stupito dal direttore Francesca Michielin, io non pensavo fosse nemmeno in grado di dirigere la cottura della pasta...
Voto: 6

Le Vibrazioni: Tantissimo
Ommadonna, ma questi anni fa non erano così schifosi.
Sono irricevibili, il cantante é inascoltabile. Forse la musica non sarebbe male, ma non riesco a sentirla sotto le stonature.
Per essere come i Bee Geese non basta vestirsi e pettinarsi come loro, orridi cialtroni.
Voto: 4

Giovanni Truppi: Tuo padre, mia madre, Lucia
Bel timbro, per recitare però Sanremo non é il posto ideale. Purtroppo qui si 'canta' e le poche volte che il nostro buon Giovanni prova a cantare é un pò una tragedia.
Forse é un peccato perché nell'insieme potrebbe essere qualcosa di interessante.
Voto: 5

Sangiovanni: Farfalle
Alé un altro sconosciuto stonato con frasi sconclusionate assemblate alla rinfusa ed il ritornello energetico. Cheppalle lo schifo dei mille cloni intercambiabili...
Altro che farfalle, coccodrilli!
Voto: 4