Bene, é passato un mese dalla fine dell'edizione 2018 del Torino Jazz Festival ed ora sono calmo a sufficienza per non sbavare solo bile e rantolare solo bestemmie.
La situazione di partenza era in sostanza questa: avete presente quando telefonate a vostra moglie/marito/convivente/amante... che avete invitato a casa 10 amici per cena e vi si fa notare che il frigo di casa é praticamente vuoto e che voi avete lasciato il portafogli a casa sul cassettone e avete solo i 10 euro nella tasca dei pantaloni per fare la spesa?
Di solito succede che si compra di fretta qualcosa dal supermercato per tappare i buchi grossi e si riciccia quello che sta in frigo.
Ecco il "Concept" del TJF 2018.
Alcuni piatti presi dal super e serviti alle OGR (uno pure vecchio di anni riciclato dal congelatore).
Mancanza di visione a 360° del Jazz, infatti mancavano dal cartellone Dixieland, Hot Jazz, Big Band e Manouche che -forse- potrebbero essere più interessanti per il grande pubblico delle astrusità proposte in locali con 25 posti che si sono rivelati delle trappole di sudore e schifo umano.
Ma Cazzo! si posso mettere concerti in cartellone in locali simili?? Per risparmiare sul servizio di messa in sicurezza delle piazze??
Ma chi se lo caga un TJF così!! Farebbe scappare via pure l'ISIS!
Veniamo poi alla sezione dell' F24 Tributi ed Erario.... ci sono stati più tributi qui che all'Agenzia delle Entrate...
Tributo a Chet, tributo a Wes, tributo a John, tributo ad Art, tributo a Charlie...
tributo a 'sto cazzo che per quanto gira mi é toccato prendere il brevetto di volo!
Poi le Novità Assolute che hanno fatto arrivare pubblico da tutta Europa e se il cartellone non fosse stato reso pubblico 10 giorni prima dell'inizio avrebbero mosso le folle dei jazzofili di tutto il mondo:
- Camarca (padre) che suona Wes Montgomery
- Pala che suona Charlie Parker
- Mecca che suona Baker
e tutti i gruppi e gruppetti torinesi che hanno fatto le solite cose sentite 15 giorni prima in uno del 5 o 6 locali che praticano il jazz.
Insomma, siamo ben oltre al riciclo della roba del frigo, siamo al servirla in tavola ancora fredda e col cellophane...
Un'ultima cosa la devo proprio dire perché rappresenta proprio lo schifo della merda dell'ideazione di 'sta somma cagata del TJF 2108: Le fottute cazzo di tessere dei locali.
Oltre a far suonare in locali in cui al massimo di dovrebbe esibire un circo delle pulci, toccava pure fare la tessera dell'associazione di turno (ARCI, ANAS, ENPALS, ENAIP, AMICI DI JABBA THE HUTT,...) e pagare quindi dei soldi per un concerto gratuito!!
Si, certo la tessera poi ti resta valida tutto l'anno, ma se già non hai quella tessera lì sarà perchè non te ne frega una cippa a vapore della roba proposta da qual circuito???
Se poi invece la cosa é stata pensata in un'ottica per cui non ce ne frega più un cazzo dell'eventuale indotto che un Jazz Festival potrebbe avere sul turismo, allora siamo sulla strada giusta.
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