La città di Torino per 29 anni é stata la sede del Salone Internazionale del Libro, ora non sto ad entrare nella solita spirale rancorosa con Milano che si fotte tutte le idee di successo nate a Torino, anche perché non é vero. Parecchie se le é fottute pure Roma.
Resta comunque il dato incontrovertibile che -fatta eccezione per i primi anni- il Salone era solo una gigantesca libreria (pure cara).
Nel 1987 c'erano i modem a 28.8Kbps e al più ti potevi collegare con le BBS, quindi avere tutti gli editori italiani e anche editori di paesi stranieri nello stesso luogo era di certo interesse. Ma che già nel 1997 i visitatori dovessero pagare un salato biglietto per entrare a vedere gli stand che Lingotto 2000 affittava a prezzi da centro di Tokyo agli espositori e che i libri fossero a prezzo di copertina rendeva palese l'inanità di un simile baraccone nell'epoca in cui molto era già disponibile su Internet.
Nell'era di Amazon, degli e-books e dello streaming un simile Golem può servire solo a scopi clientelari.
Purtroppo però non é stato evidentemente possibile per la sindaco lasciar cadere ed augurare tutto il bene ai fottuti milanesi, no.
Lei la cultura proprio la ama, è una linfa che le scorre nelle vene, é più forte di lei, quando sente la parole cultura, mette mano alla pistola.
Un piccolo segno di quanto la cultura sia in cima ai pensieri della sindaco e della assessore:
Titolo della foto:
Torino che, anche se leggesse, non ci capirebbe un cazzo.
Si ringraziano -oltre che gli sponsor- tutte quelle menti sublimi che hanno partecipato al brainstorming per partorire 'sta cagata.
E' chiedere troppo aspettarsi che vengano indicati i luoghi degli eventi? Evidentemente SI
Prossimamente mi dedicherò alla gioiosa pantomima di neoregime chiamato Narrazioni Jazz.

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