Dalla collaborazione di 12 Enti (tra cui addirittura l'Unesco) che a leggerli tutti ricorda lo scioglilingua dell'Infotraffico (in collaborazioni con Eni, Agip, Aiscat, Società Autostrade,....) uno si potrebbe aspettare un eventone, Peccato, sarà per la prossima volta.
Stavolta ci becchiamo tutto lo stesso giorno e 4 set su 5 pure alla stessa ora (avranno preso ripetizioni su Aristotele da Piccirillo & Co.). Probabilmente é stato escluso a priori che non si potesse essere essere interessati contemporaneamente a Swing, Dixieland, Bebop e Free. Ora é certo che nessun purista del Dixie o dello Swing (generalmente le due fazioni si tollerano) metterebbe mai piede dove fanno Bebop o Free, ma appunto, gli amanti dei Boppers e di quelli che non sapendo suonare lo strumento fanno il Free, di solito si interscambiano ed interagiscono tra loro come fanno le altre due fazioni.Trovo perciò mesto ed avvilente dover mettere le 4 o 5 persone a cui é arrivata la notizia che a Torino in 'sti giorni c'é gente che suona nell'imbarazzo di scegliere.
Solo un piccolo appunto all'organizzazione: il dixie non si fa fare alla Bandragora (scarsi da far sembrare Bandakadabra Count Basie), la si fa fare a chi é capace (posso fornire almeno 3 nomi di gruppi in grado di suonare dixie), non si fanno performance di ritmi e danze africane (al massimo qualche cenno) perché siamo ben prima delle origini del jazz e del dixie e il coro di spirituals tenetevelo per Natale in Giostra.
Poi é certo che se l'organizzazione dei vari set in giro per il territorio é stata come quella di Comala, allora il tempo per vedere più di un evento c'era tutto.
Comala ore 16: Swing.
Si esibivano Big Band Theory di Luca Begonia (Arcote) e Orchestravante di Antonino Salerno (CFM Città di Torino). Gli elementi dell'Orchesrtavagante dovevano trovarsi pronti, con leggio, parte e vestiti (di nero e al sole...) nel retropalco alle 17:45 ora in cui più o meno avrebbe finito Big Band Theory.
In pratica, i primi ad iniziare alle 17:40 sono stati 6 autoproclamati attori che guidati da una sedicente regista hanno letto con una dizione che mi fatto rischiare l'epilessia pagine del Grande Gatsby di Francis Fitzgerald Kennedy (così ha detto la regista....).
Chiaramente nel frattempo al primo piano del Comala si svolgeva la liturgia quotidiana della lezione di prova di Lindy Hop, chiaramente a cura dei Lindy Bros.
Alle 18:40 una volta sgomberati gli "attori" ha cominciato Luca Begonia con i suoi e continuo ad aspettarmi qualcosina di più dai ragazzi di Luca Begonia.
Presumo che circa un'oretta dopo abbia incominciato anche Antonino con la sua big band, ma io ero ormai lontano a sentire musica.
Alle 16 invece posso dare per certo che era partito regolarmente l'eventone-novità (?!) del tram col jazz dentro. Danilo Pala e il solito minchia di DJ Set di Margiotta. Danilo ha uno stile che non mi piace perché troppo parkeriano, ma almeno lo strumento lo suona e bene. Sui DjSets non ho altro da aggiungere a quanto sempre sostenuto.
Ci sono stati solo in paio di Imprevisti (stile Monopoli): il primo é che Danilo Pala non ha suonato ed il secondo é che-fortuantamente- nemmeno Margiotta ha avuto modo di esibirsi. Il Tram (GTT era tra le associazioni che partecipavano all'organizzazione) ha avuto la buona idea di spegnarsi. Di colpo. In Via Monginevro. Dopo i reiterati ed inutili tentativi di rianimarlo i tecnici GTT dopo una mezz'oretta ne hanno dichiarato la morte e allestito per farlo portar via (presumo dall'AMIAT/IREN).
Che tristezza, che pochezza, che squallore...
Si, si può morire dentro.
Basta assistere alla scena dell'uomo sandwich in Borgata Lesna che non aveva nemmeno un cartellone rigido in cartoncino, ma de manifesti di carta abborracciati alla cazzo di cane.
Se si può trovare un'immagine dello schifo di questo Narrazioni Jazz credo la si possa trovare lì, iconica come poche altre,
Impressioni finali sul programma: mettercisi in 12 a partorire 'sto topo é già degradante per il genere umano, se poi le cose sono tutte arrozzate, fatte all'ultimo e fatte tardi e male, beh... é evidente che il darwinismo ha fallito.

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