domenica 27 dicembre 2020

In cauda venenum

 


Dalla fine del primo periodo di blocco forzato sono state certamente settimane di lavoro intenso per musicisti e cantanti (i nostri cari amici umpa-lumpa della musica) per poter cercare di portare avanti le idee che avevano maturato prima e durante la chiusura.
Una delle prime é stata Giulia Damico che aveva praticamente pronto il suo CD e che lo ha fatto uscire in pompa magna dopo l'estate con tanto di lancio sul Corriere. Ne ho scritto persino io qualche mese fa.

Poi é stata la volta della splendida Caterina Accorsi che -non paga di essere cantante- ha fatto uscire un suo disco in cui suona pure la tastiera. Troppa grazia Sant'Antonio, bastava pure meno...
Un pò legnosa e con una pronuncia stile Mina anni '60, però un bel timbro pieno, magari ci si può cavare qualcosa.
Qui ci sono i samples.

A fine novembre é poi uscito Innerspace, il nuovo lavoro del Maestro Nino La Piana per l'etichetta D'Herin Records.
Che dire... qualcosa di meno della musica lounge e qualcosa di più della musica da ascensore.
Stilisticamente va a riempire il vuoto lasciato da Clayderman e Schlaks, resta da discutere se ce ne fosse un reale bisogno di colmare questo vuoto.
Io dico di si, la musica di merda fa sempre bene, ti ricorda che merda sei e merda resterai a meno che tu non sia un Predestinato (una specie di calvinismo musicale). Qui il video della title track.

Anche la buona Valentina Nicolotti ha fatto uscire il suo Calicantus, album intimista, soporifero e blobboso.  La traccia Lying Close to You é funestata dalla batteria di Ciccio Brancato e da un basso straripante in fase di missaggio.
Per il resto lei non canta male ed ha un inglese accettabile.
Potrebbe essere il cavallo su cui scommettere..

E a proposito di musica di merda sono apparse delle perfomances su YT del Soft Morning Duo.
Per favore non ascoltatele, non fatelo.
Così evitate un +1 al contatore delle visualizzazioni e vi salvate dall'inferno.

Sempre nei gironi dell'inferno é stato partorito questo trittico di pezzi incisi ai Canteen Studio e messi su YT da Margherita Piumatti con un trio formato da Nicola meloni alla pianola verticale, Enrico Ciampini al contrabbasso e Francesco Parodi alla batteria
Frim Fram Sauce.
Parodi semplicemente osceno (lo dissi già due o tre anni fa) suona con dei timbri orrendi, e senza la minima traccia di swing, Meloni buono come sempre e Ciampini é un medioman del jazz su cui si può fare abbastanza affidamento.
Margherita Piumatti in generale sembra ogni tanto un pò in affanno sulle strofe con un pò più di testo da cantare, ma in questo pezzo fa una specie di scat non malvagio per nulla.

Purtroppo non ha molto swing di suo, ma di certo la totale inettitudine di Parodi non la mette di sicuro nella migliore delle condizioni; basta sentire lo squallido piattume di un pezzo che già é un pò monotono di suo come Girl Talk con il fottuto cazzo di ride che picchia in testa tutto il tempo bello a metà bit: pare il metronomo del cellulare, ma più fastidioso...
A me é venuto da attaccarmi alla bombola di ossigeno, mi mancava l'aria... Oltre alla fatica che ho fatto ad ascoltare tutta la take, ho anche qualche perplessità sull'intonazione della pianola.

Il trittico finisce con uno dei due pezzi italiani presenti nei Real Book: Estate. Pezzo difficile da suonare poiché ha un B densa di insidie, ma é ancora più insidioso se hai pure la erre moscia...
Chi conosce il testo capirà subito l'entità della tragedia e la strage di logopedisti. (Sarebbe come far cantare La Guerra di Piero a Jovanotti).
Assolo un pò pasticciato con troppi suoni in campo e rientro della Piumatti sulla B.
Margherita si impegna e potrebbe anche farcela: é sabauda, non é bruttissima (se solo si conciasse meglio...) non ha una voce orrenda, ha una decente cultura musicale (per essere una cantante), il suo inglese non é proprio da incubo.
Deve lavorare tanto sullo swing, ma quello purtroppo sono convinto sia un pò un fatto naturale e un pò una questione di essere cresciuti con una ambiente musicale che non é il nostro.

Se in casa si ascoltano i Pooh, De Gregori, Peppino di Capri o Gigi D'Alessio é difficile avere nel sangue quella che é invece la lingua madre di chi cresce con Fats Waller, Count Basie e simili (chiedete alla Gambarini lei che musica sentiva da piccola, non credo risponderà Pippo Franco).
Resta comunque un cavallo outsider su cui si possono fare delle puntate in questo deserto di piattume pattume che  la scena jazz vocale -e non solo- in Piemonte.

lunedì 21 dicembre 2020

Tu quoque Wynton

  


Anche quest'anno siam giunti alla Festa dell'Ipocrisia, peraltro amplificata dal carico a coppe del buonismo da Covid.

Uno dei pochissimi pregi del periodo della Grande Ipocrisia é il Concerto di Natale del Lincoln Center, ma nel 2020 tutto é cambiato ed anche questo appuntamento si é trasformato in un collettore fognario.
Mi aspettavo un concerto senza pubblico, come sono stati fatti persino qui in Italia per l'anniversario di Beethoven, ma avrei pure potuto accettare a denti stretti un concerto su Zoom come segnale per gli americani che continuano a limonare felici con gente a caso in mezzo alle strade.
Ma non mi sarei aspettato un simile concentrato di tutto quanto mi fa schifo del jazz in un solo colpo e per il loro concerto natalizio.

O Tannenbaum registrato in una delle salette del LC in nonetto. Brutto, poco swing molto faticoso da ascoltare, troppa batteria, troppi contrappunti.

The Nutcracker Suite: Peanut Brittle Brigade. Archivio del concerto del 2013. Io sinceramente ho sentito delle cose migliori scritte da Ellington/Strayhorn, ma va meglio. Anche se una cosa registrata é proprio tristezza e remi in barca.

I'll Be Home for XMas, featuring Catherine Russell in nonetto dalla nuova saletta sul Columbus Circle. Versione molto delicata, molto buona e pure la vecchia bacucca ancora ce la fa con destrezza.
Un pò bel canto tradizionale, ma é canzone di Natale e se c'é un contesto in ci sta 'sto stile é proprio questo.

Winter Wonderland. Su Zoom e con 5 narcos ospiti, di cui uno che canta (tal Rubén Blades) e 4 che fanno cose con tamburi et similia a ritmo salsa. Schifo, orrore e schifo (cfr. Ella Fitzgerald).
Ma che cazzo c'hanno le pigne in testa?? Ma che é 'sta ricchiunata con tanto di call and response in stile portoricano (per dire uno di quei cazzo di paesi della minchia da quelle parti lì). 'sta merda dura una vita, non finiscono più di latrare. Pare il despacito, é un incubo.
Rivoglio già indietro i miei soldi...

Good King Wenceslas sempre in nonetto, sempre troppe dissonanze e troppe eco centroamericane nell'intro. Se a NY avete oceani di narcos da tenervi buoni sono abbastanza cazzi vostri e pure se quel minchia di Parker compiva 100 anni non credo sia fondamentale stuprare tutto col bebop.

'Zat You, Santa Claus? Video del concerto del 2019 con alla voce un tubo di nome Alexis Morrast. Alla fine i video di archivio potrebbero rappresentare la mia unica speranza per ascoltare del "jazz gaussiano" senza troppi rimaneggiamenti.
Suonato bene, cantato bene dal tubo e con anche una discreta interpretazione espressiva.

Santa Claus is Coming to Town. Su Zoom con ospite tal Kurt Elling preso dai saldi dell'hard discount dei crooners. Canta che pare Renato Rascel...
Peccato, la versione suonata é scevra da ricchionerie e clusters.

He'll be Coming Down the Chimney. Vedi sopra: (han) perso un'altra occasione buona, stasera (cit.).

Silver Bells. Marcus Printup e Summer Camargo (promessa della tromba diplomata alla Julliard e vincitrice di premi del LC) sul pianerottolo del foyer in duo. Puliti e abbastanza precisi, molro Haydn. Versione non male e in più dura poco.

Jingle Bells. Eseguito una rampa di scale più sotto da Nedzela al baritono e da un altro giovane del vivaio: Abdias Armenteros al soprano. Versione bella e suono pulito sul soprano da parte del narcos negro . Ascoltabile.

My Favourite Things. Lo so... il primo pensiero é "che c'entra quel minchia di Coltrane con Natale"?
Poi mi sono ricordato che il pezzo é originariamente colonna sonora di film natalizio. Eseguito da Carlos Henriquez e Philip Norris (altro giovane) al contrabbasso sull'altro lato del palco rispetto ai sassofonisti di prima.
Devo dire che é una gran bella versione, priva di fronzoli e ricami.
I duetti cominciano però a rompere il cazzo... Infatti sul finale si aggiungono anche i due sax dall'altra parte del palco.

Greensleeves. Fatta dalla sala sul Columus Circle dai nuovi talenti Isaiah Thompson, Summer Camargo, Abdias Armenteros, Philip Norris e Taurien (nome omen) Reddick.
La cosa migliore é il panorama sul Circle, solo che é troppo buio e non si vede un cazzo. Il resto è solo orrore, schifo, disagio e disperazione. Credo che il futuro sarà orrendo se finiamo in mano a 'sti qua. Tutto il campionario dell'Orrore: Dissonanze, Cluster, Batteria straripante, Tempo Fast. Nemmeno Borotti potrebbe peggiorare il senso di ansia e disagio che provoca l'ascolto di questo baratro dello schifo.
Ovviamente 'sta merda dura quanto la Corale della IX...

Little Drummer Boy, feat. la vecchia in carrozza. Che é 'sta roba?? o meglio... che é 'sta cagata? BOOOORING.

Let It Snow, feat. Ashley Pezzotti. Zoom collage.
La vacca tettona ci mancava. Oddio, canta meglio della Piumatti e ha uno scat migliore della Damico, ma davvero non han trovato di meglio?
Comunque la versione é buona e pure il discutibile scat di Vincent Gardner non riesce ad affossare il pezzo di cui firma l'arrangiamento.

Il concerto é finito e io sono abbastanza certo che i miei 25$ siano stati buttati in gran parte nel cesso.
L'anno prossimo spero in un pronto risc
atto, altrimenti mi resta solo più il Concerto di Capodanno da Vienna (non l'orrido scopiazzamento della Fenice).

mercoledì 11 novembre 2020

Niente Sagra della Trippa, ma il Moncalieri Jazz c'é.


Che culo, nonostante le restrizioni alquanto discutibili imposte dai DPCM e dalla fuffosa Zona Rossa il Moncalieri Jazz Festival resiste ed insiste.
Ammirevole la scelta di Ugo Viola di non mollare spostando il cartellone su piattaforme streaming e su questo non posso che dargli merito.
Purtroppo però continuo a constatare che sul piano artistico il festival che ospitò Brubeck nel 2004 avrebbe fatto più bella figura ad imprecare contro il destino cinico e baro che gli impediva di svolgere la manifestazione per cui era già quasi in parola con Al Jarreau, Chick Corea ed altri (banfare non costa nulla ed é di gran moda, Cirio docet).

Vediamo un pò:
Oggi 11 novembre abbiamo un bel bollito misto con mostarda composto da un antipasto, un primo ed un secondo con contorno di frangimento di palle.

Entrée

Dario Cecchini concerto Sax baritono e Reverbero

Primo piatto

Visioni / Ildegarda di Bingen – Produzione Live Art snc

Albert Hera (voce) Silvia Furlan (attrice)

Luca Allievi (chitarra classica/jazz)

Secondo con frangimento

Gavino Murgia & Fabio Giachino duo ”A Love Supreme”

"Questa serata unirà in maniera innovativa la musica jazz alla sfera religiosa, dando vita, in un luogo come la Collegiata Santa Maria della Scala di Moncalieri, ad un connubio forse mai visto prima."

Ora, caro il mio mentecatto magno, posso darti una notizia sconvolgente? Non ha innovato un beato cazzo.

Un tale Stati Uniti una cinquantina di anni fa ha scritto ed eseguito in varie chiese (pure in Europa) i Sacred Concerts.
Non voglio aiutare troppo, per cui al massimo posso dare le iniziali dell'autore: E.K.E.


Ma guardiamo nel dettaglio la gustosa serata:

"Il Sax Baritono di Dario Cecchini, suonerà le sue prime note direttamente dal campanile della chiesa, quasi come a voler rappresentare un richiamo nella Piazza principale della città, che quest’anno a differenza delle scorse edizioni, non sarà animata dalla solita “Notte Nera del Jazz”. Successivamente lo strumento proseguirà il suo percorso sonoro all’interno della Chiesa con un concerto di “Sax Baritono e Reverbero” ."

E qui un Articolo 7 della Costituzione Romana é doveroso.


A seguire Luca Allievi proseguirà con la sua chitarra classica e jazz. A fondere e mescolare insieme le due sfere protagoniste di questa serata, ovvero musica e religione, sarà la performance dell’attrice Silvia Furlan, con la voce di Albert Hera. Questi ultimi, ispirandosi ai testi, ai dipinti e alla vita di Ildegarda di Bingen (1098-1179, detta “La Sibilla del Reno”) intrecceranno musica, ritmo, sonorità della voce, con le parole di Ildegarda dal forte potere evocativo, esaltando il potere della “visione”, per questo motivo questa performance prende il titolo di “Visioni / Ildegarda di Bingen”. Questa alternanza di suono e parola, creerà una trama fitta di rimandi, che permetterà al pubblico di riscoprire questa figura modernissima di intellettuale e artista, oltre che religiosa, coinvolgendolo in un vero e proprio viaggio percettivo.

Al di là del "a Seguire... proseguirà" che é orripilante, verrà messa in scena una fuffata globale con il fondamentale contributo del Re della Fuffa Albert Hera, uno di cui dire che é irrilevante é riduttivo.

A conclusione di questa serata, che punterà sulla visione, con parole di Ildegarda fortemente evocative, ci saranno Gavino Murgia e Fabio Giachino, rispettivamente ai sassofoni il primo e all’organo il secondo, con “A Love Supreme”: un tributo all’opera musicale di John Coltrane creata nel 1964, nel momento più alto della sua intensa spiritualità musicale. Questo tributo a Trane a Moncalieri, rappresenta la prima italiana del progetto, che ha già esordito in Romania e in Austria.

Ma che cazzo c'entra A Love Supreme con la religione e che cosa c'entra Coltrane con la musica?
E non mi interessa che dei minorati mentali abbiano fondato una chiesa di Coltrane negli USA, lì fondano culti di ogni genere.
Allora io voglio, esigo e pretendo che vengano considerate musica sacra anche le colonne sonore di Williams, visto che esiste una Chiesa Jedi (peraltro molto più stimabile di quella di Trane).

Enorme frangimento di palle che non può che aver conquistato popoli così affini al Jazz come austriaci e Rumeni.


Giovedì 12 novembre abbiamo la quota Talent Show in cui sono previsti i Giovani Talenti

Jacopo Taddei – saxofono

Luigi Nicolardi – pianoforte

Seguiti da

Emilia Zamuner: Voce

Massimo Moriconi: contrabbasso

Ovviamente sospendo il giudizio sui due duetti poiché nop conosco le qualità individuali, ma un pò di timore ce l'ho. 


Venerdì 13 forse c'é la serata di maggior qualità artistica:

THE BIRD - TRIBUTO A CHARLIE PARKER

“Claudio Chiara – Luigi Tessarollo Quartet”

Featuring

Claudio Chiara (Sax Contralto)

Luigi Tessarollo (chitarra)

Aldo Mella (contrabbasso)

Enzo Zirilli (batteria)

Musicisti di qualità che suonano musica di merda. Che spreco!


E per finire i due Maxi Eventi mondiali per weekend!

Sabato 14 novembre
CAROSONE 100

In esclusiva per il Moncalieri Jazz Festival 2020
progetto speciale di Daniele Sepe
dedicato al Maestro della Canzone Napoletana
Renato Carosone

Daniele Sepe (sax)
Tommaso de Paola (pianoforte – tastiere)
Paolo Forlini (batteria)
Davide Costagliola (basso)
Antonello Iannotta (percussioni)
Mario Insenga (voce)
Salvatore Lampitelli “Sabba” (voce)

Al di là del commento "tarroniadi", mi chiedo se non esistesse un pianista che potesse concepire il tributo a Carosone, visto che il sassofono non era il primo strumento che mi poteva venire in mente come associazione a Carosone.
Poi in effetti, a ben pensarci, potevamo correre il rischio che se ne occupasse Lorenzo Hengeller e mi va bene pure il sassofono.

Domenica 15 novembre
Amarcord … ricordando cento anni di Federico Fellini

Ospite dell’evento Francesca Fabbri Fellini, unica erede e nipote del grande Maestro Federico Fellini

Ugo Viola: fisarmonica
Fulvio Chiara: tromba
Albert Hera: voce – sax soprano
Fabio Giachino: pianoforte
Federico Marchesano: contrabbasso
Alessandro Minetto: batteria

Quartetto d’Archi di Torino:
Edoardo de Angelis violino – Umberto Fantini violino
Andrea Repetto viola – Manuel Zigante violoncello

Andrea Ravizza: Arrangiatore e Direttore
Giorgia Molinari: Illustratrice

Non so da dove cominciare...
Lo spreco di Fulvio Chiara, Giachino e Minetto in una baracconata di funambolico leccaculismo?
Non é né il primo né l'ultimo.

La tristezza devastante del direttore del Festiva che suona nel festival che dirige?
Per referenze citofonare Borotti D.

L'immane sforzo bellico per partorire quello che probabilmente sarà semplicemente un'esecuzione di musiche di Nino Rota (e non di Fellini)?
Solo il PD può competere in questa gara di massimo sforzo e minimo risultato.

La presenza tipo mummia del piccolo padre della nipote di Fellini?
Fa tanta tristezza che 'sta povera creatura venga esibita tipo animale da Fiera, Ma poi, tra l'altro, sulla Carta di Identità c'avrà scritto Profesione: Nipote di Federico Fellini?? Molto desolante sotto svariati profili.

Unico grande merito é stata l'innovativa introduzione della tromba al posto del solito sax nella grafica della serata.
Ah, no lo han fatto Cric e Croc col TJF...

Manco quello ha innovato.

lunedì 12 ottobre 2020

Dacci oggi il nostro obolo annuale

 



E' partito ed é in pieno fermento il TJF 2020, con un cartellone sempre più desolante e penoso.


Per far suonare a rotazione tutti i musici jazz torinesi al festival allo scopo di dargli una prebenda e un festival da scrivere sul CV, non sarebbe meglio e meno costoso dare 5000 euro a testa a Gianni e Pinotto e poi dare un 150 euro a testa ad un centinaio di jazzisti torinesi evitando i costi di uffici stampa nazionali (!?!) e tutto il sottobosco di  uffici ed ufficetti che contribuiscono a far lievitare i costi di questa specie di saggio dei jazzisti torinesi?


Tornano di nuovo i concenti nei clubs che se già lo scorso anno restringevano di molto la fruibilità delle serate, ora col covid diventano dei concerti sul pianerottolo. Molto bravi!

Il cartellone é penoso, farebbe schifo pure al comune di Andezeno; solo roba di piccolo cabotaggio torinese, tanta tanta musica free/electro/shit, nessun artista conosciuto al di fuori del piemonte.

Strano che i turisti non si stiano disperando per non poter venire ai concerti...

Qui abbiamo delle vere perle tipo l'ennesina riproposizione di Monk della Damico, l'osceno Jazz Rapsody Collective che ammorbava mensilmente lo scorso anno del JCT, ma sopra ogni altra cosa troneggia sulla vetta del disgusto Valerio Vigliaturo OneMainVoice con Ospite d'Onore Claudio Bonadé, spettacolo che già tanto ha orripilato lo scorso anno al JCT sempre col prezioso contributo dell'Art Pepper de noantri.

Mettere in cartellone uno così, che a dicembre 2019 era tra i partecipanti al saggio degli allievi della Pro.Voice sarebbe oltraggioso e penalmente rilevante se non fosse ridicolo fino alle lacrime.

Vergognatevi, buffoni!


Io sono stato martedì e venerdì scorso alla Rabezzana per sentire le uniche cose probabilmente sentibili da un essere umano di gusti mainstream come me del Festival:


ELIS PRODON 4TET “BACK TO THE ROAD”

Fabio Gorlier, pianoforte
Paolo Franciscone, batteria
Davide Liberti, contrabbasso
Elis Prodon, voce

Le origini delle song americane anni Settanta divenute standard internazionali, interpretate da musicisti affiatati. Da James Taylor a Joni Mitchell passando per Crosby, Still, Nash and Young e Simon & Garfunkel.

Con The Rhythm Section non può andare troppo male, ma alla fine era un concerto di musica pop eseguito da artisti jazz più che un vro concerto jazz, gli arrangiamenti erano talmente simili agli originale che si faceva fatica a distinguerli.


CFM ENSEMBLE

 “A JAZZ EDUCATION STORY"

Fulvio Chiara, tromba e direzione

Marco Dilani, tromba
Roberto Pilone, sax alto
Roberto Spertino, sax soprano
Davide Rispoli, chitarra
Gianni Pippia, pianoforte
Alessandro Degani, contrabbasso
Alessandro Gioiello, batteria
Marco Ferrero, batteria

Il gruppo nasce nelle aule dei Corsi di Formazione Musicale della Città di Torino sotto la guida del maestro Fulvio Chiara, il concerto sarà l’occasione per mettere in luce le sonorità, sia a livello solistico che di ensemble, che il gruppo ha raggiunto durante questi anni di lavoro insieme.

Saggio di gran lusso, con qualche incertezza e sbavatura,ma questo dovrebbe essere il livello minimo consentito per Regio Decreto ai saggi di allievi.


Nota di costume, la Rabezzana più che un jazz club sembra una cremeria, ambiente davvero troppo freddo e anonimo per giocare la carta Cotton Club.

Il cibo non é all'altezza dei prezzi e delle aspettative, per di più per non disturbare i musicisti le comande vengono prese prima del concerto ma i piatti escono dopo la fine dell'esibizione.

Almeno lo dicessero subito uno non si inquieta troppo nell'attesa.

venerdì 2 ottobre 2020

La recensione più breve del mondo

  Siccome alcuni mi suggeriscono di alzare un pò la testa dalla tazza del cesso della musica cittadina e allargare gli orizzonti almeno alla Penisola, oggi recensirò a sineddoche l'ultimo album di Samuele Bersani di cui é appena uscito il primo singolo, Harakiri:

Merda.

Si, lo so che pare un pò troppo conciso, ma il giorno in cui Bersani si sbatterà a non dico formulare un periodo di senso compiuto, ma almeno un concetto di più di due vocaboli, io farò lo stesso a scrivere delle sue cose.

giovedì 24 settembre 2020

Le novità del mese di settembre

 

Questo mese di settembre che ormai sta finendo ha visto una piccola ripresa delle attività musicali sia live sia di uscite di album.

Come già da tempo annunciato e ora disponibile nella sua totalità Sferical Perceptions - Homage to Thelonious “Sphere” Monk, l'album inciso da Giulia Damico alla fine dello scorso anno e che è stato fatto uscire a partire dall'inizio dell'estate con una traccia resa disponibile ogni 15 giorni tanto per creare un po' di hype.

Alla fine con un ascolto integrale si può dedurre che l'album è esattamente ciò che era stato già presentato come tesi di laurea della Damico a Milano e proposto come evento / festa di laurea  al Jazz Club Torino e di cui persino io avevo fatto una recensione.

Ovviamente con un organico maggiore e migliore, uno studio di registrazione e del tempo a disposizione il lavoro risulta più omogeneo e compatto, privo di quelle sbavature tipiche delle performance live ed è anche un progetto ed un prodotto di discreta qualità se si ama il genere di jazz deteriore propugnato da Monk e dalla sua accolita di stupratori della Swing Era.

La D'Amico canta discretamente anche se non è comunque una prova convincente dal punto di vista della maturità artistica e della potenza vocale; resta il mio personalissimo profondissimo dubbio sul testo che lei ha appiccicato con lo sputo su Misterioso (praticamente dice numeri a caso); per il resto il lavoro risulta, a me personalmente, quasi del tutto inascoltabile e quindi ritengo possa essere molto apprezzato dagli amanti del jazz moderno.

Su Spotify è possibile trovare tutte le tracce dell'album, La cosa che mi intristisce un po' è vedere il numero di ascoltatori mensili di Giulia: 18. E' incredibile che non abbia più di 18 amici che la seguano e l'aiutino a farsi strada nel mondo della musica.

Meglio di lei é riuscito a fare persino Naim (41), uno che nemmeno sua mamma riconosce quando suona al videocitofono; persino Paola Folli -che nessuno sa chi sia- ha 48300 ascoltatori mensili.

Povera Giulia, cerchiamo tutti insieme di ascoltare almeno una volta al mese questa vaccata di album.

Spherical Perceptions on Spotify


Ora Purtroppo mi tocca, tanto per cambiare, occuparmi del caso umano Mirti che è parte in causa del progetto  Sweet Rain Quartet  che vede insieme un vibrafono, una chitarra, una batteria ed un contrabbasso.

Al di là del dubbio sul mettere assieme una chitarra ed un vibrafono che sono strumenti difficilmente miscelabili, ho visionato mio malgrado il video di Moment’s Notice in cui l'esecuzione pare fatta con un telegrafo  più che con un vibrafono, la chitarra è abbastanza marginale, la batteria è veramente orribile ed il contrabbasso stonato.

Per pudore non metto i nomi di quelli che suonano per non darli in pasto al pubblico ludibrio, Sappiate solo che ho preferito la versione originale di quello schifo della merda che è John Coltrane. E ho detto tutto...

Unico suggerimento che mi sento di dare al gruppo é cambiare il nome da Sweet Rain Quartet ad un più rappresentativo Golden Shower Quartet.




Ho anche visto che la Big Band di Gianpaolo Petrini ha suonato al Festival Jazz di  Annecy (E La cosa buona è che esista ancora un jazz festival ad Annecy), ma purtroppo non ho potuto né partecipare di persona, né avere dei video anche parziali per potermi fare un’idea della performance. 

Sono comunque sicuro che Petrini ha tenuto alta la bandiera della tradizione delle Big Band italiane, ossia avremo fatto la solita figura da peracottari.


Ultimo -almeno in ordine di tempo- é il nuovo album di Simona Singer; anzi... i due albums visto che escono due diversi titoli a suo nome in contemporanea il 25 settembre (save the date).

Ecco l'annuncio su Facebook, in cui la sventurata ha avuto la pessima idea di chiedermi l'amicizia:

Amici! Eccomi in catalogo Egea Music e da venerdì 25 settembre in uscita ufficiale su tutte piattaforme musicali e nei negozi di dischi i miei due album elettronici d’autore: “treasures” (2016) cover completamente rivisitate; “impression” (2020) brani originali da poco composti in collaborazione con a.valle e p.j.walsh. Sono molto felice, sostenete la mia musica scaricando i brani o acquistando gli album! Presto in live! Grazie al mio socio fedele, Antonio Valle, musicista egregio.

Per sovrammercato avvisa anche che ha appena attivato il suo canale YouTube Simona. Singer.Official, che contiene 8 brani ovvero 4 cover di brani pop internazionali e 4 bossa nova. Le hits pop sono talmente piene di effetti che non mi permettono di dare un giudizio se non negativo, pare tutto molto smarmellato, con voce nasale e intonazione incerta, mentre le bossa sono cantate meglio e la pronuncia portoghese non é niente male. Sinceramente da una cantante che già da qualche anno é in circolazione mi sarei aspettato comunque un bottino più cospicuo per rimpinguare il suo canale YT, é un pò come se una persona di 45 anni portasse un curriculum vitae con due esperienze a tempo determinato da 6 mesi l'una.

Ora aspettiamo questi due lavori di musica elettronica e stiamo a vedere se e quali passi avanti sono stati fatti.

domenica 30 agosto 2020

Ricevo e pubblico

Ricevo e, volentieri, pubblico. 


"Di musica non ne capisco un cazzo eppure...."

Mio marito dice che di musica non ne capisco un cazzo, forse ha ragione ma non credo di essere la sola data la marea di merda che oggi viene prodotta per il main stream! Comunque, come parte del popolo bue, destinataria di chi la musica la fa per essere ascoltato vorrei dire due parole..

Agosto 2020, Boves, festival "Le strade del jazz" è in programma  serata swing con Matteo Brancaleoni; penso quale "pussacaffè" migliore dopo una gustosissima cena all'osteria della luce? In realtà di idee ne avrei molte ma in questa fine estate post (?!?) covid bisogna accontentarsi. Orbene, nel buio afoso di un tristissimo e cacofonico palazzetto multifunzionale (il concerto era previsto in piazza ma pure la pioggia ha voluto dire la sua!) obbediente alle regole con la mia bella mascherina, mi lascio indicare il posto stile "44 gatti in fila per 6 col resto di 2" a  rigorosa distanza di sicurezza da mio marito (che con lui divida un letto da 1 piazza e mezza da vent'anni il virus  se ne fotte perché in un teatro è in agguato pronto ad infettarci), comunque, nel buio afoso di questo spartano palazzetto, con il culo già a forma di scalinata da tribuna in cemento,  mi rilasso, pronta per lasciarmi trasportare dai caldi e ben dosati ritmi dello swing quando un incubo batteristico, stile freccia rossa, mi fa montare un'ansia da "presto che perdo il treno!'

Ora, dato che appunto di musica non ne capisco un cazzo, mi sale la necessità di chiedere al maestro Petrini: che fretta c'era maledetta primavera...ops! Volevo dire che fretta hai di suonare come non  solo non ci fosse un domani ma nemmeno i successivi 10 minuti?

E che cazzo, gli gnocchi della cena pensando di dover partecipare ai 100 m olimpici mi si sono rincorsi per tutto l'intestino intonsi e ancora cerco di convincerli che il traguardo è la digestione non il water...

E poi, per carità Brancaleoni non è certo Frank Sinatra ma come crooner per un dopo cena cuneese va benissimo, quindi perché non riesco a sentirlo? Ma il soundcheck non serve più a calibrare voce e strumenti, proprio in virtù del luogo in cui si suonerà?
Di nuovo, e che cazzo, se dovevo cercare di indovinare chi stava cantando giocavo a  "l'indovino con una" facendomi mettere in sottofondo un caccia in fase di atterraggio!!!

E che dire del pianista inconsistente, del contrabbassista inesistente e del sempre uguale "sciaff sciaff"sul rullante? La mia risposta è una: ma non era meglio, e più remunerativo, presentarsi con solo sax e tromba (i sempre grandi Garino e Cocon)? Per non suggerire un decisivo cambio di band, soprattutto quando la vecchia fama di due di loro oramai è chiaramente una triste marchetta  che fu necessaria per arrivare? Caro Matteo, in un modo o nell'altro sei arrivato, cosa ne dici di scendere dal carrozzone e scommettere su un futuro decisamente all'altezza con veri talenti? Del resto su due puoi già contare...e non sono Petrini e La Piana.

Dunque mi piacerebbe davvero  godermi un discreto crooner  italiano...ma ahimè qualcosina me lo rende difficile, ivi compresi i due puntatori laser, stile cecchino, che ogni tanto compaiono cercando di comporre le luci di scena.

E mentre scrivo sono ancora qui al concerto, in sottofondo un inutile diteggio pianistico che accompagna Matteo nella presentazione dell'unica versione pseudo accettabile di "Un italiano vero" di Cutugno ed io mi trovo a chiedermi "ma come cazzo potrò reggere i 25 pezzi previsti, per non parlare dei 5 bis"...probabilmente grazie alla velocità con cui il maestro Petrini li getta via uno dopo l'altro.

Ma come ho già detto io di musica non ne capisco un cazzo, dovrò ricordarlo anche alle mie orecchie.

La malefica ignorante. 

giovedì 20 agosto 2020

Cover e tributi. Ma -soprattutto- Sardella, il nuovo Mogol

Cominciamo dalla celebrazione per i 45 anni delle radio "libere" che hanno lanciato -tutte unite- il grande referendum popolare per far scegliere 45 canzoni (una per anno) ai proprii ascoltatori.

Qui l'elenco delle canzoni vincitrici, se proprio ci tenete...

Ovviamente essendo la democrazia un fallimento già dal IV secolo a.C., non potevano che uscire dai tubi referendari valanghe di merda nazional-popolare (Togni, Antonacci, Zucchero, Negramaro, ...).
Ma é comunque sostanzialmente giusto e corretto che un paese di analfabeti abbia scelto musica da minorati.

Poi, non paghi della top of the shit, é partita la fase 2 quella della "coverizzazione" delle hits vincitrici, con relativo CD e lancio a reti (radiofoniche) unificate.

Per ora sono stati rigurgitati:

  • Elisa “Mare mare” (Luca Carboni),
  • Marco Mengoni “Quando” (Pino Daniele),
  • Gianna Nannini “La donna cannone” (Francesco De Gregori),
  • Eros Ramazzotti “Una donna per amico” (Lucio Battisti),
  • Giorgia “Non sono una signora” (Loredana Bertè),
  • Negramaro con “Sei nell’anima” (Gianna Nannini),
  • Biagio Antonacci con “Centro di gravità permanente” (Franco Battiato),
  • J-Ax con “50 special” dei Lunapop
  • Jovanotti con due versioni di “Caruso!” di Lucio Dalla
Al di là dell'utilità delle cover e della liceità di far cantare gente che, spesso, avrebbe dovuto fare altro, fa abbastanza ridere lo scambio di interpretazioni che avviene tra i superstiti del referendum che cantano tra di loro le canzoni dei colleghi.
Forse sarebbe stato meglio se autori e interpreti della canzoni "scelte dal popolo" non fossero stati coinvolti nel progetto di cover.
Io non mi scaglierò contro Jovanotti che "canta" (in realtà recita) Caruso. Mi fa cagare lui e pure la canzone originale, come Antonacci che canta Battiato o Sangiorgi la Nannini; no, è proprio la tristezza morale dell'operazione che trovo aberrante.
E' aberrante che l'industria discografica, il pubblico e gli interpreti italiani per poter pubblicare ed ascoltare qualcosa debba andare a riesumare scheletri dalle tombe e riverniciarli per darli in pasto al "mercato sottostante" come recitava la "Canzone Intelligente" cantata da Cochi e Renato.
Questo è il segno tangibile della profonda crisi di idee e risorse della musica italiana e che non sarà di certo risollevata dall'indie e dai gruppuscoli di decerebrati giovanilisti tipo Pingueni ed Eugenio.
Temo che si dovrà sperare, per fare un pò di cassa, nella trap e nel regghetton, da sempre veicolo di musica e testi particolarmente pregnanti.
Forza Achille, Forza Elettra!!

A latere dell'elucubrazione soprastante, si é poi aggiunto il perché sia stata scelta Creuza de Ma di De André ricantata da vari artisti italiani (18) come inno per l'inaugurazione del Ponte San Giorgio di Genova.
Capisco che un pò di SIAE per la Ghezzi sia sempre gradita, ma non credo che ne abbia tanto bisogno per arrivare a fine mese.
Ovvio che "viottolo/sentiero/mulattiera di [che porta al] mare", traduzione italiana di Creuza de Ma, é un titolo molto significativo,  evocativo e genovese per festeggiare l'inaugurazione del viadotto che ricollega Genova con Francia e nord ovest, ma non bastava farla fare alla PFM o usare la vecchia versione incisa da De André?
E -soprattutto- perché allora mantenere esattamente lo stesso arrangiamento dell'originale e non farne uno nuovo? Ah, no. Costa. Siamo pure sempre a Genova...
Che necessità c'era di far cantare in genovese Mina, Ligabue, Diodato, Vasco e tanta altra gente?
L'unione spirituale dell'Italia canora e l'unione -fisica- attraverso il viadotto?
L'unione sotto la bandiera della SIAE? Mah, ai posteri la sentenza.

Molto interessante é stato invece un elzeviro apparso a fine luglio sul Rolling Stones Magazine in cui l'autore attaccava Bocelli sotto il profilo negazionista e pure sotto il profilo professionale ed interpretativo.
Complimenti per il coraggio leonino! Dare addosso a Bocelli in questo periodo é come picchiare un cieco che caga. Chapeau!
Dire che ha scarse capacità canore, gusto orrido per il repertorio ora che é caduto in disgrazia (credo momentanea, appena il covid lascerà gli USA vedrete...) é da Fieri Alleati Galeazzo Musolesi. Forse andava detto 15/20 anni fa, ma allora eravate impegnati a scriverne l'agiografia.
Miserabili.

E ora veniamo alla nuova hit dell'estate, quella che mi ha catturato e non mi tolgo più dalla testa: San Marzano di Luca Sardella e figlia.
Dopo il successo di "Spettacolare ghiacciato" (per lo spot dell'Amaro del Capo) il grande ex-conduttore pugliese si é superato: dall'elettro-swing é passato ad un'atmosfera che mescola con sapienza Gotan Project e Oriente. Il testo e la metrica sono ancora un pò da rivedere, ma l'impatto é devastante. Io ci sono rimasto sotto. Capolavoro.
E' così tanto brutto che rasenta il sublime, é come il Mago Gabriel; come si poteva non essere suo fan?
E comunque il testo é comunque una forma di scrittura compiuta che i nostri incensati autori indie se la sognano, loro che fanno le strofe con gli hastag.
Certo che additare Sardella come autore di testi non é un gran bel segno, comunque qui ci sono testo e spot.
Drogatevi anche voi di Linea Verde ed Elisir!


venerdì 31 luglio 2020

Broadway D'Herin Rose

In questi giorni di vacanza ed aria condizionata mi sono preso la soddisfazione di indagare sulla scuderia di artisti che fanno capo a Renato D'Herin, di cui conosco piuttosto bene uno degli artisti da lui rappresentati: Matteo Brancaleoni.
Leggendo sul sito della D'Herin Luxury Events (mecojoni) i nomi e visualizzando i filmati dei suoi protegés non poteva non venirmi in mente uno dei capolavori di Woody Allen: Broadway Danny Rose in cui il protagonista rappresentava artisti improbabili e che aveva come artista di punta Lou Canova, cantante confidenziale italo americano che piaceva molto alle donne (specialmente attempate).

Orbene, dopo aver visionato tutto il reperibile, per quanto strano possa sembrare Brancaleoni é davvero la punta di diamante della scuderia di talenti di D'Herin e ricorda tanto il buon Lou Canova per l'attitudine gigionesca e piaciona sul palco e per il target medio del suo fan club.
Resta comunque un discreto cantante con una buona padronanza del canto, anche se certamente aiutato dai rivoluzionari arrangiamenti  del maestro La Piana e dal supporto dell'Italian Swing Band radunata attorno al cardine ritmico di Petrini.

Punta di diamante se paragonato al numero due della scuderia, il fratello del D'Herin stesso, Alex. Una specie di cantante tamarro che gravita tra i neomelodici e Tiziano Ferro. Pregevolissimo da studiare é il suo video Uomo senza storia in cui la sua esibizione canora viene impreziosita dal balletto di tre ragazzine che fanno una specie di saggio di danza del primo anno di corso. Meraviglioso. Altrettanto interessante é E mi faccio un caffè con video stile Gorillaz. Ad ogni modo testi sciapi e musiche scontate che più non si può.
Pregasi astenersi dal visualizzare i filmati, altrimenti sale il contatore e lui poi si monta la testa, mentre quello che dovrebbe montare sono i mobili dell'Ikea.

Dopo loro due si apre a precipizio un baratro impensabile di talenti da fare impallidire Danny Rose, mancano solo un giocoliere monco ed un ballerino di tip tap con la gamba di legno...
Yuri Betancourt: cantante contrabbassista che dicon essere cubana e che di per certo suona il contrabbasso come io suono il sassofono. Canta decentemente una roba che dichiarano essere latin jazz, ma che é tutto fuorché quello (v. Showreel). 
Copio dal sito:
“Besame Mucho”, “Sabor A Mi”, “Historia De Un Amor”, “Quizas Quizas”, “Como Fué”, Lagrimas Negras” …sono solo alcuni esempi dei brani che   caratterizzano il suo repertorio rendendolo esclusivo e di classe.

Ammetto che é la prima volta che sento che un repertorio di pezzi mainstream possa essere "esclusivo" e mi basisco.

Altro cavallo di razza é certamente Anna Nash Violin che suona quell'abominio che é il violino elettrico ed ha un repertorio che, per quanto é dato a vedere, spazia da Rondò Veneziano fino al country romagnolo. Mah...

Poi ci sono pure le cover band, quella dei Pink Floyd (Eclysse – Italian Pink Floyd Show), dei Beatles (Let’s Beat – Acoustic Beatles) e quella più incredibile di tutte: Pink De Luxe, cover band di Pink.
Sarei curioso di sapere la quota di mercato delle cover band di Pink in tutto il modo, perché a me pare improbabile che ne esistano più di 4 e che vengano chiamate per delle serate considerando che di Pink si sono perse le tracce da lustri.


Chiudono il campionario di artisti un paio di maghi/illusionisti, un quartetto di ballerine brasiliane tipo Oba Oba ed una performer di Burlesque.

Per la verità i rappresentati sono anche di più, ma per pietà non ho voluto indagare su Drops of Chocolate Fashion Music, Francesco Pucciarelli, Antonio Martignon-Guitar Dream, una band che fa solo colonne sonore di film ed un altro paio.
Direi che basta ed avanza già così.

lunedì 27 luglio 2020

La gatta frettolosa ha fatto i TJF marci


http://www.torinojazzfestival.it/wp-content/uploads/Opuscolo-TJF2020.pdf

Siamo alle solite.
Il ridicolo é ormai un puntino alle nostre spalle.
Ormai il TJF salta fuori all'improvviso come la merda dai tubi.
L'anno scorso il programma é stato pubblicato 3 settimane prima della puteolente kermesse, quest'anno invece quando ormai era certo il trasloco ad ottobre (con speranza di cancellazione definitiva) ti salta fuori come un brigante lucano il cartellone di luglio frutto degli incubi da afa notturna di Sborotti e Sticazzi.

Ho letto il cartellone e posso stare sereno, Rava c'é.
Come tutti gli ultimi 6 anni.
Piccolo appunto a beneficio di Crick e Crock: Rava ha rotto il cazzo e non prende una nota dal 2000.
Comunque per le pari opportunità c'é pure Fresu, così non possiamo dire che Li Calzi non si tenga buoni i colleghi.

Per il resto il solito scarico delle acque nere di pseudo jazz per i fighetti che non si osano dire che il free e le contaminazioni (radioattive) li fanno cagare e che preferirebbero un concerto di Gigi D'Alessio.

Non può mancare nel centenario della nascita il tributo al quello scassaminchia di Parker eseguito da un parkeriano DOC (stavolta almeno non è il solito Pala a Km 0) che suona con un gruppo di persone che non si sono mai viste in vita loro anziché con il suo solito quartetto di musicisti americani esuli in Europa.

Per il resto é il trionfo del Km0 e delle marchette reciproche tra tenutari di festivals che si fanno suonare a vicenda.

E chiudetelo 'sto cazzo buco nero della merda.
Tralaltro questi minus habens si aspettano che qualcuno paghi dei soldi veri per sentire 'sto bilico di letame accrocchiato alla cazzo di cane in fretta e furia.
Mavafangule

mercoledì 8 luglio 2020

Brancaleoni a Portoferraio (non in carcere, quello purtroppo lo han chiuso)



Lunedì 6 luglio 2020 dalle ore 22:00
Portoferraio - La Linguella
Maggyart presenta: Magnetic Opera Festival - Special Edition
Matteo Brancaleoni & Italian Swing Band




Nonostante l'evento sia stato pensato per il turista tedesco che bivacca in toscana (le presentatrici hanno fatto l'annuncio in italiano e tedesco) parte con più di cinque minuti di ritardo, forse per allinearsi allo stato mentale del gruppo...

Matteo Brancaleoni: Voce
Nino La Piana: Pianoforte e "arrangiamenti"
Gian Paolo Petrini: Batteria
Roberto Chiriaco: Basso elettrico
Fabrizio Veglia: Chitarra elettrica
Enrico Negro: Tromba
Simone Garino: Sax tenore
Enrico Allavena: Trombone


Video della serata sulla pagina Facebook della Maggyart
[EDIT: Pare che il video sia stato rimosso dalla pagine dell'Associazione assieme agli altri due della Special edition 2020]

Ecco i commenti a caldo sui momenti salienti dell'esibizione:

Si comincia con lo scontato omaggio eseguito da Enrico Negro alla tromba ad Ennio Mozzicone che ha stirato le zampette in giornata.
Ovviamente ne parlano come fosse morto un J.S. Bach e non un Burt Bacharach.


Porco Dio,  cominciamo con 'O sole mio, puttana troia che orrore. Per di più un pò in inglese e un pò in finto napoletano finto.

Bene il solo di tromba perché non si sente un cazzo. Ottimo tenore, con un pò di growl sul sax fa subito tanto Ray Gelato e piace al pubblico di ottuagenari in sala ed a me. Finale terzinato, terzinato!!!

Ah, c'è un bassista che suona?


Buonasera signorina versione Ray Gelato. Molto bene.
Ah, ma allora si può suonare il sassofono senza 'sti cazzo di Coltrane changes, merdate bebop e Free Parker della minchia!!!
Petrini ogni tanto va a funghi.

Strangers in the night (orrendamente scontata, ma obbligatoria) con la solita trovata del Maestro La Piana degli stop.
Peccato che lui per primo ci caschi e vada un quarto in anticipo.
Negro pare un po' una sincera pereta.

Sotto il cielo di Roma.
Ma perché deve cantare delle canzoni in lingue a lui del tutto sconosciute? Petrini col charlie é devastante, io mi aspetto che da un momento all'altro saltino fuori le ragazze del Drive In (almeno un pò di figa) ed il Tenerone con annessa edicola.
Pezzo completamente inutile.

Alé, sul ritmo inciucioso petriniano di Bossa Nova eseguono The way You look tonight.
Fatto a bossanova, ma poi perché. Credo per la gioia di Petrini di fare piacionismo e fastidio. Spero almeno in un Garino versione Stan Getz. Nell'attacco stonatura di Branca. Annamo bene.
Bel fraseggio di Garino, estremamente Getz/Gilberto. Solo maestoso di sax tenore, col coglione dietro che raddoppia.

Finalmente Brancaleoni saluta ed intrattiene il pubblico e.. siiiii!! "la splendida cornice!!!" Sono anni che non la sentivo usare, roba da Pizzul e Nunzio Filogamo!
The Summer Wind ognuno per i cazzi suoi.
Minchia che accozzaglia di suoni,

For once in my Life  a 200 all'ora, secondo me c'é dietro Petrini la cui religione non gli permette di scendere sotto i 200bpm.
Branca pare un po' in debito di ossigeno.

Oddio!! Fanno pure Somethin' stupid.
La chitarra é vera! Io pensavo fosse un figurante della Pro Loco che giocava a Guitar Hero.
Esecuzione deprimente.

Per avvicinarsi al mondo operistico che é generalmente il tema del Festival, ha la felice trovata di cantare (lui di Bene Vagienna) Torna a Surriento.
Versione swing  arrangiata dal Canaro.
In compenso il maestro Negro si perita di non stare a guardare la griglia; secondo me pare più affine alle grigliate.
Disgusto.

Moon River. Petrini abbandona i manganelli ed usa le spazzole (io manco pensavo ne avesse mai avute un paio).
Va meglio, si sente meno quello che fa.
Negro anziché darsi al solipsismo esegue il tema, come da originale.
In generale gradevole.

Metti una sera a cena, altro omaggio a Mozzicone.
Stonature a grappoli e debito di ossigeno.
Forse leggermente più lenta sarebbe meno letale.
Risultato globale alquanto agghiacciante.

Love in Portofino (e non I've found my love in Portofino come dice sempre il buon Brancaleoni).
Versione rumba per la gioia di Petrini e di Carmen Miranda. E per l'orrore mio e di Fred Buscaglione.
Ripresa del tema un po' sfrizionata.
Consiglio tagliando a gruppo del cambio.

Fly me to the moon.
Fatta nella mitologica ed antonomasica versione arrangiata da Quncy Jones per la big band di Count Basie e per la voce di Sinatra non ci sono molti margini di errore.
Basta fare quel che é scritto e pochi cazzi.
Oddio, se ci fossero Basie al piano, Joe Jones alla batteria e Sinatra alla voce sarebbe meglio di La Piana, Petrini e Brancaleoni.
Ma saremmo nel 1967 al Sands di Las Vegas (che peraltro non esiste nemmeno più).
E' ora di cominciare a farsene una ragione e farci andare bene 'sti quattro zozzi.

Un'altra bossanova infrocita: Che cosa hai messo nel caffè di Del Turco.
Siamo sicuri che la canzone inizi con "detto vieni su da me"??
Mi sa che ha attaccato un po' in ritardo...
Intonazione un po' incerta, pezzo abbastanza ignobile.
Preziosi i controcanto di Garino, che poi decide di rovinare  boppando. Bella cadenza finale.

Pezzo strumentale: My favourite things.
Oh cazzo! Ora Garino ci ammazza di changes...
Sostituisce pure le gomme alla macchina del sindaco di Portoferraio.
Invece non esagera. Ma il pezzo nel complesso é eseguito in modo ignobile per dei professionisti quotati a livello nazionale.

Rientra Branca ed eseguono Il Mondo.
Due palle, intonazione ondivaga e bombola d'ossigeno.
Poi diventa una roba soft dance da balera di merda.
Orrore e raccapriccio.
Secondo me piace tantissimo in sala.

That's ammore. Dean Martin la faceva meglio da ubriaco (anzi, forse sarebbe il caso di dire "da sobrio"). 
Anzi, la farebbe meglio anche ora che é morto.
Bel solo ignorante col growl di Garino.

Gino Paoli: Che cosa c'é.
In versione criminalmente rocksteady con tratti di dance hit mania '80.
Solo di Allavena che si sente a malapena, ma quello che si sente non é male.
Poi un buon Garino che stasera ha scelto evidentemente di arrivare ad un pubblico di ottuagenari reazionari ed ignoranti.
Cioè a me.
Grazie mr. Garino.

Brancaleoni riannuncia la notizia della morte di Morricone... ma che era, suo zio??
Ho capito che è morto, l'hai già detto prima...
Il problema è che adesso ci toccherà Se telefonando, perché é l'ultima cosa affrontatabile da loro e che manca è quella...
Yesss, Se telefonando.
Speriamo in bene.
Minchia, ma che é la sigla del Muppet Show?
Ma no, mamma, no. Dai però -cazzo dai- no!
Per carità a me Morricone non entusiasma, però così no, porca puttana!
Andare a tempo sarebbe gradito; eseguirla coi petofoni sarebbe più dignitoso.

That's Life.
Fatta in versione "classica" Frank Sinatra.
Anche questa come Fly me é sufficientemente rodata e Branca l'ha interiorizzata da lungo tempo quindi é più facile venga bene.
Anche se "bene" é largamente elogiativo, quasi agiografico.

The Lady is a tramp.
Un po' troppo veloce, peccato. Un'altra occasione per fare una figura onorevole buttata alle ortiche.
Bel pick-up di Garino, solo  incolore di Negro e discreto Allavena.
Mr Magoo al pianoforte é meraviglioso, un gigante!
Minchia, pare Stephen Schlaks. Bestiale!
Petrini inutile.
Ripresa bruttina, ma almeno sono scesi di bpm e il pezzo ne guadagna.

Yeppa!! Canta My Way che di solito chiude i concerti dei sinatroidi.
Questa é fatta abbastanza da manuale, 
Forse se va un po' più tranquillo, ha più tempo per respirare e non va alle cozze....
Una volta era più preciso nell'intonazione e meno a corto di fiato, o porta il busto stretto o il lockdown gli ha fatto malissimo al fiato.

No, non é finita.
Renato Carosone!! Oh che bella trovata, ci voleva proprio lì momento Orchestra Italiana.
Tu vuò fa l'americano.
Ahahahahahahahahahahahah
Al di là della pruncia agghiacciante, s'é pisciato le parole della seconda parte del ritornello.!!! Incredibile Amici!!!
Almeno ha fatto finta di niente ed ha tirato dritto.
Io ho rischiato di dovermi far cambiare il pannolone.

Finalmente presenta il gruppo e poi se ne va?
NO.
L'italiano. Porca puttana. Toto Cutugno!!!!!!!!!!
Arrangiamento swing scontato.
Pezzo inutile e brutto.
In versione swing fa leggermente meno cagare.
Ma non é che se incarti la merda nella carta dei cioccolatini questa puzza meno.
Break stile Luis Prima che lascia qualche speranza, ma poi ritorna Cutugno.

Poi per proseguire nel rosario dei luoghi comuni da emigrante italiano analfabeta musicale decide di eseguire Volare con arrangiamento di Pacciani e attacco incerto.
Abbastanza una merda.

Mambo italiano con attacco epilettico e solita velocità smodata ed inutile.
Solo accettabile di Negro che sul secondo chorus va un po' a funghi.

How do you keep the music playing.
Ma ha deciso di fare l'alba o lo pagano un tot a canzone??
Versione di riferimento parrebbe quella di Sinatra con Quincy Jones.
Un po' fuori fuoco, un pò instabile, ma la porta abbastanza a casa senza troppi danni.

Dopo il solito siparietto introduttivo:
New York, New York.
Versione Sinatra, ma -stranamente- un po' up tempo.
Secondo me Petrini sotto un certo bpm non può scendere per contratto o perché non ce la fa? Non capisco.
Comunque senza troppi scossoni la superano, seppur con qualche stortura dovuta più che altro ai livelli sballati dei microfoni che danno un effetto estremamente storto a tutta la baracca.

Home di Bublé, grande amico suo. Boh,,,
Dove sia lo swing in questo pezzo, me lo dovrebbe spiegare il buon Branca.
Questa é una ballad pop.
Attacchi multipli in ordine sparso ed intormazioni multiple fortemente imprecise.
Sempre meglio.
Assolo di mezzo chorus del figurante alla chitarra, hendrixiano nelle intenzioni  (con cui si sa che é lastricato...).
Fatica, moolta fatica.

Rientrano i fiati e fanno Save the last dance for me.
Solita versione frocia latin, ma con piano, fiati e batteria al pascolo per i cazzi proprii per un po'.
Intonazione approssimativa e di nuovo metrica affannosa.
Menomale che é il secondo bis...

L'angolo del tributo a Michael Bublé continua Sway.
Ma vafanculo. Che due coglioni.
Invece no.
Suonata tutta un po' a cazzo. Delirio lisergico, sembra che loro (o forse io) si siano bevuti un pintone di LSD scaduto nel 1971.
Effetto: Totale scollamento dalla realtà.

E' Finita!!
Un'ora e quaranta di musica piuttosto approssimativa e a tratti largamente sotto media.
Una volta Brancaleoni cantava meglio, sulla band non posso dire molto, si fa il minestrone con la verdura che si trova sotto mano...

Fattore positivo della serata: Brancaleoni almeno parla un inglese accettabile e si evita le figure di merda turboioniche di Petrini (Chillin Istvurd) e prende i congiuntivi.
Qualche volta canta anche.

Fattore negativo: audio regolato completamente a cazzo nella diretta video. Zero volume a tromba, trombone, chitarra e basso. Così é difficile capire se funzionano gli arrangiamenti...

Momenti salienti da ricordare nei secoli:
-Stop di La Piana cannato sul suo arrangiamento di Strangers
-Stecca di Brancaleoni su Metti una sera
-Ritornello bucato da Branca su Tu vuò fa l'americano
-Orripilante versione di My Favourite
-Se telefonando orripilante sotto tutti gli aspetti
-Sway totalmente in acido.



sabato 4 luglio 2020

Petrini Big Band Unchained



Mercoledì primo e giovedì due luglio 2020
Teatro No'hma Milano
Gran Finale di Stagione con la Giampaolo Petrini Big Band.

Lo spettacolo per ragioni sanitarie (e forse anche umanitarie per permettere agli appassionati di musica di fuggire rapidamente) si é tenuto all'aperto nel vicino spazio della piscina comunale ed é stato anche trasmesso in streaming all over the world tipo benedizione di Pasqua.

Video prima serata dalla galleria YouTube del Teatro.

Legenda: le parti in corsivo sono le testuali parole di Petrini ed i titoli sono la traslitterazione della pronuncia inglese del medesimo.


Primo brano: soliti rifiuti tossici di Buddy Rich con contorno di Saxofono for me, Corvaglia per due chorus sembra andare bene, poi inizia a sbulaccare. Nello special mi sembrano un po' slegati, Petrini passa tutto il tempo a suonare tutto quello che si trova attorno: rullate e spiattate continue e a cazzo.


Secondo pezzo di cui trascrivo testualmente la pronuncia: Mònlin Serenede.
Suonata velocissima ed in moto ignobile.


Terzo pezzo: The Cut di Neal Hefti nel solito arrangiamento merdoso di Bob Mintzer e che con i fill di Petrini che vanno lunghi di 1/4 non migliora di certo. Solo di Garino ed ecco dimostrato come Parker avrebbe suonato il tenore (si, lo so che lo ha suonato specialmente in gioventù). Assolo comunque buono. Segue il Supremo in surplace mentre il ride con un suono fastidiosissimo di Petrini mi sta perforando le orecchie peggio delle unghie sulla lavagna.

Dopo lo special inesistente ci delizia Begonia che riesce a fare più note del solito. O magari è solo in crisi di astinenza, ma comunque fare note che hanno un senso gioverebbe.
Un pezzo bello diventa una fatica assurda da ascoltare.

Bravi, ben fatto.
La cosa più piacevole è l'antifurto che suona in sottofondo.

Petrini saluta il pubblico presente: "Vorrei presentarvi questa Big Band che stiamo insieme da 20 anni" e poi continua dicendo che "nel Jazz si può battere le mani anche durante gli assolo, non è un classico" (immagino intendesse dire che non è un brano di musica classica).

Poi presenta i musicisti:
Garino (ts), Corvaglia (ts), Bonadé (as), Tardito (as), Costantini (bs)
Antolovich (tb), Begonia(tb), Brignolo (tb)
Lapio (tp), Vigna (tp), Cocon (tp), Vaglio (tp)
Liberti (db) e Gorler (kb) facendo notare che "Liberti suona anche il basso elettrico e non solo il contrabbasso", come se suonare il basso elettrico fosse un plusvalore per un contrabbassista e non un richiesto, ma funesto obbligo.

Terzo pezzo Strike Up The Band con arrangiamento di Sam Nestico che era un sassofonista della Big Band di buddy Rich.
Sammy Nestico sassofonista??
Sassofonista nella Big Band di buddy Rich??¿??
Non sarà mica Sal Nestico?
Portatelo via, please. Manco sa di cosa parla

I sassofoni e gli ottoni e le ance sembrano un po' fuori allineamento, particolarmente trascurabile il solo di Bonadè che in realtà parte bene, ma dopo una dozzina di barre va all'aceto.


"Ora facciamo l'angolo delle colonne sonore", il quarto brano é di Telenius Monk: Raund Midnit che è stato anche un film con la regia di Chillin Istvurd... 
Minchia, pare Nino Frassica, non so se ridere o piangere.
Dopo faranno un tributo a Nino Rota richiesto espressamente dalla direzione del teatro.

Almeno su 'round Midnight riescono a non andare al doppio dei BPM come sempre, ma comunque  Petrini suona troppo e troppo avanti, tanto che il pezzo non sembra una ballad.
Poi se lui continua a spiattare così pare la banda di un paese sperduto in val d'ayas con i piatti fatti dalle pentole Aeternum; Begonia fa praticamente il volo del calabrone come cadenza e io vorrei sparargli un favo nella campana.

Quinto pezzo tributo a Nino Rota; sì comincia con il tema de Il Padrino eseguito solo da Cocon, puoi parte tutta una cagnara che indica che dovrebbe essere iniziato l'arraggiamento per Big Band.

Uno schifo che oscilla tra l'orchestrina di liscio (con buona pace di Mirti) e ala banda da circo scrauso di periferia. Notevole l'arrangiamento di 8 e mezzo a rumba, il finale del medley é un accelerato tipo matrimonio in campo rom. Ma dove cazzo l'ha trovato questo arrangiamento che dice essere pure stato difficile da trovare? Nello scantinato del reparto criminale del manicomio di Collegno??
Alla fine del brano dopo aver incitato il pubblico a battere le mani sulle marcette del cazzo di Rota ha esclamato "abbiamo fatto a come a Vienna come Radeschi"... detta a Milano poi questa frase é bellissima.

Sesto pezzo: Opus One di Tommy Dorsey eseguita decentemente, non troppo veloce, anche se comunque un po' più veloce dell'originale e quindi con perdita di un pò di swing.
Mi piacerebbe vedere la gente che prova a ballare su 'sta roba...  Il solo di Vigna è buono, ma non mi convince del tutto nel timbro che sembra un po' strozzato, segue assolo del Supremo.

Come Settimo pezzo Petrini annuncia un classico delle Big Ben: Sing Sing Sing, ma è una fake news perché si è pisciato la scaletta e perdipiù s'é pisciato l'unico brano nella scaletta scritto da lui: Bisi (Busy).
Busy è una roba latin - jazz - funk con (stranamente) tanta, tanta, ma tanta batteria.
Chiaramente essendo il suo acquario lui ci nuota bene.
Solo di Cocon in stile cubano a cui si allinea anche il Supremo in stile Habana, Brignolo discreto senza sbrodolare. Tardito buono, poi sciolgono Costantini nella versione Tito Puente (o forse é terapia occupazionale) che parte per la tangente e fa un solo di conga. Liberti buono (stiamo parlando del Comunque Ottimo..), inutile solo di batteria e poi altrettanto inutili gli scambi.
E poi dicono che i soli di contrabbasso sono noiosi, ma almeno noiosi non vuol dire molesti. W i soli di contrabbasso!
Giudizio su Busy: molto rumore per nulla.

Finalmente arriva il brano numero 8: Sing Sing Sing di Luis Prima portato al successo dal grande batterista Gene Krupa (già già) poi però dalle retrovie qualcuno deve suggerire la cosa giusta perché si corregge in "Gene Krupa batterista della Big Band di Benny Goodman".
Petrini ne approfitta per salutare il maestro Franco Cerri con cui ha cominciato la sua carriera e che non ha potuto invitare poiché gli han detto che sta poco bene.
E menomale, perché a sentire 'sta merda sarebbe morto secco.

Finalmente suonano l'originale non quell'altra merda che fan sempre, ma poi parte il brano a velocità doppia e io rimpiango la versione che suona di solito (Sing Sang Sung), perché questa è un immensa schifezza scolpita da un monoblocco di merda pressata.
Che schifo, è orrenda, ma va a fare trap.. 
La parte jungle è tutta molto pasticciata e come se non bastasse Petrini si fa un altro assolo di batteria; anzi no è più un break lungo. Ma il solo di clarinetto?? No?
Alé, QUESTO é il solo di batteria inutile, brutto e molesto quanto la maggior parte dei soli di batteria. Un minuto e trenta secondi di pura molestia: pare John Bonham... poi riprendono il tema sempre velocissimo e confusissimo.


Pezzo numero 9: The cicchen dei miter report, siamo negli anni '80 delle big band. E subito dopo aggiunge: Un saluto e un applauso anche ai cameraman di streaming, siamo in tutto il mondo, però non suoniamo dal vivo non on-line. Vabbé, sciogliete i cani...
 Il pezzo è la solita roba squallida da saggio musicale di fine anno, ma loro la suonano comunque meglio rispetto al resto del repertorio della serata; assolo di Bonadé cui segue ripugnante ed insulso assolo di Lapio che prende in totale una frase e due riffs in un guazzabuglio di note completamente a caso. Discreto assolo di Brignolo, Costantini fa un solo non male per una serata del '69 al Village Vanguard.
Sul solo del Supremo Gorlier arriva la svolta salsa, tanto per non far scendere il livello dello schifo.

Il solo Di Liberti è semplicemente meraviglioso e passerà alla storia più che altro perché Petrini  non ha suonato.

Poi la Gianpaolo Petrini diventa Big Beng (la gangbang la fanno sul palco, alla musica).


Sembrava che ce la passassimo liscia e li lasciassero smobilitare ed andarsene a dormire meditando sui loro peccati mortali e invece purtroppo annunciano il decimo pezzo che é il bis: In the mood.
Tutto suonato a velocità smodata, 0 swing, tutto smarmellato e piatto.
Ance alla spicciolata, meglio il secondo tema anche se sulla B c'è un po' di affanno. Lo scambio tra tenore ed alto si perde nel marasma. Bene Vigna.
Fare rimpiangere Glen Miller é comunque un'impresa non facile.

Finalmente la Big Ben saluta e si sciacqua via.



Video seconda serata dalla galleria YouTube del Teatro.

Seconda serata, 2 luglio 2020.
Per circolarità poetica si apre come si era chiuso il concerto di ieri, con In the Mood, ma questa volta suonato a velocità ragionevole.
Resta comunque poco lo swing e le ance sono slegate tra di loro.

Il secondo pezzo é Taichetetrein (che Billy abbia pietà di noi) con solo da 41 bis di Lapio.

Terzo brano: Caravan. Un po' troppo veloce e più salsa che latin. Si sente quasi solo Costantini (che tra l'altro non mi pare tanto all'unisono); assolo assurdo di Tardito posseduto dallo spirito di Ornette.
Poi a peggiorare le cose ci pensa Begonia.
Poi di nuovo parte un antifurto come ieri sera.
Ah, no, é Cocon. Cmq il suo solo é il più ascoltabile di tutti anche se un po' tamarro.
Poi ritorna il tema e i casi sono tre: o io sono diventato pazzo, o qualcuno é fuori tempo o qualcuno é stonato perché non funziona un cazzo.

Cadono delle gocce e la dottoressa Pomodoro (la vecchia in carriola tenutaria del teatro) annuncia che in caso di pioggia è già stato allestito il palco nel teatro e che gli spettatori potranno finire di sentire il concerto al chiuso.
Oddio... Annuncia... annuncerebbe se sono si ricordasse di parlare dentro il microfono anziché agitarlo come se fosse un piumino swiffer.

Dopo aver tranquillizzato il pubblico Petrini stacca senza annunciarla prima col suo tipico Uan, tü, Uan, tü, tri Sophisticated Lady.

Ma che cazzo, s'é comprato l'omnibook di Duke Ellington? A questo punto spero che mi suonino The tattooed Bride.
Anzi, meglio di no.

Tempo giusto, primo tema esposto bene da Corvaglia anche se avrei preferito lo facesse Costantini e poi sulla ripetizione del tema parte un orchestrazione orribile.
Sul solo di Corvaglia il brano diventa un medium swing e Corvaglia, tanto per cambiare, suona bebop.
Poi si ravvede, ma Carney ha sofferto molto.
Avrei persino preferito un solo di Gonsalves.
Buona la cadenza finale, ma farla più corta sarebbe meglio.

Sofistichet Lady finisce e si passa al quinto pezzo di nuovo non annunciato: C Jam Blues.

Sempre peggio, il top dello schifo di Ellington, ma ormai é chiaro che ha comprato il Best of...
E non nella versione con gli arrangiamenti scritti dal Lincoln Center. Magari se scrivesse a Marsalis gli manderebbe i loro, visto che li mandano a tutte le scuole di musica che ne fanno richiesta.
Solo buono di Corvaglia, poi la Antolovich che fa un solo piuttosto piatto e monotono. La versione studiata dei soli della Semeraro.
Assolo molto interessante da parte del Comunque Ottimo molestato dal charlie di Petrini.

Rientro sul tema (se così si può parlare di tema di C Jam Blues) piuttosto slegato.
Segue solo ottimo del Sublime.
Il finale credo se lo siano inventati di sana pianta.


Proseguono con un brano sempre di Sam Nestico l'arrangiatore di Count Basie, non so perché usi il "sempre" anche perché sarebbe il primo della serata, comunque si vede che qualcuno gli ha detto due paroline ieri sera perché non lo confonde più con Sal Nestico.

Il pezzo é Badlófanc.
Essendo pezzo funk risulta molto meglio suonato dalla Petrini BB che più che spazzatura non può fare.
Solo criminale di Bonadè che si perita di evitare tutte le note buone. Meglio di lui potrebbe fare solo Lapio.
Confusione sull'ordine dei soli e la spunta -putroppo- Begonia. Ogni commento é superfluo.
E di seguito Lapio.
Minchia! La triade della morte!
A me cominciano a sanguinare le orecchie.
Garino fa un solo funk col tenore, ma purtroppo nonostante un po' si impegni gli viene comunque meglio che agli altri tre. Ma bastava davvero poco.
La palla passa al monumentale Gorlier e poi torna a rotolare nel cortile di quel centro diurno che é 'sta Big Band.
alla fine dell'esecuzione il pezzo ora si intitola  Bandofunk.
A gentile richiesta della direzione del Teatro il cui nome Petrini non riesce a pronunciare mai, si bissa il medley rotariano già evacuato ieri sera.
Io vado a vomitare.


Segue Bassicalli Blus della big bens di Buddy Rich degli anni 70/80. Qualunque cosa significhi.
E dietro, sullo sfondo, all'orizzonte comincia a manifestarsi l'ira degli dei sotto forma di lampi e tuoni.
Io mi aspetto che un fulmine incenerisca Begonia a metà del solo, visto che il metallo attira i fulmini.
Altra indecisione sull'ordine dei soli e parte il solo di Garino.
Finalmente sento un solo sensato nella sezione delle ance, ma dura poco giusto il tempo di far sedere Garino e far alzare Bonadé che però stranamente fa meno schifo del suo solito.
Brignolo é un po' il Giovannini di questa Big Band, fa il suo senza esporsi troppo.
Solo molto piacevole di Vigna.
Anche Costantini non fa male, finché non smatta facendo lo scat che, senza microfono, é utile e fruibile quanto un solo di Bonadè.
Gorlier supremo come si addice.
Poi parte una roba che pare più un camion che blocca le ruote in autostrada che il rientro sul tema della band.
Finale con modulazione sanremese.


Altro brano di Sam Nestico, arrangiatore della BB di Buddy Rich (ma arrangiava tutto lui??l: Igottatrai.
Almeno stasera non fanno tutto a tempo doppio, si attengono abbastanza agli originali.
A me comunque Costantini sembra sempre un po' indietro...
Corvaglia buon solo, scambia con Garino che fa bene pure lui.

Il pezzo nel suo insieme va via abbastanza piacevolmente.

Poi viene annunciato che faranno una specie di Sing Sing Sing che si chiama Sing Sang Sung che ha fatto un americano che si chiama Gudvin. Più chiaro di così...

Io so già che é una roba ripugnante che grida vendetta a Dio e agli uomini e quindi entro cinque minuti in coma per preservare le mie funzioni vitali.

Prima di attaccare l'abominio Petrini esclama tronfio: "Avete visto che abbiamo anche fatto smettere di piovere?"
Nessuno gli ha risposto: "evidentemente perché vi scansano anche le nuvole!". Strano.

Esco dal coma per sentire e godermi il solo di Tardito al clarinetto. Finalmente della musica? Se solo esagerasse meno sarebbe pure meglio.
Anche Cocon se la cava bene, anche se viene sovrastato nell'audio da clarinetto perché evidentemente il fonico si é dimenticato di riabbassare il segnale del microfono di Tardito, perché è la prima volta che una tromba -specialmente suonata da un acutista- viene sepolta da un clarinetto suonato sullo chalumeau.


Finiamo con Brdland suonata veloce come fanno sempre e senza nemmeno un soprano.
Ma con i microfoni regolati male fa abbastanza divertire sentire le seconde e le terze parti più forti delle prime.

Come bis ristuprano Sing Sing Sing  fatta di nuovo veloce e con tutti i volumi degli strumenti sballati é pura psichedelia, roba da far impallidire Syd Barrett.
Non so che arrangiamento sia, ma non sono sicuro che fosse quello di Louis Prima o di Benny Goodman.

Il solo di Petrini dimostra che per lui suonare la batteria è equivalente ad essere un bambino di 8 anni a cui è stata appena regalata per Natale.

Dissolvenza.
Nero.
Luci in sala.