E' ufficiale: Narrazioni Jazz non si farà più, l'ordine "Zavorra a mare" é stato eseguito.
Tutte le buone notizie, però, hanno come contraltare una cattiva notizia.
I microcefali che compongono la pluripremiata (dai giudici) giunta 5 Stelle di Torino hanno capito che -forse- utilizzare la dicitura Jazz Festival poteva essere un'idea meno del cazzo che inventarsi ogni anno una cazzata per far stare assieme la musica (di cui non gliene frega un beneamato) e il Salone del Libro (che invece era il soldato Ryan da salvare).
Incredibile dictu, persino la collocazione temporale torna quella del vecchio Festival (25/4 - 1/5).
Dio Bono! Sta a vedere che stavolta ce l'abbiam fatta!!
NO, c'é il ma. Ed é per me grosso come le Petronas Towers.
L'effervescente duo comico Appendino - Leon ha trovato il nuovo direttore (confermando i rumors che giravano tra i musicisti) nella persona di Giorgio Li Calzi, che sarà coadiuvato da Diego Borotti.
Tipo Batman e Robin (o forse Gianni e Pinotto) il dinamico duo Freecazzi Sborotti avrà carta bianca (o giù di lì) per spendere i sempre meno fondi messi a disposizione dalla Fondazione Cultura (si, sempre quella lì, quella che da 2 anni doveva essere uno dei primi impegni della Sindaco chiudere) per organizzare il Jazz Festival.
Sgomberiamo il campo da fraintendimenti, Freecazzi e Sborotti sono due professionisti dalle doti tecniche indiscutibili, tutto il resto lo é. Eccome.
Freecazzi é giunto alla guida di uno di quelli che era in Italia uno dei principali Jazz Festival grazie all'impeccabile conduzione del Rocca di Prugnasecca Jazz Festival (o una roba simile). Ora, lo so che Zigfield é morto, ma mi domando se sia all'altezza del compito di gestire, contrattare, scendere a compromessi e tutto quanto consegue alla gestione di un simile carrozzone, o se il rischio che gli scoppi in mano il Festival ci sia e sia reale.
Chiaramente mi auguro che gli riesca un festival di buon gusto (evitando magari di tenere per sé e per il suo sodale delle date) e di buona fattura, ma soprattutto ecumenico.
Già, perché Freecazzi mi tende parecchio a quella poltiglia puteolente che é il free jazz ed a tutte quelle cagate di contaminazioni del cazzo con robe che col jazz non hanno nulla a che spartire.
Temo pertanto che il Dixieland, l'Hot, la Swing Era e nemmeno il discutibile Jazz Revival verranno presi in considerazione dal dinamico duo, per "dare la possibilità alle nuove forme espressive contemporanee di avere una ribalta prestigiosa su cui proporre e far nascere le tendenze del jazz a cavallo tra presente e futuro". Secondo me alla presentazione del cartellone una cagata tipo questa la diranno per giustificare poi il fatto che nessuno si vedrà i concerti dei miei coglioni sfranti che loro proporranno per e con gli amichetti loro.
Così si arriva al punto 2 della scaletta dei rischi da evitare (che non saranno evitati):
Gli amici degli amici, ossia la sostituzione di uno stock di musicisti che suonano per 7 giorni ovunque come vuole la tradizione consolidata fino ad ora con un'altro stock di musicisti chiaramente scelti secondo il rigoroso criterio del rapporto di amicizia/convenienza. E' stato sempre fatto, non vedo perché questa volta non si debba rifare.
Il punto 3 riguarda invece la collocazione dei concerti: saranno infatti per la prima volta sempre in strutture al chiuso per evitare rischi tipo Barcellona. Bella cazzata.
Primo: al terrorismo per le strade si risponde con la vita per le strade e non con le tane sottoterra.
Secondo: ma chi se lo incula il Jazz Festival??
Terzo: a me pare che il Bataclàn non fosse una piazza di Parigi...
Quarto: un concerto di Lapio é comunque un crimine contro l'umanità (frase di cattivo gusto, lo so, ma la verità é dolore e -per quanto dolorosa- lo é meno di un suo concerto).
Tutto questo a me pare soprattutto un modo giustificato e legalissimo beninteso, non per rendere più fruibile un concerto, bensì per fare un pò di cassa e spartire il bottino tra locale e organizzazione.
Ripeto, la cosa é sacrosanta, bisognerà solo vedere l'offerta musicale ed il relativo prezzo di ingresso.
Ora staremo a vedere se -come auspico- avrò torto io a temere il peggio o se ci troveremo inondati da freejazz (casomai qualcuno leggesse e non sapesse di cosa stia parlando, il free jazz é musica inventata da gente che non sapeva suonare per un pubblico di intellettualoidi dementi) suonato da artisti del Minipimer. Un FreeMinipimer Jazz Festival del Porco del Signore.
Per fortuna Armstrong é sepolto molto, molto lontano da qui.
Io penso che "in quei giorni" (tipo Nuvenia) seguirò con appassionato interesse il tour "underground" di Metro Man, lui si, vero genio musicale indiscusso della scena piemontese: un Bowie in cerca del suo Wharol (o -se preferite- un Lou Reed, tanto a me fan cagare tutti e tre).
lunedì 30 ottobre 2017
lunedì 23 ottobre 2017
Felabration
Felabration
celebrazione di Fela Kuti a 20 anni dalla sua morte.
celebrazione di Fela Kuti a 20 anni dalla sua morte.
Magazzino sul Po sabato 21 e domenica 22 ottobre
evento gemellato al Felabration Lagos, Nigeria.
evento gemellato al Felabration Lagos, Nigeria.
Diofà, che bomba!
Bene, ora che ho espresso la mia opiniione politically correct, posso dire ciò che penso.
Sono perfettamente d'accordo a ricordare la morte di Fela (peraltro musicista di rara simpatia) poiché è stato un evento positivo per il mondo della musica che ascolto e come tale va celebrato.
Il trionfale comunicato emanato dal minculpop ARCI dichiara:
Sabato 21 ottobre:
h. 21.00 con le selezioni poliritmiche di Sabla (Gang Of Ducks) e il live percussivo senza capo ne [sic.] coda di Dontdj (Berceuse Heroique records).
Dunque aprono di djset. E quindi partono malissimo.
Musica dark/goth/drum, bass and noises. In definitiva: shit music.
Molto interessante (antropologicamente parlando) la tipa presa bene seduta in penombra dietro allo shit maker.
Magari avrà un suo scopo più tardi.
No, non lo aveva (chiedo scusa per lo spoiler).
Comunque dopo un'ora scarsa di djset la pista era deserta, eccezion fatta per uno seduto su una panca bordo pista che leggeva Facebook dallo Smartphone.
Veramente molto evocativo della solitudine del deserto africano, della condizione dell'uomo sulla terra.
Molto de Chirico.
Resta ad ogni modo inspiegabile perché sia obbligatorio l'uso delle cuffie per chi accede a sale motori, segherie etc, mentre non lo sia per luoghi molto più carichi di suoni molesti e rumorosi (in termini assoluti di dB) quali Giancarlo 2.
Il djset "percussivo" in effetti ha percosso me, i miei coglioni e persino molti miei conoscenti di vedute musicali molto più ampie presenti nella spelonca umida dei Magazzini.
Io mi sono trovato di fronte un bivio: prendere uno dei pesanti sgabelli in legno del bar ed -in nome della ruota del karma- sfasciarlo sulle corna dello shit maker o darmi alla fuga precipitosa.
Sono alla fine vigliaccamente uscito ad ascoltare con porcina voluttà Si tu vois ma mère in loop su YouTube.
Sono rientrato e il dj set era ancora attivo.... CAZZO!!! un'ora di ritardo sull'orario stabilito per il live (e quindi 60' di shit music in più), sarebbe ora di dire basta a questa mania italica del cazzo.
Alle 23.15 finalmente comincia la musica live. E si capisce a cosa cazzo servisse il djset: ora la musica di Fela sembra quasi piacevole.
Il gruppo di Manuel Volpe suona veramente da Dio, con un groove ed un "tiro" della Madonna, roba da non far sospettare che fosse un gruppo di bianchi a suonare. Peccato che suonassero musica di merda: blocchi di riff da 20 minuti senza stacchi o cambi ritmici , in sostanza afrobeat.
E' evidente che questa musica da trance medianica potrebbe risuonare in animi con radici africane e penetrare gli strati di coscienza più bassi liberando sensazioni da tempo rimosse dalla contaminazione con la cultura occidentale.
A me trivella solo i coglioni. E non ho nemmeno visto tutti 'sti africani presenti in sala.
Il fatto che gli astanti oscillassero come palmizi allo stesso modo su Fela e sul successivo dj set a base di musica non afro (lo stile era più Hit mania Dance), mi dà da pensare.
Il fatto che gli astanti oscillassero come palmizi allo stesso modo su Fela e sul successivo dj set a base di musica non afro (lo stile era più Hit mania Dance), mi dà da pensare.
A proposito del successivo Dj Set devo sottolineare il link spericolatamente onirico che é stato creato tra Lagos, Nigeria e Malindi (Kenya), villaggio di Briatore. Solo in un villaggio vacanze per ricchi dementi nell'ora di balli di gruppo si può sentire una simile compilation di musica che non c'entra un cazzo con l'afrobeat.
Come sempre alla fine la musica suonata surclassa quella mixata, il fatto che i musicisti suonassero musica noiosa ed interminabile non diminuisce il loro valore e le loro capacità di musicisti di grande qualità.
domenica 22 ottobre 2017
Minimalia
Minimalia 1
Da qualche settimana giravano voci nell'ambiente torinese (riferite dallo stimato collega Gabriele Ferraris il 12 ottobre) sull'imminente cacciata del direttore del defunto TJF e curatore dello scorso Aberrazioni Jazz Stefano Zenni, finalmente il 14 ottobre La Repubblica dà la notizia ufficiale del divorzio in modo tale che l'assessore Leon si ricordasse di comunicarlo all'interessato (chissà quanto costa usare Repubblica come servizio memo, posso suggerire Google Calendar?).
Fatto sta che un'altra volta Zenni si allontana dal festival torinese.
Orbene, data la pochezza della manifestazione dello scorso anno, fossi stato in lui me ne sarei andato via pure prima, ma lui é rimasto ed ha cercato di fare una cena con gli ingredienti scaduti che poteva permettersi economicamente e con quelli che gli sono stati d'ufficio (tipo una mistery box di Masterchef, ma politicizzata e con gli ingredienti presi dai cassonetti).
Resta comunque la mia perplessità sull'aver messo in cartellone uno spettacolo ideato da lui e messo in scena da amici suoi in cui peraltro si tentava di far passare l'idea che il jazz fosse, di base, una musica italiana suonata da oriundi in terra americana. In parte é vera (15%) e per il restante 85% é un'immane cazzata e da chi ha scritto un interessante e ben documentato libro sulla storia del jazz una simile imprecisione é intollerabile.
Ad ogni modo sono contento che Zenni si sia tolto da quel carnaio che é l'organizzazione di ciò che resta del festival jazz di Torino dopo che abbiamo esternalizzato il Fringe a Firenze (città che essendo per antonomasia povera di attrattive culturali ha di buon grado accettato l'omaggio).
La voce che corre negli ambienti musicali é che Appendino e Leon (Crick e Crock) stanno cercando di affidare il compito ad un musicista (pare un fiato) torinese.
Io spero che la scelta ricada sul più qualificato per un simile compito: Johnny Lapio così la merda che é Narrazioni Jazz (o come cazzo lo chiameranno stavolta) avrà in cima il suo bel moscone a naturale completamento dell'opera.
Minimalia 2
E' stato portato alla mia attenzione da delatori che dovrebbefo fare attenzione a stuzzicare il mio cinismo il triste caso dei Nemici, gruppo Indy che non fa Indy, ma arte.
Esticazzi.
La prima cosa che mi sono domandato prima di vedere il loro canale YouTube é stata "nemici di chi?", dopo non ho avuto dubbi: nemici dei testi, nemici dell'intonazione, nemici dell'accordatore e nemici dell'umanità. Non male...
Testi sconclusionati, suonati male con intonazioni approssimate; secondo me non fanno sul serio e si stanno prendendo gioco della credulità popolare. In tal caso sono dei geni.
Se facessero sul serio sarebbe un problema, specie se -come i delatori mi hanno riferito- hanno un folto seguito che li stima e li apprezza.
Non c'é comunque da stupirsi, cari i miei segnalatori pro domo vostra, i Nemici non fanno musica demenziale (come la primissima impressione d'ascolto mi suggeriva), fanno musica demente e pertanto, essendo la popolazione terrestre in gran parte composta di dementi, é ovvio che gli si stiano aprendo le porte della strada del successo.
Bisogna farsene una ragione e continuare a detestare il prossimo nostro come noi stessi.
Da qualche settimana giravano voci nell'ambiente torinese (riferite dallo stimato collega Gabriele Ferraris il 12 ottobre) sull'imminente cacciata del direttore del defunto TJF e curatore dello scorso Aberrazioni Jazz Stefano Zenni, finalmente il 14 ottobre La Repubblica dà la notizia ufficiale del divorzio in modo tale che l'assessore Leon si ricordasse di comunicarlo all'interessato (chissà quanto costa usare Repubblica come servizio memo, posso suggerire Google Calendar?).
Fatto sta che un'altra volta Zenni si allontana dal festival torinese.
Orbene, data la pochezza della manifestazione dello scorso anno, fossi stato in lui me ne sarei andato via pure prima, ma lui é rimasto ed ha cercato di fare una cena con gli ingredienti scaduti che poteva permettersi economicamente e con quelli che gli sono stati d'ufficio (tipo una mistery box di Masterchef, ma politicizzata e con gli ingredienti presi dai cassonetti).
Resta comunque la mia perplessità sull'aver messo in cartellone uno spettacolo ideato da lui e messo in scena da amici suoi in cui peraltro si tentava di far passare l'idea che il jazz fosse, di base, una musica italiana suonata da oriundi in terra americana. In parte é vera (15%) e per il restante 85% é un'immane cazzata e da chi ha scritto un interessante e ben documentato libro sulla storia del jazz una simile imprecisione é intollerabile.
Ad ogni modo sono contento che Zenni si sia tolto da quel carnaio che é l'organizzazione di ciò che resta del festival jazz di Torino dopo che abbiamo esternalizzato il Fringe a Firenze (città che essendo per antonomasia povera di attrattive culturali ha di buon grado accettato l'omaggio).
La voce che corre negli ambienti musicali é che Appendino e Leon (Crick e Crock) stanno cercando di affidare il compito ad un musicista (pare un fiato) torinese.
Io spero che la scelta ricada sul più qualificato per un simile compito: Johnny Lapio così la merda che é Narrazioni Jazz (o come cazzo lo chiameranno stavolta) avrà in cima il suo bel moscone a naturale completamento dell'opera.
Minimalia 2
E' stato portato alla mia attenzione da delatori che dovrebbefo fare attenzione a stuzzicare il mio cinismo il triste caso dei Nemici, gruppo Indy che non fa Indy, ma arte.
Esticazzi.
La prima cosa che mi sono domandato prima di vedere il loro canale YouTube é stata "nemici di chi?", dopo non ho avuto dubbi: nemici dei testi, nemici dell'intonazione, nemici dell'accordatore e nemici dell'umanità. Non male...
Testi sconclusionati, suonati male con intonazioni approssimate; secondo me non fanno sul serio e si stanno prendendo gioco della credulità popolare. In tal caso sono dei geni.
Se facessero sul serio sarebbe un problema, specie se -come i delatori mi hanno riferito- hanno un folto seguito che li stima e li apprezza.
Non c'é comunque da stupirsi, cari i miei segnalatori pro domo vostra, i Nemici non fanno musica demenziale (come la primissima impressione d'ascolto mi suggeriva), fanno musica demente e pertanto, essendo la popolazione terrestre in gran parte composta di dementi, é ovvio che gli si stiano aprendo le porte della strada del successo.
Bisogna farsene una ragione e continuare a detestare il prossimo nostro come noi stessi.
lunedì 9 ottobre 2017
Serata jazz alla Sagra del Ciapinabó
Carignano, 7 ottobre 2017
Teatro Cantoregi: VMP Big Band
Teatro Cantoregi: VMP Big Band
Location : Il Teatro Cantoregi é parte integrante di uno stupro ubanistico perpetrato dalla P.A. negli anni '70 quando faceva molto figo fare palazzi orridi, piastrellarli come nemmeno i cessi di Porta Nuova incastonandoli in un contesto di palazzi del 6/700.
Solite chiacchiere istituzionali, in verità piuttosto contenute nei toni e nei tempi , pregevole il sindaco che definisce "Banda" la Big Band (sebbene ex-post...)
Primo pezzo non riconosciuto. Slegati. Fiati e ritmica per i cazzi loro e solo insulso ed interminabile di Corvaglia. Porca troia, cominciamo bene...
I won't dance: non si capisce un cazzo.
Le voci dei cantanti in sala sono molto basse (di livello sonoro) ed impastate. Lui gigioneggia come fosse Sinatra al Caesar's Palace.... Mavaaffanculo, va.
Pensa a non cantare in grammelot e fai meno il figo. La cantante é piuttosto anonima. La B.B. c'é, nel senso che é sul palco e non fa cagate palesi.
Ascolto consigliato: https://www.youtube.com/watch?v=cGwcg4g-1Ik
Caught a touch of your love non male. La cantante é presente a sé stessa, se la tira come tutte le cantanti, ma almeno é piacevole da sentire e da vedere,
Ascolto consigliato: https://www.youtube.com/watch?v=Wl-anFN3QN0
Boogie boogaloo (Diego Borotti): Disco music anni '80 con Sborotti in giacca bianca (ma chi cazzo si crede di essere, Goodmann???) che fa soli insulsi alla Coltrane per tempi infiniti. Ma gli arrangiamenti, sono stati fatti? Ah, già.. da Lobello l'uomo in infradito...
Charlie Haden (M. Carletti): Una specie di noi due nel cuore e nell' anima riscritta da Morricone sotto mescalina.
Bah, tanto basta dire che é jazz e tutta l'immondizia viene nobilitata...
Bah, tanto basta dire che é jazz e tutta l'immondizia viene nobilitata...
Untitled (G. Corvaglia): Unpublished sarebe stato meglio.
Il giovane e nuovo batterista continua ad essere molto rumoroso, non mi risulta che nel jazz si pesti di cassa, rullante e ride... "Sentiremo ancora parlare di lui", dice Lobello.
Probabilmente, se non saremo diventati tutti sordi nel frattempo.
Il pezzo di Corvaglia suona molto già sentito, 'na roba tipo Blue Bossa... 'na Zabotata senza Zabote. Anzi ricorda molto Augusto Martelli nello stile Premiatissima '91. Insomma, 'na ciofeca di brano.
Il pezzo di Corvaglia suona molto già sentito, 'na roba tipo Blue Bossa... 'na Zabotata senza Zabote. Anzi ricorda molto Augusto Martelli nello stile Premiatissima '91. Insomma, 'na ciofeca di brano.
Loop (A. Marsico):. Intro molto jazz a parte le spernacchiate alla ricerca degli acuti cubani alla Hubbard da parte del cosiddetto arrangiatore alla tromba. Molto funerale battista con Ray Charles. Cazzo, era ora che ci fosse un pò di musica!
Manfred (D Borotti): Ma Borotti non si pone mai il problema se al pubblico interessi poi così tanto sentire 3 minuti di assolo modello Minipimer?? La risposta è ovviamente NO.
Cazzo, devo alzare di qualche punto la valutazione di Cisi...
Cazzo, devo alzare di qualche punto la valutazione di Cisi...
Guy Mochet (Carletti): Toh. chi si rivede.. del jazz!
Jackpot (A. Marsico): qualcuno fermi Borotti.
Ma anche Parodi al trombone che attacca tardi e fuori tono per un po di battute. Poi la butta in caciara-free-millenote stile Begonia. Ah, già.. la chitarra distorta sta sui Led Zeppelin, non su Sinatra. Carletti é bravo, ma fuori contesto.
Peccato, il pezzo sarebbe stato pure bello.
Ma anche Parodi al trombone che attacca tardi e fuori tono per un po di battute. Poi la butta in caciara-free-millenote stile Begonia. Ah, già.. la chitarra distorta sta sui Led Zeppelin, non su Sinatra. Carletti é bravo, ma fuori contesto.
Peccato, il pezzo sarebbe stato pure bello.
Loose Change (Sam Nestico): L'illusione di sentire del vero jazz cade all'assolo di tromba semplicemente sconcio.
Ascolto consigliato al "Maestro" Lobello: https://www.youtube.com/watch?v=jek2mwtPTBw
Ascolto consigliato al "Maestro" Lobello: https://www.youtube.com/watch?v=jek2mwtPTBw
Finale con medley di S. Wonder: il cantante sempre più gigione, con voce nasale e fuori tempo che si perde le parole perché deve leggerle sul tablet... Disgutorama! Che bel finale...
Isn't she lovely. Introduzione da caschi blu dell'O.N.U. con Sborotti con l'effetto delay che lo rendeva insopportabile al quadrato. Altro assolo assurdo di Parodi e a questo punto mi domando se non sia stato deliberatamente sabotato, Non é che gli hanno dato delle parti con le armature di chiave diverse??
Alla fine: la big band mi sembra un pò approssimativa e rabberciata, e Lobello certo non giova a rendere più compatta una B.B.
Certo, questa formazione é appena stata rimaneggiata, ma la base mi sembra di impronta più dopolavoristica che professionale.
Il repertorio non é stato da Big Band, il che può essere un vantaggio se si é stufi di sentire In the Mood, Corner Pocket, etc.. ma per sentire Boogie Bogaloo, Untitled e robe arrangiate maluccio, tantovale stare sul sicuro e andar via di Ellington, Basie, Miller & C.
Certo, questa formazione é appena stata rimaneggiata, ma la base mi sembra di impronta più dopolavoristica che professionale.
Il repertorio non é stato da Big Band, il che può essere un vantaggio se si é stufi di sentire In the Mood, Corner Pocket, etc.. ma per sentire Boogie Bogaloo, Untitled e robe arrangiate maluccio, tantovale stare sul sicuro e andar via di Ellington, Basie, Miller & C.
I singoli elementi di spicco:
Lobello (tromba ed arrangiamenti). Ammetto che mi sta personalmente sui coglioni, lo trovo un rozzo pressapochista con lacune sullo strumento.
Un tempo si diceva "Chi sa, fa; chi non sa fare, insegna e chi non sa nemmeno insegnare, coordina". Lui ieri coordinava.
Lobello (tromba ed arrangiamenti). Ammetto che mi sta personalmente sui coglioni, lo trovo un rozzo pressapochista con lacune sullo strumento.
Un tempo si diceva "Chi sa, fa; chi non sa fare, insegna e chi non sa nemmeno insegnare, coordina". Lui ieri coordinava.
Altro piccolo appunto, che vale per lui come per Borotti: esiste un dress code per le Big Band, tutti si sono attenuti (compresi 2 su 3 degli ospiti illustri invitati), ora tu chi cazzo pensi di essere per presentarti in jeans, camicia da camionista e giacca non nera? Cafone e strafottente. Solo uno così può aggirarsi sul palco a suo piacimento anche quando al leggìo c'é il direttore ufficiale.
Primo tenore (G. Corvaglia) Che due palle, fare qualcosa di diverso dal Minipimer col sax? O era una gara di sessantaquattresimi con Borotti? Peccato, sa fare molto meglio anche se lo swing non é proprio il suo genere di elezione.
Primo alto: Brava. Brava, ma non bravissima, Per essere bravissima dovrebbe avere più tette ed il culo più alto e sodo.
Secondo alto: (S. Garino) Un pò troppe note, mi sarei aspettato che per restare in tema big band e staccarsi dalla massa del "un tot di note al chilo" avrebbe scelto soli più rarefatti. Come ha fatto sulle ultime battutte del solo di Isn't she lovely?.
Tuba: poveraccio, io ho la massima stima per lui. E' dai tempi della raccolta del cotone nel Mississippi che non vedevo una persona -letteralmente- china sotto il peso del suo lavoro (il tuba pesa, cazzo!). Ma chi ha avuto la bella pensata? Lobello?? Almeno fornitegli l'imbracatura per lo strumento, a meno che l'intento non fosse di metterlo alla gogna per qualche motivo (meglio le multe pecuniarie stile James Brown), non si può vedere uno costretto a suonare per così tanto tempo in piedi piegato con la campana verso il microfono su asta verticale senza snodo a fare peraltro note brevi e veloci. Per forza alla fine era spolmonato e il suono usciva un pò stile rutto...
Commento sintetico a posteriori:
Serata interessante, almeno ho capito che Cisi non é poi così male.
Serata interessante, almeno ho capito che Cisi non é poi così male.
domenica 1 ottobre 2017
Proxima (Centauri??)
Ieri si é svolto il momento clou della festa di Sinistra Italiana ed altre frattaglie del fu PCI: dibattitino e suonatina.
Non sto a commentare il dibattito, né la scelta del nome Proxima perché la politica va sopportata con rassegnazione e basta. Ma la musica no, cazzo!
Prima mi permetto una velata polemica personale con i mio molto più illustre collega Gabriele Ferraris: Ma sei diventato scemo o ti han pagato un botto di soldi per scrivere che scappavi dalle OGR appena iniziava a cantare Elisa per andare ai murazzi alla festa di Proxima a sentire gli Eugenio in via di gioia & C???
Non sto a commentare il dibattito, né la scelta del nome Proxima perché la politica va sopportata con rassegnazione e basta. Ma la musica no, cazzo!
Prima mi permetto una velata polemica personale con i mio molto più illustre collega Gabriele Ferraris: Ma sei diventato scemo o ti han pagato un botto di soldi per scrivere che scappavi dalle OGR appena iniziava a cantare Elisa per andare ai murazzi alla festa di Proxima a sentire gli Eugenio in via di gioia & C???
Come per la superlativa festa di Torino Sette, apre la band residente: Bandakadabra che con meno frizzi e lazzi del suo leader é godibile (sebbene sia un pò meno precisa del solito).
Ad ogni cambio di artista sul palco purtroppo si "esibiva" Willie Peyote (o come più correttamente lo definisce un mio buon conoscente facendo riferimento al suo spessore artistico, Willie il Procariote).
Sta di fatto che ad un certo punto della mia vita devo essermi distratto parecchio per essermi perso la legge emanata da non so ancora bene quale autorità costituita che obbliga chiunque organizzi una festa, dalla prima comunione al 2 giugno, ad avere quantomeno invitato ad esibirsi quel coso lì.
Da parecchio tempo non trovo in giro manifestazioni che non abbiano in cartellone il Procariote.
Di suo il buon Willie fa un genere di merda come il rap, coniugandolo in chiave ironico/satirico/demenziale e il pubblico presente ai murazzi letteralmente accorreva ogniqualvolta tornava sul palco e cantava le sue... le sue... vabbé non trovo il termine forse perché non esiste, per cui per convenzione diciamo che cantava le sue canzoni.
Spero di non dover mai più assistere ad una sua esibizione (se non come pena accessoria comminata da un giudice sadico), ma mi permetto un piccolo suggerimento al Peyote: specialmente nel caso di esibizione con orchestra dal vivo, sarebbe il caso di andare a tempo ed ascoltare chi suona mentre cerca affannosamente di starti dietro.
I Giulia sono disturbanti quanto i primi singoli di Syd Barrett, purtroppo però io non ho l'abitudine di andare ai concerti sotto mescalina.
Quando durante il primo brano è andato via il Larsen devo ammettere che un po' la performance ha perso, io pensavo fosse stato messo apposta per creare disagio.
Attacco del secondo brano: Taranta. Poi voce fastidiosa e poi again Taranta. in Sintesi: Una palla al cazzo. Per fortuna non si capisce nemmeno in che lingua latrano, cosa che salva dal capire le cagate che dicono.
Poi come vuole tradizione un brano lento, intimista, ma la voce da muezzin non giova all'economia del pezzo.
Si levano dai coglioni 'sti ragazzini da pagella rock e gli Dei ci regalano Vito Miccolis.
Una intro un pò lunghetta con annesso balletto limbo di Lo Sapio, ma va bene così. Quando l'alternativa é Willie Penoso, pure una gara di peti pare la Corale della Nona, figuriamoci il grande Vito!!
Poi come vuole tradizione un brano lento, intimista, ma la voce da muezzin non giova all'economia del pezzo.
Si levano dai coglioni 'sti ragazzini da pagella rock e gli Dei ci regalano Vito Miccolis.
Una intro un pò lunghetta con annesso balletto limbo di Lo Sapio, ma va bene così. Quando l'alternativa é Willie Penoso, pure una gara di peti pare la Corale della Nona, figuriamoci il grande Vito!!
Putroppo il tributo a Fred Buscaglione non é stato messo su benissimo e il fatto che l'interpretazione di Lo Sapio non era molto rispettosa dell'originale. Il pregevole assolo di clarinetto avrebbe dovuto essere di tromba con sordina wah, ma tanto quando i presenti sanno a memoria le "canzoni" del Peyote ed ignorano Farassino é inutile cercare attorno a sé altri sguardi perplessi. Ma di questo dobbiamo assumerci la colpa noi cinquantenni se la distanza tra Buscaglione e Despacito é incolmabile ed incomprensibile per moltissimi giovani é solo colpa nostra che non abbiamo gargiato di mazzate i nostri teneri frugoletti quando tornavano a casa col cd di Gigi D'Agostino.
Altro Peyote (che due peyotas) e poi il gruppo simboli della rinascita dei giovani di sinistra: Eugenio in Via di Gioia.
Puttana miseria, partiamo malissimo con una vocina che manco Paperino in acido. Disturbante.
Dato che hanno impiegato 10 minuti ad inserire il jack giusto nella chitarra, direi che il Peyote ha sortito il suo effetto...
Mezz'ora per attaccare un jack, ma l'attesa era meglio... erano meglio persino i siparietti comici di Gipo in attesa della soluzione del problema perchè poi hanno iniziato a suonare e Paperino s'é messo a cantare.
DioMadonna, la voce della sinistra radicale italiana é un gruppo di ragazzini che ha dei testi che somma il nulla dei contenuti di Sanuele Bersani al buonismo che manco alla festa dello scudo crociato.
Per citare un loro testo ispirato: "Il male esiste è un dato di fatto".
Altro Peyote poi il gran finale con Sweet Life Society.
Io sono un cazzo di taliban, lo ammetto, ma in natura ci sono delle cose che non possono mescolarsi: acqua e olio, musica elettronica e swing.
Come tutte le cose contronatura l'elettroswing é un Golem mostruoso e terrificante fabbricato con la merda che probabilmente ottunde il cervello degli Sweet Life, due dementi senza né arte né parte che non saprebbero arrangiare nemmeno Frà Martino, figuriamoci mettere insieme Basie e Depeche...
Tali abominii vanno estirpati con moderni tribunali dell'Inquisizione. Anche ASL ed ENPA dovrebbero essere coinvolti: la prima per vigilare a che l'esposizione all'elettroswing non causi tumori, il secondo perché ieri ho chiaramente visto soffrire i ratti del lungopo.
Se poi devo giudicare gli Sweet Life dalla loro !musica", allora la cosa si fa semplice: Merda pressata.
Altro Peyote (che due peyotas) e poi il gruppo simboli della rinascita dei giovani di sinistra: Eugenio in Via di Gioia.
Puttana miseria, partiamo malissimo con una vocina che manco Paperino in acido. Disturbante.
Dato che hanno impiegato 10 minuti ad inserire il jack giusto nella chitarra, direi che il Peyote ha sortito il suo effetto...
Mezz'ora per attaccare un jack, ma l'attesa era meglio... erano meglio persino i siparietti comici di Gipo in attesa della soluzione del problema perchè poi hanno iniziato a suonare e Paperino s'é messo a cantare.
DioMadonna, la voce della sinistra radicale italiana é un gruppo di ragazzini che ha dei testi che somma il nulla dei contenuti di Sanuele Bersani al buonismo che manco alla festa dello scudo crociato.
Per citare un loro testo ispirato: "Il male esiste è un dato di fatto".
Altro Peyote poi il gran finale con Sweet Life Society.
Io sono un cazzo di taliban, lo ammetto, ma in natura ci sono delle cose che non possono mescolarsi: acqua e olio, musica elettronica e swing.
Come tutte le cose contronatura l'elettroswing é un Golem mostruoso e terrificante fabbricato con la merda che probabilmente ottunde il cervello degli Sweet Life, due dementi senza né arte né parte che non saprebbero arrangiare nemmeno Frà Martino, figuriamoci mettere insieme Basie e Depeche...
Tali abominii vanno estirpati con moderni tribunali dell'Inquisizione. Anche ASL ed ENPA dovrebbero essere coinvolti: la prima per vigilare a che l'esposizione all'elettroswing non causi tumori, il secondo perché ieri ho chiaramente visto soffrire i ratti del lungopo.
Se poi devo giudicare gli Sweet Life dalla loro !musica", allora la cosa si fa semplice: Merda pressata.
Quando per capire che il pezzo eseguito era Soul Bossa Nova ci vogliono 3 minuti ed un grosso aiuto della Bandakadabra che per 5 secondi riesce a sovrastare con il tema di Quincy Jones il rumore di reparto tornitura della Mirafiori dei tempi d'oro é palese che l'esperimento di contaminazione é miseramente fallito.
Mi è stato detto che quei miserabili hanno fatto un altro pezzo, ma purtroppo io non l'ho sentito perché probabilmente il mio cervello mi ha fatto cadere in coma per evitarsi danni permanenti.
Stavolta per evitare di affidarmi al mio solo gusto personale, ho invitato a darmi il suo parere una persona più giovane e giovanilista di me, una persona che, tanto per capirsi, paga per andare a sentire i Ministri, Thegiornalisti, Niccolò Fabi ed é quindi avvezza al maremagnum merdorum... Ebbene, eccezion fatta per Lo Sapio, e per la pregevole versione meno balkan e più swing della Banda, persino a lei han fatto schifo tutti gli altri "artisti" intervenuti. A 'sto punto direi che la serata era da Guinnes dei Primati (con tutto il rispetto per le scimmie) dello schifo, mi auguro per loro che il programma politico della sinistra radicale sia migliore di quello musicale (basta veramente poco) e che Proxima Centauri sia la destinazione della navicella su cui verranno caricati il Procariote, gli Eugenio in Via Dioboia, i Giulia's sticazzi e gli Sweet Life.
Mi è stato detto che quei miserabili hanno fatto un altro pezzo, ma purtroppo io non l'ho sentito perché probabilmente il mio cervello mi ha fatto cadere in coma per evitarsi danni permanenti.
Stavolta per evitare di affidarmi al mio solo gusto personale, ho invitato a darmi il suo parere una persona più giovane e giovanilista di me, una persona che, tanto per capirsi, paga per andare a sentire i Ministri, Thegiornalisti, Niccolò Fabi ed é quindi avvezza al maremagnum merdorum... Ebbene, eccezion fatta per Lo Sapio, e per la pregevole versione meno balkan e più swing della Banda, persino a lei han fatto schifo tutti gli altri "artisti" intervenuti. A 'sto punto direi che la serata era da Guinnes dei Primati (con tutto il rispetto per le scimmie) dello schifo, mi auguro per loro che il programma politico della sinistra radicale sia migliore di quello musicale (basta veramente poco) e che Proxima Centauri sia la destinazione della navicella su cui verranno caricati il Procariote, gli Eugenio in Via Dioboia, i Giulia's sticazzi e gli Sweet Life.
Anche se non é bello buttare l'immondizia nello spazio...
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