Chiaramente tutto ciò passa sempre di più per la rete ed i social che sono l'unico punto di aggregazione e comunicazione di quanto si sta tentando di fare. Pertanto ogni giorno mi faccio un giretto per vedere se e cosa viene proposto dalla vita musicale torinese. Raccolgo qui un pò di post a mio parere significativi catturati in giro negli ultimi 15 giorni.
Comincerei dal solito Mirti così me lo tolgo subito di torno; in questi giorni vari sono stati i suoi posts oscillanti tra l'euforico ed il depresso. Uno però mi ha stregato per l'inarrivabile livello di chissenefrega che ha raggiunto.
Mi ha affascinato il concetto del "io scrivo, tu puoi chiedere, ma a me dei tuoi commenti frega un cazzo".
Cioè, parliamo pure di tutto, ma non mi rompere il cazzo, frase meravigliosamente ossimorica.
In pratica lui scrive che cazzo vuole e chi non é d'accordo con lui può essere benedetto dalla sua spiegazione, altrimenti vaffanculo.
Apprezzo invece molto il richiamo al rispetto della Netiquette (rispetto direi unilaterale, lui scrive che cazzo vuole caro amico chitarrista cagacazzo) che di questi tempi é un pò sottovalutata.
Apprezzo moltissimo la pena per chi non la rispetta: viene eliminato.
Non ho chiesto, per non sembrare un venditore di aspirapolveri, se la cosa fosse da intendersi fisicamente o solo dai social media. Comunque a buon intenditore...
Dopo il Mirti -ormai ospite fisso- abbiamo un altro gradito ritorno, il sassofonista mascherato che posta un suo video di un pezzo classico (Débussy) aggiungendo dei commenti e delle motivazioni che a mio avviso partono da una idea saggia e finiscono però mettendo insieme carote e tulipani.
A parte lo svarione. di sintassi, mi chiedo cosa c'entrino Débussy, il sistema che giudica le opinioni ed i gusti del singolo e la morte di George Floyd.
Ho provato a fare mente locale, ma non trovo legami tra quello che lui scrive nel suo post e il comune razzismo provocato da fanatismo, stress, frustrazione ed ignoranza
con contorno di abuso di potere.

Non credo che nessuno tra coloro i quali reputano Débussy uno che ha prevalentemente composto musica di merda diventi tanto esacerbato da andare in giro ad uccidere francesi (o cinesi o negri) per odio come
ritorsione per le afflizioni provocate dalle esatonali
.
Cualuncuemente non posso esserne certo e quindi lascio aperta la porta del dubbio che magari abbia ragione l'amico sassofonista.
Mala tempora currunt se persino il Lincoln Center fa una simile Facebook Story per pubblicizzare un evento in cui il peraltro scarsino clarinettista dell'orchestra fa un tributo a Benny Goodman.
Lo so, é certo difficile capire la sottile differenza tra un clarinetto ed un sassofono (uno é nero dritto, a sezione circolare e di legno mentre l'altro é in metallo laccato, generalmente ricurvo ed a sezione conica) ed altrettanto difficile sapere che Goodman suonava il clarinetto (rare volte il sax tenore) perché il sig. Goodman é poco noto nell'ambiente musicale statunitense.
Tuttavia credo che il lavoro di social media manager imporrebbe di accertarsi di queste cose e mettere una foto di Goines con un clarinetto e non con un sax tenore.
Passiamo quindi al Jazz Club Torino che tenta di uscire dalla quarantena organizzando un evento ESCLUSIVO per il primo giugno (tenete a mente la data).
Al di là della locandina fashion e accattivante in stile Becero/Briatore e della scelta del titolo della serata che fa pensare ad orde di zoccole idiote (ma vestite benissimo) e di calciatori che non saprebbero trovarsi il culo nemmeno se glielo si dipingesse con la vernice fluorescente, la cosa veramente esilarante arriva nella descrizione dei dettagli della serata.
Lunedì primo giugno secondo loro sarebbe la vigilia della festa dell'unità d'Italia.Credo basti ed avanzi per avere le convulsioni dal ridere.
Ma nel caso in cui si voglia proseguire e tenendo bene a mente che si festeggia la Festa dell'Unità d'Italia, allora gradire mi si spiegasse le motivazioni filosofiche della scelta dell'insalata viennese tra gli antipasti.
Non si era appunto conbattuto contro gli austriaci per unificare l'Italia??
Piuttosto avrei preferito come antipasto un flan o un vitello tonnato...
Ma andiamo avanti, il risotto allo Champagne é celebrativo dell'alleato Napoleone III che tanto aiuto ha dato alle battaglie risorgimentali (e che in cambio di Toscana e Emilia s'é preso Nizza e la Savoia).
Si prosegue conun piatto non solo risorgimentale, ma direi squisitamente piemontese nella tradizione della culla musicale della prima capitale d'Italia: la lonza al Curry. Mavaffanculo.
Idem per la coppa la frutto della passione.
Meno ricchionate fashion e più iniziative concrete per uscire dalla merda sarebbero gradite, non 'ste robe per pitechi italici.
L'ultimo -ma non meno importante- aggiornamento riguarda Giulia Damico che in questo weekend ha lanciato il suo primo album solista (anche se credo probabilmente si il primo tout-court) in cui omaggia Thelonius Monk.
Per cui a me frega totalmente meno di un cazzo, visto che Monk mi fa cagare e quindi se ne possono fare polpette per i maiali, ma resta il fatto che di tributi a Monk ce ne sono a tonnellate e che forse avrebbe potuto scegliere qualcosa di più ardito o meno inflazionato.
Molto carino comunque il post di Fabio Giachino che "consiglia" il lavoro discografico di Giulia ed ho molto apprezzato il fatto che almeno lui non ci suoni.
Ho ascoltato dei samples delle tracce presenti e a me tutto ciò ricorda molto da vicino il lavoro proposto alla sua tesi di laurea a Milano (e infatti i musicisti sono tutti milanesi) e riproposto al Jazz Club come concerto per la festa di laurea.
Ovviamente suonato meglio con un organico più completo e arrangiamenti leggermente diversi (ma proprio di poco).
Molto apprezzabile il lavoro del suo ufficio stampa che é riuscito a farla arrivare alla pagina della cultura del Corriere della Sera, d'accordo che di questi tempi di chiusura delle attività culturali un pò tutto potrebbe finire nella pagina della cultura, ma la cosa é davvero ragguardevole.
Mi domando se lo fosse anche il prezzo da pagare.
Come ragguardevole é la bruttezza della foto che la ritrae in uno stato apparente di salute precaria. Pare la protagonista di Cristina F. da quanto pare denutrita e con le occhiaie. Cazzo, Giulia é molto più bella di così.
Ma magari adesso vanno di moda le cantanti
pericolosamente magre...
Unica cosa, io mi sarei evitato la frase "mentre su quelli in streaming sarà distillato un brano per volta ogni 15 giorni.." fa proprio cagare ed é fin troppo ossequiosa da risultare stucchevole,
Fatto sta ed é che io dagli ascolti sono rimasto molto colpito e quindi prossimamente mi farò un ascolto completo della monkata di Giulia.






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