A volte ritornano. Come la peperonata. Come l'associazione Culturale Giardino Forbito, che non paga di aver preso un posto nel bando con la genialata del reading a Porta Nuova, si ripropone (come appunto la peperonata) sempre nella zona Porta Nuova (che fantasia, e che diffusione territoriale eh..?!?) con ben sei appuntamenti dal titolo evocativo di Strange Fruit.
Per chi ne sa appena qualcosa di jazz Strange Fruit è una canzone estremamente interessante non tanto dal punto di vista musicale, quanto da quello di costume.
Si tratta di un pezzo scritto da un insegnante di origine ebrea (Abel Meeropol) e cantato da Billie Holiday nel 1939 e che trattava dello scabroso tema dei linciaggi a sfondo razziale negli Stati Uniti.
La casa discografica Columbia si rifiutò di produrre il disco e non fornì alcuna spiegazione ufficiale, il motivo può essere solo ipotizzato: da un lato, la canzone, specialmente per il pubblico bianco degli Stati del Sud, sarebbe stata troppo scandalosa e compromettente, dall'altro avrebbe significato stilisticamente una grossa rottura rispetto al repertorio standard della Holiday, che prevalentemente consisteva in tipica musica da club. Comunque l'artista ottenne il permesso di pubblicare la canzone con la Commodore Records, una piccola casa discografica ebrea di New York.
E questa é la cosa più interessante che si può dire a proposito del progetto presentato a Narrazioni Jazz
Impressioni finali sul programma: sono piuttosto certo se ne potesse pure fare a meno.
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