Mood for Monk
Giulia Damico - voce
Fabio Giachino - pianoforte
Simone Bellavia - basso
Alberto Borio - trombone
Laura Klain - batteria
“Mood for Monk” è il lavoro sviluppato in questi anni dalla cantante Giulia Damico dedicato al grande ed eccentrico “Monaco” del pianoforte Thelonious Monk.
Arrangiamenti e testi originali scritti appositamente per questo progetto che rielaborano alcune delle sue principali composizioni.
Monk’s Dream, Evidence e Misterioso sono solo alcuni dei brani che verranno eseguiti durante la serata, alternati dalle song americane (standards) che il grande Thelonious amava riproporre con il suo particolare stile pianistico.
E questo é il marketing messo in campo...
Poi però qualcuno prima o poi vede il bluff e son cazzi.
La serata si presenta con un nutrito parterre di cantanti che sono sempre un bel vedere (da sentire a volte lo sono meno).
Finalmente si comincia con un ritardo di 30 minuti, ma forse finalmente non é la parola più appropriata.
La Damico é ben vestita e non concede troppo a spacchi e scolli, i suoi musicisti paiono usciti dai Bagni Nettuno...
Quando si dice portare rispetto alla festeggiata....
Già, perché di festa di laurea si tratta, solo che quando si é la compagna di Fabio Giachino si ha la fortuna di fare la festa di laurea sul palco del Jazz Club Torino.
Giulia spiega che si é laureata ieri a Milano con la stessa roba che ci presenterà stasera, bla bla bla...
Il tutto con una voce sommessa e mangiandosi le parole: si comincia benissimo.
Ah, qualcuno la avvisi che Monk non E' un pianista, ma ERA un pianista.
Ok ci ha pensato Borio.
Tralaltro a me Monk fa pure abbastanza cagare, per cui possono serenamente farne scempio. Il suo contributo al jazz é stato 'Round Midnight, aver fatto tutti i blues in Sib per la gioia degli strumenti in Sib ed aver indossato cappelli buffi.
Diciamo che dopo avere sculato un pezzo buono avrebbe potuto giocare di rimessa, ma lui -come fosse i Righeira- invece ha continuato imperterrito a sfornare robe.
Il primo pezzo dev'essere una monkeria, la Damico é migliorata dall'ultima volta che l'ho sentita con la Bandakadadra all'Hiroscima a cantare Mambo Italiano, ora va un pò più a tempo e pare leggermente più sicura negli attacchi.
Ma ha poca estensione, é monotòna e non si capisce nulla di quello che dice.
Non male per una cantante. C'é molto da fare.
LO SCAT NO!!! Quello sarebbe meglio che non lo facesse!! Le viene malissimo.
Terribile, una roba tremenda, una sciagura epocale.
Puttana di Eva, se tutti fanno un assolo di 2 chorus su tutti i pezzi qui finiamo alle 2....
Ma Borio si sente o lo strumento é freddo?? A me pare un pò fuori tonalità.
Giachino noto che invece é ancora capace di suonare quando evita di fare quelle troiate cosmiche tipo il progetto FM
La batterista invece dev'essere amica di Giulia perché mi pare che il tasso di randagismo canino sia elevato, altrimenti non penso che nessuno l'avrebbe chiamata apposta.
Just squeeze me ... sempre un borborigmo, non si capiscono le parole, anzi pare che rantoli e poi di nuovo 'sto scat!
Già tanto comunque rispetto ad un anno fa che riesca ad andare abbastanza a tempo, chissà la fatica del povero Giachino per aiutarla!
Prima del terzo pezzo Giulia ci ricorda che lei ieri si é laureata a Milano, casomai ci fossimo sintonizzati in ritardo, e poi annuncia In my solitude. Ecco, sugli standard io sono più esigente che sull'uomo dei cappelli buffi ed ancora su questo terreno Giulia si dimostra un pò acerba di colore vocale ed interpretazione.
Poi congeda temporaneamente parte dei musicisti ed esegue con Giachino due pezzi, il primo non me lo ricordo perché l'ho rimosso. Unica cosa che mi ricordo é che Giulia ha mostrato qualche difetto di estensione.
Il secondo è Do you know what it means to miss New Orleans e certe cose dovrebbero essere vietate per legge...
Ammirevole il coraggio di infilarci un glissato discendente (di intonazione molto incerta) che mi fa rabbrividire, ma invece alla fine l'applaudono pure....
Honeysuck Rose, e a seguire Misterioso (il titolo si rifà al mistero che si cela dietro al fatto che a Monk non gli abbiano sparato al terzo concerto).
Una struttura blues su cui però si tesse una trama incentrata sulle seste (che nel blues sono fondamentali...) a cui non paga dello sconcio del brano in sè la Damico ci ha aggiunto delle parole sue .
Oddio... Parole... Sembrava il segnale orario della SIP, ma in inglese.... Una serie di numeri apparentemente a caso buttati lì secondo schemi ritmici.
Poi nel caso avessimo l'alzhaimer la Damico ci rende edotti del fatto che ieri si é laureata a Milano e che la sua tesi era -guardacaso- il concerto di stasera.
Parte Just Friends, solito scat brutto, gli assoli sono molto migliorati dopo la pausa piano e voce, poi farli troppo bene potrebbe far risaltare le mancanze della festeggiata.
Ultimo pezzo annunciato (evviva!!) Monk's Dream con partenza incerta della Damico e il solito repertorio di inutili vocalizzi, il testo continua ad essere incomprensibile all'orecchio umano.
In compenso la batterista dopo il solo di Giachino prova per ben 3 volte a rientrare: la prima entra girata di 90° (cosa più da cantante), poi entra girata di 180° e poi butta lì un bit ogni tanto finché non riesce a cogliere il salvagente di Monne e Giachino.
Spettacolo puro. Altro che gli acrobati del circo di stato cinese....
BIS: Bye bye blackbird (ma perché?) Questa secondo me la conosce e l'ha cantata parecchio perché -pur con la già segnalata scarsa chiarezza nella dizione del testo, lei almeno sembra più sicura ed a suo agio e la cosa dà giovamento al risultato finale che é piacevole
Tre chorus di solo di Borio mi sembrano un pò troppi, il primo era buono, il secondo verso la fine un pò troppo fitto di note e con pattern ritmici strani, il terzo o si é perso lui o mi sono perso io perchè ad un certo punto non ci ho capito più un cazzo... ma all'improvviso (e credo 4 battute prima del necessario) la nostra eroina con le bacchette ha deciso di immolarsi sull'altare dell'attacco poderoso, fallendo miserrimamente.
Che bella serata, non mi divertivo così tanto da mesi.
Le cantanti sono veramente degli animali strani e meravigliosi.
E Monk ha avuto il tributo che si merita.
Siccome sono stufo di essere accusato di eccessiva acrimonia e di talebanismo musicale, allego le prove tangibili della serata.
Nel caso vi venisse l'impulso irrefrenabile di alzarvi dalla sedia ed applaudire, recatevi con la massima urgenza da un otorino.
Audio:
Audio 01
Audio 02
Audio 03
Audio 05 (Honeysucchia Rose)
Video:
Live straming
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