lunedì 30 ottobre 2017

R.I.P. Narrazioni Jazz, non sempre sono i migliori ad andarsene.

E' ufficiale: Narrazioni Jazz non si farà più, l'ordine "Zavorra a mare" é stato eseguito.

Tutte le buone notizie, però, hanno come contraltare una cattiva notizia.

I microcefali che compongono la pluripremiata (dai giudici) giunta 5 Stelle di Torino hanno capito che -forse- utilizzare la dicitura Jazz Festival poteva essere un'idea meno del cazzo che inventarsi ogni anno una cazzata per far stare assieme la musica (di cui non gliene frega un beneamato) e il Salone del Libro (che invece era il soldato Ryan da salvare).

Incredibile dictu, persino la collocazione temporale torna quella del vecchio Festival (25/4 - 1/5).
Dio Bono! Sta a vedere che stavolta ce l'abbiam fatta!!
NO, c'é il ma. Ed é per me grosso come le Petronas Towers.

L'effervescente duo comico Appendino - Leon ha trovato il nuovo direttore (confermando i rumors che giravano tra i musicisti) nella persona di Giorgio Li Calzi, che sarà coadiuvato da Diego Borotti.
Tipo Batman e Robin (o forse Gianni e Pinotto) il dinamico duo Freecazzi Sborotti avrà carta bianca (o giù di lì) per spendere i sempre meno fondi messi a disposizione dalla Fondazione Cultura (si, sempre quella lì, quella che da 2 anni doveva essere uno dei primi impegni della Sindaco chiudere) per organizzare il Jazz Festival.

Sgomberiamo il campo da fraintendimenti, Freecazzi e Sborotti sono due professionisti dalle doti tecniche indiscutibili, tutto il resto lo é. Eccome.
Freecazzi é giunto alla guida di uno di quelli che era in Italia uno dei principali Jazz Festival grazie all'impeccabile conduzione del Rocca di Prugnasecca Jazz Festival (o una roba simile). Ora, lo so che Zigfield é morto, ma mi domando se sia all'altezza del compito di gestire, contrattare, scendere a compromessi e tutto quanto consegue alla gestione di un simile carrozzone, o se il rischio che gli scoppi in mano il Festival ci sia e sia reale.

Chiaramente mi auguro che gli riesca un festival di buon gusto (evitando magari di tenere per sé e per il suo sodale delle date) e di buona fattura, ma soprattutto ecumenico.

Già, perché Freecazzi mi tende parecchio a quella poltiglia puteolente che é il free jazz ed a tutte quelle cagate di contaminazioni del cazzo con robe che col jazz non hanno nulla a che spartire.
Temo pertanto che il Dixieland, l'Hot, la Swing Era e nemmeno il discutibile Jazz Revival verranno presi in considerazione dal dinamico duo, per "dare la possibilità alle nuove forme espressive contemporanee di avere una ribalta prestigiosa su cui proporre e far nascere le tendenze del jazz a cavallo tra presente e futuro". Secondo me alla presentazione del cartellone una cagata tipo questa la diranno per giustificare poi il fatto che nessuno si vedrà i concerti dei miei coglioni sfranti che loro proporranno per e con gli amichetti loro.

Così si arriva al punto 2 della scaletta dei rischi da evitare (che non saranno evitati):
Gli amici degli amici, ossia la sostituzione di uno stock di musicisti che suonano per 7 giorni ovunque come vuole la tradizione consolidata fino ad ora con un'altro stock di musicisti chiaramente scelti secondo il rigoroso criterio del rapporto di amicizia/convenienza. E' stato sempre fatto, non vedo perché questa volta non si debba rifare.

Il punto 3 riguarda invece la collocazione dei concerti: saranno infatti per la prima volta sempre in strutture al chiuso per evitare rischi tipo Barcellona. Bella cazzata.
Primo: al terrorismo per le strade si risponde con la vita per le strade e non con le tane sottoterra.
Secondo: ma chi se lo incula il Jazz Festival??
Terzo: a me pare che il Bataclàn non fosse una piazza di Parigi...
Quarto: un concerto di Lapio é comunque un crimine contro l'umanità (frase di cattivo gusto, lo so, ma la verità é dolore e -per quanto dolorosa- lo é meno di un suo concerto).

Tutto questo a me pare soprattutto un modo giustificato e legalissimo beninteso, non per rendere più fruibile un concerto, bensì per fare un pò di cassa e spartire il bottino tra locale e organizzazione.
Ripeto, la cosa é sacrosanta, bisognerà solo vedere l'offerta musicale ed il relativo prezzo di ingresso.

Ora staremo a vedere se -come auspico- avrò torto io a temere il peggio o se ci troveremo inondati da freejazz (casomai qualcuno leggesse e non sapesse di cosa stia parlando, il free jazz é musica inventata da gente che non sapeva suonare per un pubblico di intellettualoidi dementi) suonato da artisti del Minipimer. Un FreeMinipimer Jazz Festival del Porco del Signore.

Per fortuna Armstrong é sepolto molto, molto lontano da qui.
Io penso che "in quei giorni" (tipo Nuvenia) seguirò con appassionato interesse il tour "underground" di Metro Man, lui si, vero genio musicale indiscusso della scena piemontese: un Bowie in cerca del suo Wharol (o -se preferite- un Lou Reed, tanto a me fan cagare tutti e tre).

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