giovedì 25 maggio 2017

Pago i miei debiti

Quello che é giusto é giusto e quindi devo "pubblicamente" fare ammenda di almeno due anni di sevizie ed insulti a cui ho sottoposto Manùel Volpe quando dirigeva il laboratorio di World Music in cui suonavo anche io.
Per due anni k'ho sbeffeggiato, ho cassato le sue idee e preso in giro la sua scrittura delle parti,
Specialmente mi accanivo sulla sua passione per l'afrobeat che é un genere di musica che ho sempre ritenuto dovesse essere di strettissimo appannaggio degli Yoruba e dei loro discendenti diretti e non di persone bianche figlie di persone bianche.
A volte i bianchi ce la possono fare. E' raro, ma ce la possono fare mettendoci rispetto, cura e tanta tanta passione. Ne ho avuto la prova ai Magazzini sul Po durante il concerto di Manùel e della Rhabdomantic Orchestra un tre settimane fa. Sono stati veramente pregevoli sotto tuttii punti di vista. Ciò non toglie che a me l'afrobeat continui a rompere i coglioni dopo 5 minuti, ma va riconosciuto il merito a chi ha suonato di aver saputo tirare fuori la propria Africa interiore.

Oltre a questo, devo dare a Manùel anche i meriti per aver confezionato (un anno fa ormai) un gran bell'album: Albore by Manuel Volpe & Rhabdomantic Orchestra.
Di rado mi é capitato nel corso degli ultimi 10 anni di ascoltare un album in cui tutte le canzoni fossero piacevoli, ben scritte e ben eseguite.
Questo album un pò si colloca nel filone di musica raffinata per far colpo sulla ragazza nel dopocena, filone che vanta illustri predecessori sa Harold Melvin and The Blue Notes a Barry White fino ad arrivare a Mario Biondi passando per un paio di albums di quel cialtrone di Coltrane.
Ecco, questo é un album che non sfigura per nulla in mezzo a questa serie di mostri sacri (o presunti tali) e il fatto che io conosca personalmente o abbia suonato con molti dei componenti della Rhabdomantic non altera il mio giudizio di grande stupore per la riuscita. Io all'inizio non ci avrei messo 50 lire sul lavoro di Manùel, ora tutte le volte che lo incontro gli chiedo scusa.
Posso solo fare due appunti generali a proposito di Albore: la voce di Manuel é veramente irriconoscibile, tanto vale trovare qualcun altro che canti; a volte é un pò troppo "piacione" nel senso che strizza parecchio l'occhio a quella musica lounge anni '90 delle raccolte Buddha Bar... Ma se fossero questi i massimi problemi della musica in Italia io sarei felice.
Bravo Manùel, brava la Rhabdomantic. Ovviamente vi aspetto al varco col prossimo lavoro...

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