Sabato, 21 dicembre 2019
Torino Social Orchestra & Voci del Mondo
Chiesa San Gioacchino
Apre il concerto il coro Voci del Mondo diretto da Anastasia Yeromenko.
Eseguono per fortuna o purtroppo solo 2 brani, entrambi ben orchestrati ed armonizzati. Posso immaginare che alle persone cui piace il genere di musica Coro di Stato delle Voci Bulgare sia piaciuto molto.
A me piace il gregoriano, ma fatto da monaci e con canoni diversi da quelli utilizzati in Est Europa.
Quindi, per tirare le somme: ben fatto, ben eseguito, ma a me dopo 3 minuti ha rotto i coglioni a morte.
Primo Brano: non so assolutamente che cosa sia (né ci tengo particolarmente a saperlo).
Secondo Brano: Vedi sopra, (pare tradizionale natalizio ucraino), come sopra con l'aggiunta di tutta la scoppiettante allegria tipica della gioiosa popolazione ucraina, da cui il dixieland ha tratto certamente spunto...
Poi -purtroppo- viene introdotta la T.S.O. (nomen omen).
Ensamble più che dopolavoristico, che fa del pressapochismo col turbo la sua cifra stilistica e il cui repertorio di World Music spazia dal Brasile all'Argentina e su su fino addirittura al Venezuela.
Negli ultimi mesi -su pressione del Direttore Artistico del progetto- sono stati introdotte forti dosi di musica balcanica (zinghi ubriachi).
L'acustica della chiesa era orripilante, in linea con le esecuzioni.
Primo Brano: Libertango. Pezzo che sarebbe riduttivo definire sputtanato, qui risorge a nuova vita grazie al perfetto disallineamento tra ritmica e fisarmonica e grazie all'introduzione del coro delle partorienti che ripete insensatamente all'unisono il tema per tre volte senza variazioni.
Esecuzione di certo pregevole dato che alla fine a grande richiesta del pubblico é stato richiesto come bis. Ed infatti é stato eseguito più veloce, ma con lo stesso sfasamento ed il coro delle partorienti. Eppure siamo in Avvento, non in Quaresima...
Secondo Brano: boh, direi... Medievalada. Tutto un pò confuso e il coro delle partorienti é stato sostituito da quello delle prefiche di Pizzo Calabro.
Terzo Brano: Moliendo Café. Sputtanato quanto Libertango, ma eseguito meno peggio. Solito coretto da oratorio rigorosamente all'unisono.
Quarto Brano: Boh, direi.. viva il Califfo. Pezzo arabo quanto lo era Caravan. Mah, chi li sta più a sentire...
Xanax
Quinto Brano: Benzinatico (aka Kustino Oro, aka la sigla dei Bulgari Tirano's di Mai Dire Gol). E' cantato da una sola persona, che é già bene. E' suonato maluccio, ma non male.
Resta il fatto che é uno degli emblemi del genere balkan e quindi é piena Zona Napalm.
Sesto Brano: Boh. Direi... Zingaropoli islamica. Pezzo immagino rumeno, un cantante solista e poco coro. Esecuzione accettabile. Ma questa roba é scritta da e per grassatori ubriachi, mica da e per musicisti, quindi non é esattamente Rimsky Korsakov, é alla portata di dopolavoristi senza arte né parte.
Settimo Brano: Credo sia Il Ballo di San Vito. Anche se direi... Zingaropoli islamica strikes back. Tutto pasticciato, smarmellato, strascicato che pare il gruppo scout che suona in una messa beat. Brutto ed inutile. Il peggio di Capossela.
Ottavo Brano: Mah, musica da ascensore. Inutile quanto brutta. Ma almeno é finita, anche perché non so per quanto posso trattenermi dal bestemmiare in chiesa.
martedì 31 dicembre 2019
venerdì 20 dicembre 2019
Chant Night 19 dicembre 2019 - C'é diludendo nell'aria
The Mad Dog Social Club
giovedì 19 dicembre ore 21,30
Jam Session è il concetto cardine di questa serata esclusiva che vede cimentarsi sul palco del Mad Dog alcuni dei migliori musicisti della scena jazzistica torinese, e non solo. Dedicata in particolare alle voci, la session è ideata e coordinata dalla giovane e brillante cantante Giulia Damico. Tutti i vocalist e musicisti che vogliono partecipare sono invitati a comunicarlo sull'evento.
Giulia Damico voce
Alessandro Chiappetta chitarra
Michele Anelli contrabbasso
Francesca Remigi batteria
La serata inizia con quasi un'ora di ritardo. Male. Molto male. In sala ad uno dei tavoli c'é pure una coppia che s'é portata dietro il cagnolino Modello Pierugo demmerda che non ha mancato di abbaiare durante le esibizioni.
Per carità al Mad Dog credo sia ossimorico vietare l'accesso ai cani (e poi chi ci va più a cantare?), ma almeno li potevano mettere nell'altra sala dove la musica non si sente tanto forte.
A peggiorare ulteriormente la situazione di una sala con un cane, 38° C ed una umidità da Laos sono arrivati a sedersi di fronte a me una coppia di cinquantenni ubriachi che han passato il tempo a bere alcoolici e pomiciare. Tra un pomicio e l'altro ampio spazio é stato dato alle chiacchiere sui non richiesti cazzi loro, con un tono talmente alto che persino nella sala un paio di persone hanno cominciato a lamentarsi e a zittirli.
Che schifo. Ma se hai caricato un'allegra signora propensa a divertirsi, devi proprio portarla in un locale in cui suonano?
E chissenefrega se hai cenato nel locale accanto al Mad e quindi era il posto più comodo e se sei amico del gestore, devi andartene affanculo iin un Motel Agip e non rompere i coglioni alla comunità umana.
Purtroppo la serata é stata piuttosto deludente, Chiappetta ha tenuto il suo metro di pedaliera a riposo praticamente sempre, Giulia (scat ed inglese a parte) ho l'impressione che migliori a forza di esercizi ed esibizioni, Michele Anelli (il Sai Baba del free jazz di 'sto cazzo) non so se sia bravo o se sia lui che crede di esserlo, ma essendo amante del free a me non può che far cagare.
Menzione di stramerito alla giovanissima batterista Francesca Remigi, pur non figa é davvero brava. Se non si rovina questa mi diventa una capace di superare Ruggieri e Franciscone. Leggera, poco invadente, bel suono, poco sfoggio, buon drive. C'é, ma non si fa sentire troppo. E' ancora un pò acerba ed incerta, ma ci sta. A volte l'hanno lasciata un pò da sola senza darle delle dritte sui giri di soli, sui rientri e sugli scambi; lei cercava di avere informazioni, ma gli altri guardavano altrove. Un pò é colpa sue e un bel pò degli altri sul palco.
Primo pezzo: Take the "A" Train. Non male, anzi piacevole.
Secondo pezzo: Art Déco. A tratti pare Jazz e a tratti una merda di Don Cherry (presumo pseudonimo di Don King quando si dava alla musica assieme a Ornette Coleman).
Giulia annuncia che poscia eseguiranno i due brani natalizi in scaletta anche perché "mancano 4 giorni al Natale". Il 19 dicembre??? Va bene, non ce la può fare. E' cantante.
Il primo pezzo natalizio giuro che non l'ho riconosciuto, il che é un bene. Almeno non sono le solite torronate di minchia. Però mi é parso che ci fossero delle incertezze ritmiche lungo tutto il pezzo. Ma magari era un pezzo free e io no l'ho capito.
Secondo pezzo di Natale: Santa Claus is coming to town. Non male, tutto fatto a norma.
Quinto pezzo: non so, credo si chiamasse Schifo Free. Anelli ha rotto il cazzo con la sua fissa per la merda, se la mangi lui la sua musica free. Sembrava un incrocio tra una fabbrica di profilati in acciaio in pieno lavoro ed un incidente ferroviario.
Roba da intellettualoide comunista anni '70, mi sentivo tanto nell'episodio del concerto di musica contemporanea di "Dove vai in vacanza?".
Ingiudicabile. Rogo purificatore.
Ultimo pezzo prima della pausa pre-jam: Honeysuck Rose. Sarebbe stato molto più carino se Chiappetta avesse preso la tonalità giusta per l'intro, ma se l'é cavata lo stesso, Tanto é Jazz, anzi ad Anelli credo sia pure piaciuta la sostituzione.
Non so se ci sia stato un aumento di volumi nella band, ma ho avuto la netta impressione che la voce di Giulia fosse un pò calata di intensità. Ad ogni modo l'hanno portata a casa con dignità.
Parte la Jam
Cambio di chitarrista (non so il nome, lo chiamerei Mortimer per l'atteggiamento) e di Contrabbassista. Anelli si cava finalmente dal cazzo e torna bello free come l'aria ed al suo posto si mette Enrico Ciampini che fa meno free e più note in griglia.
Cantante a me ignoto che canta Beatiful Love e -per acclamazione- un altro pezzo. Lui non é malissimo, oddio, pare Chet Baker... nel senso che é molto più che un cantante confidenziale, é un cantante da cabina del telefono.
Almeno é moderatamente intonato, va a tempo e non si perde nelle strutture.
Il secondo pezzo non l'ho saputo riconoscere, una ballad decente.
Cambio di cantante e sale sul palco Claudio Prunotto, si aggiunge un pianista, nonostante la perplessità di Mortimer alla chitarra.
Il monumentale Prunotto scegli di cantare quello che lui chiama "la sigla delle nostre jam sessions": The Flinstones. Genio!
Inutile recensire. Prunotto va preso a scatola chiusa.
Cambio al contrabbasso, esce Ciampini ed arriva un ragazzo ignoto, viene cambiata la batterista con un ragazzo (Marco) che scommetto é allievo prediletto di Petrini. Non ha smesso di suonare in ogni secondo qualunque cosa gli capitasse a tiro. Che possa essere dannato a suonare The Cute per l'eternità.
Alla voce il buon Max Giglio, che canta una delle indistinguibili ed intercambiabili canzoni natalizie.
Almeno non é una delle solite 6 o 7. Un pò troppa batteria, ma buona riuscita, Max canta abbastanza bene ed ha un bel timbro.
Dopo Max arriva il momento allegorico: Fabio Giacalone che invita con lui Prunotto per il "Format Singin' in duo", ovvero: lui canta e Claudio fa lo scat. Mi pare un'equa ripartizione dei compiti in chiave funzionalista.
La canzone scelta é One of those things di Porter.
Alla fine Giacalone rimane uno dei migliori performers in città, non canta male, ha una pronuncia inglese buona e una certa presenza scenica. Fosse solo un pò meno il gay stereotipato nelle movenze potrebbe anche essere una piacevole esperienza ascoltarlo cantare.
Cambio al contrabbasso via il ragazzino, sale.. oddio... sale... s'inerpica in scena un topo muschiato di nome Sara, alta come un bidet che costringe Anelli a prendere la chiave per togliere il puntale al basso.
Alla voce tale Iris. Costei di voce ne ha, a volte pure troppa se non impara ad allontanare il microfono quando da la "stura" alla potenza di petto. Io ero in prima fila e un pò di fastidio alle orecchie l'ho avuto. Nel complesso non male, intonazione da mettere a punto, controllo a volte difficoltoso, tuttavia nel complesso non ho sofferto particolarmente (acufene e batteria a parte). Non so che tonalità abbia scelto, ma alla fine il chitarrista s'é defilato e gli altri sono stati 3 minuti prima di iniziare. Il tutto per una monkata: 'round midnight.
Finalone col blues in fa ('naltra monkata e poi dopo tutti i soli giro di C Jam Blues senza avvisare alcuni componenti della band che hanno proseguito a monkare) e tutti i canarini sul palco.
Sovrasta tutti il genio creativo di Prunotto che infila nel suo scat The Battle Hymn of the Republic e Yankee Doodle March.
Alla fine sono uscito abbastanza deluso, una serata di cantanti poco canini rispetto alla media a cui ero abituato. Lo so, non può sempre andarmi bene, a volte va di sfiga. Repertorio peraltro piuttosto diverso dai soliti standards propinati dai/dalle cantanti, il che significa che stanno cominciando ad ascoltare qualcosa che no sia la top 10 di spotify jazz.
Mi sono addirittura complimentato con Giulia per la riuscita della serata rispetto alla media e per la scelta di Francesca Remigi alla batteria.
Sto diventando forse ricchione?
giovedì 19 dicembre ore 21,30
Jam Session è il concetto cardine di questa serata esclusiva che vede cimentarsi sul palco del Mad Dog alcuni dei migliori musicisti della scena jazzistica torinese, e non solo. Dedicata in particolare alle voci, la session è ideata e coordinata dalla giovane e brillante cantante Giulia Damico. Tutti i vocalist e musicisti che vogliono partecipare sono invitati a comunicarlo sull'evento.
Giulia Damico voce
Alessandro Chiappetta chitarra
Michele Anelli contrabbasso
Francesca Remigi batteria
La serata inizia con quasi un'ora di ritardo. Male. Molto male. In sala ad uno dei tavoli c'é pure una coppia che s'é portata dietro il cagnolino Modello Pierugo demmerda che non ha mancato di abbaiare durante le esibizioni.
Per carità al Mad Dog credo sia ossimorico vietare l'accesso ai cani (e poi chi ci va più a cantare?), ma almeno li potevano mettere nell'altra sala dove la musica non si sente tanto forte.
A peggiorare ulteriormente la situazione di una sala con un cane, 38° C ed una umidità da Laos sono arrivati a sedersi di fronte a me una coppia di cinquantenni ubriachi che han passato il tempo a bere alcoolici e pomiciare. Tra un pomicio e l'altro ampio spazio é stato dato alle chiacchiere sui non richiesti cazzi loro, con un tono talmente alto che persino nella sala un paio di persone hanno cominciato a lamentarsi e a zittirli.
Che schifo. Ma se hai caricato un'allegra signora propensa a divertirsi, devi proprio portarla in un locale in cui suonano?
E chissenefrega se hai cenato nel locale accanto al Mad e quindi era il posto più comodo e se sei amico del gestore, devi andartene affanculo iin un Motel Agip e non rompere i coglioni alla comunità umana.
Purtroppo la serata é stata piuttosto deludente, Chiappetta ha tenuto il suo metro di pedaliera a riposo praticamente sempre, Giulia (scat ed inglese a parte) ho l'impressione che migliori a forza di esercizi ed esibizioni, Michele Anelli (il Sai Baba del free jazz di 'sto cazzo) non so se sia bravo o se sia lui che crede di esserlo, ma essendo amante del free a me non può che far cagare.
Menzione di stramerito alla giovanissima batterista Francesca Remigi, pur non figa é davvero brava. Se non si rovina questa mi diventa una capace di superare Ruggieri e Franciscone. Leggera, poco invadente, bel suono, poco sfoggio, buon drive. C'é, ma non si fa sentire troppo. E' ancora un pò acerba ed incerta, ma ci sta. A volte l'hanno lasciata un pò da sola senza darle delle dritte sui giri di soli, sui rientri e sugli scambi; lei cercava di avere informazioni, ma gli altri guardavano altrove. Un pò é colpa sue e un bel pò degli altri sul palco.
Primo pezzo: Take the "A" Train. Non male, anzi piacevole.
Secondo pezzo: Art Déco. A tratti pare Jazz e a tratti una merda di Don Cherry (presumo pseudonimo di Don King quando si dava alla musica assieme a Ornette Coleman).
Giulia annuncia che poscia eseguiranno i due brani natalizi in scaletta anche perché "mancano 4 giorni al Natale". Il 19 dicembre??? Va bene, non ce la può fare. E' cantante.
Il primo pezzo natalizio giuro che non l'ho riconosciuto, il che é un bene. Almeno non sono le solite torronate di minchia. Però mi é parso che ci fossero delle incertezze ritmiche lungo tutto il pezzo. Ma magari era un pezzo free e io no l'ho capito.
Secondo pezzo di Natale: Santa Claus is coming to town. Non male, tutto fatto a norma.
Quinto pezzo: non so, credo si chiamasse Schifo Free. Anelli ha rotto il cazzo con la sua fissa per la merda, se la mangi lui la sua musica free. Sembrava un incrocio tra una fabbrica di profilati in acciaio in pieno lavoro ed un incidente ferroviario.
Roba da intellettualoide comunista anni '70, mi sentivo tanto nell'episodio del concerto di musica contemporanea di "Dove vai in vacanza?".
Ingiudicabile. Rogo purificatore.
Ultimo pezzo prima della pausa pre-jam: Honeysuck Rose. Sarebbe stato molto più carino se Chiappetta avesse preso la tonalità giusta per l'intro, ma se l'é cavata lo stesso, Tanto é Jazz, anzi ad Anelli credo sia pure piaciuta la sostituzione.
Non so se ci sia stato un aumento di volumi nella band, ma ho avuto la netta impressione che la voce di Giulia fosse un pò calata di intensità. Ad ogni modo l'hanno portata a casa con dignità.
Parte la Jam
Cambio di chitarrista (non so il nome, lo chiamerei Mortimer per l'atteggiamento) e di Contrabbassista. Anelli si cava finalmente dal cazzo e torna bello free come l'aria ed al suo posto si mette Enrico Ciampini che fa meno free e più note in griglia.
Cantante a me ignoto che canta Beatiful Love e -per acclamazione- un altro pezzo. Lui non é malissimo, oddio, pare Chet Baker... nel senso che é molto più che un cantante confidenziale, é un cantante da cabina del telefono.
Almeno é moderatamente intonato, va a tempo e non si perde nelle strutture.
Il secondo pezzo non l'ho saputo riconoscere, una ballad decente.
Cambio di cantante e sale sul palco Claudio Prunotto, si aggiunge un pianista, nonostante la perplessità di Mortimer alla chitarra.
Il monumentale Prunotto scegli di cantare quello che lui chiama "la sigla delle nostre jam sessions": The Flinstones. Genio!
Inutile recensire. Prunotto va preso a scatola chiusa.
Cambio al contrabbasso, esce Ciampini ed arriva un ragazzo ignoto, viene cambiata la batterista con un ragazzo (Marco) che scommetto é allievo prediletto di Petrini. Non ha smesso di suonare in ogni secondo qualunque cosa gli capitasse a tiro. Che possa essere dannato a suonare The Cute per l'eternità.
Alla voce il buon Max Giglio, che canta una delle indistinguibili ed intercambiabili canzoni natalizie.
Almeno non é una delle solite 6 o 7. Un pò troppa batteria, ma buona riuscita, Max canta abbastanza bene ed ha un bel timbro.
Dopo Max arriva il momento allegorico: Fabio Giacalone che invita con lui Prunotto per il "Format Singin' in duo", ovvero: lui canta e Claudio fa lo scat. Mi pare un'equa ripartizione dei compiti in chiave funzionalista.
La canzone scelta é One of those things di Porter.
Alla fine Giacalone rimane uno dei migliori performers in città, non canta male, ha una pronuncia inglese buona e una certa presenza scenica. Fosse solo un pò meno il gay stereotipato nelle movenze potrebbe anche essere una piacevole esperienza ascoltarlo cantare.
Cambio al contrabbasso via il ragazzino, sale.. oddio... sale... s'inerpica in scena un topo muschiato di nome Sara, alta come un bidet che costringe Anelli a prendere la chiave per togliere il puntale al basso.
Alla voce tale Iris. Costei di voce ne ha, a volte pure troppa se non impara ad allontanare il microfono quando da la "stura" alla potenza di petto. Io ero in prima fila e un pò di fastidio alle orecchie l'ho avuto. Nel complesso non male, intonazione da mettere a punto, controllo a volte difficoltoso, tuttavia nel complesso non ho sofferto particolarmente (acufene e batteria a parte). Non so che tonalità abbia scelto, ma alla fine il chitarrista s'é defilato e gli altri sono stati 3 minuti prima di iniziare. Il tutto per una monkata: 'round midnight.
Finalone col blues in fa ('naltra monkata e poi dopo tutti i soli giro di C Jam Blues senza avvisare alcuni componenti della band che hanno proseguito a monkare) e tutti i canarini sul palco.
Sovrasta tutti il genio creativo di Prunotto che infila nel suo scat The Battle Hymn of the Republic e Yankee Doodle March.
Alla fine sono uscito abbastanza deluso, una serata di cantanti poco canini rispetto alla media a cui ero abituato. Lo so, non può sempre andarmi bene, a volte va di sfiga. Repertorio peraltro piuttosto diverso dai soliti standards propinati dai/dalle cantanti, il che significa che stanno cominciando ad ascoltare qualcosa che no sia la top 10 di spotify jazz.
Mi sono addirittura complimentato con Giulia per la riuscita della serata rispetto alla media e per la scelta di Francesca Remigi alla batteria.
Sto diventando forse ricchione?
domenica 15 dicembre 2019
Bandakadabra Live Natalizio
Off the Corner
14/12/2019
ore 15:30
Bandakadabra live per La Stampa (& recording session)
Prima di tutto il link per visionare l'integrale dell'evento.
La Banda s'é radunata per una sessione live trasmessa dal sito de La Stampa e per registrare il disco natalizio che uscirà a giugno.
No, non sto scherzando, uscirà davvero a giugno 2020.
Solo i posteri diranno se é una pirlata o una genialata.
A me l'idea devo ammettere che un pò piace, ma io sono iconoclasta, non faccio testo.
Andiamo subito alla fredda cronaca.
Intro con una leggera sbavatura di Piola, ma é solo la sigla di 30 secondi (rimarchevole il buon di Giuseppe alle prese con i campanellini di Natale).
Dopo parte Jingle Bell Rock con un arrangiamento molto classico e senza particolari innovazioni. Deludente il solo di contralto (tre belle frasi e altri passaggi più incerti), buono il solo di Vito al trombone con un solo piccolo inciampo poco prima della fine.
Entra il primo ospite della sessone: mr. T-Bone (alias Luigi De Gaspari trombonista di alcuni gruppi ska e reggae degli orribili anni '90), un signore che sembra mio coetaneo (o più che coetaneo), ma ha cinque anni meno di me. O forse sarà il suo look generale che lo fa apparire anziano: sembra uscito dalla copertina di un disco di Buscaglione. Bafetti, cravattino e capello impomatato inizia a cantare Blue Christmas con un inglese piuttosto raccogliticcio e uno stile decisamente retrò.
Io non so bene cosa pensare, da una parte questo stile un pò Crooner ed un pò Elvis fa anni '50 abbestia e quindi ci sta se si vuol restare nel revival, ma a me suona un pò finto.
Il suo solo di trombone non mi ha per nulla colpito ed ho avuto anche la sensazione che sia andato un pò al limite delle struttura (per non dire fuori).
Il pezzo é comunque ben arrangiato e ben eseguito, morbido e fluente.
Altro pezzo con featurng di mr. T-Bone: Rockin around the Christmas Tree versione swing. Altro assolo che, seppur migliore, non ha lasciato un segno particolare nella mia memoria.
Qui il peso dell'arrangiamento non credo sia stato elevato, mi pare molto simile alle versioni più conosciute.
Cambio di ospite, entra Vito Miccolis con le percussioni e -dopo qualche aggiustamento di posizione- eseguono Feliz Navidad con assolo molto buono di Piri alla tromba.
Sempre con l'ottimo Vito fanno anche l'immancabile White Christmas con inizio in versione classica e poi subito via col rocksteady (di cui si sentiva gran bisogno).
Idea non proprio innovativa, l'ultima volta che ho sentito praticamente la stessa versione é stato due anni fa da Giuliano Palma su Sky per l'uscita del fottuto CD del fottuto Natale. Comunque buona esecuzione e ancora buon solo di Piri.
Cambio di ospite e viene introdotto Simone Garino al contralto. Santa Claus is coming to town. In generale non male, Garino trattiene un pò le Coltranate e Giovannini al trombone fa uno dei suoi soli di undestatement.
Orrendo finale con la scelta dello squallore epocale di Last Christmas che, seppur eseguita a tempo di twist, fa cagare uguale.
Qui Garino poteva fare scempio di miniper esatonale a scoppio e invece ha fatto solo il tema ed un breve solo (molto pulito), in mezzo anche un breve solo al contralto di Di Giuseppe.
La mia impressione generale é che la Banda -dopo l'ennesimo rimpasto- abbia comunque trovato un buon ribilanciamento dei toni e dei suoni con l'introduzione del secondo trombone suonato da Vito Scavo.
Ho sempre pensato che con la partenza di Zortea e l'arrivo di Giovannini si fosse guadagnato in esperienza, ma perso in "tiro", cosa che per una banda di che punta molto anche sull'impatto sonoro non é cosa da poco. Giovannini l'ho sempre trovato più "defilato" rispetto ad Elia e quindi l'arrivo del secondo trombone ha ridato spinta al registro medio basso degli ottoni. Ora -un pò come per le trombe- c'é il mellow ed il growl.
Forse due sassofoni sono un pò pochi per dare l'effetto velluto tipico della sezione ance, ma tanto il repertorio sandard non é il più vellutato dei Basie, anzi...
Giulio oltre che essere uno dei Re del Traditional di Torino, ormai arrangia veramente bene. Gipo coordina il tutto e ci mette il contatto (lo so fa tanto Valtour, ma non saprei come altro definire il ruolo del Gipo live) e la grancassa. Io ogni tanto ho ancora il sospetto che la suoni più ad istinto che con uno schema preordinato, ma comunque mi é parso mediamente a tempo.
La scelta dei brani é forse un pò ovvia e scontata, ma tanto i brani di Natale fan tutti cagare e non credo che pescare carole dimenticate porterebbe a vendere più copie, anzi...
Che dire, a giugno correremo via dalla riarsa rena per recarci nei migliori negozi di dischi ad acquistare l'album di Natale della Bandakadabra.
Chissà... e se lontano da dicembre le canzoni natalizie facessero meno cagare???
Note aggiuntive.
Siccome so già che qualcuno mi accuserà di essere stato ingiusto con mr. T-Bone, linko qui di seguito cosa mi sarei aspettato dal suo Blue Christmas (facendo la tara all'arrangiamento un pò '90 in stile vagamente Quincy Jones):
Blue Christmas - Harry Connick Jr.
Ed ecco che cosa ho invece percepito io.
14/12/2019
ore 15:30
Bandakadabra live per La Stampa (& recording session)
Prima di tutto il link per visionare l'integrale dell'evento.
La Banda s'é radunata per una sessione live trasmessa dal sito de La Stampa e per registrare il disco natalizio che uscirà a giugno.
No, non sto scherzando, uscirà davvero a giugno 2020.
Solo i posteri diranno se é una pirlata o una genialata.
A me l'idea devo ammettere che un pò piace, ma io sono iconoclasta, non faccio testo.
Andiamo subito alla fredda cronaca.
Intro con una leggera sbavatura di Piola, ma é solo la sigla di 30 secondi (rimarchevole il buon di Giuseppe alle prese con i campanellini di Natale).
Dopo parte Jingle Bell Rock con un arrangiamento molto classico e senza particolari innovazioni. Deludente il solo di contralto (tre belle frasi e altri passaggi più incerti), buono il solo di Vito al trombone con un solo piccolo inciampo poco prima della fine.
Entra il primo ospite della sessone: mr. T-Bone (alias Luigi De Gaspari trombonista di alcuni gruppi ska e reggae degli orribili anni '90), un signore che sembra mio coetaneo (o più che coetaneo), ma ha cinque anni meno di me. O forse sarà il suo look generale che lo fa apparire anziano: sembra uscito dalla copertina di un disco di Buscaglione. Bafetti, cravattino e capello impomatato inizia a cantare Blue Christmas con un inglese piuttosto raccogliticcio e uno stile decisamente retrò.
Io non so bene cosa pensare, da una parte questo stile un pò Crooner ed un pò Elvis fa anni '50 abbestia e quindi ci sta se si vuol restare nel revival, ma a me suona un pò finto.
Il suo solo di trombone non mi ha per nulla colpito ed ho avuto anche la sensazione che sia andato un pò al limite delle struttura (per non dire fuori).
Il pezzo é comunque ben arrangiato e ben eseguito, morbido e fluente.
Altro pezzo con featurng di mr. T-Bone: Rockin around the Christmas Tree versione swing. Altro assolo che, seppur migliore, non ha lasciato un segno particolare nella mia memoria.
Qui il peso dell'arrangiamento non credo sia stato elevato, mi pare molto simile alle versioni più conosciute.
Cambio di ospite, entra Vito Miccolis con le percussioni e -dopo qualche aggiustamento di posizione- eseguono Feliz Navidad con assolo molto buono di Piri alla tromba.
Sempre con l'ottimo Vito fanno anche l'immancabile White Christmas con inizio in versione classica e poi subito via col rocksteady (di cui si sentiva gran bisogno).
Idea non proprio innovativa, l'ultima volta che ho sentito praticamente la stessa versione é stato due anni fa da Giuliano Palma su Sky per l'uscita del fottuto CD del fottuto Natale. Comunque buona esecuzione e ancora buon solo di Piri.
Cambio di ospite e viene introdotto Simone Garino al contralto. Santa Claus is coming to town. In generale non male, Garino trattiene un pò le Coltranate e Giovannini al trombone fa uno dei suoi soli di undestatement.
Orrendo finale con la scelta dello squallore epocale di Last Christmas che, seppur eseguita a tempo di twist, fa cagare uguale.
Qui Garino poteva fare scempio di miniper esatonale a scoppio e invece ha fatto solo il tema ed un breve solo (molto pulito), in mezzo anche un breve solo al contralto di Di Giuseppe.
La mia impressione generale é che la Banda -dopo l'ennesimo rimpasto- abbia comunque trovato un buon ribilanciamento dei toni e dei suoni con l'introduzione del secondo trombone suonato da Vito Scavo.
Ho sempre pensato che con la partenza di Zortea e l'arrivo di Giovannini si fosse guadagnato in esperienza, ma perso in "tiro", cosa che per una banda di che punta molto anche sull'impatto sonoro non é cosa da poco. Giovannini l'ho sempre trovato più "defilato" rispetto ad Elia e quindi l'arrivo del secondo trombone ha ridato spinta al registro medio basso degli ottoni. Ora -un pò come per le trombe- c'é il mellow ed il growl.
Forse due sassofoni sono un pò pochi per dare l'effetto velluto tipico della sezione ance, ma tanto il repertorio sandard non é il più vellutato dei Basie, anzi...
Giulio oltre che essere uno dei Re del Traditional di Torino, ormai arrangia veramente bene. Gipo coordina il tutto e ci mette il contatto (lo so fa tanto Valtour, ma non saprei come altro definire il ruolo del Gipo live) e la grancassa. Io ogni tanto ho ancora il sospetto che la suoni più ad istinto che con uno schema preordinato, ma comunque mi é parso mediamente a tempo.
La scelta dei brani é forse un pò ovvia e scontata, ma tanto i brani di Natale fan tutti cagare e non credo che pescare carole dimenticate porterebbe a vendere più copie, anzi...
Che dire, a giugno correremo via dalla riarsa rena per recarci nei migliori negozi di dischi ad acquistare l'album di Natale della Bandakadabra.
Chissà... e se lontano da dicembre le canzoni natalizie facessero meno cagare???
Note aggiuntive.
Siccome so già che qualcuno mi accuserà di essere stato ingiusto con mr. T-Bone, linko qui di seguito cosa mi sarei aspettato dal suo Blue Christmas (facendo la tara all'arrangiamento un pò '90 in stile vagamente Quincy Jones):
Blue Christmas - Harry Connick Jr.
Ed ecco che cosa ho invece percepito io.
martedì 10 dicembre 2019
Pro.Voice e Pro.life, perché gente così sarebbe meglio che...
Pro.Voice - Concerto degli allievi
Una serata alla scoperta dei giovani talenti del canto jazz, soul e pop.
Lunedì 9 dicembre ore 21.30
Accompagnano i maestri:
Enrico Perelli – Pianoforte
Flabio Brio – Chitarra
Davide Liberti – Contrabbasso
Paolo Franciscone – Batteria
____________________________
PRO VOICE
L’associazione musicale Pro.Voice di Elis Prodon offre, come tutti gli anni, diverse occasioni di pratica ai propri soci – allievi.
I migliori tra questi si esibiscono sul palco del Jazz Club Torino, in quello che non è semplicemente un saggio, ma un vero e proprio concerto.
Poi -tanto per sgombrare ogni dubbio- la serata era un fottuto saggio degli allievi della scuola Pro.Voice. Il Jazz Club più in bsso di così non credo possa scendere. Un saggio, zioffà. Un saggio!!!! Quindi solo pidocchiosi parenti che consumano una gazzosa in 4, per cui l'incasso non copre nemmeno la corrente elettrica. Già il JCT non ha proprio una programmazione di qualità elevata, ma di questo passo finiranno a fare i compleanni degli zinghi.
Prima di scendere negli squallidi dettagli della serata mi preme sgombrare il campo da fraintendimenti: I saggi sono Il Male.
Fanno male a chi li fa e danneggiano chi li ascolta.
Di bambini che stuprano Beethoven o Mozart piuttosto che giovani e vecchi che dilaniano tutto il distruggibile dai Beatles a Mary Lou Williams ne ho i coglioni pieni.
E non me ne frega un beato cazzo se il colpevole ha 6 anni, Mozart componeva a 7 e quindi lui (o lei) possono serenamente andare affanculo perché di alchimisti che trasformano il Rondò "alla turca" in una turca otturata é pieno il mondo e l'età non é una scusante.
Se fai cagare, lo fai da 3 a 99 anni e quindi non ti é concesso ammorbare il prossimo tuo con i tuoi rigurgiti. Puoi serenamente suonare in cameretta tua e i tuoi genitori che assistono beati alle strazianti esibizioni pubbliche ( che quindi o sono deficienti o sono corrèi) possono sentire lo stesso se i soldi spesi in lezioni sono un investimento proficuo.
Ovviamente quanto detto non vale solo per il caso specifico della Pro.Voice, ma per ogni altro cazzo di fottutissimo saggio merdoso che due o tre volte all'anno costringe a fare campionati di ipocrisia e mendacia alla domanda "ti é piaciuto?"
Io da un pò ho intrapreso la via stretta e ripida del "Si", ma anche quella del "NO. Mi ha fatto cagare perché...." poiché trovo giusto che -senza scendere troppo nell'offensivo- la verità alla fine trionfi e si mettano le persone di fronte ai proprii orrori acciocché possano pentirsi e abbandonare le cattive abitudini.
Ora veniamo alla serata.
Per prima hanno fatto salire sul palco la più piccola dei "talenti" selezionati (presumibilmente a caso).
Età 6 anni, vestita di rosso, canta una roba rivoltante natalizia (la canzone dello spot del panettone Motta) e la canta male, fuori tempo e stonata.
Applausi in sala perché in questa merda di Paese cattolico i bambini e i casi umani fanno sempre successo e chiaramente i due antropomorfi che l'hanno messa al mondo erano in brodo di giuggiole anziché schifarsi. Lobotomizzati.
Francesca G.: Mercy (ma non per noi)
L'orrore. Il baratro dello schifo ricolmo di merda. Io prenderei uno di quelle associazioni del tipo Nessuno tocchi Caino e gli farei sentire per 20 minuti 'sta roba. Vediamo poi se non chiede perdono in ginocchio per i suoi peccati e brucia la tessera...
Se non vi basta il tempo che si prende per attaccare e come attacca, potete farvi prenotare una visita dall'otorino.
Viola E.: Rain drops keep falling...
Questa donna non sta bene. Lo dico seriamente, credo sia affetta quantomeno da timidezza patologica, ma più probabilmente da un leggero Asperger. Intrecciare cestini di vimini non si usa più?
Ha una discreta cultura e riesce ad esprimersi (seppur con parecchie difficoltà e tic nervosi) con la parola in modo più che buono. Deve davvero cantare?
Dato che annuncia Rain drops are falling on... direi che la risposta si dà da sola.
Lisa B.: It's beginning to look a lot like Christmas
Lei ci tiene a presentarla come "di Michael Bublé". Esticazzi. Ma quanti anni ha Bublé, 95??
Sfiatata, stonata e fuori tempo. Ma abbigliata da cantante: Gonna corta e scollatura.
Beatrice C.: boh, una roba diversamente utile tratta da "La Bella e La Bestia".
Sanremese, Cristinad'avenese, stonatese.
Orrida, ma non rivoltante.
Ha l'appeal di una caccola attaccata sotto ad un banco di scuola.
Mara C.: Winter wonderland
Pianista, s'é innamorata del jazz e s'é trascritta la versione della Fitzgerald di Winter Wonderland.
Sono terrorizzato.
Invece si sente che la musica la conosce e quindi prende gli attacchi e comprende l'esistenza delle pause.
Un altro pianeta. Se avesse avuto un pianista ed un chitarrista veri sarebbe stata una esibizione di qualità medio alta.
La voce non é malissimo, é un pò piatta nell'esposizione, ma per il momento si guadagna la testa della classifica della serata.
Non che ci volesse tanto rispetto alla fanga radioattiva esibitasi finora.
Andrea R.: Non insegnate ai bambini
E' stato selezionato perché, sebbene abbia iniziato solo da due mesi e mezzo a cantare si é sempre presentato puntuale, preciso, ha sempre fatto tutti i compiti... Parola di direttrice della scuola!
Se i criteri selettivi sono questi, allora capisco molte cose.
Ma Fabio Giacalone che si trovava alle mie spalle ha detto rivolgendosi all'immenso Claudio Prunotto "Questo é uno bravo, l'ho sentito una decina di giorni fa!". Per cui ascolto con attenzione.
Gaber é una bella scelta, ma non basta.
Riprova, sarai più fortunato tra un paio di anni perché per ora fai cagare.
Ludovica V.: Make you feel my love
Grandi speranze.
Triste realtà. Non drammatica, ma triste.
Continua a sperare, magari da grande diventi figa e svolti.
Susi J.: Oh Holy Night
Attacca con tutta calma, ma cantare male é un'altra cosa. Sembra sempre spingere un pò al limite, poca potenza, discreta intonazione. Secondo posto della serata.
Soffre anche lei della pochezza degli accompagnatori.
Martina B.: Grenade
Scelta un pò troppo difficile per i suoi esigui mezzi; potrebbe fare meglio.
Magari imparando anche solo a respirare meglio.
Poi potrebbe diventare negra e magari allora...
In generale ha fatto un diligente compitino, ma il ritmo é altra cosa.
Vittoria G.: Crudelia Demon
Brava, cazzo!!
Tanto (ma tanto) lavoro da fare sulle pronunce delle vocali, ma secondo me c'é materiale per farne una cantante molto più che dignitosa.
Forse persino brava.
Almeno non é piatta e monocorde, appaiono persino delle tracce d'interpretazione, di dinamica e degli embrioni di swing.
Tanta, ma tanta roba.
Attacca e rientra perfettamente a tempo, che commozione. Solo dopo scopriamo che ha 13 anni. Speriamo bene, non vorrei finisse nelle mani sbagliate e mi si trasformasse in una da jam del Mad Dog.
Prima assoluta della serata, pubblicazione audio integrale e non voglio sentire cazzi.
Caterina V.: Limonata
Un pezzo di Calcutta. Non credo serva aggiungere altro.
Una cloaca a cielo aperto.
Non ha cantato male, ma chi canta Calucutta provoca danni al pianeta.
E poi come fai a capire se é lei che stona o se sta facendo una cover perfetta??
Luna R.: La vie en rose
Essendo di madre francese é stata costretta a fare una canzone d'oltralpe e la scelta é caduta su La Vie en Rose con la seconda parte in inglese per motivi a me ignoti, ma sospetto si volessero punire la Piaf e Armstrong in un sol colpo.
Orrore e raccapriccio.
Querela e diffida immediate.
Porco xxx, il ritornello non si può sbagliare!!!
Mi sento come se i nazisti avessero reinvaso Parigi.
Ignoto: Oggi sono io
Dignitoso. Pezzo non difficile da cantare, ma con alcune difficoltà che -data le media finora vista- mi hanno fatto temere il peggio.
E' andata benino, forse un quarto posto se lo é meritato pur se sul traguardo ha anticipato ed é finito un pò fuori tempo.
Mirella G.: On the sunny side of the street.
Featuring devastante di Claudio Prunotto.
Lei scompare di fronte al Colosso dello scat che non solo la umilia, ma dirige il gruppo, chiama gli scambi e allunga i tempi dei soli. Che commozione, qualcuno che sa fare le cose più elementari dello stare sul palco a cantare.
Scelta invero suicida quella di duettare con il più grande crooner sabaudo vivente...
Lei invece in quanto a pochezza se la gioca con Bonadé.
Massimo C.: Have yourself a merry little Christmas
Un pò Elvis, un pò Bennet e molto Lorenz (vedi.).
Dopo aver aperto con la più piccola, chiudono con il più anziano. Non male, ma l'effetto imitazione degli imitatori che fanno Are you lonesome tonight é troppo sovrastante.
A tratti incerto sull'intonazione.
Si sente che ha ascoltato Elvis e i confidenziali ed é impostato sul bel canto all'italiana che male non fa dal punto di vista della proiezione, ma puzza troppo di finto.
Non dico di smettere, ma la bocciofila potrebbe essere meno destabilizzante per gli astanti.
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