martedì 31 dicembre 2019

Natale InCanto. Ossia il mercoledì delle Ceneri in tempo di Avvento

Sabato, 21 dicembre 2019
Torino Social Orchestra & Voci del Mondo
Chiesa San Gioacchino

Apre il concerto il coro Voci del Mondo diretto da Anastasia Yeromenko.
Eseguono per fortuna o purtroppo solo 2 brani, entrambi ben orchestrati ed armonizzati. Posso immaginare che alle persone cui piace il genere di musica Coro di Stato delle Voci Bulgare sia piaciuto molto.
A me piace il gregoriano, ma fatto da monaci e con canoni diversi da quelli utilizzati in Est Europa.
Quindi, per tirare le somme: ben fatto, ben eseguito, ma a me dopo 3 minuti ha rotto i coglioni a morte.


Primo Brano: non so assolutamente che cosa sia (né ci tengo particolarmente a saperlo).

Secondo Brano: Vedi sopra, (pare tradizionale natalizio ucraino), come sopra con l'aggiunta di tutta la scoppiettante allegria tipica della gioiosa popolazione ucraina, da cui il dixieland ha tratto certamente spunto...


Poi -purtroppo- viene introdotta la T.S.O. (nomen omen).

Ensamble più che dopolavoristico, che fa del pressapochismo col turbo la sua cifra stilistica e il cui repertorio di World Music spazia dal Brasile all'Argentina e su su fino addirittura al Venezuela.
Negli ultimi mesi -su pressione del Direttore Artistico del progetto- sono stati introdotte forti dosi di musica balcanica (zinghi ubriachi).
L'acustica della chiesa era orripilante, in linea con le esecuzioni.

Primo Brano: Libertango. Pezzo che sarebbe riduttivo definire sputtanato, qui risorge a nuova vita grazie al perfetto disallineamento tra ritmica e fisarmonica e grazie all'introduzione del coro delle partorienti che ripete insensatamente all'unisono il tema per tre volte senza variazioni.

Esecuzione di certo pregevole dato che alla fine a grande richiesta del pubblico é stato richiesto come bis. Ed infatti é stato eseguito più veloce, ma con lo stesso sfasamento  ed il coro delle partorienti. Eppure siamo in Avvento, non in Quaresima...

Secondo Brano: boh, direi... Medievalada. Tutto un pò confuso e il coro delle partorienti é stato sostituito da quello delle prefiche di Pizzo Calabro.


Terzo Brano: Moliendo Café. Sputtanato quanto Libertango, ma eseguito meno peggio. Solito coretto da oratorio rigorosamente all'unisono.


Quarto Brano: Boh, direi.. viva il Califfo. Pezzo arabo quanto lo era Caravan. Mah, chi li sta più a sentire...

Xanax

Quinto Brano: Benzinatico (aka Kustino Oro, aka la sigla dei Bulgari Tirano's di Mai Dire Gol). E' cantato da una sola persona, che é già bene. E' suonato maluccio, ma non male.

Resta il fatto che é uno degli emblemi del genere balkan e quindi é piena Zona Napalm.

Sesto Brano: Boh. Direi... Zingaropoli islamica. Pezzo immagino rumeno, un cantante solista e poco coro. Esecuzione accettabile. Ma questa roba é scritta da e per grassatori ubriachi, mica da e per musicisti, quindi non é esattamente Rimsky Korsakov, é alla portata di dopolavoristi senza arte né parte.


Settimo Brano: Credo sia Il Ballo di San Vito. Anche se direi... Zingaropoli islamica strikes back. Tutto pasticciato, smarmellato, strascicato che pare il gruppo scout che suona in una messa beat. Brutto ed inutile. Il peggio di Capossela.


Ottavo Brano: Mah, musica da ascensore. Inutile quanto brutta. Ma almeno é finita, anche perché non so per quanto posso trattenermi dal bestemmiare in chiesa.


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