giovedì 28 giugno 2018

Monk po' cazz

27 giugno Jazz Club Torino
Mood for Monk

Giulia Damico - voce
Fabio Giachino - pianoforte
Simone Bellavia - basso
Alberto Borio - trombone
Laura Klain - batteria

“Mood for Monk” è il lavoro sviluppato in questi anni dalla cantante Giulia Damico dedicato al grande ed eccentrico “Monaco” del pianoforte Thelonious Monk.
Arrangiamenti e testi originali scritti appositamente per questo progetto che rielaborano alcune delle sue principali composizioni.
Monk’s Dream, Evidence e Misterioso sono solo alcuni dei brani che verranno eseguiti durante la serata, alternati dalle song americane (standards) che il grande Thelonious amava riproporre con il suo particolare stile pianistico.

E questo é il marketing messo in campo...
Poi però qualcuno prima o poi vede il bluff e son cazzi.

La serata si presenta con un nutrito parterre di cantanti che sono sempre un bel vedere (da sentire a volte lo sono meno).
Finalmente si comincia con un ritardo di 30 minuti, ma forse finalmente non é la parola più appropriata.

La Damico é ben vestita e non concede troppo a spacchi e scolli, i suoi musicisti paiono usciti dai Bagni Nettuno...
Quando si dice portare rispetto alla festeggiata....
Già, perché di festa di laurea si tratta, solo che quando si é la compagna di Fabio Giachino si ha la fortuna di fare la festa di laurea sul palco del Jazz Club Torino.
Giulia spiega che si é laureata ieri a Milano con la stessa roba che ci presenterà stasera, bla bla bla...
Il tutto con una voce sommessa e mangiandosi le parole: si comincia benissimo.

Ah, qualcuno la avvisi che Monk non E' un pianista, ma ERA un pianista.
Ok ci ha pensato Borio.

Tralaltro a me Monk fa pure abbastanza cagare, per cui possono serenamente farne scempio. Il suo contributo al jazz é stato 'Round Midnight, aver fatto tutti i blues in Sib per la gioia degli strumenti in Sib ed aver indossato cappelli buffi.
Diciamo che dopo avere sculato un pezzo buono avrebbe potuto giocare di rimessa, ma lui -come fosse i Righeira- invece ha continuato imperterrito a sfornare robe.

Il primo pezzo dev'essere una monkeria, la Damico é migliorata dall'ultima volta che l'ho sentita con la Bandakadadra all'Hiroscima a cantare Mambo Italiano, ora va un pò più a tempo e pare leggermente più sicura negli attacchi.
Ma ha poca estensione, é monotòna e non si capisce nulla di quello che dice.
Non male per una cantante. C'é molto da fare.

LO SCAT NO!!! Quello sarebbe meglio che non lo facesse!! Le viene malissimo.
Terribile, una roba tremenda, una sciagura epocale.

Puttana di Eva, se tutti fanno un assolo di 2 chorus su tutti i pezzi qui finiamo alle 2....
Ma Borio si sente o lo strumento é freddo?? A me pare un pò fuori tonalità.
Giachino noto che invece é ancora capace di suonare quando evita di fare quelle troiate cosmiche tipo il progetto FM
La batterista invece dev'essere amica di Giulia perché mi pare che il tasso di randagismo canino sia elevato, altrimenti non penso che nessuno l'avrebbe chiamata apposta.

Just squeeze me  ... sempre un borborigmo, non si capiscono le parole, anzi pare che rantoli e poi di nuovo 'sto scat!
Già tanto comunque rispetto ad un anno fa che riesca ad andare abbastanza a tempo, chissà la fatica del povero Giachino per aiutarla!

Prima del terzo pezzo Giulia ci ricorda che lei ieri si é laureata a Milano, casomai ci fossimo sintonizzati in ritardo, e poi annuncia In my solitude. Ecco, sugli standard io sono più esigente che sull'uomo dei cappelli buffi ed ancora su questo terreno Giulia si dimostra un pò acerba di colore vocale ed interpretazione.

Poi congeda temporaneamente parte dei musicisti ed esegue con Giachino due pezzi, il primo non me lo ricordo perché l'ho rimosso. Unica cosa che mi ricordo é che Giulia ha mostrato qualche difetto di estensione.
Il secondo è Do you know what it means to miss New Orleans e certe cose dovrebbero essere vietate per legge...
Ammirevole il coraggio di infilarci un glissato discendente (di intonazione molto incerta) che mi fa rabbrividire, ma invece alla fine l'applaudono pure....

Honeysuck Rose, e a seguire Misterioso (il titolo si rifà al mistero che si cela dietro al fatto che a Monk non gli abbiano sparato al terzo concerto).
Una struttura blues su cui però si tesse una trama incentrata sulle seste (che nel blues sono fondamentali...) a cui non paga dello sconcio del brano in sè la Damico ci ha aggiunto delle parole sue .
Oddio... Parole... Sembrava il segnale orario della SIP, ma in inglese.... Una serie di numeri apparentemente a caso buttati lì secondo schemi ritmici.

Poi nel caso avessimo l'alzhaimer la Damico ci rende edotti del fatto che ieri si é laureata a Milano e che la sua tesi era -guardacaso- il concerto di stasera.

Parte Just Friends, solito scat brutto, gli assoli sono molto migliorati dopo la pausa piano e voce, poi farli troppo bene potrebbe far risaltare le mancanze della festeggiata.

Ultimo pezzo annunciato (evviva!!) Monk's Dream con partenza incerta della Damico e il solito repertorio di inutili vocalizzi, il testo continua ad essere incomprensibile all'orecchio umano.
In compenso la batterista dopo il solo di Giachino prova per ben 3 volte a rientrare: la prima entra girata di 90° (cosa più da cantante), poi entra girata di 180° e poi butta lì un bit ogni tanto finché non riesce a cogliere il salvagente di Monne e Giachino.

Spettacolo puro. Altro che gli acrobati del circo di stato cinese....

BIS: Bye bye blackbird (ma perché?)  Questa secondo me la conosce e l'ha cantata parecchio perché -pur con la già segnalata scarsa chiarezza nella dizione del testo, lei almeno sembra più sicura ed a suo agio e la cosa dà giovamento al risultato finale che é piacevole
Tre chorus di solo di Borio mi sembrano un pò troppi, il primo era buono, il secondo verso la fine un pò troppo fitto di note e con pattern ritmici strani, il terzo o si é perso lui o mi sono perso io perchè ad un certo punto non ci ho capito più un cazzo... ma all'improvviso (e credo 4 battute prima del necessario) la nostra eroina con le bacchette ha deciso di immolarsi sull'altare dell'attacco poderoso, fallendo miserrimamente.

Che bella serata, non mi divertivo così tanto da mesi.
Le cantanti sono veramente degli animali strani e meravigliosi.

E Monk ha avuto il tributo che si merita.


Siccome sono stufo di essere accusato di eccessiva acrimonia e di talebanismo musicale, allego le prove tangibili della serata.
Nel caso vi venisse l'impulso irrefrenabile di alzarvi dalla sedia ed applaudire, recatevi con la massima urgenza da un otorino.

Audio:
Audio 01

Audio 02

Audio 03

Audio 05 (Honeysucchia Rose)


Video:

Live straming






mercoledì 20 giugno 2018

Petrini a Carrù. Ovvero la mucca che guarda i treni nel paese del bue grasso

Carrù, 15 giugno 2018
Gianpaolo Petrini big band feat. Massimo Lopez

Nella splendida cornice della piazza del castello di Carrù, il Maestro Petrini mi parte subito di charlie. Peccato che pure ai bambini degli orfanotrofi ceceni spieghino che un pezzo di solito prima di partire va "staccato". Così eh, mica per altro... é soprattutto un vezzo. Ma un vezzo che fa partire tutta la band assieme e ti evita una figura di merda quadrifonica.
Petrini, da quel consumato batterista cialtrone che é, ha finto fosse il soundcheck e poi finalmente -bontà sua- ha staccato il pezzo e (stranamente) tutti sono partiti assieme e non in ordine sparso come prima.

Ovviamente Petrini mi apre il concerto con un brano di Buddy Rich (pure lui batterista di dubbia qualità, ci sta!)... Io comunque prima o poi glielo sfascio quel cazzo di charlie!!!
Ma pure il contrabbasso che esce in piazza come un basso elettrico smarmellato é piuttosto disturbante.
Corvaglia fa un solo in cui dimostra di essere un buon tenorista, con tecnica ed idee. Se poi ci mettesse anche dello swing... Capisco però che a suonare con Petrini lo swing ti muore un pò sulle dita.

Mannaggia a Gesù, il cialtronissimo annuncia un brano: "The Cute". Che cazzo é THE Cute???
Fosse "Cute" sarebbe uno dei capolavori di Hefti, in cui effettivamente c'é una bella parte di batteria per un Papa Jo Jones qualunque, ma se il tuo idolo é quel troglodita di Rich é evidente che non hai mai sentito dei batteristi normodotati e quindi non può essere Hefti.

Sì, é proprio Cute. Che Dio lo fulmini!

Ottima l'idea di suonare la parte di batteria con le scorregge. Deve piantarla. E poi... il primo alto, da dove lo hanno esumato??? Fortunatamente poi parte un bell'assolo di telegrafo di Corvaglia che comunque esegue il compito.
UNO SPECIAL??? Ma dove cazzo lo hanno sentito uno special??? MA CHI CAZZO SI CREDE DI ESSERE PER METTERE UNO SPECIAL SU CUTE???
E poi uno special che ricorda molto l'assolo per traverso (intendo il flauto e non lo schifo di 'sta merda) dell'originale, quindi una bella botta di trombe che sparano a 1000 dB che ci sta sempre bene. E via, estraiamo robe a cazzo da un cilindro!!
Deve morire. Male.

The chicken?!?
The chicken???
The chicken!!!
Versione piano bar a Carrù, con intro maestosa scritta da Wagner che su un pezzo che fa schifo al cazzo dei morti é veramente azzeccata.
Chiaramente la batteria suonata di merda su un pezzo di merda funziona molto meglio che su Hefti. Si sente che Petrini nella merda musicale anni 80/90 sguazza come uno scarabeo stercorario. L'assolo del primo alto su un pezzo funky come the chicken é imbarazzante. Il sax alto é stato prevalentemente pensato per fare robe da circo e robe funky tutte strillate e sincopate, ma vallo a spiegare al cadavere di Bonadé che sta suonanado...
Isusi alla tromba finalmente rimette un pò le cose a posto facendo capire che ha letto "funky" in altro a sinistra sullo spartito; al secondo chorus ha un pò finito le idee, ma tanta roba comunque!
Segue assolo di Lisa Simpson al baritono. Ah, no. Non é Lisa Simpson, non é gialla...
Tardito meglio, molto meglio, molto molto meglio. Il contralto funky non é proprio come lo avrebbe interpretato Garino, ma meglio dello zombie di prima. Forse un pò troppo tecnico e un pò poco ignorante, ma a segno.
Angolo finale salsa che va sempre bene su tutto ciò che pare uno stacchetto di Premiatissima '89.
Visto poi che tutti devono dire la loro cazzata, facciamone dire 2 pure a Liberti col contrabbasso. Che però non parte benissimo, ma si riprende bene e alla fine non fa neanche schifo.

Finalmente 'sta stunzata finisce e viene annunciato l'ospite d'onore della serata: Massimo Lopez.
Lopez, facce ride! A farci piangere c'ha già pensato Petrini.
Il repertorio canoro sarà incentrato su Sinatra, che non sarà innovativo ma a Carrù da uno show-man un pò bollito con una big band con evidenti problemi non ci si può aspettare troppo...

You make me feel so young e Petrini proprio non ce la fa, il rim non esiste, il tocco leggero non é in repertorio, fosse un cavallo sarebbe stato abbattuto anni fa. Gesù, tiene pure il ride bello even!!!!

I've got you under... e qui la sezione tromboni ha avuto il suo "momento funghi". Momento che é durato fortunatamente solo un paio di battute.
-Commento della signora seduta accanto a me: "E' meglio Lopez a cantare che la big band a suonare." In effetti come darle torto?

Fly me to the moon. Versione Basie!!! (in realtà è l'unica versione decente di 'sta palla al cazzo). Buono il solo eseguito da Corvaglia al flauto traverso (anche perché é il solo originale)

Whdre or when

Summer wind

If i should loose you

New York, New York che con il charlie di Saxofono for me viene proprio bene bene bene... Porca troia!

Bis: My way. E qui all'improvviso l'epifania!! Petrini usa il rim!!!! Dio, allora sa che esiste, ma lo ignora a di proposito.
Perciò in caso di processo, si passa dalla colpa al dolo!

Tra un pezzo cantato e l'altro Lopez ha inframezzato da intrattenitore capace gags classiche come il microfono che funziona a tratti, imitazioni (notevole quella del primo ministro Conte), gags più moderne, racconti ed altre facezie che hanno fatto scorrere piacevolmente il tempo.
Come cantante si sente che ha ricevuto una impostazione durante la sua carriera, che conosce bene la materia che canta, sa muoversi e tenere il palco. Forse però è più un bravo imitatore di Sinatra che Massimo Lopez che canta Sinatra con una voce più "sua".
Sui brani cantati la Big Band messa di fronte a pezzi certamente più adeguati, più provati e meglio scritti (perché quella merdata di Cute non era di certo la scrittura originale di Neil Hefti) se l'é cavata bene e senza sbavature eclatanti. Ma nemmeno senza picchi di elevata qualità.

Tolta la prima parte dei 15 lunghissimi minuti in cui la tamarria di Petrini ha spadroneggiato, la serata é stata piacevole.

Grazie anche al clima fresco e soprattutto alla birra Baladin gratis.

giovedì 7 giugno 2018

Impressioni di concerto di beneficienza

18 maggio 2018
Teatro Garybaldi, Settimo Torinese.
Concerto per un non meglio definito progetto di assistenza e cooperazione con qualcosa e qualcuno da qualche parte in Africa.

Impressioni prese al volo durante la serata.

Primo gruppo:

Marie Claire
Trio batteria basso tastiera.
Cantare verso il microfono aiuterebbe (se solo volessimo ascoltarli).
Stile Tracy Chapman, con più adenoidi.
Il progetto é appena partito, sarà pure interessante, ma spero che il progettista non si lanci in altre spericolate avventure.
La cosa buona é che almeno dopo un pezzo si sono sciacquati via.

Secondo gruppo:

Calembour
OhDioFa. La via pacu al country.
No, non é nemmeno country e nemmanco bluegrass, é folk generico del cazzo.
Il banjo sta suonando? La tastiera di sicuro si... Ci manca solo il violino per chiudere il lazo sullo scroto.
Ma per fortuna arriva in soccorso il pubblico... battendo le mani fuori tempo.
Si, il banjo suona, la pianola non sta suonando. Ma il banjo é scordato.
Ma tanto é un banjo suonato a Settimo.
Il cantante almeno suona la chitarra (per carità, pure Soeur Sourire lo faceva e con risultati analoghi), il timbro vocale sembra un po' l'imitazione di Love me tender versione Elvis.
E forse pure lui pensa in po'di essere The Pelvis da come s'atteggia.

Gesùmadonna, arriva davvero il violino. In effetti le mosche sulla merda sono quasi obbligatorie.

Ecco, rimpiangere Piergiorgio Farina era una roba che non mi sarei aspettato in tutta la vita.
Per di più con volumi da Modena Park... Mavaffanculo!!
Orcatroia, ma é la mia sega circolare che fa lo stesso suono del violino? O é il violino che fa lo stesso rumore della circolare?
Ah, no. Probabilmente  é solo una scelta stilistica del violinista.
Rimpiango i Marie Claire.
Almeno hanno suonato solo una roba.
A questi manco posso chiedere se fanno quella bella. Non ce l'hanno.
Il latrante annuncia (gaudeamus!) che l'ultimo pezzo é "Arrangiato per violino"... credo significhi nel linguaggio approssimativo di queste scimmie antropomorfe che stasera c'è pure qualcuno che  suona il violino nel loro pezzo e non che qualcuno abbia scritto un arrangiamento per violino. Ma son sottigliezze...

Terzo gruppo:

Miriam
Per ora sembrano il meglio che la serata possa offrirmi e ho detto tutto.
Io continuo a chiedermi come faccia il chitarrista a suonare con lo strumento tenuto così in basso, ma l'evidenza é dalla sua.
Macchine romantiche sembrava già negli altri cocerti My Sharona o é una contaminazione?
Si sente comunque una maggiore esperienza e professionalità. Poi può pure non piacere, ma davvero si sente lo stacco.
Il volume ed i suoni sono da "I Depeche Mode incontrano i Metallica". Porco boia.

Quarto gruppo:

??? Se si presentassero sarebbe meglio...
I Carneadi direi che potrebbe andare bene.
Che psicopatologia affligge chi é destro ma si monta un manico mancino su una Stratocaster? 
Tra Alberto Fortis e gli Eagles passando molto per Malgioglio (non solo musicalmente)
Non malaccio, forse un pelo italiani, 
C'é del Manghismo, ma senza acuti da cupio. Il vibratino della voce non è proprio il massimo.
Dal Borotti della chitarra mi aspettavo una roba da far impallidire Satriani, invece pare Riccardo Fogli con la paresi. Che tristezza...

Dato il suono da Megadeth e lo schifo generele, direi che la mia stanchezza e la mia orchite vanno assecondate.

Mi sciacquono fuori dal teatro senza deliziarmi dell'ascolto di Pablo e il mare e dei Guinea che certamente avrebbe saputo portare le vette del disgusto a picchi inauditi.

Il TJF 2018 a bocce ferme. Le bocce, perché le palle invece ancora girano

Bene, é passato un mese dalla fine dell'edizione 2018 del Torino Jazz Festival ed ora sono calmo a sufficienza per non sbavare solo bile e rantolare solo bestemmie.

La situazione di partenza era in sostanza questa: avete presente quando telefonate a vostra moglie/marito/convivente/amante... che avete invitato a casa 10 amici per cena e vi si fa notare che il frigo di casa é praticamente vuoto e che voi avete lasciato il portafogli a casa sul cassettone e avete solo i 10 euro nella tasca dei pantaloni per fare la spesa?
Di solito succede che si compra di fretta qualcosa dal supermercato per tappare i buchi grossi e si riciccia quello che sta in frigo.

Ecco il "Concept" del TJF 2018.

Alcuni piatti presi dal super e serviti alle OGR (uno pure vecchio di anni riciclato dal congelatore).
Mancanza di visione a 360° del Jazz, infatti mancavano dal cartellone Dixieland, Hot Jazz, Big Band e Manouche che -forse- potrebbero essere più interessanti per il grande pubblico delle astrusità proposte in locali con 25 posti che si sono rivelati delle trappole di sudore e schifo umano.
Ma Cazzo! si posso mettere concerti in cartellone in locali simili?? Per risparmiare sul servizio di messa in sicurezza delle piazze??
Ma chi se lo caga un TJF così!! Farebbe scappare via pure l'ISIS!

Veniamo poi alla sezione dell' F24 Tributi ed Erario.... ci sono stati più tributi qui che all'Agenzia delle Entrate...
Tributo a Chet, tributo a Wes, tributo a John, tributo ad Art, tributo a Charlie...
tributo a 'sto cazzo che per quanto gira mi é toccato prendere il brevetto di volo!

Poi le Novità Assolute che hanno fatto arrivare pubblico da tutta Europa e se il cartellone non fosse stato reso pubblico 10 giorni prima dell'inizio avrebbero mosso le folle dei jazzofili di tutto il mondo:
- Camarca (padre) che suona Wes Montgomery
- Pala che suona Charlie Parker
- Mecca che suona Baker
e tutti i gruppi e gruppetti torinesi che hanno fatto le solite cose sentite 15 giorni prima in uno del 5 o 6 locali che praticano il jazz.
Insomma, siamo ben oltre al riciclo della roba del frigo, siamo al servirla in tavola ancora fredda e col cellophane...

Un'ultima cosa la devo proprio dire perché rappresenta proprio lo schifo della merda dell'ideazione di 'sta somma cagata del TJF 2108: Le fottute cazzo di tessere dei locali.
Oltre a far suonare in locali in cui al massimo di dovrebbe esibire un circo delle pulci, toccava pure fare la tessera dell'associazione di turno (ARCI, ANAS, ENPALS, ENAIP, AMICI DI JABBA THE HUTT,...) e pagare quindi dei soldi per un concerto gratuito!!
Si, certo la tessera poi ti resta valida tutto l'anno, ma se già non hai quella tessera lì sarà perchè non te ne frega una cippa a vapore della roba proposta da qual circuito???

Se poi invece la cosa é stata pensata in un'ottica per cui non ce ne frega più un cazzo dell'eventuale indotto che un Jazz Festival potrebbe avere sul turismo, allora siamo sulla strada giusta.