domenica 22 ottobre 2017

Minimalia

Minimalia 1
Da qualche settimana giravano voci nell'ambiente torinese (riferite dallo stimato collega Gabriele Ferraris il 12 ottobre) sull'imminente cacciata del direttore del defunto TJF e curatore dello scorso Aberrazioni Jazz Stefano Zenni, finalmente il 14 ottobre La Repubblica dà la notizia ufficiale del divorzio in modo tale che l'assessore Leon si ricordasse di comunicarlo all'interessato (chissà quanto costa usare Repubblica come servizio memo, posso suggerire Google Calendar?).
Fatto sta che un'altra volta Zenni si allontana dal festival torinese.
Orbene, data la pochezza della manifestazione dello scorso anno, fossi stato in lui me ne sarei andato via pure prima, ma lui é rimasto ed ha cercato di fare una cena con gli ingredienti scaduti che poteva permettersi economicamente e con quelli che gli sono stati d'ufficio (tipo una mistery box di Masterchef, ma politicizzata e con gli ingredienti presi dai cassonetti).
Resta comunque la mia perplessità sull'aver messo in cartellone uno spettacolo ideato da lui e messo in scena da amici suoi in cui peraltro si tentava di far passare l'idea che il jazz fosse, di base, una musica italiana suonata da oriundi in terra americana. In parte é vera (15%) e per il restante 85%  é un'immane cazzata e da chi ha scritto un interessante e ben documentato libro sulla storia del jazz una simile imprecisione é intollerabile.
Ad ogni modo sono contento che Zenni si sia tolto da quel carnaio che é l'organizzazione di ciò che resta del festival jazz di Torino dopo che abbiamo esternalizzato il Fringe a Firenze (città che essendo per antonomasia povera di attrattive culturali ha di buon grado accettato l'omaggio).
La voce che corre negli ambienti musicali é che Appendino e Leon (Crick e Crock) stanno cercando di affidare il compito ad un musicista (pare un fiato) torinese.
Io spero che la scelta ricada sul più qualificato per un simile compito: Johnny Lapio così la merda che é Narrazioni Jazz (o come cazzo lo chiameranno stavolta) avrà in cima il suo bel moscone a naturale completamento dell'opera.

Minimalia 2
E' stato portato alla mia attenzione da delatori che dovrebbefo fare attenzione a stuzzicare il mio cinismo il triste caso dei Nemici, gruppo Indy che non fa Indy, ma arte.
Esticazzi.
La prima cosa che mi sono domandato prima di vedere il loro canale YouTube é stata "nemici di chi?", dopo non ho avuto dubbi: nemici dei testi, nemici dell'intonazione, nemici dell'accordatore e nemici dell'umanità. Non male...
Testi sconclusionati, suonati male con intonazioni approssimate; secondo me non fanno sul serio e si stanno prendendo gioco della credulità popolare. In tal caso sono dei geni.
Se facessero sul serio sarebbe un problema, specie se -come i delatori mi hanno riferito- hanno un folto seguito che li stima e li apprezza.

Non c'é comunque da stupirsi, cari i miei segnalatori pro domo vostra, i Nemici non fanno musica demenziale (come la primissima impressione d'ascolto mi suggeriva), fanno musica demente e pertanto, essendo la popolazione terrestre in gran parte composta di dementi, é ovvio che gli si stiano aprendo le porte della strada del successo.
Bisogna farsene una ragione e continuare a detestare il prossimo nostro come noi stessi.

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